Il Salmo Responsoriale e la Solennità dell’Ascensione del Signore

La Solennità dell’Ascensione del Signore è una delle ricorrenze più significative nel calendario liturgico cristiano, celebrata quaranta giorni dopo la Pasqua. Essa commemora l'ascesa di Gesù Cristo al cielo e il suo sedere alla destra del Padre, un evento che segna il compimento della sua missione terrena e l'inizio di una nuova forma di presenza tra i suoi discepoli. Al centro di questa celebrazione, insieme alle letture bibliche, risuona il Salmo Responsoriale, un canto di gioia e acclamazione che esprime la regalità e la sovranità di Dio.

Le Letture della Solennità dell’Ascensione

Le letture bibliche per la Solennità dell'Ascensione offrono una prospettiva completa sull'evento, dalle narrazioni evangeliche e degli Atti degli Apostoli alle riflessioni teologiche delle lettere apostoliche. L'ordinamento delle letture bibliche, articolato in tre anni (A, B e C) a struttura ternaria nel Rito Romano, si differenzia per la seconda lettura e il Vangelo, mentre la prima lettura è generalmente costante.

Prima Lettura: Fu elevato in alto sotto i loro occhi (At 1,1-11)

Dagli Atti degli Apostoli si riprende il racconto dell'Ascensione di Gesù. Nel primo racconto, o Teòfilo, è stato trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.

Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre: «quella - disse - che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».

Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Gesù che ascende al cielo tra le nubi, con gli apostoli che lo osservano dal basso

Il Salmo Responsoriale: Ascende il Signore tra canti di gioia (Sal 46/47)

Il Salmo 46 (47) è il cuore del Salmo Responsoriale per l'Ascensione, con il ritornello che proclama: «Ascende il Signore tra canti di gioia».

  • Popoli tutti, battete le mani! Acclamate Dio con grida di gioia, perché terribile è il Signore, l’Altissimo, grande re su tutta la terra.
  • Ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. Cantate inni a Dio, cantate inni, cantate inni al nostro re, cantate inni.
  • Perché Dio è re di tutta la terra, cantate inni con arte. Dio regna sulle genti, Dio siede sul suo trono santo.

Questo salmo invita tutti i popoli ad acclamare Dio, riconoscendo la sua regalità universale manifestata nell'ascensione del Signore.

Seconda Lettura: Lo fece sedere alla sua destra nei cieli (Ef 1,17-23)

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni, si legge un profondo inno alla potenza di Dio manifestata in Cristo:

Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore. Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

San Paolo che scrive una lettera, con sfondo che suggerisce la Chiesa

Canto al Vangelo e Vangelo: Il Mandato Missionario (Mt 28,16-20)

Il Canto al Vangelo, tratto da Matteo (Mt 28,19.20), recita: «Alleluia, alleluia. Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Alleluia».

Il Vangelo secondo Matteo (Mt 28,16-20) per l'Ascensione, racconta l'ultima apparizione di Gesù agli undici discepoli in Galilea:

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Questo brano enfatizza il mandato missionario universale lasciato da Cristo ai suoi discepoli prima della sua Ascensione, promettendo la sua presenza continua.

La Celebrazione dell'Ascensione nella Liturgia

La festa dell'Ascensione è una solennità di precetto, che sottolinea la sua importanza nel calendario liturgico.

Collocazione nel Calendario Liturgico

Nella Chiesa cattolica, la solennità dell'Ascensione è collocata quaranta giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale, ovvero quello successivo alla VI domenica di Pasqua. Questa data è basata sul racconto degli Atti degli Apostoli, secondo cui l'Ascensione di Gesù è avvenuta quaranta giorni dopo la Pasqua.

Nel Rito ambrosiano, il giorno proprio della celebrazione è il giovedì dopo quaranta giorni dalla Pasqua; tuttavia, per ragioni pastorali, è possibile celebrare la solennità alla domenica successiva. La Liturgia della Parola è la stessa presente nel Rito ambrosiano antico, con piccole differenze nella lunghezza dei brani, nel Salmo e nel Canto al Vangelo. L'ordinamento delle letture bibliche nel Rito Ambrosiano è ad anno unico, a differenza dei tre anni (A, B e C) del Rito Romano, dovuto al fatto che la celebrazione avviene di giovedì, giorno feriale. Dal 1976 al 2008, le comunità di Rito Ambrosiano hanno celebrato con un Messale Ambrosiano rinnovato; durante questo periodo le letture della solennità erano identiche a quelle del Rito Romano e in tre anni (A, B e C), con l'unica differenza della seconda lettura, sempre Efesini.

Nella Chiesa Ortodossa l'Ascensione è una delle 12 grandi feste, conosciuta sia con il termine greco Analepsis (salire su), sia con Episozomene (salvezza). Il periodo di celebrazioni termina il venerdì prima di Pentecoste. La domenica che segue l'Ascensione è detta dei Padri della Chiesa del Primo concilio ecumenico di Nicea.

Elementi Liturgici Aggiuntivi

Alcuni riti e tradizioni prevedono elementi specifici come:

  • Antifona dopo il Vangelo: Talvolta, come in Gv 14,1: «Il vostro cuore non si turbi, - dice il Signore - io vado a preparare un posto per voi», o in latino: «Ascendo ad Patrem meum et Patrem vestrum, * Deum meum et Dominum vestrum: • et remittam vobis Paraclitum Spiritum. * Halleluja, halleluja» (Ascendo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Signore vostro: e manderò a voi lo Spirito Paraclito).
  • Psalmellus: Un salmo cantato e abbreviato, come «Quis sicut Dominus Deus noster, qui in altis habitat, et humilia respicit in cælo, et in terra? Suscitans a terra inopem, et de stercore erigens pauperem» (Chi è come il Signore, nostro Dio, che siede nell'alto, e si china a guardare sui cieli e sulla terra?).
  • Halleluja: «Ascendit Deus in jubilatione: *et Dominus in voce tubæ».

Riflessioni Omelietiche sull'Ascensione

La Presenza Continua di Cristo e il Mandato Missionario

La festa dell'Ascensione commemora l'omonimo fatto della vita di Gesù: quaranta giorni dopo la sua Risurrezione ascese al cielo e sedette alla destra del Padre. La sua presenza ora continua attraverso la Chiesa, con la sua Parola e il Pane di vita. Il Signore è sempre con noi, al nostro fianco in ogni momento della vita personale e comunitaria. La sua Ascensione non è il suo congedo da questo mondo, ma è un modo diverso di essere presente: non più visibile ai sensi umani, ma a quelli della fede. Imitiamo Gesù, perché anche noi possiamo compiere la nostra missione per ritrovarci accanto al Padre nella gloria.

L’evangelista Marco, nel brano della liturgia odierna (Vangelo), propone l’invito di Gesù Risorto ad annunciare il Vangelo a ogni creatura. Non è solo una sollecitazione, ma anche un comando, perché nessuno sia escluso dalla grazia di Dio. L’obiettivo è quello di rendere felici gli uomini attraverso l’incontro e l’amicizia con Cristo. Il rischio per i cristiani è quello di rimanere immobili a guardare verso l’alto come fecero i discepoli dopo l’Ascensione del Signore, come leggiamo negli Atti degli Apostoli (Prima Lettura). Al contrario, Cristo ci spinge ad andare per il mondo a portare la Buona notizia a tutti i fratelli.

L’Apostolo Paolo, nella lettera agli Efesini (Seconda Lettura), parla dei doni lasciati alla Chiesa da Cristo dopo la sua Ascensione. Si sottolinea l'unità nella diversità: ognuno, membro della Chiesa, porta il suo dono di grazia per far crescere il corpo di Cristo nella carità. Non manchi in noi lo spirito missionario. L'esempio di papa Francesco, che ha visitato Sri Lanka e le Filippine, può essere per tutti noi un'attenzione alle periferie del mondo. Come un condottiero vittorioso acclamato da tutto il popolo, Cristo, crocifisso e risorto, ascende alla destra del Padre. Tutti i popoli fissino lo sguardo su di lui, unico Salvatore e mediatore tra Dio e l’uomo. Il Signore è con noi, perché «Io ho vinto il mondo!». Nessuno potrà mai avere il potere di separarci da Dio.

La fine del Vangelo di Marco e il mistero dell'Ascensione (Mc 16,15-20)

L'Esempio della Famiglia e il Potere delle Comunicazioni Sociali

In questo contesto di missione e presenza, anche la famiglia e i mezzi di comunicazione sociale assumono un ruolo rilevante. L'Ascensione ci ricorda che la nostra umanità è penetrata nell'alto dei cieli, e in essa è inclusa la nostra vita quotidiana. Se il drammaturgo irlandese George Bernard Shaw ha scritto: «FORSE il più grande servizio sociale che possa essere reso da chiunque al proprio Paese e all’umanità è formarsi una famiglia», e Madre Teresa ha esortato a «Torna a casa e ama la tua famiglia» per la pace nel mondo, ciò evidenzia il valore fondamentale di questa istituzione.

Purtroppo, negli ultimi decenni questo senso di fiducia nella famiglia si è progressivamente incrinato. Essa viene spesso vista più come un caso da affrontare che come un’entità da tutelare e promuovere, dimenticando che è un’entità eminentemente relazionale, dove attraverso un rapporto dinamico e interlocutorio si possono allontanare le difficoltà e affrontare il futuro. Il papa Francesco invita tutti a considerare la famiglia come «l’ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell'amore», un concetto che si allinea con il messaggio di un amore che si diffonde e rende testimonianza. Egli aggiunge: «L’amore è la misura della fede e la fede è l’anima dell’amore».

Anche l'uso delle nuove tecnologie e le conversazioni nei media dovrebbero essere orientate a promuovere la verità, la dignità umana e l'amore. Il cristiano vive ed è immerso nel mondo, ma non è del mondo. La sua esistenza si proietta nella dimensione futura, dove saremo tutti uno con il Signore, rimanendo saldi nella fede e nel mandato di annunciare il Vangelo a ogni creatura.

Preghiere e Intenzioni

Nella liturgia dell'Ascensione, le intenzioni di preghiera spesso riflettono i temi della missione e della presenza di Cristo:

C - Fratelli e sorelle, oggi con Cristo che sale al Padre, anche la nostra umanità è penetrata nell’alto dei cieli. Rivolgiamo fiduciosi al Padre la nostra supplica.

Preghiamo insieme dicendo: A - Ascoltaci, o Signore

  1. Perché la comunità cristiana, memore del mandato di Gesù di predicare il vangelo ad ogni creatura, non tema di creare nuovi spazi di evangelizzazione e come “Chiesa in uscita” non rinunci mai ad accompagnare tutti, preferendo «chi è rimasto ai bordi della strada». Noi ti preghiamo.
  2. Perché gli scrittori, i giornalisti, i registi e gli operatori della comunicazione nel raccontare il mondo attuale siano sempre rispettosi della verità e della dignità di ogni uomo. Noi ti preghiamo.
  3. Perché ognuno di noi si serva delle nuove tecnologie, per costruire una società basata sull’amore di Dio, il rispetto reciproco, il dialogo. Noi ti preghiamo.
  4. Perché nelle conversazioni, in quelle digitali e nei media la famiglia venga tutelata e promossa e diventi per tutti «l’ambiente privilegiato dell’incontro nella gratuità dell’amore». Noi ti preghiamo.
  5. Perché la nostra assemblea, illuminata dallo Spirito Santo, non tema di affrontare le nuove sfide del nostro tempo e guardi con fiducia al futuro. Noi ti preghiamo.

C - O Signore, che salendo al cielo hai promesso ai tuoi discepoli di rimanere con loro; assistici lungo le vie del mondo, perché a tutte le persone che incontriamo possiamo portare la tua parola di vita, di pace e di amore.

Canti per la Liturgia

La scelta dei canti per la Solennità dell'Ascensione riflette il tema della gioia, della missione e della regalità di Cristo. Un repertorio suggerito potrebbe includere:

  • Inizio: Nei cieli un grido risuonò (180); Chiesa di Dio (267).
  • Ritornello al Salmo responsoriale: M° G. Liberto; Rit. comune: Popoli tutti, battete le mani (104).
  • Processione offertoriale: Tu percorri con noi (307).
  • Comunione: Tu sei la mia vita (383); Lo Spirito di Dio (291).

tags: #salmo #responsoriale #ascenzione