È noto che nei momenti importanti Matteo Salvini si affida a chi sta molto più in alto di lui. La sua azione politica ricorre spesso all'utilizzo dei simboli religiosi, in particolar modo il rosario, spesso baciato sul palco durante manifestazioni di piazza o trasmissioni televisive.
Ad esempio, mostrò il rosario durante il comizio di chiusura della campagna elettorale per le ultime Europee nel maggio 2019, affermando: "La sera io mi metto nelle mani del buon Dio". In quell'occasione, il Capitano che allora sedeva al Viminale si fece "crociato". Questa sua scelta, a più riprese, specie quando era ministro, aveva innescato polemiche; qualcuno in Vaticano rimase perplesso, il cardinale Parolin e il vescovo Mogavero criticarono l’ostentazione pubblica, e il quotidiano Avvenire titolò: "Salvini brandisce il rosario". Pochi giorni dopo, a urne chiuse, celebrò il successo della sua Lega al 34% baciando il crocifisso in conferenza stampa, dichiarando: "A Maria ho affidato non il voto ma il futuro dell’Italia".

La Visita a Fatima: Tra Fede e Strategia Politica
Matteo Salvini è volato in Portogallo per una duplice «missione»: una politica e l'altra di fede. Il leader della Lega ha partecipato al meeting del gruppo Identità e Democrazia del Parlamento europeo e, come annunciato il giorno precedente, ha dedicato due ore per recarsi al Santuario della Madonna di Fatima, uno dei principali luoghi di pellegrinaggio in Europa per i cattolici.
La visita al luogo sacro in Portogallo non è stata organizzata all'ultimo minuto, ma è stata pianificata ben prima della partenza. A margine di un incontro della Lega a Milano, il leader del Carroccio aveva dichiarato: "Andrò a Fatima e cercherò un'illuminazione, vado a raccogliere un suggerimento utile".
Le Dichiarazioni di Salvini a Fatima
Dopo qualche minuto di raccoglimento al Santuario, Salvini ha commentato: «Sono stato al Santuario di Fatima per consacrare l’Italia, le italiane e gli italiani al cuore immacolato di Maria». Ha aggiunto: «Per me è una gioia, un’emozione, ho consacrato anche la salute, il futuro, la serenità del mio popolo al cuore immacolato di Maria».
Il segretario della Lega ha poi sottolineato il valore del luogo: «Questo è un luogo sacro, non esiste politica, non esiste lavoro, non esiste vita, senza valori, dal mio punto di vista senza fede». Ha ribadito la sua posizione sulla libertà: «Sono per la libertà religiosa, di pensiero, di parola, do rispetto ma chiedo rispetto».
Riferendosi all'Europa e ai suoi fondamenti, ha dichiarato: «L’Europa è nata qua, su questi valori può crescere, può guarire, può prosperare». Ha concluso le sue dichiarazioni dal Santuario affermando: «Noi parliamo ai cuori, alle teste, alle donne e agli uomini. Ognuno ragiona con la sua testa, prega con il suo cuore e vota con la sua mano».
Il Contesto Politico del Viaggio in Portogallo
Il tour di Salvini in Portogallo ha incluso la partecipazione al congresso del giovanissimo partito nazionalista Chega! (traduzione in italiano: Basta!), guidato da Andre Ventura. La visita rientra in una strategia di allargamento delle alleanze europee a destra. Il partito Chega!, nato a ridosso delle scorse Europee e su posizioni molto simili allo spagnolo Vox, non ha deputati a Bruxelles ma secondo i sondaggi è intorno all’8%, prefigurando una sua presenza alla prossima tornata. Salvini ha ribadito al congresso di Chega! a Coimbra: "Ringrazio André Ventura per avermi dato l'opportunità di visitare, domani, Fatima. Perché l'Europa è cristiana, il Portogallo è cristiano, l'Italia è cristiana. E non ci sarà mai spazio per il fanatismo islamico".
Questa partecipazione è un altro filo per la tela sovranista che Salvini va tessendo in Europa. Molte parole d’ordine sono in comune tra questi movimenti: nazionalismo, protezionismo, sovranismo, conservatorismo e cristianesimo. Del resto, il trittico Dio, patria e famiglia è un caposaldo del new deal sovranista, dal trumpiano Steve Bannon, alla linea di Le Pen e Orban, fino alle radici cristiane assai care a Marcello Pera, la cui dottrina ha colpito Salvini.
Le Alleanze Europee e la Strategia della Lega
Salvini ha anche partecipato da Cascais a una videoconferenza di Identità e Democrazia con il presidente del partito di estrema destra belga Vlaams Belang Gerolf Annemans e con il conservatore estone Martin Helme. Il gruppo Identità e Democrazia, che include anche il Front National, non è ancora decollato completamente in questi mesi, ma Salvini ha incontrato pubblicamente il premier ungherese Orban, fresco di uscita dal Ppe, e il capo del governo polacco Mateusz Morawiecki, lanciando la suggestione di un nuovo gruppo che potrebbe chiamarsi "Rinascimento Europeo". Per ora, però, è rimasta appunto una suggestione.
Nonostante le ambizioni di un "Rinascimento Europeo" o di una "federazione sovranista", la strategia della Lega in Europa presenta ancora contorni non del tutto definiti. Da un lato, l’approdo graduale verso il Ppe, sostenuto da Giorgetti, sembra in pausa. Dall'altro, l'attuale eurogruppo Identità e Democrazia fatica a prendere il volo. La partita a scacchi degli equilibri all’Europarlamento è agli inizi e per la Lega presenta molte incognite.
Visione Politica e Radici Cristiane
Il leader della Lega ha anche affrontato il nodo del centrodestra, in un momento di braccio di ferro con gli alleati sulla scelta dei candidati sindaci alle amministrative. Salvini ha dichiarato: «Non voglio convincere o costringere, ma ragionare: insieme si vince. Se ognuno va per suo conto si perdono energie e valori». Ha espresso la sua convinzione che «un’unione del centrodestra, dei liberali, dei conservatori, degli identitari sia in Italia che in Europa sia il modo migliore per servire l’Italia e l’Europa, per rimettere al centro la donna, l’uomo, la famiglia, la cultura, le radici, il lavoro, la bellezza, la sicurezza».
Secondo Salvini, l'alternativa a questa unione porterebbe a uno scenario in cui «c’è solo la sinistra (e l’estrema sinistra) che spadroneggia. Perdono le elezioni, ma poi governano il Parlamento». Questo dimostra come, nella visione di Salvini, i valori tradizionali e cristiani siano intrinsecamente legati alla strategia politica e al futuro del Paese e del continente.