Il dibattito riguardante la formula liturgica "una cum" e la validità dei sacramenti celebrati in comunione con Papa Francesco è una questione che agita il mondo cattolico da diversi anni. Il giornalista Andrea Cionci ha affrontato approfonditamente questa "vexata quaestio", ponendo l'interrogativo sulla validità della Comunione ricevuta "una cum" Papa Francesco.

La formula "Una Cum" e la sua importanza nel dibattito
La validità della Messa è intrinsecamente legata alla preghiera eucaristica, che include la formula "una cum famulo Tuo Papa nostro...". Questa espressione indica la comunione con il Pontefice regnante e, per molti, rappresenta un elemento essenziale per la liceità e validità del rito. Il punto di maggiore dissidio nasce proprio da qui.
Alcuni sacerdoti, come Don Minutella, non riconoscono Papa Francesco come legittimo Pontefice, considerando invece Papa Benedetto XVI come l'unico Papa valido, e di conseguenza celebrano "una cum Benedictus Decimus Sextus". Questi si oppongono fermamente a coloro che, pur non sempre riconoscendo pienamente Francesco, ritengono la menzione del Papa regnante un aspetto non determinante per la validità del sacramento.
La posizione di Padre Enrico Finotti
All'interno di questo scenario complesso, emerge la figura di Padre Enrico Finotti, liturgista e curatore della rivista Culmen et Fons. Finotti, spesso considerato allineato alla linea "pro-bergogliana", sostiene una posizione che aggiunge un ulteriore strato al dibattito: egli afferma che se non si è in unione spirituale e mentale con Papa Francesco, non si può validamente ricevere la Comunione.
Questa argomentazione di Finotti sembra mettere in discussione la posizione di coloro che, pur critici verso Papa Francesco, continuano a partecipare a messe celebrate "una cum Franciscus" e a ricevere i sacramenti. La sua enfasi sull'unione spirituale e mentale solleva questioni profonde sulla partecipazione cosciente e sulla legittimità della ricezione sacramentale in contesti di dissenso teologico.
Il ruolo della validità papale e la dottrina
Le argomentazioni di Padre Finotti toccano un nervo scoperto per gli "UNA CUM", influenzando direttamente la dottrina sulla validità della Comunione. Si è argomentato, in una rilettura contemporanea che si rifà al pensiero di San Tommaso d'Aquino, che il rifiuto di partecipare a Messe celebrate "una cum" Papa Francesco o di ricevere sacramenti da sacerdoti che lo fanno, non sia un rifiuto dei sacramenti divini in sé, ma piuttosto un atto di rispetto verso la loro sacralità, qualora si ritenga che il celebrante non sia in piena comunione dottrinale o canonica.
Alcuni interpreti del diritto canonico e della teologia sostengono che la questione centrale sia se Francesco sia canonicamente Papa o meno, poiché il Codice di Diritto Canonico (CJC) stabilisce i criteri per il conferimento del munus petrino. Secondo questa visione, un Pontefice non legittimo sarebbe un usurpatore e, di conseguenza, non godrebbe dell'assistenza dello Spirito Santo, anche nelle sue attività ordinarie, come indicato dal Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 892).
Le motivazioni di un tale dissenso sono molteplici e spaziano da questioni liturgiche, come la cerimonia della Pachamama (intronizzata in Piazza San Pietro), a documenti magisteriali come l'enciclica *Fratelli Tutti*, fino alle posizioni interreligiose e a interpretazioni delle apparizioni mariane. Secondo alcuni, queste azioni e posizioni suggeriscono che l'attuale Pontefice non agisca sempre secondo il ruolo papale tradizionale, ma piuttosto come un leader umanitario, sollevando dubbi sulla sua ortodossia.
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Reazioni e divisioni interne alla Chiesa
In risposta a queste posizioni, altri membri della Chiesa ribattono che l'autorità ecclesiastica ha già espresso la sua posizione in merito, talvolta tramite scomuniche, e che tali questioni teologiche non dovrebbero essere oggetto di dibattito in contesti non specialistici, ma demandate a teologi e all'autorità legittima. La percezione è che queste discussioni, se portate avanti da figure non istituzionali o in modi non riconosciuti, possano minare la stabilità e l'unità ecclesiale.
La persistenza di queste controversie ha portato alla percezione di una profonda divisione all'interno della Chiesa cattolica. Alcuni osservatori ritengono che, a fronte di azioni percepite come devianti da parte dell'attuale Pontefice, stia emergendo una "vera Chiesa cattolica" di natura "catacombale", in contrapposizione a una "neochiesa" che si starebbe allontanando dai principi tradizionali.
All'interno del dibattito, si discute anche se l'eventuale eresia o invalidità del pontificato di Francesco implichi l'invalidità o la nullità della rinuncia di Papa Benedetto XVI, una questione che complica ulteriormente il quadro della legittimità papale e alimenta la polarizzazione tra le diverse fazioni.