La Confessione di Lev Nikolaevič Tolstoj: un'opera spartiacque

La Confessione è un'opera di fondamentale importanza nella produzione letteraria di Lev Nikolaevič Tolstoj, segnando una netta divisione tra la sua fase creativa "precedente" e quella "successiva" alla sua profonda conversione spirituale. Scritta tra il 1879 e il 1882, si colloca cronologicamente dopo capolavori come Anna Karenina e prima di opere significative come La Sonata a Kreutzer e Resurrezione. Questo libro, pur nella sua apparente brevità, rappresenta il culmine del percorso di trasformazione interiore del grande scrittore russo.

Sebbene Tolstoj abbia successivamente approfondito e sistematizzato la sua fede in altre opere religiose, è proprio ne La Confessione che vengono esposte con maggiore precisione e convinzione le motivazioni alla base del profondo cambiamento che ha segnato la sua vita. Le opere successive sono caratterizzate da uno sforzo di sistematizzazione del pensiero, di elaborazione di conclusioni e da un'intenzione apostolica volta a diffondere la nuova fede. Al contrario, ne La Confessione, Tolstoj si dedica a un'esposizione sincera e immediata del suo tormento interiore, del suo cambiamento di rotta, della perdita della fede in gioventù e della successiva percezione che il nichilismo, proclamato dai suoi compagni di ginnasio, non offrisse risposte esaurienti al senso della vita.

ritratto di Lev Tolstoj in età matura

L'opera affronta la domanda fondamentale sul significato dell'esistenza umana di fronte all'inevitabilità della morte. Tolstoj esplora questo dilemma attraverso un percorso introspettivo che lo porta a interrogarsi sulla necessità di credere e, soprattutto, di sapere in cosa credere. La sua ricerca non offre risposte preconfezionate, ma invita il lettore a riflettere e a trovare un proprio senso personale per non affrontare la fine della vita in solitudine.

Il Tormento Esistenziale e la Ricerca di Dio

Tolstoj descrive vividamente il suo stato d'animo durante un anno di profonda crisi, caratterizzato da pensieri suicidi e da un sentimento tormentoso di "ricerca di Dio". Egli si sentiva "orfano in un mondo completamente estraneo", provando terrore e una disperata speranza in un aiuto esterno. La sua preghiera, tuttavia, non trovava risposta, acuendo la sensazione di solitudine e l'angoscia per l'apparente assenza di Dio. Nonostante ciò, non poteva negare la realtà della vita e la sua origine, arrivando a paragonarsi a un "uccellino caduto dal nido" che, pur nella sua fragilità, sapeva di essere stato generato con amore.

"Era un sentimento di paura, di solitudine, l'impressione di sentirmi orfano in un mondo completamente estraneo e la speranza che qualcuno mi aiutasse. [...] Cadevo preda del terrore e allora cominciavo a pregare colui di cui andavo in cerca perché mi aiutasse. E quanto più pregavo, tanto più mi era evidente che nessuno mi ascoltava, che non c'era nessuno a cui rivolgersi. Col cuore pieno d'angoscia perché Dio non c'era, continuavo a ripetere: "Signore, abbi pietà, salvami! Insegnami, Signore!". Ma nessuno aveva pietà di me e io sentivo che la mia vita si arrestava."

Questa ricerca spirituale, descritta nell'opera, non solo porta Tolstoj a conclusioni filosofiche e religiose di grande spessore, ma innesca un profondo mutamento nella sua esistenza. Tale cambiamento lo porterà in seguito ad allontanarsi dalla sua vita precedente, dalla moglie Sof'ja Andreevna e dai figli, per dedicare gli ultimi anni alla riflessione e all'isolamento.

illustrazione simbolica dell'uomo in bilico su un ramo, inseguito da un drago, con due topi che rosicchiano il ramo

La Critica alla Chiesa e la Nuova Fede

La Confessione rappresenta anche una dura critica nei confronti della chiesa ortodossa e delle sue istituzioni. Tolstoj, battezzato ed educato nella fede cristiana, giunse a diciotto anni a non credere più negli insegnamenti ricevuti, pur nutrendo inizialmente una fiducia vacillante in ciò che professavano gli adulti. Ricorda l'episodio in cui, a undici anni, un compagno di ginnasio annunciò la scoperta che "Dio non c'è e che tutto quel che ci insegnano non sono altro che frottole".

Ne La Confessione, Tolstoj respinge il misticismo e nega il valore dei sacramenti e dell'ortodossia cristiana, affermando che "Il maggior nemico del vero cristianesimo è la chiesa organizzata". La sua ricerca lo porta a considerare il suicidio come l'unica risposta intellettualmente onesta di fronte all'assurdità della vita e all'ineluttabilità della morte, qualora si ammetta la non esistenza di Dio. Tuttavia, Tolstoj si definisce "troppo codardo" per seguire questa via.

La quarta opzione, quella che Tolstoj sceglie di percorrere, è la resistenza, il vivere "nonostante l'assurdità". È attraverso l'identificazione di Dio con la Vita stessa che Tolstoj ritrova significato. Questa fede, pur potendo essere interpretata come un "salto kierkegaardiano", sembra orientata verso una prospettiva più orientale, caratterizzata da una metafisica monistica o panenteistica. La razionalità, da sola, non è sufficiente a stabilire l'esistenza di Dio; è un'intuizione profonda che riempie la vita di significato.

Contesto Storico e Accoglienza

L'opera fu distribuita per la prima volta in Russia nel 1882 e venne immediatamente sequestrata dalle autorità a causa del suo contenuto ritenuto blasfemo. Nonostante ciò, La Confessione è considerata un capolavoro di sincerità e profondità di pensiero, un'opera che ha suscitato reazioni contrastanti. Lo stesso compositore Pëtr Il'ič Čajkovskij, pur essendo un grande estimatore di Tolstoj, criticò duramente questa svolta, sottolineando come lo scrittore, capace in precedenza di suscitare profonde impressioni con semplici racconti, avesse in seguito preteso un monopolio nelle questioni di fede ed etica.

La Confessione non è solo un diario o un saggio, ma un'invettiva immortale dell'uomo di ogni tempo contro la "falsa coscienza della vita". Il libro racchiude e sintetizza il pensiero tolstoiano sulla fede, partendo dal quesito universale sul senso della vita, passando per le riflessioni scaturite e giungendo a possibili soluzioni. Tolstoj ripercorre le vie tracciate dai filosofi del passato, ma trova il suo conforto non nella filosofia astratta, bensì nell'avvicinamento alla vita di campagna, alla semplicità e all'amore verso il prossimo.

LA CONFESSIONE Romanzo di L. Tolstoj lettura integrale

La sincerità e l'immediatezza con cui Tolstoj rende il corso dei suoi pensieri e sentimenti, senza mai sacrificare la verità ad esigenze sistematiche o al desiderio di convincere, rendono La Confessione un'opera di straordinaria potenza e attualità, capace di parlare al lettore di ogni epoca.

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