Il Culto e le Informazioni su San Michele Arcangelo

La figura di San Michele Arcangelo, il guerriero celeste, ha affascinato l'immaginario religioso e culturale per secoli, diventando un simbolo di forza, protezione e vittoria sul male. Il culto di San Michele si è diffuso a partire dai primi secoli del cristianesimo, diventando uno dei santi più venerati in Europa. L'Arcangelo è da sempre il potente difensore del Bene, tiene a bada il Male, guarisce le ferite spirituali e accompagna le anime dei defunti nell'aldilà.

Migliaia nel mondo sono i luoghi di devozione dell’Arcangelo Michele, centinaia le grotte, molti meta di pellegrinaggi da secoli. Nobili e ricchi devoti, ma anche poveri, mendicanti e pastori transumanti e Santi hanno contribuito alla sua venerazione.

Iconografia di San Michele Arcangelo che sconfigge il drago

San Michele Arcangelo: Il Guerriero di Dio

San Michele è una figura chiave nelle tradizioni religiose abramitiche, incluse cristianesimo, ebraismo e islam. Il suo nome in ebraico “Mi-ka-El” significa: "Chi è come Dio?", rappresentando un'esclamazione di sfida contro l'orgoglio di Lucifero, che osò mettersi al pari di Dio. Nell'Apocalisse, San Michele guida gli eserciti celesti contro le forze del male, rappresentate da Lucifero e gli angeli ribelli. È considerato il difensore della fede e il protettore contro Satana, con un ruolo centrale come custode delle anime durante il Giudizio Universale.

L'Arcangelo Michele è presentato come avversario del demonio e vincitore dell'ultima battaglia contro Satana e i suoi sostenitori: «SCOPPIÒ QUINDI UNA GUERRA NEL CIELO: MICHELE E I SUOI ANGELI COMBATTEVANO CONTRO IL DRAGO. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli». Michele, capo degli angeli, dapprima accanto a Lucifero (Satana) nel rappresentare la coppia angelica, si separa poi da Satana e dagli angeli che operano la scissione da Dio, rimanendo invece fedele a Lui, mentre Satana e le sue schiere precipitano negli Inferi. Non sorprende che il culto di San Michele sia stato associato a luoghi strategici o di confine, come montagne e grotte, simboli di protezione e dominio spirituale.

Nell'iconografia sia orientale che occidentale San Michele Arcangelo viene rappresentato come un combattente, con la spada o la lancia nella mano e sotto i suoi piedi il dragone, simbolo di Satana, sconfitto in battaglia.

La Linea Sacra di San Michele

Oltre alla sua rilevanza spirituale, esiste un misterioso fenomeno legato a questo culto: la cosiddetta Linea Sacra di San Michele, una linea immaginaria che collega sette importanti santuari dedicati all'Arcangelo. Questa linea si estende dall'Irlanda fino a Israele, attraversando l'Europa e il Mediterraneo, un fenomeno che ha suscitato curiosità e speculazioni per secoli.

In Italia la linea immaginaria collega la Sacra di San Michele in Val di Susa con la Grotta dell’Arcangelo sul Gargano. La linea perfetta che collega questi santuari è stata oggetto di numerose interpretazioni. Alcuni studiosi suggeriscono che sia una semplice coincidenza, dovuta al fatto che questi luoghi erano già siti sacri di culto pagano prima di essere cristianizzati e trasformati in luoghi dedicati a San Michele. Altri, invece, vedono un legame più profondo e spirituale. Secondo una teoria esoterica, la linea rappresenterebbe la spada di San Michele che, con un colpo, avrebbe sconfitto il male sulla Terra.

Curiosamente, la linea sacra è perfettamente allineata con il tramonto del sole durante il solstizio estivo, suggerendo che potrebbe esserci stato un intento astronomico dietro la scelta dei siti.

Mappa della Linea Sacra di San Michele Arcangelo in Europa

Il Pellegrinaggio dei Santuari: Un Cammino a Tappe

Per chi desidera ripercorrere fisicamente la misteriosa Linea Sacra di San Michele, è possibile intraprendere un pellegrinaggio che tocca le principali località dove sorgono i santuari e i monasteri dedicati all'Arcangelo. Questo cammino si estende dall'Irlanda fino a Israele, attraversando suggestivi paesaggi e città ricche di storia e spiritualità.

  • Skellig Michael (Irlanda): La prima tappa si trova sull'isola rocciosa di Skellig Michael. Questo antico monastero, fondato nel VI secolo, è accessibile solo via mare, con una ripida salita di oltre 600 gradini per raggiungere le celle monastiche, offrendo un profondo senso di isolamento spirituale.
  • St Michael’s Mount (Inghilterra): A circa 600 km a sud-est, lungo le coste della Cornovaglia, quest'isola è collegata alla terraferma da un passaggio pedonale che si può percorrere solo con la bassa marea. Il monastero sorge su una rocca che domina l'oceano, un luogo di grande potenza visiva e spirituale.
  • Mont-Saint-Michel (Francia): A circa 500 km a sud-est di St Michael’s Mount, in Normandia, questa abbazia medievale sorge su un isolotto roccioso circondato dalle maree. Raggiungibile dalla terraferma tramite una strada rialzata, è una delle destinazioni più iconiche del mondo.
  • Sacra di San Michele (Italia): Proseguendo il viaggio verso sud-est, dopo circa 1.100 km si giunge alla Sacra di San Michele, nelle Alpi piemontesi. Questo straordinario complesso monastico sorge su un'altura a 962 metri di altitudine, dominando la Val di Susa, ed è uno dei più importanti simboli del culto in Italia.
  • Santuario di San Michele sul Gargano (Italia): Scendendo lungo la penisola italiana, dopo circa 900 km si arriva al Santuario di San Michele sul Gargano, in Puglia. Questo luogo è famoso per le apparizioni dell'Arcangelo che, secondo la leggenda, si sono verificate nella grotta dove è stato eretto il santuario.
  • Monastero di San Michele, Symi (Grecia): Proseguendo verso l'Oriente, dopo un viaggio di circa 1.200 km, si raggiunge l'isola di Symi. Qui, il Monastero di San Michele si trova in una posizione incantevole sulla costa, costruito su una scogliera a picco sul mare.
  • Monte Carmelo (Israele): L'ultima tappa del pellegrinaggio si trova a circa 1.500 km più a sud-est, sul Monte Carmelo. Qui sorge il Monastero di Stella Maris, dedicato a San Michele, a pochi chilometri dalla città di Haifa, segnando la conclusione di un cammino spirituale che attraversa millenni di storia e fede.

Le distanze tra queste tappe sono notevoli, ma ognuna di esse offre un'esperienza unica, che unisce la devozione alla scoperta di luoghi incantevoli.

Roberto Giacobbo e la misteriosa Abbazia dell'Arcangelo Michele in Val di Susa

San Michele in Italia: Fede e Tradizione Locale

Innumerevoli sono i luoghi lungo la penisola dedicati a San Michele: Spelonche e Grotte, Abbazie, Badie e Monasteri.

Santarcangelo di Romagna: Il Patrono e le Sue Feste

Anche Santarcangelo di Romagna ha un profondo legame con San Michele Arcangelo, che è il patrono della città a cui è intitolata l'omonima fiera. Ogni anno, il 29 settembre, la comunità celebra la festività di San Michele con eventi religiosi, culturali e popolari, rendendo omaggio all'Arcangelo protettore. Nel cuore del borgo si trova la Collegiata di San Michele Arcangelo, una chiesa barocca del XVIII secolo. La pieve di San Michele Arcangelo è una pieve bizantina risalente al VI secolo, situata a circa 1 km a sud dal centro abitato, ed è considerata la chiesa più antica del riminese ancora esistente. La Porta di San Michele era l'ingresso principale alla città in epoca medioevale, le cui vestigia sono visibili nel sito archeologico di Piazza Balacchi.

San Michele Patrono e Protettore

Santo popolarissimo e molto venerato non solo in Italia, San Michele è stato proclamato patrono e protettore della Polizia di Stato da papa Pio XII il 29 settembre 1949. Questo onore è stato conferito in omaggio alla “lotta” che il poliziotto combatte tutti i giorni al servizio dei cittadini e per tutelare e proteggere l'ordine pubblico e l'incolumità delle persone. La recita della preghiera del poliziotto a San Michele conclude ancora oggi le cerimonie di giuramento degli allievi e alcune commemorazioni.

La preghiera dedicata a San Michele Arcangelo recita:

Oh! San Michele Arcangelo, nostro celeste Patrono, che hai vinto gli spiriti ribelli - nemici della Verità e della Giustizia - rendi forti e generosi, nella reverenza e nell'adesione alla Legge del Signore, quanti la Patria ha chiamato ad assicurare tra i suoi cittadini concordia, onestà e pace affinché - nel rispetto di ogni legge - sia alimentato lo spirito di umana fraternità. Per questo, imploriamo dal tuo Patrocinio rettitudine alle nostre menti, vigore ai nostri voleri, onestà agli affetti nostri, per la serenità delle nostre case, per la dignità della nostra terra!

Più di 60 località italiane, tra le quali Caserta, Cuneo, Alghero, Albenga e Vasto, lo venerano come Santo patrono. Oltre che della Polizia di Stato, San Michele è protettore di molte altre categorie di lavoratori: farmacisti, doratori, commercianti, fabbricanti di bilance, giudici, maestri di scherma, radiologi.

Gli Arcangeli: Michele, Gabriele e Raffaele

La Chiesa cattolica festeggia gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele il 29 settembre. Il titolo di arcangelo deriva dall’idea di una corte celeste in cui gli angeli sono presenti secondo gradi e dignità differenti. Gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele occupano le sfere più elevate delle gerarchie angeliche, con il compito di preservare la trascendenza e il mistero di Dio. Giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente.

  • Michele ("Chi è come Dio?") è l’arcangelo che insorge contro Satana e i suoi satelliti, difensore degli amici di Dio e protettore del suo popolo. In Oriente, è venerato con il titolo di "archistratega", che corrisponde al titolo latino di princeps militiae caelestis (principe delle milizie celesti).
  • Gabriele ("Forza di Dio") è uno degli spiriti che stanno davanti a Dio, rivela a Daniele i segreti del piano di Dio, annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e a Maria quella di Gesù.
  • Raffaele ("Dio ha guarito") è anch’egli fra i sette angeli che stanno davanti al trono di Dio, accompagna e custodisce Tobia nelle peripezie del suo viaggio e gli guarisce il padre cieco.

La Chiesa pellegrina sulla terra, specialmente nella liturgia eucaristica, è associata alle schiere degli angeli che nella Gerusalemme celeste cantano la gloria di Dio.

Origini e Sviluppo del Culto

Il culto dell'arcangelo Michele è di origine orientale. L'imperatore Costantino il Grande costruì in onore dell’Arcangelo la prima cattedrale nella periferia di Costantinopoli, intorno al 300 dc, il MICHAELION. A partire dal 313, Costantino I gli tributò una particolare devozione. La prima basilica dedicata all'arcangelo in Occidente è quella che sorgeva su di un'altura al VII miglio della Via Salaria, ritrovata dalla Soprintendenza archeologica di Roma nel 1996; il giorno della sua dedica, officiata con ogni probabilità da un papa prima del 450, ovvero il 29 settembre, è rimasto fino ad oggi quello in cui tutto il mondo cattolico festeggia "San Michele".

La basilica "in Septimo" fu meta di pellegrinaggi fino al IX secolo, quando il riferimento geografico della festa del 29 settembre risulta trasferito al santuario garganico e alla chiesa di Castel Sant'Angelo a Roma. Alla fine del V secolo il culto si diffuse rapidamente in tutta Europa, anche in seguito all'apparizione dell'arcangelo sul Gargano in Puglia. Secondo la tradizione, l'arcangelo sarebbe apparso a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto l'8 maggio 490, ed indicatagli una grotta sul Gargano lo invitò a dedicarla al culto cristiano.

Il nome di Mīkāʾīl (in arabo: ميخائيل‎), o Mīkīl (in arabo: ﻣﻴﻜﻴﻞ‎), è citato nel Corano alla sura II, versetto 98. È indicato come di pari rango rispetto a Jibrīl (Gabriele).

Il Ruolo di San Michele nella Liturgia e Tradizione

Monsignor Duchesne a suo tempo aveva giustamente fatto notare che il solo angelo la cui festa sia stata celebrata prima del IX secolo era stato san Michele, ma in quell’epoca non poteva trattarsi che della commemorazione di dedicazioni di chiese; la festa dell’Arcangelo all’8 novembre si riportava alla dedicazione della chiesa San Michele eretta nelle terme di Arcadio; la festa dell’8 maggio si applicava al santuario del Monte Gargano, e quella del 29 settembre alla chiesa della via Salaria a Roma.

La menzione dell’arcangelo Michele appare nel testo del Confiteor, ma questo testo nella sua forma attuale data dal XII secolo. Occorre aspettare la fine dell'XI secolo per veder comparire la menzione dei santi in questa preghiera. Nel corso delle messe solenni dove ha luogo, all’Offertorio, il rito dell’incensazione dell’altare, san Michele è di nuovo invocato, ma la sua inserzione nelle preghiere rituali è relativamente recente e risulta da un cambio d’interpretazione. A Roma, a partire dal XIII secolo, l’arcangelo Michele ha rimpiazzato l’arcangelo Gabriele. Successivamente si identificò l’angelo anonimo che l’Apocalisse presenta come avente un incensiere presso l’altare d’oro con l’arcangelo Michele.

Questo accresciuto ruolo dell’arcangelo San Michele nel rituale della messa proviene dall’estensione considerevole del suo culto in Occidente, al successo incontrato dalla traduzione latina delle opere di Dionigi l’Areopagita da parte dell’abate di San Dionigi Hilduin, verso l’831-835, e da parte di Erigene nel 860. Fu soprattutto quest’ultima traduzione che fu ampiamente diffusa nel corso del Medio Evo.

“La Chiesa venera san Michele come il Principe della milizia celeste, il difensore ed il protettore dei fedeli, che per una divina virtù respinge negli abissi infernali gli spiriti maligni che errano nel mondo per la perdita delle anime”. Quest’angelo protettore avrà una particolare missione nell’accompagnare le anime dei defunti verso i loro fini eterni. Il tema della pesatura delle anime al momento del supremo giudizio risale all’antico Egitto ed all’India. Esso è adottato dai padri della Chiesa; così sant’Agostino, nel suo primo sermone della vigilia di Pentecoste, assicura che le buone e le cattive azioni saranno come sospese in una bilancia. La formulazione definitiva di questo tema della Pesatura delle anime appare nel XII secolo nel portale della chiesa di Conques, e si troverà ripetuta nei portali delle grandi cattedrali di Laon, di Parigi, di Chartres, di Bourges e di Amiens.

Nelle chiese dedicate a san Michele, o sugli altari laterali, una raffigurazione dipinta o scolpita appare alla maniera della statua posta su di un piedistallo di marmo nella grotta del Monte Gargano fin dall’inizio del XII secolo. L’arcangelo è generalmente rappresentato in piedi che perfora la sua lancia nella coda del dragone. La messa dei defunti si ordinerà intorno a questi stessi temi. All’epistola, una lettura è fatta dal versetto della Lettera di San Paolo (Tessalonicesi 1, 4), che ricorda la presenza dell’Arcangelo nel momento del giudizio: “quondam ipse Dominus in jussu et in voce arcangeli et in tuba Dei descendet de cælo”.

Affresco medievale della pesatura delle anime da San Michele

Il Culto di San Michele Arcangelo in Abruzzo

Il culto di San Michele Arcangelo in Abruzzo ha due date principali legate alla transumanza, il 29 settembre e l’8 maggio, esprimendo riti e misteri di un culto ancestrale che viene da lontano. Grazie alla transumanza, che connetteva le montagne abruzzesi con le pianure pugliesi, la devozione micaelica si è fortemente radicata in Abruzzo, dove è riuscita a unire in un perfetto intreccio la primigenia religiosità italica, l’incastellamento longobardo, la preghiera dei monaci e la cultura pastorale. Le due date che commemorano San Michele segnavano le date d’ingresso e d’uscita degli animali dai pascoli.

Lungo i sentieri percorsi da greggi e pastori, cominciarono a innalzarsi luoghi di culto dedicati a San Michele, presso torrenti e grotte naturali, insomma, presso luoghi con caratteristiche simili a quelle del Gargano. A San Michele Arcangelo si riferiscono culti rupestri basati sull’acqua e sulla roccia: è nel ventre delle grotte che l’uomo entrava in contatto con l’energia primordiale e rigenerativa della Terra.

Luoghi di Culto Micaelico in Abruzzo

  • Roccacasale (AQ): Arroccato sulle pendici di Monte della Rocca, San Michele Arcangelo si festeggia l’8 maggio.
  • Villa Sant’Angelo (AQ): Questo piccolo paese dell’alta Valle dell’Aterno trova nella propria chiesa parrocchiale e nel culto a San Michele il punto aggregante della sparuta comunità rimasta.
  • Chiesa Rupestre di San Michele (vicino Pescocostanzo): Eremo molto antico che figurava già dopo l’anno Mille come possedimento dei monaci cassinesi. Il complesso si erge tra verdi pascoli, ai piedi di una rupe isolata. Era tradizionale tenere una fiera di bestiame l’8 maggio.
  • Santuario di Sant’Angelo a Balsorano (AQ): Nella Valle Roveto, la prima menzione ufficiale è data dalla bolla di papa Bonifacio VIII del 1296. Il luogo è incantevole, in armonia con la natura. I pellegrini lanciano un sasso entrando nel santuario, con il proposito di scaricare così i propri peccati. L'uso di dormire nel santuario, un tempo chiamato ospizio, ricorda il rito pagano dell’incubazione.
  • Grotta Sant’Angelo a Palombaro (CH): Uno dei più caratteristici eremi rupestri sulle pendici della Maiella orientale. Il sito è riconoscibile dalla piccola ed elegante abside della chiesetta medievale, incastonata nella roccia. La tradizione narra che fosse dedicato alla dea Bona, poi cristianizzato a San Michele Arcangelo.
  • Grotta Sant’Angelo a Lama dei Peligni (CH): Su un remoto crepaccio roccioso della Maiella orientale a quota 1260 m. Dell'antica chiesa rupestre rimangono poche mura diroccate. L’interno della grotta è un grande spazio che doveva ospitare un ricovero di monaci penitenti. In questo eremo abitò il beato Roberto da Salle.

La devozione all’arcangelo Michele è diffusa in molte altre località abruzzesi, unite dal desiderio di potersi riparare all’ombra delle sue ampie ali.

Aggiornamento Recente

Il 29 settembre 2016, è stata “inaugurata” una grotta come luogo di culto in onore San Michele Arcangelo, con la Benedizione della Basilicata di Monte Sant’Angelo.

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