San Michele Arcangelo: Patrono di Castrignano del Capo

Castrignano del Capo è un comune situato nella zona più meridionale del Salento, di cui fa parte la rinomata marina di Santa Maria di Leuca, spesso definita il paradiso delle vacanze salentine. Il paese, che conta circa 5000 abitanti, è situato a circa 4 km da Leuca e conserva ancora intatto il cuore del suo borgo medievale. Del suo territorio fanno parte anche Santa Maria di Leuca e i due piccoli borghi di Giuliano di Lecce e Salignano.

Veduta panoramica di Castrignano del Capo con il borgo storico

San Michele Arcangelo: Il Patrono e la sua Devozione

Il Santo Patrono di Castrignano del Capo è San Michele Arcangelo e si festeggia tradizionalmente il 20 settembre. San Michele Arcangelo divenne patrono di Castrignano del Capo nel 1778, con decreto pontificio, su richiesta dell'allora sindaco. La festa in suo onore si intreccia, da anni, a quella dedicata ai Santi Cosma e Damiano.

La Figura di San Michele Arcangelo

Michele è uno dei tre arcangeli menzionati nella Bibbia, insieme a Gabriele e Raffaele. L'arcangelo Michele è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde di Satana, essendo il comandante dell'esercito celeste che precipitò gli angeli ribelli del diavolo a terra. San Michele viene invocato per una buona morte ed è il santo protettore di diverse categorie professionali, tra cui paracadutisti, commercianti, maestri d'arme, poliziotti, merciai, speziali, fabbricanti di bilance e schermidori. Attualmente, è venerato e adorato come protettore dei commercianti e delle forze armate.

I Santi Cosma e Damiano: I Santi Medici

La festa di San Michele si lega profondamente a quella dei Santi Medici Cosma e Damiano. Secondo la tradizione, i due erano gemelli originari dell'Arabia, appartenenti a una ricca famiglia. Erano medici operanti in Siria e furono martirizzati sotto l’Impero di Diocleziano. Dopo aver appreso l'arte medica, prestarono la loro opera con assoluto disinteresse, senza mai chiedere alcuna retribuzione, né in denaro né di altro genere, sia dai ricchi che dai poveri, in applicazione del precetto evangelico: "Gratis accepistis, gratis date".

Secondo la leggenda, in una sola occasione una ricompensa, di tre uova, era stata elargita ai santi nelle mani del fratello minore Damiano, da parte di una contadina miracolosamente guarita. Durante le persecuzioni dei cristiani promosse da Diocleziano (284 - 305) furono fatti arrestare e, dopo ben cinque tentativi falliti di uccisione con vari e atroci mezzi, vennero infine decapitati.

Dopo il loro martirio, coloro che avevano assistito al macabro spettacolo vollero dare degna sepoltura a coloro che tanto bene avevano elargito in vita, cercando anche di rispettare la volontà di Cosma circa la separata sepoltura. Ciò fu loro impedito da un cammello che, secondo la leggenda, prese voce dicendo che Damiano aveva accettato quella ricompensa solo perché mosso da spirito di carità, onde evitare che quella povera donna potesse sentirsi umiliata dal rifiuto. Cosma e Damiano sono oggi considerati protettori di medici, chirurghi, farmacisti, dentisti e parrucchieri.

Icona raffigurante i Santi Medici Cosma e Damiano

Il Cuore di Castrignano: La Piazza e la Chiesa Madre

Il fulcro del paese è la bella Piazza di San Michele, dove troneggia al centro la statua dell'Arcangelo e dove si affaccia la Chiesa Madre a lui dedicata. È un posto molto accogliente e piacevole per consumare un aperitivo, grazie alla presenza di diversi bar con tavoli all'aperto. Tutto intorno si trovano bei palazzi antichi e ristrutturati, spesso trasformati in confortevoli B&B, botteghe artigiane e altre attività commerciali. A pochi metri di distanza si trova anche Piazza San Giovanni con una statua su un'altra colonna, anch'essa animata da graziosi bar. Il mercato settimanale si svolge il giovedì mattina.

Piazza San Michele a Castrignano del Capo con la statua dell'Arcangelo

La Chiesa Madre di San Michele Arcangelo

La Chiesa di San Michele, situata nel centro di Castrignano del Capo, è dedicata a San Michele Arcangelo. L'attuale struttura risale al 1743, edificata sulle rovine di una chiesa precedente distrutta da un terremoto nello stesso anno. La consacrazione della nuova chiesa avvenne il 22 dicembre del 1751 alla presenza del Vescovo D. Luigi D’Alessandro.

Edificata in stile barocco, la chiesa conserva ancora alcuni tratti della preesistente struttura rinascimentale, originariamente costruita tra le due torri dell'antica rocca. Realizzata in carparo, la chiesa misura 36 metri di lunghezza, 11 metri di larghezza e 17 metri di altezza. Il prospetto è caratterizzato dal portone centrale, decorato con bassorilievi e stemmi che ricordano la vecchia chiesa, e da una statua di San Michele in pietra, adagiata al centro di una cornice che poggia su due colonne laterali.

Facciata della Chiesa Madre di San Michele Arcangelo

L'interno, ad unica navata, presenta sei altari laterali (tre per lato), tra i quali si distinguono per importanza quelli dedicati alla Pietà, alla Madonna del Rosario e a San Michele. Quadri e tele settecentesche raffigurano Sant'Oronzo, San Michele Arcangelo, San Giovanni Battista, la Madonna delle Grazie e la Visitazione della Beata Vergine Maria. Nella navata di destra, al di sopra del terzo altare, si trova un imponente organo costruito dall'illustre artigiano Sebastiano Kircher nel 1751.

Di particolare pregio artistico è la statua in legno datata 1707, opera del napoletano Nicola Fumo, raffigurante San Michele Arcangelo, oggi conservata in una nicchia della Chiesa Madre. Una leggenda popolare vuole che questa statua non sia appoggiata su un piedistallo, ma che vi sia un millimetro di spazio fra il piede e la base. Numerose sono le leggende e le credenze tramandate; una di queste vuole che la statua fosse destinata alla parrocchia di Patù, anch’essa sotto il patrocinio di San Michele Arcangelo, ma che poi, al termine del viaggio di trasporto, fosse stata consegnata, per errore, all’allora parroco di Castrignano. Nel 1970, in seguito alla riforma del Concilio Vaticano II che prevedeva il sacerdote celebrante rivolto verso i fedeli, il presbiterio fu privato del raffinatissimo altare maggiore in marmi pregiati e della balaustra.

La Nuova Statua di San Michele nella Piazza

La statua del protettore del paese è tornata sulla colonna della piazza principale di Castrignano del Capo. La nuova opera, che ha sostituito l'originale in pietra leccese risalente al 1859 (colpita due anni fa da un fulmine durante un violento temporale), è stata realizzata in bronzo dal maestro Martino Carluccio di Muro Leccese, rispettando fedelmente la precedente. Nel pomeriggio di giovedì 22 settembre, numerosi abitanti hanno seguito le operazioni di sollevamento della pesante statua, che con l’aiuto di due enormi gru è stata collocata sulla colonna di pietra.

La nuova statua in bronzo di San Michele Arcangelo sulla colonna nella piazza

Arcobaleno su Castrignano del Capo | Piazza San Michele con la Colonna e la Statua di San Michele

Storia e Origini di Castrignano del Capo

Il borgo di Castrignano del Capo ha origini molto antiche ed è strettamente collegato a quelle di Santa Maria di Leuca. Sulla costa del capo di Leuca, tra le grotte che si affacciano sul mare, gli archeologi hanno accertato la presenza dell’uomo già nel Paleolitico. Nonostante ciò, non abbiamo fonti certe circa la data della fondazione del borgo di Castrignano del Capo. Secondo alcuni, probabilmente sarebbe stato fondato dal centurione Castrinio, al quale furono assegnati questi territori.

In seguito alla distruzione di Vereto ad opera dei Saraceni, molte popolazioni scampate iniziarono a trovare riparo presso i borghi e le fortezze vicine. Quindi, "Castrum" divenne nel tempo il borgo di "Castrinum" e poi Castrignano. In seguito, per distinguerla dall’altra fortezza in Terra d’Otranto, Castrignano dei Greci, divenne Castrignano del Capo. L’antico stemma della città, su uno sfondo azzurro con una fortezza e due torri più alte, è una conferma di questa ipotesi.

L’antica fortezza romana fu completamente distrutta dal terremoto intorno al 1450. La fiera e combattente popolazione di Castrignano cento anni dopo eresse un nuovo fortilizio che però non riuscì a fermare i saccheggi ad opera degli Algerini che giunsero in paese attraverso Leuca nel 1624. L’età feudale iniziò con l’arrivo dei Normanni nel XII secolo e si protrasse fino alla fine del feudalesimo nel 1806.

Attrazioni del Borgo e Dintorni

Il Borgo Terra

Il Borgo Terra di Castrignano è uno dei siti più suggestivi e forse il più importante dal punto di vista storico, nonché una meta imperdibile durante le vacanze nel Salento. Si tratta di un intero rione, il più antico del paese, che, nonostante i rifacimenti subiti nel tempo, ne ha conservato la sua pianta originale a forma quadrata, rappresentando un vero e proprio angolo di Medioevo. Era una vera e propria fortezza costruita per proteggere gli abitanti dalle incursioni dei Saraceni nel corso del XIV secolo e in quelli successivi. Tra i vicoli spicca la bellezza di Palazzo Fersini risalente al 1460. Durante l’anno, il Borgo Terra ospita iniziative culturali e una particolare edizione del presepe vivente.

Scorcio del Borgo Terra di Castrignano del Capo

Altre Chiese e Siti

Oltre alla Chiesa Madre, a Castrignano del Capo si trovano:

  • La cappella di Sant'Antonio, risalente al XIX secolo.
  • La cappella di Santa Maria della Misericordia, costruita nel 1639 sulle rovine della chiesa di Santa Maria dello Trisciolo.
  • La cappella della Madonna delle Morelle, adiacente al cimitero, e poco più avanti la piccola cappella dello Spirito Santo.

Alla periferia di Castrignano si trova l’insediamento rupestre di Terragreci, un complesso di grotte rupestri con tracce di frequentazione antiche e bizantine. La strada che conduce a Leuca ha conservato ancora la presenza di due edicole votive.

Le Frazioni di Castrignano del Capo

Salignano: La Torre e le Chiese

La piccola frazione di Salignano è quasi attaccata al centro abitato del comune. La sua principale attrattiva è senz’altro l’antica Torre di difesa, divenuta anche il simbolo del paese stesso. Sull’architrave all’ingresso del monumento si legge chiaramente la data del 1550, anno della sua costruzione a scopo difensivo. Ha forma circolare, è alta 15 metri ed è dotata di cannoniere. Oggi è sede di mostre ed eventi culturali.

La Torre di Salignano, simbolo del borgo

A Salignano si trovano anche diverse chiese:

  • La Chiesa delle Rasce, ubicata in campagna dove un tempo sorgeva il casale Criminno. Secondo la leggenda, San Pietro durante il suo viaggio cercò riparo in una delle grotte rupestri nel territorio dove comparve un'immagine della Madonna, e gli abitanti innalzarono lì una chiesa nel 1679.
  • La Chiesa Madre di Salignano, dedicata a Sant’Andrea Apostolo, risale al 1788.
  • La Chiesa della Purificazione (XVI secolo), che conserva la preziosa tela della Purificazione.
  • La Chiesa di San Giuseppe, a circa 500 metri dalla chiesetta della Madonna delle Rasce. Fra Tommaso e Fra Giacomo nel 1620 diedero l’avvio alla costruzione dell’opera, successivamente completata dal popolo di Castrignano e di Salignano. Lo stile della chiesa è barocco con decorazioni in carparo anche sul soffitto, e sull’altare si trova un dipinto che riproduce San Francesco. Adiacente alla chiesetta si trova anche un piccolo ospizio, poiché il luogo era frequentato dai pellegrini durante i loro cammini giubilari verso Santa Maria di Leuca.

Giuliano: Storia, Menhir e Castello

Anche Giuliano è una frazione del Comune di Castrignano del Capo. Secondo alcuni storici, a fondare Giuliano fu il centurione romano Julianus che, come altri nel Capo di Leuca, aveva ricevuto queste terre dopo la vittoria. Passeggiando per le vie di Giuliano, ci si può incuriosire ricercando le tantissime epigrafi latine sui muri delle case, testimonianza di un'antica saggezza. Le origini molto antiche di Giuliano sono confermate dalla presenza di un particolare tipo di menhir a cappello, il Menhir Mensi, che si trova nel centro storico del paese, in un angolo che ci riporta a un tempo passato.

Centro storico di Giuliano con il menhir a cappello

Girovagando per le stradine del centro storico di Giuliano si rimane affascinati dal sapore antico di tutto il borgo. Un bellissimo portale invita all’interno dove si trovano case a corte e un dedalo di vicoletti, scenario in cui ogni anno ad agosto si svolge la famosa Sagra dei Sapori Antichi. Il Castello cinquecentesco è una delle più importanti testimonianze dell’età feudale nel Capo di Leuca; ha conservato la sua struttura originaria, il fossato, il ponte di accesso all’ingresso e le sue due torri quadrate e ben proporzionate, sebbene purtroppo versi in uno stato di quasi abbandono.

Il Castello cinquecentesco di Giuliano

Tra le chiese di Giuliano spiccano:

  • La Chiesa di San Giovanni Crisostomo, risalente al ‘500, con affreschi e un organo del 1721 al suo interno.
  • La Chiesa di San Pietro del X secolo d.C., eretta su una costruzione già esistente e per la quale furono utilizzati (come per la vicina Centopietre di Patù) i grandi blocchi in pietra delle vicine mura messapiche della città di Vereto. Oggi la chiesa, monumento nazionale di terza categoria, versa in uno stato molto precario, senza tetto, e si presenta a una sola navata. La tecnica costruttiva è simile a quella usata per la chiesa di San Giovanni vicino a Centopietre. Nel suo interno si possono notare residui di affreschi, mentre all’esterno si trovano dei pozzi e delle antiche tombe scavate nella roccia.

I Festeggiamenti in Onore dei Patroni

In onore di San Michele Arcangelo e dei Santi Medici Cosma e Damiano, ogni anno vengono organizzati, come da tradizione, festeggiamenti civili e religiosi che animano il paese.

Per l'edizione della festa, il programma prevede:

  1. Domenica 25 settembre: Fiera tradizionale. Sante Messe celebrate alle ore 8:00, 10:30 e 19:00. La serata sarà allietata da un gruppo musicale di pizzica.
  2. Lunedì 26 settembre: Alla Santa Messa delle 17:00 seguirà la processione in onore dei Santi Medici.
  3. Martedì 27 settembre: Messe in programma alle 8:00, 10:30 (Confraternita S. Maria) e alle 18:00 (Piazzetta Via S.). Alle 21:00, l’evento spettacolo “Flashback”, che sarà trasmesso in TV da Telerama e sarà caratterizzato dalla presenza di acrobati, musicisti e cantanti di “Amici”.
  4. Giovedì 29 settembre: Messe in programma alle ore 8:00, 10:30 (Chiesa Parrocchiale) e alle 18:00 (Piazza San Michele). Nella serata si esibirà il Gran concerto bandistico “Città di Ruvo di Puglia” con il Maestro Pino Caldarola.

Durante i cinque giorni di festa, si svolgerà inoltre il torneo di tennis “Trofeo S.”.

Manifestazione folcloristica di pizzica durante la festa patronale

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