Don Luigi Piotto: Biografia di un Missionario Orionino in Madagascar

La notizia della morte di Don Luigi Piotto, avvenuta in Madagascar il 23 luglio 2020, ha portato sorpresa e dolore in molti. Nei quindici giorni precedenti al decesso, Don Luigi aveva manifestato problemi polmonari che si erano progressivamente aggravati, lasciando incertezza sulle cause esatte tra malaria o COVID-19. Il fratello, Don Tarcisio, anch'egli orionino in Madagascar, lo ha pianto più di tutti. Al momento della sua scomparsa, Don Luigi si trovava ad Antsofinondry, dove la comunità orionina è responsabile di un esteso Distretto parrocchiale.

Mappa del Madagascar con evidenziata la regione di Antsofinondry

Biografia e Vocazione

Don Luigi Piotto era nato il 20 giugno 1955 a Spin di Fellette, in provincia di Vicenza. La sua vocazione si manifestò precocemente, portandolo a entrare da ragazzo nel piccolo seminario di Campocroce, a Venezia. Fin da giovane, Don Luigi si distingueva per un carattere schietto e leale, un'intelligenza acuta e una spiccata propensione per il lavoro manuale, unendo intraprendenza e metodicità.

Il suo percorso religioso lo vide pronunciare la Prima Professione il 7 settembre 1975, per poi essere ordinato sacerdote il 21 aprile 1983. In occasione della sua ordinazione sacerdotale, un triduo di preparazione fu tenuto nella sua Parrocchia, a cui parteciparono Don Antonio Rizzo e l'autore del ricordo. Nelle sue poche parole di ringraziamento al termine della Prima Messa, Don Luigi espresse una metafora significativa: “Quando si spilla il vino nuovo, si fa festa. Magari è ancora un po’ aspretto, non ben maturo, però mette gioia perché ci sarà vino per il futuro.” Questa frase rifletteva la sua visione della vita sacerdotale come una promessa di gioia e servizio.

Foto storica di Don Luigi Piotto giovane sacerdote

La Missione in Madagascar: Un Impegno Duraturo

L'Arrivo e i Primi Anni a Namehana

Il 12 ottobre 1992, Don Luigi partì per il Madagascar insieme al fratello Don Tarcisio, lasciando l'Istituto per disabili di Chirignago dove si trovava in precedenza. Il Provinciale, Don Belisario Lazzarin, gli aveva affidato un compito specifico e profondo: “prenderti cura di ragazzi e giovani disabili, specialmente nelle campagne, quasi nascosti, senza alcuna cura particolare, senza istruzione.” Questo incarico divenne la bussola della sua missione.

Una volta giunto sull'isola, Don Luigi imparò rapidamente il malgascio, la lingua locale, un passo fondamentale per integrarsi nella comunità. Fu nominato parroco del Distretto parrocchiale di Namehana. Ricordava con un sorriso come il Provinciale gli avesse assicurato che si trattava di un incarico "provvisorio", un "provvisoriamente" che durò ben 15 anni. In questo lungo periodo, Don Luigi si prodigò con dedizione e competenza, svolgendo le diverse attività parrocchiali.

Foto di Don Luigi Piotto insieme a bambini malgasci

Lo Sviluppo Educativo e Sociale

Una parte significativa del suo impegno fu dedicata allo sviluppo delle scuole. Grazie al suo instancabile lavoro, al supporto di numerosi amici e al contributo delle Adozioni a distanza, le quattro scuole elementari preesistenti si trasformarono in sedici. Successivamente, a queste si aggiunsero sei scuole medie e un liceo. Questo ampliamento testimonia la sua profonda convinzione nell'importanza dell'istruzione come strumento di riscatto sociale.

Infografica che mostra la crescita delle scuole nel distretto parrocchiale

Il Distretto parrocchiale di Antsofinondry, sotto la responsabilità della comunità orionina e di Don Luigi, includeva non solo queste scuole, ma anche un complesso di 16 chiese, 24 scuole elementari e medie, il Liceo Don Orione e un seminario. Questa vasta struttura rifletteva la completezza del suo approccio missionario, che mirava a un'evangelizzazione e a uno sviluppo umano integrali.

La Realizzazione della "Maison de la Charité"

Don Luigi non aveva mai dimenticato il suo compito originario di realizzare una sorta di Piccolo Cottolengo per bambini disabili. Questo sogno sembrava a volte irrealizzabile, soprattutto quando iniziò ad avere problemi alla schiena. Tuttavia, nel 2009, durante una sosta in Italia, gli fu comunicato che l'Associazione «Una voce per Padre Pio» era pronta a finanziare l'opera, ma con urgenza. La sua risposta fu decisa: “Non posso tirarmi indietro proprio ora, perché certi sogni non ritornano due volte. Ho chiesto alla mia schiena bisognosa di cure mediche prolungate di tener duro ancora per qualche anno.”

Questa determinazione portò alla realizzazione della “Maison de la Charité Padre Pio”, un centro polifunzionale dedicato ai portatori di disabilità, inaugurato il 20 ottobre 2012. Questo centro offre vari servizi a bambini e ragazzi con disabilità, rappresentando il culmine di uno dei suoi sogni più grandi e una risposta concreta al bisogno di cura e inclusione.

L'Eredità e il Carisma Orionino

Don Luigi Piotto è stato considerato un vero e proprio paradigma del carisma di Don Orione nel contesto contemporaneo. La sua vita in Madagascar ha rivissuto fedelmente la storia del Santo fondatore. Come Don Orione, Don Luigi aveva una profonda passione per i poveri e per la gente più bisognosa. In Madagascar, si è speso generosamente per loro, discutendo persino di politica, ma unicamente in relazione alle conseguenze delle scelte politiche sulla vita quotidiana della gente, come il prezzo del riso per i poveri.

Seguendo l'esempio di Don Orione, che nei primi anni si occupò dei giovani e dei ragazzi poveri, anche Don Luigi a Namehana costruì un Oratorio, un luogo di ritrovo per i giovani, e successivamente il Liceo. Il suo proposito era lo stesso di Don Orione: elevare i poveri affinché potessero avere dignità e voce nella società. Infine, proprio come Don Orione non poteva concepire la Congregazione senza il Piccolo Cottolengo, così Don Luigi percepì che mancava un elemento per completare la missione orionina in Madagascar. Per questo, fece crescere il Piccolo Cottolengo di Antsofinodry, dedicato ai ragazzi con gravi problemi e limiti.

Il Ricordo della Comunità

La sua morte ha lasciato un vuoto immenso, testimoniato dal Sindaco di Antsofinondry, che ha voluto celebrare un funerale pubblico di ringraziamento e di saluto da parte della vasta gente che Don Luigi aveva amato e beneficato. La sua vita, un esempio di dedizione e altruismo, è stata un'incarnazione delle sue stesse parole: “Certi sogni non ritornano mai due volte”, e aggiungiamo, anche la vita si vive una volta sola, una volta che Don Luigi ha speso interamente al servizio del prossimo.

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