La Scala Santa: Storia, Significato e Struttura nel Complesso Lateranense

Esistono oltre venti Scale Sante nel mondo, da Lourdes a Gerusalemme, da Napoli a Brembate, da Siena a Praga. Eppure, la più famosa è sicuramente quella di Roma, trasportata all’incirca nel 322 da Sant'Elena, madre dell’Imperatore Costantino, e universalmente riconosciuta come la più celebre al mondo.

Dove si trova la Scala Santa di Roma

La Scala Santa si trova a Roma, nelle immediate vicinanze della Basilica di San Giovanni in Laterano. È parte di un complesso denominato “pontificio santuario della Scala Santa”. Per raggiungerla, è possibile prendere la metro A o la metro C e scendere alla fermata San Giovanni.

Foto panoramica del complesso della Scala Santa a Roma, con la Basilica di San Giovanni in Laterano sullo sfondo

La Leggenda e il Significato Sacro

Composta di ventotto scalini, la leggenda vuole che si tratti della famosa scalinata percorsa da Gesù per raggiungere l’aula della sua condanna a morte, del suo giudizio finale. In altre parole, quella in cui avrebbe subito il noto interrogatorio di Ponzio Pilato, prima della sua crocifissione. Per questo motivo, la Scala è considerata una reliquia.

Perché la Scala è Santa e il Rituale della Salita

La Scala Santa è considerata sacra per la sua presunta connessione diretta con la passione di Cristo. Una regola tuttora in vigore prevede che non se ne possano salire gli scalini nella maniera usuale, ma vi si debba procedere in ginocchio, dal primo all’ultimo. Ancora oggi, molti fedeli cattolici la salgono genuflessi in segno di penitenza, preghiera e ringraziamento. I ventotto gradini che la compongono furono messi in opera cominciando dall’alto, proprio perché non fossero calpestati dai piedi dei muratori, ma toccati solamente dalle ginocchia dei fedeli oranti.

Storia e Costruzione del Santuario

Inizialmente, la scala si trovava nel Patriarchium, ovvero nel complesso dei Palazzi Lateranensi, antica sede dei Papi. Fu Papa Sisto V a volerla fortemente e, intorno alla seconda metà del ‘500, ne chiese il trasferimento dal Palazzo Laterano al Sancta Sanctorum. Il papa ordinò che la messa in opera della scala si iniziasse dall’alto, anziché dal basso, per rispetto alla sua sacralità. La storia, nata in epoca medievale, intorno al 1450, narra che il trasporto dei 28 gradini avvenne di notte, accompagnato dalla luce delle torce e dal canto di preghiere e salmi.

Il Ruolo dell'Architetto Domenico Fontana

Fu l’architetto Domenico Fontana, a cui erano stati affidati i lavori da Papa Sisto V, a firmare il progetto del palazzo. Egli decise di porre i gradini sacri dove era già presente il “Sancta Sanctorum”. Per agevolare l’afflusso dei fedeli alla Scala Santa, l’architetto costruì altre quattro scale laterali, due a sinistra e due a destra. Inoltre, ai lati del “Sancta Sanctorum” edificò nuove cappelle, come quella di San Lorenzo, ad oggi chiesa vera e propria, e quella di San Silvestro, oggi coro dei Passionisti.

Il Complesso del Santuario

Il progetto architettonico del santuario comprende:

  • La Scala Santa vera e propria, munita di altre quattro rampe laterali.
  • L’Oratorio di San Silvestro.
  • La Cappella di San Lorenzo in Palatio, detta anche Sancta Sanctorum.

Il Sancta Sanctorum: La Cappella dei Papi

Il Sancta Sanctorum, situato in prossimità della Basilica di San Giovanni in Laterano, è l'antica cappella privata dei Papi, dove si venera l’immagine del Santissimo Salvatore Acheropìta. Non solo luogo privato del papa fino agli inizi del XIV secolo, ma scrigno dell’Acheropita lateranense, una particolare pala d’altare papale che, secondo la tradizione, conserverebbe un’antichissima icona di Gesù Redentore non realizzata da mano umana, ma creata per opera divina. Pare, infatti, che affidata all’apostolo Luca, l’immagine si completò da sola, di notte. La cappella è ornata di meravigliosi pavimenti cosmateschi.

Interno del Sancta Sanctorum, focalizzato sull'immagine del Santissimo Salvatore Acheropita e sui pavimenti cosmateschi

Il Triclinio di Leone III

Papa Leone III (795-816), a modello delle sale del palazzo imperiale di Costantinopoli, volle realizzare due triclini, decorati in mosaico e rivestiti di marmo, nei quali poter creare un ambiente adibito all’accoglienza dei grandi banchetti di rappresentanza. Il triclinio maggiore, che misurava ben 68 metri di lunghezza, si trovava perpendicolare al fianco nord della Basilica ed era destinato ai banchetti ufficiali e riccamente decorato con marmi e nicchioni semicircolari nei quali venivano disposti gli accubita, divani dell’epoca, e dei tavoli. Nel XVI secolo la grande aula del triclinio venne abbattuta e venne conservato solamente il grande mosaico absidale che nel 1625 venne restaurato per volere del cardinale Francesco Barberini. Tale mosaico, tuttavia, venne smontato e posto nei magazzini ecclesiali per via della realizzazione della facciata della Basilica avvenuta nel 1700.

Il mosaico rappresenta diverse scene della vita di Cristo e della Chiesa. Al centro, infatti, si nota Gesù che affida agli Apostoli la loro missione, confermata anche dal riferimento evangelico sottostante che riporta le parole finali del capitolo 28 del Vangelo di Matteo. Nell’arco, sulla sinistra, Cristo in trono consegna le chiavi a Papa Silvestro e il labaro imperiale a Costantino. Sulla destra, invece, si scorge la figura di San Pietro che consegna il pallio a Papa Leone III e le insigni imperiali al primo sovrano del Sacro Romano Impero, Carlo Magno.

Conservazione e Abbellimento

Le pareti della Scala Santa furono abbellite di decorazioni e affreschi, facendo di questo luogo la meta di numerosi, futuri pellegrinaggi. Tra gli autori degli affreschi si annoverano Giovan Battista Ricci, Paul Bril, Giovanni Baglione. Più tardi, sempre per tutelarne l’integrità, sotto papa Innocenzo XIII, i gradini furono coperti con delle tavole di legno. In questo modo, il rivestimento in noce ne avrebbe impedito l’usura e il danneggiamento. Intorno all’800, infine, vennero collocate nell’atrio, sempre ad ornare, una serie di sculture.

Accessibilità e Orari

La Scala Santa è visitabile tutti i giorni e senza prenotazione dalle ore 6:00 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 18:30 (la domenica e i festivi apre alle ore 7:00). Dall’11 Aprile fino al 30 Giugno 2019, la Scala Santa è stata, dopo 300 anni, nuovamente percorribile sui marmi originali, grazie a un importante restauro. Per conoscere tutti i servizi sull'accessibilità, è possibile visitare la sezione Roma accessibile.

Dubbi sull'Originalità e la Fede dei Pellegrini

La Scala Santa, secondo la pia leggenda, sarebbe la scala che Cristo salì per arrivare al cospetto di Ponzio Pilato per essere interrogato prima della Crocifissione. È considerata una reliquia e sembrerebbe essere stata portata a Roma da Sant’Elena, madre di Costantino, insieme ad altre importantissime reliquie presenti nell’Urbe. Identica reliquia si trova però anche in Terra Santa, a Gerusalemme. Sebbene il collegamento a Sant’Elena non compaia prima dell’epoca medievale e molti abbiano dubbi sull’originalità di questa reliquia, i fedeli che ogni giorno la salgono in ginocchio, dal medioevo ad oggi, sono sempre stati numerosi. Sembra infatti che una consuetudine romana si sia sovrapposta alla storia della reliquia originale. La Scala Santa di Roma è la scala centrale dell’antico Patriarchium lateranense e veniva percorsa dal Papa per entrare nella sua cappella privata, il Sancta Sanctorum o San Lorenzo in Palatio, nel quale il Papa si ritirava per pregare.

tags: #san #giovanni #in #laterano #lunghezza #scala