Il concetto di servizio verso gli altri è un elemento distintivo della vera cristianità. La Bibbia, infatti, descrive dettagliatamente il servizio devoto reso da Gesù Cristo e incoraggia i suoi seguaci a emulare il suo esempio. Oggi, in un'epoca lacerata da conflitti e violenze, praticare il volontariato assume un significato rivoluzionario, quello di essere "rivoluzionari del bene", un impegno che comporta fatica ma è alimentato dalla forza di volontà, come suggerisce il motto latino: "Nihil difficile volenti" (Niente è difficile per chi lo vuole).
Il Volontariato nell'Insegnamento e nell'Esempio di Gesù
L'Impegno di Gesù nel Servire i Bisognosi
Dalla Bibbia apprendiamo i molti atti di servizio svolti da Gesù Cristo, il nostro Salvatore. Egli compiva regolarmente buone azioni verso chi era nel bisogno, ad esempio, dando da mangiare agli affamati e guarendo i malati (Matteo 14:14-21). Entrato nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva in letto con la febbre; egli le toccò la mano e la febbre la lasciò. Ha anche risuscitato i morti, come la figlia di Giàiro, dicendo ad alta voce: "Fanciulla, levati!". Ha sofferto per i nostri peccati, pregando in ginocchio: "Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta." Gesù ci ha consigliato di impegnarci a seguire il Suo esempio perfetto aiutando il prossimo. Quando amiamo e serviamo il prossimo, mettiamo in pratica entrambi i comandamenti. Aiutando i Suoi amati figli, dimostriamo a Dio il nostro amore. Servendoli, il nostro amore per i familiari, i vicini e i nemici cresce.

La Priorità della Predicazione e dell'Insegnamento
Nonostante la sua dedizione nel compiere buone azioni, Gesù diede la precedenza alla predicazione e all'insegnamento della parola di Dio. A Capernaum, dopo aver guarito la suocera di Simone e molti altri malati (Marco 1:29-31), la mattina dopo, "mentre era ancora buio", si recò in un luogo solitario per pregare (Marco 1:35-37; Luca 4:42). Quando i discepoli lo trovarono, gli dissero: "Tutti ti cercano". Ma Gesù rispose: "Andiamo altrove, nelle borgate vicine, affinché io predichi anche là. Poiché per questo scopo [cioè, per predicare] sono uscito" (Marco 1:38, 39; Luca 4:43). Questo dimostra che, per Gesù, compiere buone azioni era importante, ma la sua missione principale era predicare e insegnare la parola di Dio. I veri cristiani, esortati a 'seguire attentamente le orme di Gesù' (1 Pietro 2:21), hanno in questo una guida chiara per stabilire le priorità nel volontariato: aiutare chi è nel bisogno e, soprattutto, provvedere istruzione biblica.
La Ricerca del Valore di Ogni Persona: La Parabola della Pecora Perduta
L'atteggiamento di ricerca e di valorizzazione di ogni individuo è centrale. Nella celeberrima parabola della pecora perduta, Gesù chiede: "Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?". Si tratta dello slancio che siamo chiamati ad avere quando riconosciamo la preziosità di una persona, il valore di ciascuno che implica il mettersi alla sua ricerca, costi quel che costi. Gesù invita i suoi ad andare a cercare non un solo individuo, bensì tutti i popoli; e di certo non lo chiede per un tornaconto personale, ma per fare un dono a tali persone, il Battesimo, e nella conoscenza della lieta Novella.

Il Modello di Giovanni Battista e il Discepolo del Regno
Nel Vangelo di Matteo, il verbo "battezzare" è riferito a Giovanni Battista, sia quando battezza genericamente la gente, sia quando viene narrato il battesimo di Gesù stesso. Giovanni battezza senza tuttavia accendere i riflettori su di sé, ma rimandando sempre a colui al quale non è degno neppure "di portare i sandali", pienamente consapevole della differenza tra la propria azione e quella del Maestro che battezzerà in "Spirito Santo e fuoco". Siamo chiamati a proseguire le azioni del Battista, mettendoci in prima fila per essere però subito pronti a passare in ultima. Inoltre, ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Secondo un’interpretazione, la religione giudaico-cristiana è il tesoro di cui si parla: un discepolo, quindi, è colui che sa tenere insieme il vecchio - ovvero la Legge - con il nuovo - Gesù - dato che Gesù stesso "non è venuto ad abolire un solo iota" (cfr. Mt 5,17-18).
La Carità Cristiana: Il Cuore del Volontariato
L'Essenza del Dono di Sé
L'amore in senso cristiano (agape-caritas) costituisce l'essenza stessa del Dio rivelato da Gesù Cristo (cf. 1 Gv 4, 8). Essa consiste nel donare la propria vita (Gv 15,13). La forma perfetta della carità è il dono di sé di Cristo sulla Croce (Gal 2, 20), che rappresenta la "cifra" e il simbolo dell'amore. Sulla Croce, Gesù compie il duplice comandamento dell'amore di Dio e del prossimo, amando totalmente Dio Padre e perdonando i suoi nemici. L'amore vero o carità consiste nell'amare con gratuità, anche chi non lo merita: il peccatore, il malvagio, il traditore, il nemico (cf. Lc 6, 32; Rm 5,11). Questo amore divino diventa realtà quando è riversato nel cuore degli uomini mediante la potenza dello Spirito Santo (cf. At 2; Rm 5, 5), rendendoli capaci di conformarsi all'amore di Cristo, come testimoniato dai santi e dai martiri (cf. At 7, 59-60).
La Carità come Virtù Teologale
La carità è una virtù teologale, cioè soprannaturale e pneumatologica. San Paolo la considera il più grande dei doni dello Spirito Santo e la descrive: "La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine" (cf. 1 Cor 13, 4-8). Essa può essere ritenuta opera della fede (cf. Gal 5, 6). Avere l'amore è segno di una vita nuova che vince la morte: "Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte" (1 Gv 3, 14). Tutta la tradizione cristiana l'ha venerata come "regina delle virtù". Per Sant'Agostino, la carità consiste nell'amore delle cose che devono essere amate (dilectio rerum amandarum) e dona di anteporre le cose comuni a quelle proprie. La carità ama secondo la misura smisurata di Dio (modo sine modo, San Bernardo). Per San Tommaso, essa ha la facoltà di trasformare l'amante nell'amato perché suscita una sorta di "estasi", un uscire da sé per aderire all'amato.
Carità, Gratuità e la Condizione di Creatura
Il concetto di gratuità è intrinseco alla carità e al volontariato. Come sottolineato da Benedetto XVI, l'impegno diffuso nel volontariato costituisce una scuola di vita che educa alla solidarietà e alla disponibilità, a dare non soltanto qualcosa, ma se stessi. La gratuità è un'esigenza della vita stessa: per crescere e diventare persone, dobbiamo sviluppare un atteggiamento di questo tipo. Ciò che si offre, ciò che si dona diventa nostro. I processi della vita hanno questa legge fondamentale di gratuità, che Gesù aveva intuito dicendo: "chi vuole conservare la vita per sé la perde, e chi la offre la ritrova". Possiamo dire che chi offre la vita, la interiorizza, la fa propria.
Per comprendere questa legge, si può usare la metafora della lampada accesa: se la lampada trattenesse per sé la corrente elettrica, si spegnerebbe. La condizione per restare accesa è che la corrente arrivi, passi e vada oltre. Allo stesso modo, noi siamo continuamente costituiti viventi da un flusso di vita, da un'energia che ci avvolge e ci attraversa, ma che diventa efficace quando viene consegnata, quando va oltre, quando viene donata. Se qualcuno vuole conservare per sé la vita che ha, in quell’istante la vita si perde; quel flusso si perde, non resta più, diventiamo vuoti.
Questa legge della gratuità dipende dalla nostra condizione di creature. Essere creatura significa non avere in noi la ragione di ciò che siamo, ma riceverla continuamente, dover necessariamente, in ogni istante, accogliere il flusso vitale. Siamo continuamente dipendenti da forze esterne a noi a tutti i livelli:
- Livello fisico: Siamo composti da atomi, continuamente alimentati da forze fondamentali come la gravitazionale e l'elettromagnetica. Se queste venissero meno, moriremmo.
- Livello biologico: Come esseri viventi, dipendiamo costantemente dal flusso vitale, ad esempio dalla respirazione. La vita ci è continuamente donata e offerta.
- Livello psichico: La nostra capacità di pensare e di amare è continuamente costituita dall'amore che gli altri ci offrono. Senza questa forza di vita, non potremmo vivere appieno.
- Livello spirituale: Questa dimensione si sviluppa quando si riconosce la necessità di "conversione", intesa come un cambiamento di prospettiva dal narcisismo all'apertura al dono e all'interdipendenza, divenendo "figli" nei riguardi di Dio.
Noi diventiamo ciò che facciamo, pensiamo e desideriamo. Anche se un'azione riguarda solo l'esteriorità, essa struttura interiormente la nostra persona. In questa condizione di divenire, dipendiamo continuamente da realtà che sono altre da noi, le quali ci offrono la possibilità di operare e di essere.

Carità, Solidarietà e la Dottrina Sociale della Chiesa
La carità non può essere confusa né sostituita con la nozione di solidarietà. Quest'ultima attiene all'ordine umano e sociale della fraternità universale, mentre la carità è la relazione di comunione propria della fraternità cristiana, che ha una propulsione universale fino ad abbracciare i nemici, ma è specialmente arricchita dalla reciprocità nella comunità ecclesiale (cf. 1 Gv 3, 11-12; Gal 6,10). La carità è il vincolo di comunione della Chiesa e trova nell'Eucaristia il suo sacramento. La testimonianza della carità rappresenta, insieme all'evangelizzazione e all'intercessione, la precipua forma cristiana di svolgere la missione che Cristo le ha affidato.
La Dottrina Sociale della Chiesa, che affonda le radici nell'insegnamento sociale della Sacra Scrittura, nasce formalmente con l'Enciclica Rerum novarum (1891) di Papa Leone XIII e si sviluppa con i successivi Pontefici. Punti cardine di questa dottrina sono: la legittima proprietà personale nel contesto della destinazione universale dei beni della terra; il primato del bene comune (l'insieme delle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi e ai singoli di raggiungere la propria perfezione più pienamente); la fraternità universale come fondamento della promozione della pace; la giustizia sociale; il rispetto della dignità umana; la sussidiarietà. Questa visione rifiuta ogni forma di totalitarismo, collettivismo, nazionalismo, capitalismo selvaggio e l'idolatria della democrazia relativistica.
L'Impegno del Volontariato nella Chiesa Contemporanea
Papa Francesco e la "Rivoluzione del Bene"
Papa Francesco ha costantemente sottolineato l'importanza del volontariato sin dall'inizio del suo Pontificato. Nel video per l'intenzione di preghiera del dicembre 2022, intitolato "Per le organizzazioni di volontariato", il Pontefice afferma che "il mondo ha bisogno di volontari e di organizzazioni che vogliano impegnarsi per il bene comune", evidenziando la parola "impegno". Francesco sottolinea che "essere volontari solidali è una scelta che ci rende liberi; ci rende aperti alle necessità dell'altro, alle richieste di giustizia, alla difesa dei poveri, alla cura del Creato. Significa essere artigiani di misericordia: con le mani, con gli occhi, con gli orecchi attenti, con la vicinanza. Essere volontari vuol dire lavorare con la gente che si serve. Non solo per la gente, ma con la gente".
Due concetti risaltano con maggiore forza: l'impegno e la libertà. Il volontariato offre la risposta giusta a come si possa essere impegnati e liberi allo stesso tempo. Il Papa spiega che "il volontariato è una delle cose più belle, perché ognuno con la propria libertà sceglie di fare questo cammino che è un cammino di uscita verso l’altro, uscita con la mano tesa, un cammino di uscita per preoccuparsi degli altri". Questa "fatica di uscire" è ripagata non in termini di denaro, ma in termini di fecondità dell'anima e di costruzione del bene comune: "È un investimento del vostro tempo che rende feconda la vita degli altri".
Giovani e Volontariato: Chiamata all'Impegno
Il volontariato non è un'esclusiva dei giovani, ma il Magistero di Papa Francesco ha spesso rivolto un'attenzione speciale a loro. Nell'Esortazione apostolica Evangelii gaudium (2013), il Papa riconosce che "sono molti i giovani che offrono il loro aiuto solidale di fronte ai mali del mondo e intraprendono varie forme di militanza e di volontariato". Successivamente, nell'Esortazione apostolica Christus vivit (2019), Francesco evidenzia che "l'impegno sociale è un tratto specifico dei giovani d'oggi", incoraggiandoli a non tirarsi indietro, poiché "l'impegno sociale e il contatto diretto con i poveri restano un’occasione fondamentale di scoperta o approfondimento della fede e di discernimento della propria vocazione".
Modelli di Volontariato Cristiano: Giovanni Battista e Maria
Papa Francesco ha indicato figure bibliche come modelli per i volontari:
- San Giovanni Battista: Citato a Rio de Janeiro (2013) durante la XXVIII Giornata mondiale della gioventù, come colui che ha preparato il cammino a Gesù. I volontari, a loro modo, sono strumenti affinché migliaia di giovani abbiano "preparata la strada" per incontrare Gesù. Il Papa esorta a essere "sempre generosi con Dio e con gli altri: non si perde nulla, anzi è grande la ricchezza di vita che si riceve!".
- Maria, Madre di tutti: Presentata a Cracovia (2016) durante la XXXI GMG come "icona del volontariato cristiano". In lei si evidenziano tre atteggiamenti essenziali:
- L'Ascolto: Maria non si pone distrattamente, ma è attenta alla realtà concreta e cerca di coglierne il significato. Il Signore bussa in molti modi, ponendo segni sul nostro cammino.
- La Decisione: Maria non teme di andare controcorrente: con il cuore saldo nell'ascolto, decide, assumendosi tutti i rischi, ma non da sola, insieme con Dio.
- L'Azione: La Vergine agisce "in fretta, non indugia, non esita", mossa dalla forza della Parola di Dio e piena di carità. Maria porta agli altri ciò che ha di più prezioso: Gesù.

Volontariato: Moltiplicazione della Speranza e "Surfisti dell'Amore"
Incontri con i volontari delle Giornate Mondiali della Gioventù hanno fornito ulteriori spunti. A Panama (2019), il Vescovo di Roma ha ringraziato i volontari per aver dedicato tempo ed energia a "sognare e costruire questo incontro", compiendo "il miracolo della moltiplicazione non solo dei pani, ma della speranza". A Lisbona (2023), Papa Francesco ha esortato i volontari a essere "surfisti dell'amore", cavalcando "le onde dell'amore, le onde della carità", affinché il servizio compiuto sia "la prima di tante onde di bene", portando "più in alto, più vicini a Dio".
Il Pontefice ha anche evidenziato il forte volontariato del popolo italiano come "un tesoro culturale" da custodire bene (23 maggio 2022, Protezione Civile), sottolineando che "il bene è contagioso" e che "farsi prossimo dei fratelli ci rende migliori, più disponibili e solidali". Le emergenze attuali, legate all'accoglienza dei profughi, ricordano quanto sia importante incontrare qualcuno che tende la mano, che offre un sorriso e che fa sentire a casa, perché "davvero nessuno si salva da solo". Nadine, un'infermiera francese di 43 anni specializzata in malattie tropicali, ha espresso: "Io credo in Dio, amo il prossimo e voglio rendermi utile. E il fatto di essere testimone di Geova mi spinge a portare a chi soffre sia aiuto pratico che speranza".
Giustizia, Misericordia e Volontariato
La Giustizia Biblica e la Salvezza
Nella Bibbia, la giustizia (tsedaka-dikaiosyne) è un attributo di Yahweh e sempre fonte di salvezza. Il Signore manifesta la sua giustizia liberando gli oppressi e proteggendo i deboli, facendosi "l'avvocato della vedova e dell'orfano". Gli Israeliti sono chiamati a fare altrettanto, conformandosi alla Legge del Signore e osservando i suoi comandamenti che rappresentano il Diritto (Mishpat), che include condivisione, ospitalità, equità salariale e benevolenza verso il nemico. I Profeti, come Isaia e Geremia, ribadiscono che solo alla scuola di Jhwh si impara la giustizia. Le opere di giustizia sono il vero culto gradito a Dio (cf. Is 58, 1-8).
La promessa del vero compimento della giustizia, foriera di pace, riguarda un futuro messianico, quando un "Re regnerà secondo giustizia" (Is 32, 1) e "in noi sarà infuso uno Spirito dall'alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza" (Is 32, 1.15-19). La missione del Messia consiste precipuamente nel portare il Diritto e la Giustizia, aprendo gli occhi ai ciechi e liberando i prigionieri (Is 42, 1-7). Gesù ha la consapevolezza di inaugurare la Giustizia messianica (cf. Lc 4, 16-21), predicando nel sermone della montagna una giustizia nuova (Mt 5-7) che compie e radicalizza spiritualmente la Torah.
Opere di Misericordia: L'Identificazione di Gesù con i Bisognosi
Se un uomo ha fede ma non ha le opere, forse che quella fede può salvarlo? (Giacomo 2:14). Siamo chiamati a compiere le opere di misericordia con gioia, perché è Gesù stesso che, nelle persone in difficoltà e nella povertà di ogni genere, incontriamo e aiutiamo. Nel Vangelo di Matteo (25:41-45), Gesù ammonisce: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato; nudo e non mi avete vestito; malato e in carcere e non mi avete visitato." Alla domanda "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?", la risposta è chiara: "In verità vi dico: ogni volta che non l'avete fatto a uno solo di questi miei più piccoli, non l'avete fatto a me." Questo è un forte richiamo: non è stata la mancanza di fede, ma la mancanza di opere a far perdere il Paradiso, perché non è stato riconosciuto Gesù nel disagiato. Gesù ci aspetta non solo nei bisogni fisici, ma in ogni livello del disagio umano. Come dice il Signore: "Sii misericordioso come il Padre vostro." (Luca 6, 36). "Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia" (Mt. 5), e questo ci fa assomigliare a Dio.

L'Istruzione Biblica: Un Volontariato che Trasforma e Dura
Un proverbio orientale suggerisce: "Se fai progetti per un anno, pianta semi. Se fai progetti per dieci anni, pianta alberi. Se fai progetti per cento anni, istruisci le persone". Quando si tratta di provvedere soluzioni che durano nel tempo, l'istruzione è essenziale perché mette le persone in condizione di prendere decisioni che miglioreranno la loro vita. Per questo motivo, più di sei milioni di volontari part time e a tempo pieno dedicano tempo, energie e risorse per provvedere istruzione biblica gratuita alla gente. Questa collaudata forma di volontariato dei testimoni di Geova sta producendo risultati concreti nelle comunità in cui essi operano, in ogni parte del mondo. Quando le persone vengono aiutate a capire e a seguire i consigli pratici della Bibbia, imparano ad affrontare meglio i problemi della vita, acquisendo la forza morale necessaria per vincere vizi nocivi. Nelson, un giovane brasiliano, ha trovato gioia e scopo nella vita studiando la Bibbia, come centinaia di migliaia di altri giovani e anziani. Oltre a trovare uno scopo significativo, il messaggio del Regno di Dio provvede una luminosa speranza per il futuro, che rende la vita degna di essere vissuta anche nelle circostanze più difficili. La Parola di Dio afferma: "Questo significa vita eterna, che acquistino conoscenza di te, il solo vero Dio, e di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo" (Giovanni 17:3). Partecipare a un programma che dà risultati che durano in eterno è una forma di volontariato davvero significativa.
L'apostolo Paolo considerava la predicazione della buona notizia una necessità per i veri cristiani: "Se, ora, io dichiaro la buona notizia, non è per me ragione di vanto, poiché necessità me n’è imposta." (1 Cor. 9,16). Questo invito c'interpella a farci portatori della Parola che salva, non solo quando "riesco ad avere il tempo necessario", ma con un impegno costante a tutti i livelli del disagio umano.

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