La fede, intesa non come teoria astratta ma come un fatto personale e una parola viva capace di illuminare la quotidianità, è al centro di un'iniziativa che si apre presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, al Belvedere. A partire da lunedì 13 ottobre, alle ore 20:45, si terrà un'esperienza aperta a giovani e adulti, che si distingue da corsi, conferenze o dibattiti. Si tratta di un annuncio che invita all'ascolto, non mira a spiegare tutto, ma offre un assaggio della fede, la quale si scopre vivendola. L'invito è rivolto a chiunque si senta solo, arrabbiato, deluso o percepisca la vita come una sofferenza. La fede non è moralismo, ma un incontro con il Dio della storia, che mantiene le promesse nel tempo. Il cammino inizia con l'ascolto di una parola che orienta e riapre strade. Il cristiano proclama la vittoria sulla morte, un elemento che trasforma la prospettiva sulla realtà quotidiana. L'appuntamento è ogni lunedì e giovedì, a partire dal 13 ottobre, alle 20:45, presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, in corso Randaccio 20, Vercelli (Belvedere).

Villa Belvedere dei Visconti di Modrone a Macherio: Una Scoperta Storica
Una cartolina fotografica, inizialmente priva di indicazioni, ha portato a una sorprendente scoperta storica: la Villa Belvedere dei Visconti di Modrone a Macherio. La decifrazione di una calligrafia sulla cartolina ha rivelato trattarsi di Marianna, moglie del Duca Uberto Visconti di Modrone, proprietari della villa. L'analisi della foto e dell'indirizzo, con l'ausilio di correttori d'immagine, ha permesso di ipotizzare la località di Macherio. Questa immagine rappresenta la residenza dei Visconti di Modrone prima dei lavori di restauro e ampliamento avvenuti intorno al 1905. La cartolina, spedita il 14 luglio 1899, potrebbe essere la prima rappresentazione fotografica di Macherio inviata come cartolina postale. Sebbene la scoperta non sia paragonabile a ritrovamenti archeologici di grande portata, essa costituisce un prezioso contributo alla conoscenza della storia locale, in particolare per gli appassionati di storia di Macherio.

Trasformazione e Modernità della Villa
La Villa Belvedere era originariamente una vecchia casa di campagna immersa nei boschi, desiderata dal committente come un ricordo. Tuttavia, le modifiche, le aggiunte e gli abbellimenti furono così estesi da rendere la dimora quasi irriconoscibile. La villa fu trasformata in una residenza dotata di ogni comfort moderno, con splendidi giardini all'italiana e all'inglese, arricchiti da statue, balaustre e vasi. La struttura ampliata offriva ampie finestre, balconi, terrazze e porticati, garantendo viste panoramiche sulla Brianza. La modernità della villa era all'avanguardia per l'epoca, dotata di impianti di riscaldamento, acqua calda e fredda, luce elettrica e campanelli, con particolare attenzione ai servizi sanitari. L'elettricità era già presente dal 1896, grazie al collegamento con la filatura e tintoria Biffi e Sironi. La villa si estendeva su un parco di 116.000 mq e la sua costruzione fu affidata alla Ditta Radaelli Giuseppe e figli, con decorazioni esterne della Ditta F.lli Ferradini e dipinture interne del pittore Gersam Turri. A completare la proprietà, furono realizzati piccoli chalet, tempietti nei giardini, scuderie per 24 cavalli, garage per quattro automobili, rustici per il giardiniere, serre e due portinerie.
La Storia della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Belvedere (Vicenza)
La storia della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Belvedere (Vicenza) inizia nel 1898, con la costruzione della nuova chiesa grazie alla concessione gratuita del terreno da parte del sig. Rippa. La prima pietra fu benedetta il 16 ottobre 1898 da Mons. Cariolato. In sei anni di lavoro costante e sacrifici, con il sostegno della popolazione e di Don Luigi Furlani, la chiesa fu completata. Di stile gotico, a una sola navata, misurava 20 x 10 metri, più coro e abside. Il 15 ottobre 1904 la chiesa, sebbene incompleta, fu benedetta da Mons. Carlo Miniscalchi. Nel 1906, Don Ernesto Valdesolo fece costruire il presbiterio, provvide alla soffittazione e decorazione del coro e delle cappelle laterali. Nel 1910 eresse l'Altare dell'Addolorata (ora di S. Antonio di Padova) e l'Altare in legno dell'Immacolata, la cui immagine fu dono di Mons. De Lucchi. L'Altare maggiore in granito fu offerto dalla famiglia Crotta-Malatesta. Nel 1914, con Don Giovanni De Tomasi, furono costruiti il campanile e la sacrestia, e nel 1923 la Casa Canonica.

Ampliamenti e Ristrutturazioni della Chiesa
A causa dell'aumento demografico dovuto allo sviluppo dell'industria serica, la chiesa necessitò di un ampliamento. Tra il marzo 1943 e la fine del 1944, furono eseguiti lavori di allungamento della navata, costruzione di un transetto trasversale e sistemazione del presbiterio, secondo il progetto dell'ing. Ferruccio Chemello. Nel gennaio 1945 si procedette alla sistemazione del soffitto del coro e della navata, e nel luglio dello stesso anno, le volte a crociera furono decorate con un cielo azzurro punteggiato di stelle dorate. La chiesa restaurata fu inaugurata dal Vescovo di Vicenza Mons. Carlo Zinato il 21 ottobre 1945. Tra il 1946 e il 1947, fu ultimato l'intonaco della facciata e innalzate le guglie e la croce. Nel 1949, in occasione del 25° sacerdotale di Don Sante Bicego, fu inaugurato il nuovo Altare maggiore in marmo di Carrara. Nell'agosto e settembre 1950 avvenne la posa del nuovo pavimento in marmo. Il 16 ottobre 1954, Mons. Carlo Zinato dedicò solennemente la Chiesa parrocchiale al Sacratissimo Cuore di Gesù. Nel 1956, fu inaugurato il nuovo organo a 14 registri reali, opera della Ditta Ruffatti di Padova.
Innovazioni Liturgiche e Decorazioni Artistiche
Con il secondo parroco, Don Gastone Mantiero, si procedette alla sistemazione del presbiterio secondo le nuove normative liturgiche del Concilio Vaticano II. Furono realizzate opere di abbellimento, tra cui l'installazione di mosaici nell'abside e un artistico portale bronzeo. Il 24 settembre 1989, Monsignor Pietro Giacomo Nonis, vescovo di Vicenza, dedicò al Sacro Cuore di Gesù il nuovo Altare, rivolto al popolo, con le reliquie dei santi vicentini San Felice martire e S. Il presbiterio è inoltre arricchito da quattro vetrate benedette dal vescovo di Vicenza Mons. Carlo Zinato il 20 settembre 1958, raffiguranti episodi biblici:
- 2° quadro: Natale: Nascita di Gesù nella grotta di Betlemme, con la Sacra Famiglia.
- 3° quadro: Pasqua: Risurrezione di Gesù, con il sepolcro ribaltato e le guardie tramortite.
- 4° quadro: Pentecoste: Discesa dello Spirito Santo.
Il Campanile e le Campane
Nell'angolo sud-occidentale della chiesa si eleva il campanile, una torre merlata alta circa trenta metri, costruita nel 1914. Il paramento murario è in mattoni a vista e sul lato anteriore si trova il quadrante dell'orologio. Le tre campane, fuse nello stesso anno, arrivarono a Belvedere il 9 ottobre 1914 e furono benedette e consacrate l'11 ottobre con un solenne rito pontificale da Sua Ecc. Mons. Ferdinando Rodolfi, vescovo di Vicenza.

Riferimenti Storici e Cultuali
La costruzione della chiesa al rustico ricevette, nel maggio 1959, un contributo di ventidue milioni dal Ministero dei lavori pubblici. Il progetto, innovativo per tipologia e organizzazione degli spazi, fu elaborato in circa un mese, nonostante le titubanze iniziali di Michelucci. Il progetto fu approvato il 28 settembre 1959 dalla Pontificia commissione di arte sacra. L'impresa prescelta per la realizzazione fu la Sfels. La chiesa realizzata rispettò il progetto, con alcune modifiche e la riduzione del dislivello tra navata e presbiterio. La canonica fu variata in forma e dimensioni, risultando più compatta e più grande. Il costo complessivo dell'opera superò i cinquanta milioni di lire. Inizialmente, la chiesa doveva essere priva di campanile, ma successivamente Michelucci disegnò un campanile a vela irrealizzabile per motivi statici. La chiesa presenta una planimetria regolare con un'aula rettangolare affiancata da una galleria che ospita i confessionali. L'innovazione tipologica consiste nella dislocazione perpendicolare dei luoghi sacri rispetto all'aula. Nei primi schizzi, Michelucci propose uno schema strutturale dei pilastri in cemento armato a forma di croce, semplificato poi in una forma radiale nel progetto definitivo. Nella galleria, il cemento armato portante consente l'inserimento di settori vetrati all'imposta della volta.

Momenti di Commemorazione e Legami con la Comunità
Si ricordano momenti di commozione al Belvedere di via d'Aragona, davanti al monumento in ricordo delle vittime di Rigopiano. Colleghi di Dino Di Michelangelo, poliziotto scomparso nella tragedia, si sono recati a Chieti per deporre una corona. Un collega ha letto la preghiera del poliziotto, mentre familiari e amici del Sacro Cuore hanno donato una targa ricordo. Dopo la cerimonia, è stata fatta una visita al cimitero e poi a Rigopiano per deporre un fiore.