Il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna si presenta come uno dei più straordinari monumenti della tarda antichità, celebre per la sua decorazione musiva di rara bellezza. Spesso definito una vera e propria «Cappella Sistina» del mosaico paleocristiano, esso rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la comprensione dell'arte e della simbologia di quel periodo. L'edificio si data tra il 425 e il 450 d.C., in un'epoca in cui Ravenna, dal 402, era divenuta capitale dell'Impero Romano d'Occidente sotto la decisione dell'imperatore Onorio, in un periodo di forti minacce come l'ingresso dei Visigoti a Roma nel 410.

Contesto Storico e Funzione Originaria
Secondo gli studi più recenti, il Mausoleo non fu inizialmente costruito come tomba per l’imperatrice Galla Placidia, la quale venne in realtà sepolta a Roma. Sembra che l’imperatrice stessa lo abbia edificato, assieme alla vicina Basilica di Santa Croce, come sacello familiare o cappella sepolcrale dinastica, collegata alla basilica stessa. Per questo motivo, i tre sarcofagi al suo interno vengono ipoteticamente attribuiti agli imperatori Costanzo III (marito), Onorio (fratellastro) e Valentiniano III (figlio) di Galla Placidia. In un secondo momento, l'edificio divenne un oratorio privato dedicato a San Lorenzo martire, la cui figura è infatti raffigurata nella lunetta di fronte all’ingresso, luogo in cui venivano custodite le reliquie venerate dalla famiglia imperiale.
Architettura e la Costante del Numero Quattro
La pianta dell’edificio è a croce latina, con quattro bracci orientati verso i quattro punti cardinali. L'esterno è caratterizzato da mura in laterizio a vista, con tetti coperti da tegole. Ogni braccio presenta un frontone ed è scandito da una serie di lesene e arcate cieche a scopo decorativo, conferendo una semplicità che contrasta fortemente con la ricchezza decorativa interna. Questo contrasto è interpretato come un richiamo a un concetto religioso, per cui la bellezza esteriore è meno significativa rispetto a quella interiore. Al centro, la struttura si eleva in una torretta quadrata coperta da una cupola.
Nel Mausoleo di Galla Placidia, il numero quattro è una costante ricorrente, sia nell’architettura che nei mosaici. Quattro sono i bracci della croce latina, orientati verso i quattro punti cardinali. La torretta quadrata, con i suoi quattro lati, ospita altre quattro lunette con quattro coppie di apostoli e quattro finestre. La cupola che copre la torretta, infine, presenta i quattro evangelisti nei pennacchi. Questa costante simbolica non si limita all'interno: l’orientamento verso i quattro punti cardinali è analogo a quello di altri sepolcri antichi, come i mausolei romani di Cecilia Metella, di Augusto e di Adriano (l’attuale Castel Sant’Angelo), tutti caratterizzati da un basamento quadrato orientato verso i punti cardinali che sostiene il corpo circolare a forma di torre. Il concetto del quadrato che contiene un cerchio richiamava il Templum etrusco, raffigurazione sacra e simbolica del mondo, dove il quadrato rappresentava la Terra e il cerchio il Cosmo. Tale schema si ripete nel Mausoleo di Galla Placidia, con la torretta quadrata che sostiene e racchiude il cerchio della cupola centrale.
I Mosaici: Narrazione e Simbolismo Teologico
Ad eccezione della parte bassa, l’interno del Mausoleo è interamente rivestito da mosaici, considerati tra i più importanti esemplari di arte musiva in Europa e dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996. La grandezza e la forma delle tessere, così come la loro inclinazione, sono state variate per riflettere al meglio la luce proveniente dalle finestre.
La Cupola Stellata e i Simboli della Resurrezione
Il mosaico della cupola, esternamente nascosta dal tiburio, è di particolare pregio, raffigurando un cielo notturno dominato da una croce dorata su una volta di stelle su sfondo blu scuro. Questa rappresentazione è il segno cristiano della Resurrezione, particolarmente significativo in un edificio dedicato alla sepoltura. Nei quattro angoli (pennacchi), sono effigiate le quattro figure alate del tetramorfo: leone, aquila, angelo e bue, associate rispettivamente agli evangelisti Marco, Giovanni, Matteo e Luca.
Il Buon Pastore: Cristo Redentore
Celeberrima è la lunetta sopra l'unico ingresso, sul lato nord, detta del Buon Pastore. Essa raffigura un Cristo giovane e imberbe, secondo l’iconografia canonica del “pastor” molto diffusa nell’arte catacombale. Seduto su una roccia, egli è attorniato da due gruppi di pecore, rappresentanti il gregge dei fedeli. Sotto la sua figura è visibile uno dei quattro elementi naturali, la Terra. Questa immagine è un’eco della parabola del Vangelo di Giovanni, dove Gesù si propone come Buon Pastore, vincitore sul peccato e sulla morte.
Mausoleo di Galla Placidia - Italiano
San Lorenzo: Fede e Sacrificio
Nella lunetta sul lato opposto, a sud, è raffigurato San Lorenzo con la graticola, simbolo del suo martirio, e sotto di essa si distingue il secondo elemento naturale, il Fuoco. A sinistra di San Lorenzo, si nota un armadio contenente i quattro libri dei Vangeli, sui quali sono scritti i nomi degli evangelisti. La presenza di San Lorenzo sottolinea la via per ottenere la salvezza, predicata dagli evangelisti. Il testo sacro ricorda: "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Matteo). L’intero ciclo musivo è stato suggerito da Pier Crisologo, vescovo di Ravenna e consigliere di Galla Placidia tra il 426 e il 450.
L'Acqua della Vita: Cervi e Colombe
Le lunette dei bracci est e ovest sono uguali e simmetriche, mostrando due cervi affrontati, circondati da girali vegetali. In basso al centro vi è la raffigurazione simbolica dell’Acqua, mentre sotto quella ovest è presente il quarto elemento naturale, l’Aria, rappresentata da due piume. Le piante, i fiori, la frutta e la vite nei sottarchi indicano l’abbondanza di vita nel Paradiso di Dio.
Il significato salvifico dell’acqua trova un preciso riscontro figurativo nei mosaici del mausoleo. Le due colombe che si dissetano alla fonte, famoso tema iconografico di origine classica, si ripetono ai piedi degli apostoli immortalati nei lunettoni di sostegno della cupola. Le colombe simboleggiano lo Spirito Santo e alludono all’abbeverarsi all'acqua dell’immortalità, ma rappresentano anche l’universalità del popolo cristiano che si disseta dalla fonte d’acqua viva, che è il Salvatore stesso: dall’acqua del battesimo alle gioie della Vita Eterna. L’acqua è quindi la Parola di Dio che salva dalla Morte nel peccato, in funzione della Vera Vita nell’eternità, un discorso che affonda le sue radici già nell’Antico Testamento. Analogamente, nelle due lunette inferiori a sinistra e a destra dell’ingresso, i due cervi che si dissetano alle azzurre acque di un laghetto sono una fedele restituzione visiva del Salmo 42,2: "...Come i cervi anelano ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a Te, o Dio…".

Gli Apostoli e il Cristogramma
Le volte a botte che coprono i bracci est e ovest sono decorate da un cespo di acanto e girali con foglie di vite, all'interno dei quali sono inserite due figure di apostoli. In alto, un cerchio racchiude il Cristogramma, l'Alfa e Omega, a ricordare le parole di Gesù agli Apostoli: «Io sono la Vite» ed anche «Io sono Alfa e Omega, il principio e la fine». Nelle pareti della torretta, altre quattro lunette musive mostrano ciascuna due Apostoli posti ai lati di una finestra centrale. Sotto di loro, si vede un kantharos con due colombe, oppure una coppa con le colombe che bevono l’acqua, un'immagine che richiama il celebre Mosaico delle Colombe della Villa Adriana di Tivoli.

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