La Basilica di San Salvatore si trova a nord del Comune di Spoleto, all’interno dell’area cimiteriale ai piedi del Colle Ciciano. Questa è un’area periferica a destinazione funeraria già in età romana e per tutto l’alto medioevo.
In questo periodo, il Colle Ciciano divenne un importante polo cultuale martiriale per il popolo spoletino di etnia longobarda. Il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto raccoglie le più importanti testimonianze longobarde e narra l’organizzazione territoriale dai primi insediamenti cristiani del IV secolo, fino alla costituzione del Ducato longobardo di Spoleto ad opera di Faroaldo I, avvenuta poco dopo l’arrivo dei Longobardi in Italia (568). Il Ducato rimase indipendente fino al 729, anno in cui fu sottomesso al re longobardo Liutprando.

Dedica e Cenni Storici
Una delle testimonianze più significative di questo periodo è l'iscrizione latina che documenta la fondazione e la dedicazione di un tempio a San Michele Arcangelo:
D
Tradotta, l'iscrizione significa: «Dopo il consolato di Felice e Tauro, nell’anno 428, questo tempio fu dedicato a Dio e a S. Michele Arcangelo. In seguito fu trasferito alla Chiesa Cattedrale con il sacro fonte battesimale e fu insignito e consacrato con le massime indulgenze per tutto il mese di maggio.»

Questo testo pone la data di dedica del tempio al 428 d.C., evidenziando la sua antichità e il suo legame con il culto di San Michele Arcangelo già in epoca tardo-antica.
Architettura e Struttura
L'edificio della Chiesa di San Michele Arcangelo presenta peculiarità architettoniche distintive. Non è presente una torre campanaria tradizionale; vi è invece un piccolo campanile a vela con due aperture in cui sono alloggiate altrettante campane.

L'interno dell'edificio si compone di due navate, coperte dal tetto con travatura lignea e separate da pilastri. Questi pilastri sono coronati da capitelli e sorreggono la trabeazione. Sulla navata maggiore si apre una cappella laterale, arricchendo ulteriormente la complessa struttura interna.

Contesto Storico e Studi
La chiesa di San Michele Arcangelo ha avuto un ruolo significativo nella storia locale. Sandro Ceccaroni, nel suo studio "S. Michele Arcangelo “de colle Ciciano” di Spoleto. Da pieve altomedievale a chiesa cimiteriale per i morti di peste nel XIX secolo" (Spoletium 31-32/34-35, 1990), ne analizza l'evoluzione da pieve altomedievale a chiesa cimiteriale per i morti di peste nel XIX secolo. Questo evidenzia la sua importanza nel contesto di Spoleto, in particolare nella zona del Colle Ciciano, menzionata anche in relazione alla Basilica di San Salvatore.
Anche A. A. Settia ha contribuito alla comprensione del ruolo di queste strutture nel suo saggio "Le pievi della diocesi di Spoleto: dati e problemi", inserito nel contesto de Il Ducato di Spoleto, offrendo ulteriori spunti sulla sua funzione e rilevanza all'interno del panorama religioso e storico del territorio.