Ogni volta che il pensiero si rivolge a San Pio da Pietrelcina, si fa avanti una figura dolcissima e serena di un frate che sgrana la corona del rosario fra le sue dita doloranti, tanto vicine alle stimmate. È come avvicinare la Vergine Addolorata alla crocifissione del suo Figlio: Maria ai piedi di Gesù. La preghiera di Padre Pio era fatta di adorazione e di devozioni mariane. Per lunghi periodi Padre Pio recitava il Santo Rosario, sul matroneo di sinistra con il volto che si levava verso l’immagine della Madonna delle Grazie. Ora la sua effige di Santo è ai piedi della sua Madonna Celeste, assorto in contemplazione. La corona era tra le mani di Padre Pio in ogni momento della sua giornata e sarà lì anche nel momento della sua morte.

Il Rosario: Fonte di Forza, Redenzione e Serenità
Il rosario è la preghiera che ci dà la forza di affrontare i tanti disagi della nostra quotidiana esistenza. È la preghiera del malato, del sofferente, di chi vive nella solitudine del proprio Calvario: la recita del Rosario dà luce, forza, coraggio di vivere, volontà di unirsi a Gesù Cristo per trasformare il dolore in occasione di Redenzione e di salvezza propria e dell’umanità intera. Quanta serenità, quanta letizia nell’anima nel tribolato, che sosta nella chiesa a recitare il Santo Rosario davanti a Gesù Sacramentato, custodito nel tabernacolo o solennemente esposto.
Padre Pio stesso affermava: «Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa! Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità».
La Speciale Predilezione per la Madonna di Pompei
Egli, da bravo meridionale, mostrava una predilezione affettuosa per il santuario della Madonna del Rosario di Pompei. Nelle sue lettere si trovano numerose testimonianze di questa devozione. Così scriveva a padre Benedetto: “Dio e la carissima Madre mia di Pompei, a cui le novene, si succedono alle novene, ormai sono oltre tre anni, sanno che cosa ho fatto per essere esaudito da una sì dura prova “(Epist. I,p. 521).
Ad un'altra occasione, a Padre Agostino chiese “la carità di incominciare al più presto le tre novene alla Vergine di Pompei, con la recita giornaliera, durante questo periodo, dell’intero Rosario” (Epist. I, p.963). Durante la permanenza a Napoli per le vicende riguardanti il servizio militare, Padre Pio programmò una visita alla Madonna di Pompei e “ammirò” con compiacenza l’iscrizione al Rosario perpetuo da parte di una figlia spirituale.

Perché Tanti Rosari? Il Valore Teologale e Spirituale
Nessuno saprà mai con certezza quanti rosari completi (all’epoca di 15 poste) recitasse al giorno Padre Pio, ma una serie di testimonianze ci orienta sul numero di 33. La sua incessante preghiera era oggetto di stupore anche tra i suoi confratelli. Un giorno, Padre Michelangelo, confuso dall'incredibile numero di Rosari recitati da Padre Pio, gli chiese: «Come mai tanti Rosari? quanti Rosari hai detto oggi?». Il Santo rispose semplicemente: «Trentadue, trentatré, e forse qualcuno in più».
Il Santo del Gargano attribuiva grande importanza alla recita del Santo Rosario per il suo valore teologale; definiva, infatti, questa preghiera «la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità».
Oltre a ciò, anche altre erano le motivazioni che lo spingevano ad utilizzare questa preghiera. Al Padre Guardiano che un giorno gli chiese spiegazione del perché il Rosario era diventata la sua preghiera interminabile, disse: «Se l’Immacolata a Lourdes e ancora più il Cuore Immacolato a Fatima hanno raccomandato con insistenza la preghiera del Rosario, non significa forse che il Rosario ha un valore eccezionale per noi e per i nostri tempi?».
Come è Nato il Rosario? La Storia della Vergine del Rosario
Il Rosario come "Consigliera Impareggiabile" e "Chiave del Paradiso"
Un altro motivo per la recita del Santo Rosario si può desumere da ciò che accadde un giorno a Padre Guglielmo Alimonti. Mentre si trovava nel coro della chiesa di San Giovanni Rotondo, in attesa di poter parlare con Padre Pio che era tutto assorto in preghiera, dopo aver atteso circa un’ora, Padre Guglielmo cercò di farsi notare dal suo santo confratello e gli fece capire che necessitava di un suo consiglio. In risposta, Padre Pio, agitandogli leggermente la corona innanzi al viso, disse: «Che vuoi? Questa devi dire! Da questa il consiglio».
La spiegazione di queste parole di Padre Pio la troviamo in ciò che lo stesso Santo raccomandò un giorno a Padre Pellegrino, dicendogli: «Sii devoto della Madonna. Umiliati di fronte alla Mamma celeste. E allora avrai davvero una Consigliera impareggiabile. Altro che Padre Pio. La Madonna, infatti, tiene aperto uno spioncino sui decreti della Santissima Trinità».
Il Rosario era da lui considerato anche la chiave del Paradiso. Ancora a Padre Pellegrino disse, in un’altra occasione: «Tu che consideri il Rosario come una preghiera adatta solo per le vecchiette, prendi questa corona e considerala, proprio per la sua apparente, straordinaria inutilità, come uno “strumentuccio” per spalancare le porte del Cielo».
Il Rosario: "L'Arma" contro il Nemico Infernale
La corona del Santo Rosario era anche, come amava definirla, la sua arma contro gli attacchi del nemico. Una sera, infatti, avendo dimenticato la corona, chiese a Padre Onorato di prendergli “l’arma”. A lui che non lo capiva, aggiunse: «La corona è la mia arma». Padre Pio ha insegnato anche ai ragazzi affidati a lui per la prima formazione religiosa la potenza del Rosario contro gli assalti del nemico infernale.
Le seguenti parole, dette loro da Padre Pio per indicare la causa di certi rumori notturni e di un suo occhio gonfio e dolorante, ci sono pervenute grazie alla testimonianza di Padre Emilio da Matrice: «Il tizio - un collegiale di cui disse anche il nome - era in preda ad una forte tentazione contro la purezza e, mentre invocava la Madonna, spiritualmente invocava anche il mio aiuto. Immediatamente corsi in suo sollievo e, sorretti dalla corona della Madonna, abbiamo vinto».
Che il Rosario sia da considerarsi un’arma di difesa, Padre Pio lo apprese anche da ciò che egli stesso definì “un sogno”: «Una sera - racconta - ero in coro a pregare, quando fui disturbato da grida che provenivano dal piazzale della chiesa. Mi sono affacciato dalla finestra del coro e mi si è presentata alla vista una moltitudine di esagitati che gridavano: “Abbasso Gesù, abbasso Padre Pio”. Allora mi ritirai e, parlando alla Madonna, riferii a Lei quanto avevo visto e sentito: mi diede un’arma piccola, piccola che si poteva tenere in tasca o nasconderla tra i capelli, mettendola al collo. Sono ritornato alla finestra ed ho mostrato quest’arma, agitandola sotto gli sguardi di quei forsennati: sono stramazzati tutti per terra, tramortiti. A quel punto mi sono rimesso a pregare. Ma dopo un po’ ho sentito ancora un vocio diffuso, proveniente sempre dal piazzale. Mi sono detto: “Sono ancora vivi?”. Mi sono affacciato ed ho visto tanta, tanta gente. Ho chiesto: “Chi siete?”. Gridarono: “Viva Gesù, viva la Madonna, viva Padre Pio”. “Ah, siete i miei figli?».
La potenza della preghiera mariana contro tutti gli assalti del nemico infernale è stata indicata da Padre Pio in modo particolarmente incisivo a Padre Agostino, quando gli scrisse: «Vi dicevo poc’anzi che la forza di satana, che mi combatte, è terribile, ma viva Dio, poiché egli ha posto la causa della mia salute, l’esito della buona vittoria nelle mani della nostra celeste Madre. Protetto e guidato da una sì tenera Madre, rimarrò a combattere fino a quando Dio vorrà, sicuro e pieno di confidenza in questa Madre di non soccombere giammai».

La Partecipazione al Gaudio del Paradiso
Un ultimo motivo che spingeva Padre Pio alla recita del Santo Rosario era la partecipazione al gaudio del Paradiso. Un giorno, infatti, per far capire cosa avviene in Cielo alla recita di ogni Ave Maria, di cui il Santo Rosario è composto, Padre Pio riferì le parole che un suo confratello morto da poco gli disse in uno dei suoi “sogni particolari”: «Per ogni Ave Maria, che dalla terra sale al cielo, tutto il Paradiso, palpitando, festeggia irripetibile la Madre di Dio. Io son venuto a te - gli disse questo confratello - per recitare insieme il saluto a Maria e farti partecipare per un po’ alla gioia degli angeli e dei santi».
I Consigli di Padre Pio per una Recita Proficua del Rosario
La preghiera più richiesta dal Santo ai suoi figli spirituali era naturalmente il Rosario. Scrive padre Pellegrino: «Qualche volta per spingermi a recitare con maggior entusiasmo il Santo Rosario mi aveva detto scherzando: “Tu hai un brutto muso. Solo quando reciti l’Ave Maria, puoi dire di avere labbra porporine”».
A Giovanna Di Maggio, che era giunta da Trapani per confessarsi, il Padre, dopo aver dato l’assoluzione, chiese: «Quanti Rosari dici al giorno?». «Uno, Padre», rispose la penitente. «Ne devi dire due», replicò Padre Pio. «Sì, Padre», fu la risposta. Dopo qualche mese la signora Giovanna era di nuovo a San Giovanni Rotondo. Ed anche questa volta il Padre le chiese: «Quanti Rosari dici al giorno?». «Due, Padre», rispose, perché aveva mantenuto la promessa, fatta tempo prima. E Padre Pio aumentò il numero: «Ne devi dire tre, perché uno serve a me».
Il Santo dava poi suggerimenti per recitare bene questa preghiera. Chiese una volta ad una figlia spirituale: «Sai come si dice il Rosario?». E, senza aspettare risposta, continuò: «Si fa un atto di amore, dicendo: “Gesù, ti amo con tutto il cuore”; poi un atto di dolore: “Gesù, mi pento di averti offeso”, quindi si bacia il crocifisso e si dicono il Pater, le 10 Ave Maria, per concludere con il Gloria».
Anche a Lucia Merendino Padre Pio consigliava: «Quando recitate il Rosario dopo il Gloria dite: “Gesù, vi amo e mi pento di avervi offeso”. Con questa giaculatoria fate un atto d’amore ed un atto di dolore». E, prevedendo l’obiezione di chi vede il Rosario come una preghiera ripetitiva, insisteva sulla meditazione del mistero, che cambia ad ogni decina. Precisava ad una figlia spirituale: «L’attenzione deve essere portata sì al saluto che rivolgi alla Vergine, ma guardando al mistero che contempli. In tutti i misteri Lei era presente, a tutti partecipò con l’amore e il dolore».

L'Intensità della Preghiera Personale di Padre Pio
L’unica certezza è che Padre Pio non lasciava mai la corona, neppure quando doveva lavarsi le mani, mettendole nell’acqua una per volta. L'intensità della sua preghiera era palpabile. Padre Marcellino IasenzaNiro racconta che nell’estate del 1965, un giorno verso le 14.00, si recò nella camera di Padre Pio per accompagnarlo in sagrestia. Lo trovò che stava recitando il Rosario e rimase in attesa che terminasse la sua preghiera. Quando finì di scorrere la corona, si segnò, poi prese il crocifisso e cominciò a baciarlo intensamente come se volesse farlo suo, divorarlo nell’amore. La scena durò per diversi, lunghi secondi, tanto che Padre Marcellino ebbe la sensazione che il Padre, dimentico della sua presenza, fosse come entrato in estasi.
Un giorno Padre Guglielmo Alimonti, coordinatore dei Gruppi di preghiera dell’Abruzzo, sperando di far piacere al suo venerato confratello, gli raccontò: «Padre, ieri ho recitato 30 rosari interi». Sperava di ricevere un complimento o una parola di approvazione, dimostrando quanto il numero di Rosari fosse una misura di devozione.