Il Cardinale Pietro Parolin: Biografia, Carriera e Visione
Le Origini e la Formazione
Il Cardinale Pietro Parolin, originario di Schiavon nel Vicentino, ma con parenti e amici nel Veronese, è una figura di spicco nella Chiesa Cattolica. Soprannominato affettuosamente "don Piero" dagli amici e dalla gente del suo territorio, la sua infanzia fu segnata dalla perdita del padre Luigi quando il futuro cardinale aveva solo dieci anni. La madre, Ada Miotti, pure maestra, è morta più recentemente. La madre ricordava Pietro come «un ragazzo molto vivace. Alle elementari si era beccato anche qualche punizione dalla maestra, poi è entrato in Seminario». Dopo l’ordinazione sacerdotale a 25 anni, don Pietro Parolin ha servito come cappellano per due anni a Schio, per poi essere mandato a Roma dove, dopo quattro anni, si è laureato in diritto ecclesiastico.
La Carriera Diplomatica e la Segreteria di Stato
La carriera diplomatica del Cardinale Parolin ha avuto inizio come segretario della nunziatura, dapprima in Nigeria e poi in Messico, per poi approdare alla Segreteria di Stato a Roma. Qui, sotto la guida del cardinale Angelo Sodano, gli sono state affidate anche missioni delicate in Cina e Vietnam. Dal 2013, il Cardinale Parolin ricopre l’incarico di Segretario di Stato Vaticano. Egli vive questo ruolo come una «grazia, perché è davvero un dono grande del Signore essere vicino al successore di Pietro nel compito di confermare i fratelli nella fede e tenerli uniti nella comunione della Chiesa».
La Figura di "Papabile" e le Riflessioni sul Conclave
Tra i più citati come "papabile" in vista di future votazioni in Conclave, il Cardinale Parolin è descritto come una persona semplice e umile, che «non è mai stato un amante del potere» e «ama confrontarsi con la gente, pur essendo uno che parla poco ma lo fa bene». Dopo una fittizia elezione di un nuovo pontefice, Leone XIV, il Cardinale Parolin ha offerto le sue riflessioni sull'esperienza del Conclave. Egli crede fermamente che «attraverso l’azione dei Cardinali elettori - anche attraverso la loro umanità - è lo Spirito Santo che sceglie l’uomo destinato a guidare la Chiesa». Ha espresso gratitudine al Signore «che non abbandona la Chiesa, la sua amata sposa, ma la provvede di Pastori secondo il suo cuore». Del nuovo pontefice, ha dichiarato di essere colpito soprattutto dalla serenità che traspariva dal suo volto in momenti così intensi, una serenità già sperimentata in precedenza, anche in situazioni spinose.
Il Volume "Siamo noi il Vangelo" e i Temi Carissimi
Il Cardinale Pietro Parolin è autore di numerosi pensieri raccolti nel libro “Siamo noi il Vangelo”, edito dall’Associazione Editoriale Promozione Cattolica (AEPC) di Vigodarzere-Padova. Il titolo del volume trae origine da una frase del Servo di Dio Elia Dalla Costa, considerato dal cardinale Parolin un modello ispiratore fin dall’infanzia. L’introduzione del libro è stata curata da Romina Gobbo, giornalista a cui Parolin concesse la prima intervista dopo la nomina a Segretario di Stato.Il libro, che raccoglie riflessioni tratte da omelie, interviste e scritti, tocca molteplici argomenti. In primis, il cardinale sottolinea la necessità della pace, esortando il mondo a deporre le armi e a ritornare alla diplomazia, seguendo l’esempio della Santa Sede che opera al motto di “Molto fare, poco dire”. Altri temi a lui cari includono il grido dei poveri, il rispetto della vita, la vicinanza alle donne che subiscono violenza, il carcere, l’accesso all’acqua potabile per tutti, il rapporto con le altre fedi, l’attenzione alle minoranze e l’economia più equa. Grande importanza è data all’educazione delle giovani generazioni e i giornalisti vengono esortati alla ricerca della verità. Tra gli esempi a cui guardare, Parolin cita Madre Teresa, Santa Bakhita, Santa Maria Bertilla Boscardin, il Cardinale Elia Dalla Costa e San Francesco d’Assisi.

La Comunità Monastica di Bose e la Vicenda di Enzo Bianchi
Fondazione e Rilevanza Ecumenica di Bose
La Comunità Monastica di Bose, fondata da fr. Enzo Bianchi nel 1965, è composta da circa novanta membri, tra fratelli e sorelle, di sei nazionalità differenti. La comunità è prevalentemente laica, nel solco della tradizione del monachesimo primitivo, ed è diventata nel tempo un punto di riferimento di spiritualità ecumenica e un luogo di dialogo teologico con le chiese ortodosse, protestanti ed evangeliche. Dal 2017, Enzo Bianchi aveva lasciato l’incarico di priore, che oggi è ricoperto da Luciano Manicardi.

La Visita Apostolica e le "Serie Preoccupazioni"
A seguito di "serie preoccupazioni pervenute da più parti alla Santa Sede", che segnalavano una situazione "tesa e problematica" nella Comunità di Bose per quanto riguarda l’esercizio dell’autorità del Fondatore, la gestione del governo e il clima fraterno, il Santo Padre Francesco ha disposto una Visita Apostolica. Questa si è svolta dal 6 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, affidata a padre Abate Guillermo León Arboleda Tamayo, a padre Amedeo Cencini e alla Abbadessa di Blauvac Anne-Emmanuelle Devéche. La visita è stata intesa come un aiuto alla Comunità, offrendo un tempo di ascolto da parte di persone di provata fiducia e saggezza, tenendo conto della rilevanza ecclesiale ed ecumenica di Bose.
Il Decreto della Santa Sede e le Disposizioni
Al termine dell’indagine, i visitatori hanno consegnato alla Santa Sede la loro relazione. Dopo prolungato e attento discernimento e preghiera, la Santa Sede è giunta a delle conclusioni, sotto forma di un decreto singolare del 13 maggio 2020. Questo decreto è stato firmato dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, e approvato in forma specifica dal Papa.Le disposizioni del decreto hanno riguardato specificatamente Fr. Enzo Bianchi, Fr. Goffredo Boselli, Fr. Lino Breda e Sr. Antonella Casiraghi, i quali «dovranno separarsi dalla Comunità Monastica di Bose e trasferirsi in altro luogo, decadendo da tutti gli incarichi attualmente detenuti». La comunicazione di tali provvedimenti è avvenuta nel rispetto del diritto alla riservatezza. Tuttavia, il rifiuto dei provvedimenti da parte di alcuni destinatari ha determinato una situazione di "confusione e disagio ulteriori".
Le Conseguenze e il Rinnovamento
Oltre ai provvedimenti, la Santa Sede ha anche tracciato un "cammino di avvenire e di speranza" per la Comunità, indicando le linee portanti di un processo di rinnovamento. L'obiettivo è infondere rinnovato slancio alla vita monastica ed ecumenica di Bose, superando i gravi disagi e le incomprensioni che avrebbero potuto indebolire o annullare il suo ruolo riconosciuto.
Altri Impegni del Cardinale Pietro Parolin
Il Patrocinio della Fondazione Vaticana Papa Giovanni Paolo I
Il Cardinale Pietro Parolin è presidente della Fondazione Vaticana Papa Giovanni Paolo I, che promuove la memoria e gli studi sul beato Albino Luciani. A Venezia, il 17 maggio, si sono tenute celebrazioni promosse dalla Fondazione e dal Ministero della Cultura per ricordare Papa Giovanni Paolo I. Tra gli eventi, la Sala della Biblioteca diocesana è stata dedicata a Luciani, dove sono raccolti i suoi scritti e i suoi libri. Successivamente, a Palazzo Ducale, è stata presentata l’edizione critica del volume “Illustrissimi”, la raccolta delle sue lettere immaginarie curata da Stefania Falasca.Il Cardinale Parolin, citando la parabola della moneta smarrita, ha sottolineato l'importanza del patrimonio librario di Luciani, definendolo "fonte privilegiata per la formazione sulla sua opera e il suo magistero". Ha evidenziato lo stile del Papa beato e il suo modo di parlare a tutti con il *sermo humilis*, per portare il messaggio di salvezza.

Le origini di Papa Giovanni Paolo I°
L'Intervento sulle Scuole Vaticane di Paleografia e Biblioteconomia
Il Cardinale Parolin è intervenuto alla Pontificia Università Urbaniana per celebrare il 140° anniversario della Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica e il 90° della Scuola Vaticana di Biblioteconomia. Ha evidenziato come queste istituzioni abbiano contribuito a formare "ottimi docenti e ricercatori nei campi degli studi storico-umanistici" e abbiano svolto un ruolo cruciale nella preservazione dei documenti e nella formazione delle giovani generazioni, soprattutto in tempi di "violenza annientatrice" che ha cercato di distruggere tracce di civiltà e cultura. Il Cardinale ha ribadito che la Chiesa è sempre stata in prima linea in questi temi, con la nascita delle Scuole in momenti strategici per gli studi e la cultura europea e mondiale.
La Visita all'Opera della Provvidenza S. Antonio (OPSA)
Il Cardinale Pietro Parolin ha visitato l’Opera della Provvidenza S. Antonio (OPSA) a Sarmeola di Rubano, in provincia di Padova, esprimendo una "intensa emozione spirituale". La visita ha incluso un toccante incontro con gli Ospiti e il personale, una celebrazione in Santuario e l'inaugurazione della palestra recentemente rinnovata. Il Cardinale ha incontrato il personale sanitario, visitato l'infermeria femminile e pranzato a Casa Mons. Bortignon.Durante la sua omelia, ha rievocato la visita di Papa San Giovanni Paolo II all'OPSA nel 1982, ricordando le parole del Papa sull'importanza della testimonianza di fede e carità che l'Opera rende in un mondo che "così facilmente, e in tanti modi, respinge il prossimo". Parolin ha sottolineato che al centro dell'Opera c'è la preghiera e l'Eucaristia, e ha richiamato la figura di San Francesco di Sales, patrono della stampa cattolica, ricordando la sua visione della santità come una vocazione universale, da vivere nella vita quotidiana attraverso l'amore per Dio e per il prossimo.
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