La Formazione degli Operatori Pastorali Parrocchiali

L'Imperativo della Formazione nella Comunità Cristiana

È assurdo pensare a una qualsiasi impresa senza i suoi operatori: progettisti, dirigenti, operai, ognuno con i suoi ruoli e le sue competenze. Niente e nessuno s’improvvisa: è necessario prepararsi, qualificarsi, con percorsi a volte lunghi e faticosi. Non c’è più spazio per collaboratori improvvisati, se non per compiti di poco conto, di semplice manovalanza. In qualsiasi progetto diventa fondamentale la formazione e la specializzazione, anche impegnando molte risorse.

Questo principio si applica anche nella comunità cristiana, per poter essere in grado di attuare la missione in ogni suo aspetto. Gli Apostoli e i loro discepoli, prima di avventurarsi nel portare il Vangelo nel mondo allora conosciuto, hanno impiegato parecchi anni per consolidare la fede e cogliere i modi più efficaci per annunciarla.

Il Ruolo Cruciale dei Laici nella Nuova Evangelizzazione

La Chiesa ha sempre operato con impegno nella formazione dei ministri ordinati e dei consacrati alla vita religiosa, con scelte diversificate secondo i luoghi e i tempi. I percorsi adottati si sono fatti man mano più esigenti, fino ai nostri giorni, per situazioni culturali e religiose sempre più difficili. Diviene impellente la collaborazione pastorale dei laici, non solo perché diminuiscono le vocazioni sacerdotali e religiose, ma perché vanno scoprendo che anch’essi, in virtù del Battesimo e degli altri sacramenti, sono chiamati a condividere la missione della Chiesa, ad evangelizzare.

I laici sono immersi nel cuore della società, raggiungendo le persone nella famiglia, nei luoghi del lavoro, della cultura e del tempo libero. Sono essi i protagonisti della Nuova Evangelizzazione, più capaci di parlare il linguaggio dei contemporanei, di chi vive accanto a loro, condividendo esperienze e problemi. La Chiesa si affida a loro, chiamandoli a collaborare in vari e importanti compiti: catechisti, animatori della liturgia e della Caritas, nella pastorale dei giovani, degli adulti, della famiglia e della vita, nell’oratorio e nel tempo libero.

Foto di laici impegnati in attività pastorali o di servizio alla comunità

La Necessità di una Formazione Solida e Profonda

Perché i laici possano adempiere al meglio a questi ruoli, è necessario formarli, affinché siano saldi nella spiritualità, in piena comunione con la Chiesa, sicuri nei contenuti ed efficaci nei metodi.

Iniziative Diocesane e Percorsi Formativi

La Chiesa diocesana, attraverso specifiche strutture e organismi, offre sussidi e iniziative. La scuola di formazione teologica pastorale permette una più approfondita conoscenza delle Sacre Scritture, della liturgia, del Magistero e della vita della Chiesa, avviando ai compiti ministeriali. È compito dei singoli uffici pastorali accompagnarli nel loro impegno attraverso percorsi specifici, giornate di spiritualità, di aggiornamento e di programmazione.

È in questi cammini che l’operatore pastorale chiarisce e acquisisce il proprio compito nella comunità, immedesimandosi sempre più in esso. Diviene un membro della comunità che non svolge solo dei compiti, ma ne acquisisce l’identità; per cui non fa catechismo, ma è catechista, come uno non fa il sacerdote, ma è sacerdote.

L'Eccellenza degli Istituti Superiori di Scienze Religiose (ISSR)

La Diocesi propone ancora un livello superiore, per assicurarsi operatori capaci di guidare, di essere un punto di riferimento, di sperimentazione, di seguire fedelmente gli orientamenti del Magistero, incarnandoli nel contesto socio-culturale. È l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR), sotto l’Egida della Facoltà Teologica Pugliese, sia nel ciclo triennale sia nel successivo biennio di specializzazione, soprattutto nell’indirizzo pastorale.

L’ISSR “San Francesco di Sales” di Cosenza, per rispondere alla necessità di una solida formazione teologico-pastorale, ha pensato di offrire un corso per operatori pastorali indirizzato ai cristiani laici che si sentono stimolati a un serio impegno nel portare la loro cultura e la loro testimonianza nei vari ambiti della Comunità Cristiana e della società.

L’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Rende è organizzato in modo esemplare: massima trasparenza, chiarezza e disponibilità si riscontrano in ogni aspetto. L’ambiente che si vive all’interno dell’Istituto è accogliente, stimolante e caratterizzato da un clima di dialogo e collaborazione. L'Istituto offre un percorso formativo profondo e rigoroso, che unisce competenze teologiche, filosofiche e pedagogiche. I docenti sono preparati, sempre disponibili al dialogo, rendendo ogni lezione un’occasione di crescita personale e spirituale. Si respira un clima di rispetto, apertura e confronto, configurandosi come una vera e propria università. È un ambiente che trasuda una storia importante, il tutto amalgato da una profonda fede, che viene trasmessa a ogni studente insieme ai contenuti dei programmi prestabiliti, un luogo di casa ma anche di formazione rigorosa. L'ISSR di Rende è riconosciuto per la qualità della sua offerta formativa in ambito teologico e culturale.

Foto di studenti o docenti in un ISSR durante una lezione o sessione di studio

Sfide e Prospettive Future

In tal modo, l’offerta formativa della Diocesi per avere operatori pastorali all’altezza della non facile missione è di innegabile qualità. Tuttavia, non sempre è sufficiente e pronta la disponibilità dei laici, per cui nelle comunità parrocchiali c’è la difficoltà di reperire operatori preparati per venire incontro alle varie esigenze di una pastorale sempre più difficile. Spesso si è costretti ad affidarsi a persone di buona volontà, ma senza una rassicurante competenza.

La Chiesa diocesana e le singole parrocchie sono chiamate a impiegare più risorse. Una domanda che vuole essere una provocazione: nel bilancio di una diocesi e in quello di una parrocchia, quanto è destinato alla formazione degli operatori? Inoltre, perché non si pensa a un riconoscimento ministeriale, un vero “mandato”, quando si è portato a termine un cammino formativo spirituale, dottrinale e operativo e si è data prova di fedeltà alla missione?

La Formazione Specifica per gli Operatori Caritas

Quanti intendono impegnarsi a vario titolo nei diversi servizi caritativi dovrebbero maturare la consapevolezza che la fonte primigenia da cui scaturisce qualsiasi azione di prossimità è l’Amore di Dio. Caritas Christi urget nos, ci ricorda San Paolo (2 Cor 5,14): solo se si è realmente conquistati dall’Amore del Signore Gesù, il nostro agire è mosso in direzione del prossimo e del bene comune.

Per promuovere e far progredire questa consapevolezza, la Caritas diocesana propone anche per il 2024/2025 alcune sessioni formative per nuovi volontari e operatori pastorali delle Caritas parrocchiali. La Caritas diocesana propone un tipo di formazione che intende favorire la promozione della testimonianza comunitaria della carità. Si tratta di una dimensione essenziale: una delle principali modalità attraverso cui esprimere e realizzare la funzione prevalentemente pedagogica. Inoltre, la formazione è un investimento per le comunità in quanto contribuisce allo sviluppo dell’agire Caritas in forme consone ai tempi e ai bisogni.

Temi e Moduli della Formazione Caritas

  • Conoscenza dei partecipanti: una conoscenza personale su “che cos’è la testimonianza della Carità e che cosa non è; quali sono i motivi che ci spingono a fare volontariato”.
  • “Ogni uomo è una storia sacra”: Cinquant’anni di Caritas, a partire dall’art. 1 dello Statuto (la “prevalente funzione pedagogica”). Include testimonianze video di vari direttori e altri protagonisti in 50 anni di servizio.
  • L’osservazione del disagio attraverso l’ascolto delle storie di vita. Si analizza come ascoltare le richieste, leggere i bisogni e orientarsi negli interventi, l’importanza di lavorare in rete e come lasciare “traccia” dell’ascolto delle storie di vita.
  • Il Centro di Ascolto: funzione e compiti (Come testimoniare la carità nella comunità).
  • L’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse: funzione e compiti, con accenni su Ospoweb e Ospo risorse (Quale aiuto per la comunità; quale animazione possibile).
  • Dal locale al globale, dalla carità alla giustizia: l’educazione alla giustizia, alla pace e alla mondialità (il GDEM, funzioni e compiti).
  • Ascoltare, Osservare e Discernere per animare la comunità.
  • Privacy, tutela dei minori e degli adulti vulnerabili (secondo le indicazioni di Caritas Internationalis e Caritas Italiana).

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