Una delle peculiarità del Purgatorio dantesco è l'impossibilità per le anime di ascendere il monte durante le ore notturne. Al tramonto, le anime perdono il controllo sulla propria volontà e corrono il rischio di smarrirsi lungo i versanti del Purgatorio. Sotto la guida di Sordello, Dante e Virgilio cercano un luogo riparato dove trascorrere la notte, giungendo in una valle amena, descritta come un avvallamento incastonato nel fianco del monte, caratterizzato da erba e fiori di una lucentezza superiore a quella delle gemme.

Il Salve Regina come invocazione nel Purgatorio
In questo scenario di attesa, le anime intonano il Salve Regina:
“Salve, Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.”
Questa valle rappresenta effettivamente una «valle di lacrime» dove i suoi abitanti vivono in esilio. Se nella traduzione inglese il termine è descritto come un «bacino» (bowl) incastonato nel fianco del colle, l'originale italiano «grembo» suggerisce anche il senso di un grembo materno o di un seno protettivo. A tutto ciò si aggiunge l'eco dell'Eneide di Virgilio: nel libro VI, infatti, il poeta latino descrive le anime nei campi Elisi intonando canti di lode.

Storia e diffusione del Salve Regina nel Medioevo
La preghiera mariana del Salve Regina, insieme alla sua elaborata melodia, ha rappresentato l'invocazione devozionale alla Vergine Maria più diffusa durante il Medioevo. Tradizionalmente intonata dalla domenica della Trinità fino al termine dell'anno liturgico, il Salve veniva spesso eseguito dopo l'ufficio quotidiano di Compieta, a partire dal XIII secolo.
La sua melodia raggiunse lo status di canto popolare, in particolare tra i marinai, venendo menzionata persino nei diari di Cristoforo Colombo. Nel XV secolo, il canto veniva eseguito in numerose nuove funzioni in onore della Vergine, solitamente finanziate da confraternite laiche in città mercantili come Bruges, Anversa e Gand.

Interpretazioni musicali: l'opera di Jean LeBrung
Esistono diverse configurazioni musicali di questo testo sacro. Una delle più significative è stata composta all'inizio del XVI secolo da Jean LeBrung, cantante basso nella cappella di Luigi XII di Francia. Quest'opera è conservata in un manoscritto interamente dedicato alle impostazioni del Salve, oggi custodito a Monaco di Baviera.
L'impostazione di LeBrung si distingue per l'alternanza tra frasi di canto piano all'unisono e fluidi passaggi di polifonia fiorita, riflettendo la complessità e la solennità che il testo ha mantenuto nei secoli.