L'indulgenza plenaria è un aiuto spirituale che permette di ridurre o eliminare la pena temporale per i peccati già perdonati. Questa grazia può essere applicata a se stessi o ai defunti, offrendo loro sollievo e pace. Un aspetto cruciale per ottenere tale beneficio è il sacramento della confessione, con una particolare flessibilità che ne consente l'adempimento entro un arco di otto giorni.

Le Indulgenze nella Dottrina Cattolica
Che Cos'è l'Indulgenza?
Quando il sacerdote assolve il mio peccato, è Cristo, in realtà, che mi assolve. Anche se la colpa viene rimessa, cancellata, dimenticata da Dio, la conseguenza del mio peccato rimane, come una ferita: questa conseguenza si chiama pena temporale. Occorre curare questa ferita con il balsamo dell'indulgenza. Questa "cura" possiamo farla durante la nostra vita e in Purgatorio, dopo la nostra morte.
La Chiesa raccomanda l’uso delle indulgenze. Giovanni Paolo II ha definito le indulgenze "una comprensiva tessera di autentica cattolicità", e la tradizione le ha trasmesse come bene prezioso. Non possiamo, infatti, parlare di indulgenza senza una sincera conversione da parte nostra. Questo evidenzia che l’indulgenza è strettamente collegata ai Sacramenti che riceviamo e spiega anche perché non possiamo applicarla ad altri che sono ancora in vita, ma solo a noi stessi o ai defunti come suffragio.
Indulgenza Plenaria e Parziale: Differenze
Esistono due tipi di indulgenza: plenaria e parziale. L'indulgenza plenaria è la remissione totale della pena temporale per i peccati già confessati e assolti. Non si tratta di una cancellazione del peccato in sé - che richiede comunque la confessione - ma della sua conseguenza spirituale sull’anima. La prima cancella la ferita lasciata dal nostro peccato, cioè ci libera totalmente dalla pena temporale, mentre la seconda lo fa solo in parte.
L’indulgenza parziale non stabilisce, come si usava nel passato, la quantità di giorni, mesi o anni che vengono condonati. Si può ricevere l’indulgenza parziale più volte durante il giorno, mentre quella plenaria una volta sola.
Il Tesoro Spirituale della Chiesa
Tutte le grazie, sempre, le otteniamo dal Signore Gesù, anche per intercessione della Beata Vergine Maria, la “piena di grazia”, e per intercessione dei santi. Esistono, infatti, anche i meriti di tutti i santi che durante la vita hanno “accumulato” così tanta grazia da averne per sé e anche per gli altri. Questo tesoro immenso di grazia è come un “conto in banca”.
La chiave della “cassaforte” in cui si trova tale tesoro è nelle mani del Papa. Ed è lui solo, il Santo Padre, che ha la facoltà di aprire questo scrigno e di distribuire a tutti i suoi tesori di grazia. Questo avviene in modo particolare nell’Anno Santo: con l’apertura della Porta Santa, Papa Francesco ha aperto questa “cassaforte spirituale” e ha reso accessibili a tutti le grazie lì contenute.

Condizioni Essenziali per l'Indulgenza Plenaria
Le Quattro Condizioni Principali
Per ottenere l’indulgenza plenaria, sono necessarie quattro condizioni principali:
- Confessione sacramentale: da effettuarsi entro otto giorni prima o dopo l'atto indulgenziato.
- Comunione eucaristica: ricevuta nello stesso giorno o in un giorno prossimo all'opera pia.
- Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice: recitando, ad esempio, un Padre Nostro e un'Ave Maria, o qualsiasi altra preghiera secondo la propria devozione.
- Distacco completo da ogni peccato: anche veniale.
Senza il pieno adempimento di queste condizioni, l’indulgenza è solo parziale.
L'Importanza della Confessione entro Otto Giorni
La condizione della confessione è fondamentale: essa può essere compiuta entro otto giorni prima o otto giorni dopo il giorno in cui si riceve l’indulgenza. Questo significa che con una sola Confessione sacramentale si possono acquisire più indulgenze plenarie.
In ogni confessione, infatti, i peccati vengono totalmente perdonati e non esistono più. Per fare un esempio, in ogni confessione, diventiamo come chi ha rotto il femore: gli viene messo un tutore e, stando fermo per qualche mese, grazie al periodo di convalescenza, otterrà una guarigione totale. Attraverso l’indulgenza plenaria, invece, a ciò che abbiamo già ottenuto con la confessione (che, come detto, è necessaria per lucrare l’indulgenza stessa), cioè il perdono di tutti i peccati e quindi l’accesso alla vita di grazia (poiché senza la confessione, se si è in peccato mortale, si è in uno stato di morte dell’anima), si aggiunge una convalescenza istantanea.
Con l’indulgenza plenaria, quindi, per tornare al precedente paragone, siamo come chi, avendo rotto il femore, passa subito a una guarigione completa, senza alcuna conseguenza della frattura subita, senza bisogno di alcuna convalescenza, senza bisogno di attendere dei mesi di tutore, fisioterapia, ecc., per tornare a camminare. Se questo non è realmente possibile nel caso di una simile frattura, lo è per l’anima.
Indulgenza Plenaria in Pericolo di Vita
È importante ricordare che il fedele in pericolo di vita, in assenza di un sacerdote che gli amministri i Sacramenti (Confessione, Comunione e Unzione degli Infermi), ottiene comunque l’Indulgenza Plenaria, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente qualche preghiera durante la sua vita. Per l’acquisto di questa indulgenza è raccomandabile l’uso del Crocifisso o della Croce. Le preghiere recitate abitualmente durante la sua vita suppliscono in questo caso le condizioni necessarie richieste per l’acquisto dell’Indulgenza Plenaria. Questa indulgenza può essere acquistata dal fedele anche se, nello stesso giorno, ha già acquisito un’altra Indulgenza Plenaria.
Anno santo, tutte le norme per la concessione dell’indulgenza plenaria
Origini e Contesto Storico delle Indulgenze
L'Indulgenza della Porziuncola e San Francesco
Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai.” Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. Felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco rispose: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”.

La Devozione dei Primi Cinque Sabati e Suor Lucia
Il 13 maggio 1917, la Vergine Maria parlò per la prima volta a Fatima della devozione al suo Cuore Immacolato, dicendo: “Avete visto l’inferno dove vanno a finire le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, il Signore vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si farà quello che vi dirò, molte anime si salveranno e vi sarà pace.”
Il 10 dicembre 1925, la Vergine apparve a Lucia spiegandole come doveva praticarsi la devozione al suo Cuore Immacolato. Quella data, Suor Lucia racconta: “mi apparve la Santissima Vergine e, al Suo fianco, sospeso in una nuvola luminosa, un Bambino. La Santissima Vergine, mettendomi la mano sulla spalla, mi mostrò parimenti un cuore coronato di spine che teneva nell’altra mano. «Guarda, figlia mia, il Mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati a ogni momento Mi conficcano, con bestemmie e ingratitudini.»”
Tra le condizioni per questa devozione vi è la confessione: "Confessarsi, entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria." Suor Lucia stessa fece presente a Gesù la difficoltà che alcune anime avevano di confessarsi il sabato, e chiese che fosse valida la confessione di otto giorni. Per le anime che coltivano questa devozione la Vergine Maria dice: “prometto di assisterli, nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste anime”. La ragione primaria di questa devozione deve essere il desiderio di consolare il Cuore Immacolato di Maria attraverso la riparazione e la crescita nella santità personale.
Un'altra condizione per questa devozione è fare compagnia alla Madonna per un quarto d’ora, meditando sui misteri del Rosario. Questo può avvenire meditando un brano della Scrittura o i misteri del Santo Rosario. Suor Lucia di Fatima era solita meditare un mistero del Rosario per 15 minuti alla fine della sua preghiera.

Il Ruolo del Pontefice nella Concessione delle Indulgenze
La facoltà di concedere l’indulgenza plenaria spetta esclusivamente al Papa e agli organi a cui ne delega l’autorità, come la Penitenzieria Apostolica. Tuttavia, alcuni ministri possono impartirla in situazioni specifiche, come nei casi di benedizione apostolica o in punto di morte.
Affacciandosi per la prima volta dalla Loggia delle Benedizioni, Papa Leone XIV ha sorpreso i fedeli concedendo subito l’indulgenza plenaria. Un gesto potente, simbolico, ma tutt’altro che scontato. Non tutti i Pontefici, infatti, scelgono di offrirla nel momento dell’elezione: basti pensare a Papa Francesco, che nel 2013 preferì un semplice saluto e una richiesta di preghiera, rinunciando alla benedizione con indulgenza plenaria.
Il gesto di Papa Leone XIV rientra nella tradizione che consente al nuovo Pontefice, al momento dell’elezione, di donare l’indulgenza a tutti i fedeli in ascolto - anche a distanza - ma non è un atto obbligatorio. L’esempio di Papa Francesco, che scelse un’altra forma di benedizione nel suo primo affaccio su Piazza San Pietro, lo dimostra, riflettendo il suo stile pastorale umile e vicino alla gente, ponendo l'accento sulla preghiera reciproca piuttosto che su gesti solenni.

Le Controversie Storiche
Nel Medioevo, la pratica delle indulgenze divenne oggetto di critiche, soprattutto a causa degli abusi legati alla loro concessione in cambio di denaro. Martin Lutero, nel 1517, affisse le sue 95 tesi contro le indulgenze, dando inizio alla Riforma protestante.
Occasioni per Ottenere l'Indulgenza Plenaria
Oltre alle situazioni straordinarie, l’indulgenza plenaria è legata anche a specifiche pratiche religiose. Ecco alcuni esempi, sempre nel rispetto delle condizioni spirituali stabilite dalla Chiesa, inclusa la confessione entro otto giorni:
- Il giorno della propria Prima Comunione o partecipando alla cerimonia della Prima Comunione di altri.
- Ogni volta che, entrando in una chiesa, si visita Gesù nel Santissimo Sacramento, restando in adorazione per almeno mezz’ora.
- Ogni volta che con fede si legge la Sacra Scrittura per almeno mezz’ora.
- Quando con fede si recitano vocalmente e senza interruzione i Misteri del Santo Rosario (Gioiosi, Luminosi, Dolorosi o Gloriosi), in un luogo di culto o in famiglia, aggiungendo la meditazione dei Misteri.
- Ogni volta che si compie con devozione l’esercizio della Via Crucis, meditando la Passione e Morte di Gesù, spostandosi da una stazione all’altra. Impedito fisicamente dalla malattia, si può ottenere la stessa Indulgenza Plenaria dedicando almeno mezz’ora alla lettura e meditazione della Passione e Morte di Gesù.
- Visitando una delle quattro Basiliche Patriarcali di Roma (San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore), recitando con fede un Padre Nostro e un Credo:
- nella festa del santo al quale la Basilica è intitolata;
- in qualsiasi domenica o altra festa di precetto;
- una volta l’anno, in un altro giorno, a propria scelta.
- Quando si riceve con fede la Benedizione Papale Urbi et Orbi, anche se per mezzo della radio o della televisione, a mezzogiorno del giorno di Natale e Pasqua, e nel giorno dell’elezione del Sommo Pontefice.
- Nei Venerdì di Quaresima, se si recita la preghiera “Eccomi, o mio amato e buon Gesù” dopo la Comunione Eucaristica, davanti al Crocifisso.
- Partecipando alla liturgia del Venerdì Santo, adorando la Croce e baciandola.
- Se il giorno della Festa della Divina Misericordia si compie un’opera buona in onore della Divina Misericordia o si recita un Padre Nostro e Credo alla presenza di Gesù Eucaristia con l’aggiunta di una invocazione a Gesù Misericordioso, per esempio: “Gesù, confido in Te”.
- Se si partecipa devotamente alla Messa Solenne della conclusione di un Congresso Eucaristico.
- Quando si partecipa agli esercizi spirituali almeno per tre giorni interi.
- Se il giorno della festa del Sacro Cuore di Gesù si recita pubblicamente l’Atto di riparazione “Gesù dolcissimo”.
- Se il 2 agosto, Festa del Perdono d’Assisi, si visita la chiesa della Porziuncola (Assisi), o una chiesa francescana o parrocchiale.
- Se il giorno della Festa di Cristo Re si recita pubblicamente l’Atto di Consacrazione del genere umano a Cristo Re, “O Gesù dolcissimo, o Redentore”.
- Se si usa devotamente un oggetto religioso benedetto dal Sommo Pontefice o da un Vescovo (es. Crocifisso, Corona del Rosario, Scapolare, medaglia con immagine sacra), e si recita il Credo (in qualsiasi forma) nella Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
- Se durante una Missione Popolare o Eucaristica si ascoltano alcune Omelie o prediche e si partecipa alla Conclusione Solenne della missione stessa.
- Ogni volta che si partecipa devotamente alla Prima Messa di un neosacerdote. Anche il neosacerdote ottiene l’indulgenza in questa Messa.
- Ogni volta che si partecipa devotamente alla Messa Solenne per il 25°, 50° e 60° anniversario dell’Ordinazione di un sacerdote. Anche il sacerdote ottiene l’indulgenza in questa Messa.
- Durante un Sinodo Diocesano, se si visita, recitando un Padre Nostro ed un Credo, la chiesa destinata per le sedute del Sinodo. Questa indulgenza è applicabile una sola volta in tutto il tempo.
- Ogni volta che si recita con fede, durante la Funzione Solenne del Giovedì Santo e della Festa del Corpus Domini, il “Tantum Ergo”.
- Quando, l’ultimo giorno dell’anno, si recita pubblicamente l’inno “Te Deum”.
- Quando si recita pubblicamente, con fede, il primo giorno dell’anno e il giorno di Pentecoste l’inno “Veni Creator”.
- Se si visita una chiesa o un altare nel giorno della sua Consacrazione.
- Se si visita la chiesa della propria parrocchia nella Festa del santo al quale è dedicata o il 2 novembre, Festa di Tutti i Santi.
- Se si visita una chiesa o un oratorio dei Religiosi nella festa del Santo Fondatore.
- Se si rinnova, con qualsiasi formula, le Promesse Battesimali durante la celebrazione della Veglia Pasquale o nell’anniversario del proprio Battesimo.
Indulgenze per i Defunti
L’indulgenza plenaria può essere offerta in suffragio delle anime del Purgatorio. È un atto di carità spirituale molto diffuso, specialmente in occasione di festività religiose, pellegrinaggi o durante eventi straordinari come i Giubilei.
Specificamente per i defunti, dall’1 all’8 novembre, se si fa una visita al cimitero e con fede si prega per i defunti, anche soltanto mentalmente, si può ottenere l'Indulgenza Plenaria. Questa indulgenza è applicabile solo alle anime del Purgatorio e ogni giorno si può riceverla per un defunto diverso. In aggiunta, se si visita una chiesa o un oratorio il giorno 2 novembre, giorno della Commemorazione di tutti i fedeli defunti, si può lucrare questa indulgenza, anch'essa applicabile solo alle anime del Purgatorio.
Per facilitare l'ottenimento di tale indulgenza, si può partecipare alla Messa vespertina del 1° novembre o a una delle Messe del 2 novembre. Durante la Messa, si confessa i peccati, si riceve la Comunione e si recitano le preghiere richieste.
L'Indulgenza durante l'Anno Santo e i Giubilei
Durante l'Anno Santo o Giubileo, la Chiesa concede ai fedeli la possibilità di ottenere l'indulgenza plenaria attraverso specifici atti di fede e devozione. Per il Giubileo 2025, i fedeli possono ottenere l'indulgenza plenaria intraprendendo un pellegrinaggio verso uno dei luoghi sacri giubilari, come le quattro Basiliche Papali Maggiori di Roma, partecipando a momenti di preghiera, celebrazione o riconciliazione, o visitando devotamente qualsiasi luogo giubilare e vivendo l’adorazione eucaristica, concludendo con il Padre Nostro, la Professione di fede e invocazioni a Maria. Queste pratiche, unite alle condizioni spirituali richieste, permettono ai fedeli di ottenere l'indulgenza plenaria durante il Giubileo.
A tal proposito, la chiesa di alcuni monasteri può essere designata come Luogo Sacro Giubilare. Chi, durante l'Anno Santo, si metterà in cammino (più o meno lungo) verso tale chiesa, e in questo luogo pregherà il Credo, il Padre nostro e il Gloria al Padre, accostandosi al sacramento della confessione entro 8 giorni, potrà lucrare l’indulgenza plenaria. Il cammino può essere anche breve.

Criteri per l'Indulgenza Parziale
L'indulgenza parziale, pur non cancellando totalmente la pena temporale, ne rimuove una parte e può essere ottenuta più volte al giorno attraverso atti di pietà, carità o penitenza. Ecco alcune concessioni:
Concessioni Generali
- Quando si compiono i propri doveri e si sopportano le contrarietà della vita, innalzando una preghiera fiduciosa a Dio.
- Quando si mettono se stessi o i propri averi a disposizione delle persone che si trovano in necessità.
- Quando ci si priva spontaneamente e con sacrificio di qualche cosa lecita, che piace o che è importante.
Altre Concessioni
- Ogni volta che ci si segna con il Segno della Croce, dicendo: “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen”.
- Ogni volta che si visita, in una chiesa, Gesù nel Santissimo Sacramento. L’indulgenza diventa plenaria se si resta in adorazione per almeno mezz’ora.
- Se si recita con fede e senza interruzione un qualsiasi Mistero del Rosario.
- Ogni volta che con fede si legge la Sacra Scrittura. Se la lettura dura almeno mezz’ora l’indulgenza diventa plenaria.
- Quando con attenzione si ascolta la predicazione della Parola di Dio (Omelia, predica e catechesi).
- Ogni volta che si prega o si medita mentalmente.
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