L’Assemblea elettiva rappresenta un momento cardine nella vita dell’Azione Cattolica (AC), un percorso democratico che si rinnova periodicamente - solitamente ogni tre anni - permettendo ai soci di esercitare il proprio diritto di voto per eleggere coloro che saranno chiamati a guidare l’associazione nel triennio successivo. Questi incontri non sono semplici appuntamenti burocratici, ma eventi ecclesiali profondi che permettono di verificare il cammino compiuto e riprogrammare le attività, favorendo una riflessione condivisa sulla presenza dell'AC nelle diocesi e nelle parrocchie.

Il senso e il ruolo dell'Azione Cattolica
L'Azione Cattolica si propone come un'associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria e organica, in collaborazione diretta con la gerarchia, per la realizzazione del fine apostolico della Chiesa. Come ricordava Vittorio Bachelet, l'AC è una "realtà di cristiani che si conoscono, che si vogliono bene e che sono amici". La missione dell'associazione è quella di agire come lievito nelle comunità, evitando i rischi di una clericalizzazione dei laici o, all'opposto, di una deriva autoreferenziale.
Tra le sfide principali che l'associazione affronta nel tempo contemporaneo figurano:
- La cura della fede e la formazione ad una coscienza adulta e matura.
- L'attenzione ai giovani, valorizzando la loro ricchezza all'interno della Chiesa.
- La promozione dell'ACR (Azione Cattolica dei Ragazzi) come esperienza di missione.
- La responsabilità civile e sociale, promuovendo il bene comune in una società segnata dalla secolarizzazione.

Dinamiche assembleari e sinodalità
L'assemblea è il luogo dove si costruisce il documento assembleare, uno strumento offerto a tutta l'associazione per rilanciare la proposta dell'AC. Il lavoro si articola spesso attraverso momenti di preghiera, ascolto di esperti, interventi delle cariche nazionali e confronto in sottogruppi. In questo contesto, il tema della sinodalità emerge come una priorità assoluta: camminare insieme dietro al Signore e verso la gente, sotto la guida dello Spirito Santo.
La sinodalità non deve essere confusa con un'attività parlamentare o con la ricerca di un consenso a maggioranza; essa richiede preghiera, silenzio e discernimento, evitando la "schiavitù degli organigrammi". L'obiettivo è quello di portare l'acqua fresca del Vangelo nella storia che ogni persona vive quotidianamente.
Laicità e impegno nel territorio
La laicità è la condizione specifica dei membri dell'Azione Cattolica, un antidoto all'autoreferenzialità. Essere un'associazione di laici significa farsi prossimi a tutti, testimoniando che la fede non è una formula astratta ma una luce che illumina le scelte etiche, culturali e sociali. In un tempo caratterizzato dall'imprevisto e dalla sofferenza sociale, l'AC è chiamata a coltivare un atteggiamento sapiente, capace di ascoltare la realtà e di trasformarla con creatività e audacia.
Uno spazio dove l'ascolto diventa preghiera.
Verso il futuro: il nuovo Consiglio
Al termine dei lavori, l'assemblea procede alla proclamazione dei membri del nuovo Consiglio diocesano, suddivisi nei settori ACR, Giovani e Adulti. Questi rappresentanti ricevono il mandato di gestire la responsabilità associativa per il triennio successivo, lavorando in stretto contatto con il Vescovo. La nomina del presidente, in molte realtà, avviene in un momento successivo all'interno del primo Consiglio, consolidando il legame di fiducia e collaborazione tra l'associazione e la Chiesa locale.