La vita umana è costellata di momenti di fragilità, dolore e incertezza, in cui la ricerca di supporto diventa fondamentale. In queste circostanze, figure di riferimento come sacerdoti e professionisti della psicologia spesso si trovano ad offrire ascolto e guida. Questa sinergia tra fede e scienza del benessere mentale è sempre più riconosciuta e promossa, portando alla nascita di servizi e approcci integrati.
Il Bisogno di Ascolto nei Momenti di Crisi Profonda
Una Testimonianza: Malattia, Sacerdote e Fenomeni di Transfert
Un esempio concreto di come la figura del sacerdote possa diventare un punto di riferimento in momenti di profonda crisi è illustrato da una testimonianza. Una ragazza religiosa, a soli 25 anni, ha ricevuto una diagnosi di cancro che l'ha devastata psicologicamente. Nei primi tempi, ha tenuto tutto dentro, senza parlarne con nessuno. Dopo alcuni mesi, il peso è diventato insostenibile, spingendola a confidarsi con un sacerdote giovane e carismatico conosciuto in parrocchia. La sua motivazione non era solo il conforto della fede, ma anche la ricerca di supporto ed empatia.
Durante queste conversazioni, la ragazza si è completamente "spogliata", mostrando una vulnerabilità che solitamente non permetteva. Il sacerdote, in quanto figura di "guida" e punto di riferimento, le ha offerto consigli che l'hanno aiutata a sentirsi più forte e consapevole di poter affrontare la malattia. Tuttavia, da parte sua, il rapporto è profondamente cambiato, assumendo i tratti di quello che nel contesto paziente-terapeuta è definito transfert. Nonostante l'assenza di pensieri erotici o aspirazioni alla fisicità, il sentimento di attaccamento è diventato molto forte, inesistente prima di questa apertura.
La situazione si è complicata quando il sacerdote è stato trasferito. La ragazza ha iniziato a soffrire seriamente, avvertendo una costante necessità di chiedergli consiglio e di sentirlo, come se stesse vivendo un lutto. Razionalmente, riconosceva questa sofferenza come "ridicola, non opportuna e inspiegabile", ma emotivamente era opprimente, soprattutto in un periodo già segnato dalla malattia.
Esperti suggeriscono due percorsi principali per gestire una situazione simile: la prima possibilità è provare a contattare il sacerdote per riprendere a vederlo o sentirlo periodicamente, condividendo con lui questa "sorta di transfert". L'importanza di questo contatto è rafforzata dal beneficio precedentemente riscontrato nel dialogo. Anche se non si fa più parte della sua parrocchia, è plausibile che possano sentirsi senza che ciò causi problemi, e in ogni caso sarà lui stesso a indicare se sia opportuno o meno continuare il confronto, o se sia il caso di rivolgersi ad altri. È fondamentale non auto-precludersi la possibilità di ottenere ancora un valido supporto.
La seconda possibilità è parlare di quel che si prova per questo sacerdote con uno psicologo o con un altro sacerdote di fiducia. Non esistono "trucchetti ed esercizi mentali" uguali per tutti per far passare il transfert. Al massimo, si può richiamare a sé la consapevolezza che il sacerdote è stato un valido supporto in un momento di difficoltà, che d'ora in poi dovrà essere affrontato diversamente, magari con strumenti diversi. Tuttavia, non è certo che il solo ricordo possa bastare a risolvere il transfert. La scelta più opportuna, come precedentemente suggerito, rimane quella di tentare un dialogo aperto con il sacerdote stesso per valutare insieme il percorso migliore.

Servizi Diocesani e Associativi di Sostegno Psicologico e Spirituale
#unCUOREcheASCOLTA: L'Iniziativa della Diocesi di Como
La diffusione del Coronavirus ha suscitato un profondo bisogno di ascolto e sostegno, portando alla nascita di iniziative innovative come #unCUOREcheASCOLTA. Questo servizio telefonico di ascolto e sostegno, sia psicologico che spirituale, è stato attivato dalla Diocesi di Como e fortemente voluto dal Vescovo, monsignor Oscar Cantoni. Pensato, organizzato e coordinato in tempi record dall’Ufficio diocesano di Pastorale familiare, è un esempio di risposta concreta alle fragilità emergenti.
Sara e Daniele Lissi, co-direttori dell’Ufficio insieme a don Roberto Secchi, hanno creato un tessuto variegato di competenze. Al momento sono coinvolti una ventina di sacerdoti, più una decina tra consacrati, laici, counselor, assistenti sociali, avvocati, psicologi e psicoterapeuti. Molti di questi professionisti già collaborano con i consultori “La Famiglia” di Como e Menaggio e “Metafamiglia” di Sondrio, realtà da tempo in rete con la Diocesi di Como. Tutti si sono messi a disposizione volontariamente e a titolo gratuito. Altri esperti, venuti a conoscenza del servizio, si stanno proponendo per offrire il proprio contributo.
Il numero è lo 031 331 22 00, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00. «Al momento del primo contatto - spiegano dall’Ufficio famiglia diocesano - verranno ascoltate le richieste di chi sta telefonando e si spiegherà cosa offre il servizio (accompagnamento spirituale o sostegno psicologico). La persona verrà quindi richiamata entro le successive 24 ore da un prete o dall’esperto più adeguato a rispondere in base al bisogno espresso».
Questo servizio è stato progettato per rispondere a diverse fragilità: il bisogno di un supporto psicologico per chi sta vivendo male l'emergenza, magari per preoccupazione per sé e i propri cari (quarantena, ricovero, lutto, perdita del lavoro); la necessità di aiuto per gestire relazioni conflittuali con partner o figli, amplificate dalla coabitazione forzata; il sostegno per operatori sociosanitari o lavoratori in situazioni di rischio o emotivamente pesanti; infine, il bisogno di conforto spirituale, domande di senso, confronto nella fede e condivisione della preghiera. Il progetto #unCUOREcheASCOLTA ha mosso i primi passi nella diocesi di Bergamo, particolarmente colpita dalla pandemia, e ne ha adottato la stessa immagine.

Il Sostegno Psicologico Gratuito della Croce Rossa Italiana
In un contesto più ampio di supporto alla comunità, il supporto psicologico gratuito della Croce Rossa Italiana offre sostegno e ascolto a chiunque stia affrontando un momento di difficoltà o un disagio legato alla sfera psicologica, emotiva e relazionale. L'obiettivo è aiutare le persone a migliorare la propria qualità di vita. Il servizio è completamente gratuito e accessibile a tutti (dai 18 anni in su) chiamando il numero di pubblica utilità 1520. Questo servizio mira a prendersi cura delle persone guardando alle comunità in cui vivono, e per questo, oltre ai colloqui individuali, punta a costruire reti sociali significative e sostenibili sui territori.
"Sentiero Lavoro": Un Progetto Parrocchiale contro la Disoccupazione e la Solitudine
La perdita del lavoro rappresenta non solo una difficoltà economica, ma spesso anche una profonda crisi psicologica. Per affrontare questo problema, è nato "Sentiero Lavoro", un progetto ideato nella parrocchia San Giovanni Battista de La Salle, al Torrino. L'obiettivo è creare un luogo fisico e virtuale per mettere in contatto le persone, per incontrarsi e formarsi. Il progetto ha dato vita al sito internet www.sentierolavoro.it, dove chiunque può inserire la sua domanda o la sua offerta di lavoro.
Un gruppo di volontari organizza il tutto, incontrandosi settimanalmente per seguire le persone che a loro si rivolgono. «Abbiamo fatto i primi passi cercando di capire se, effettivamente, un tema come questo poteva creare aggregazione e interesse all’interno di una parrocchia», spiega Ernesta, una delle volontarie. L'intenzione è quella di far diventare il sito un portale completo sul mondo del lavoro, creando una rete anche con altri soggetti.
L'obiettivo principale non è solo aiutare chi cerca occupazione. Don Massimiliano Nazio, il parroco, afferma: «Chi perde il lavoro rischia di cadere in depressione, perché si sente improvvisamente inutile. Per questo è importante curare anche l’aspetto psicologico, far capire alle persone che non sono sole». Un caso emblematico è quello di un 53enne rimasto improvvisamente senza occupazione: venendo in parrocchia, ha iniziato prima a fare volontariato, poi il catechismo, e ha trovato quattro piccoli lavoretti che lo hanno tenuto occupato. A un anno e mezzo dal licenziamento, ha trovato lavoro a tempo indeterminato, dimostrando come mantenersi attivo lo abbia aiutato a fare nuove esperienze e a non perdersi.
All’interno della parrocchia sono già operativi uno sportello psicologico e uno legale. Le persone che hanno contattato il servizio sono spesso in una fascia medio-alta di esperienza in diversi campi, con anni di lavoro alle spalle e ora senza un punto di riferimento. Non è solo il problema del lavoro, ma il bisogno di ritrovare un ruolo nella società. «Il nostro obiettivo è porre l’attenzione sul valore della persona in quanto tale, perché essa è il fulcro. Il lavoro è solo un tassello», sottolinea Ernesta.
Il Discorso più Emozionante e Motivante di Paolo Crepet
Supporto Psicologico nei Consultori Cattolici della Diocesi di Cremona
I consultori di ispirazione cattolica presenti in diverse diocesi si sono attivati per offrire supporto psicologico in situazioni di crisi. Ad esempio, nella diocesi di Cremona (a Caravaggio, Cremona e Viadana), è stato attivato un sostegno psicologico, telefonico o online, specificamente rivolto agli operatori sanitari, a tutti coloro che si trovano ricoverati o in quarantena a causa del virus, alle loro famiglie e a quanti hanno subito un lutto. Per questi motivi è stato attivato il numero 375-6158547, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18.
L'Intersezione tra Teologia, Psicologia e la Formazione Sacerdotale
Libri e Studi sui "Disagi dell'Anima"
Il rapporto tra liberazione spirituale e guarigione interiore è un tema complesso, esplorato da figure che operano sia in ambito pastorale che terapeutico. Il libro "Liberazione e guarigione interiore nel percorso pastorale e terapeutico" affronta i "disagi dell’anima" attraverso la prospettiva di due autori.
- Don Silvio Zonin, sacerdote, docente di teologia liturgica e "ministro della consolazione" nella diocesi di Verona, racconta le sue scoperte nell'ambito dell'esorcismo, un ministero sempre più richiesto che esige impegno e competenze poliedriche. Zonin inquadra l'esorcismo nella storia e tradizione della Chiesa, rivedendolo alla luce della prassi liturgica, ridimensionando un'antropologia eccessivamente dualistica e correggendo una religiosità segnata dal razionalismo, per riscoprire il valore della Parola e dell'esperienza sacramentale.
- Alberto D’Auria, psicologo, psicoterapeuta e consulente educativo, offre la sua competenza maturata in anni di professione e di collaborazione con il "ministero della consolazione". Nel suo contributo affronta aspetti indispensabili anche nella pastorale ordinaria, come la relazione interpersonale tra operatore e "paziente", la comunicazione, l'ascolto attivo e l'empatia, le tecniche e la struttura del colloquio, l'accompagnamento nella vita interiore e la direzione spirituale, in vista di un cammino costante di riconciliazione con se stessi, con gli altri e con Dio. Il lavoro si conclude con una meditazione sulla sofferenza, ed è messo a disposizione di quanti sono impegnati nel difficile compito di curare i disagi dell'anima.
Alberto D'Auria è psicologo-psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico, consulente educativo e operatore di Training Autogeno. Laureato in Psicologia clinica e dell’educazione presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma e in Scienze Politiche, ha diverse specializzazioni in campo psico-pedagogico. È iscritto all’AEP (Associazione Europea di Psicoanalisi), esercita a Verona e tiene seminari di formazione. Ha pubblicato numerosi articoli e libri, tra cui "Il potere terapeutico del perdono".
Silvio Zonin è sacerdote della diocesi di Verona dal 1974, parroco e docente di teologia liturgica. Impegnato in gruppi e movimenti ecclesiali di evangelizzazione e rinnovamento spirituale, collabora anche in trasmissioni radiofoniche.

Fragilità e Formazione: Il Prete di Fronte alla Dimensione Affettiva
La questione delle fragilità psicologiche all'interno del clero è un tema delicato ma cruciale. Padre Giuseppe Crea, comboniano, psicologo e psicoterapeuta, docente di Tecniche psicodiagnostiche all’Università Pontificia Salesiana, ha dedicato studi approfonditi a questo argomento, come dimostrano i suoi libri "Tonache ferite. Forme del disagio nella vita religiosa e sacerdotale" (2015) e "Preti e suore oggi. Come riconoscere e prevenire i problemi" (con Fabrizio Mastrofini, 2012).
Casi come quello del parroco padovano di San Lazzaro, don Andrea Contin, evidenziano la necessità per la Chiesa di cambiare rotta e modificare i pilastri del suo modo di formare i sacerdoti. I tempi attuali, con un pontificato propenso al rinnovamento, offrono un'opportunità per un cambiamento profondo.
Padre Crea sottolinea che i preti devono essere capaci di governare una comunità parrocchiale, ma non sono automi. La dimensione affettiva entra sempre in gioco quando si è in mezzo alla gente. Se un prete non è del tutto maturo o cova frustrazioni e conflitti, questi possono essere le premesse per "le prime sbandate". La patologia non compare all’improvviso, ma ha una storia precedente, e molte fragilità sono già presenti quando un candidato entra in seminario. È fondamentale chiedersi: "Perché lo chiede?". Non bisogna mai dimenticare la lezione di Padre Luigi Rulla, illustre psicologo gesuita, medico, filosofo e teologo, che nel 1971 fondò l’Istituto di psicologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Rulla insegnava che chi entra in Seminario ha spesso motivazioni ottime ma esteriori, diverse da quelle interiori e subconscie, ed è da queste che occorre partire.
Ma come accorgersi del disagio interiore, se non emerge? Non è necessario riempire i seminari di psicologi specializzati. Basta che ognuno, in particolare i formatori, faccia bene il proprio dovere. Un formatore saggio sa leggere il rapporto con il formando, possedendo buone capacità relazionali. Occorre essere estremamente attenti ai segnali della vita quotidiana, proprio come accade in famiglia. Non serve un raffinato curriculum di studi per essere buoni genitori; basta saper cogliere i segnali e non volgere lo sguardo.
Segnali concreti, come bere "un bicchiere di troppo" in modo ripetuto, o ricevere penitenti nella propria stanza, o sparire per giorni senza avvisare, non vanno ignorati. Padre Crea parla di "normalizzazione della devianza", una sorta di "buonismo relazionale" che impedisce di vedere e dire la verità. Ignorare questi segnali, nella speranza che il soggetto si ravveda, porta spesso a un aggravamento della patologia. Spostare un prete con problemi può addirittura peggiorare la situazione, facendogli credere di non essere compreso e permettendogli di continuare a fare il "superprete" in un'altra comunità, dove la sua devianza finisce per essere normalizzata e accettata silenziosamente per paura di generare ansia o scandalo. L'esempio di Papa Francesco, con la sua schiettezza e la capacità di spiegare le sue azioni, offre un modello di integrità e trasparenza.
Ciò che manca all’attuale processo formativo di religiosi e presbiteri è una formazione permanente che non si limiti a un anno sabbatico o agli esercizi spirituali, ma che sia un collegamento stretto e continuo tra formazione e vita. La parrocchia, spesso una macchina vorticosa, rende difficile questa autoformazione. Tuttavia, nelle mani del prete c’è la vita della gente, e una supervisione permanente di se stessi è essenziale. Questa è l'antica pratica della direzione spirituale, un confronto sul proprio stile di vita con una persona saggia.
L'auspicio è che esistano, e si possano trovare, sufficienti "persone sagge" disponibili per questo compito. L'idea di creare un sito per far incontrare la domanda e l'offerta di direzione spirituale potrebbe essere un passo significativo per garantire che i sacerdoti abbiano sempre il supporto necessario per affrontare le sfide della loro vocazione con maturità e consapevolezza.
Il Discorso più Emozionante e Motivante di Paolo Crepet
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