La famiglia di per sé appartiene all’esistenza secondo la natura. Noi sappiamo che anche nel mondo degli animali ci sono delle famiglie. Ma, per la nostra fede, secondo la nostra tradizione cristiana, non è così perché con il Battesimo noi cristiani riceviamo una vita nuova, una vita non secondo l’esistenza della natura, ma secondo una vita che appartiene a Dio.
La Famiglia come Espressione Sacramentale
Per noi cristiani la famiglia è l’espressione di un sacramento, che è il Matrimonio. E questo cambia totalmente il suo significato, perché un sacramento implica sempre la trasformazione. È dentro alla vita naturale che lo Spirito Santo realizza la trasformazione del modo di esistenza.
Il Velo di Mosè e la Profezia Nuziale
San Giacomo di Sarug afferma che Mosè ha parlato, sì, di uomo e donna, ma di per sé lui ha visto dentro questa realtà: una realtà più profonda di cui non osava parlare. Per questo motivo ha messo sopra un velo, di modo che nessuno potesse vedere veramente ciò che i suoi occhi avevano contemplato. Poiché si tratta dell’uomo e della donna che si uniscono, si è scelta l’immagine delle nozze di Cana. Noi sappiamo dai testi sapienziali - come ad esempio il Siracide - che il vino è ciò che dà gusto alla vita perché il vino è l’amore che racchiude il senso dell’esistenza umana. Infatti, la tradizione patristica vede nelle sei giare la legge di Mosè che doveva servire per la purificazione. Le sei giare però sono vuote. Per di più sono di pietra.

L'Intervento di San Paolo: Il Grande Mistero Svelato
Qualcuno potrebbe dire: “Ma che c’entra san Paolo con le nozze di Cana, se Paolo non era presente a Cana di Galilea durante le nozze?” C’entra, c’entra! Giacomo dice infatti: “Il profeta Mosè introdusse il racconto dell’uomo e di sua moglie / poiché attraverso di loro si parla di Cristo e della sua Chiesa. È formidabile questo scambio! “…lo Sposo e la Sposa sono spiritualmente diventati uno, / ed era di loro che Mosè scrisse ‘I due saranno uno’…”
Mosè, Profeta della Chiesa Nascosta
Allora Mosè, evidentemente velato, “vide Cristo e lo chiamò uomo, / vide anche la Chiesa e la chiamò donna”. È formidabile: lui ha chiamato uomo ciò che era Cristo e l’umanità assunta da Cristo l’ha chiamata Chiesa.
Le nozze di Cana - Gv 2,1-11 - Il Vangelo per bambini e ragazzi
La Rivelazione di San Paolo
La profezia di Mosè trova la sua piena rivelazione con San Paolo:
“Dopo la festa di nozze [dunque dopo la Pasqua di Cristo], Paolo entrò e vide / il velo steso là, lo prese e lo tirò via dalla bella coppia. / Così scoprì e rivelò al mondo intero Cristo e la sua Chiesa / che il profeta Mosè aveva raffigurato nella sua profezia. / L’Apostolo tremò e gridò: ‘Questo mistero è grande’ / e cominciò a mostrare ciò che la pittura coperta era: / “In coloro chiamati «uomo e donna» nelle scritture profetiche / io riconosco Cristo e la sua Chiesa, i due che sono uno”. / Il velo sul volto di Mosè ora è stato rimosso; / venite tutti e vedete uno splendore che non stanca mai; / il grande mistero che fu velato ora è venuto alla luce. / Che gli invitati alle nozze gioiscano dello Sposo e della Sposa, così belli. / Egli si donò a lei, ed era nato da una ragazza povera; / la fece sua, ed essa è legata a lui e gioisce con lui. / Egli scese nelle profondità e sollevò l’umile fanciulla alle altezze, / perché sono uno, e dove è lui, là lei è con lui. / Il grande Paolo, quella grande profondità tra gli apostoli, / espose il mistero, che ora è detto chiaramente. / La grande bellezza che era stata velata ora era venuta all’aperto, / e tutti i popoli del mondo videro il suo splendore.”
La Consanguineità Spirituale e il Dono Eucaristico
“Il promesso Sposo fece entrare la figlia del giorno in un nuovo grembo, / e le acque di prova del battesimo furono nelle doglie e la partorirono: / Egli rimase nell’acqua e la invitò: essa scese, si ammantò di Lui e risalì; / nell’eucarestia lo ricevette, e così le parole di Mosè che i due saranno uno furono provate. / Dall’acqua deriva la casta e santa unione / della Sposa e dello Sposo, uniti in spirito nel battesimo. / Le donne non sono unite ai loro mariti allo stesso modo / di come la Chiesa è unita al Figlio di Dio. / Quale sposo muore per la sua sposa, tranne nostro Signore? / Quale sposa ha scelto un trucidato per marito? / Chi, dall’inizio del mondo, ha mai dato il suo sangue come dono nuziale, / tranne il Crocifisso, che suggellò il matrimonio con le sue stesse ferite? / Chi ha mai visto un cadavere posto in mezzo a una festa nuziale, / con la sposa che lo abbraccia, aspettando di essere consolata da lui? / A quale festa nuziale, tranne questa, spezzarono / il corpo dello sposo per gli ospiti invece di altro cibo? / La morte separa le mogli dai loro mariti, / ma qui è la morte ad unire questa Sposa al suo Amato! / Egli morì sulla croce e dette il suo corpo alla Sposa resa gloriosa, / che lo coglie e lo mangia ogni giorno alla sua mensa. / Egli aprì il suo fianco e unì il suo calice al santo sangue / per darlo a lei da bere così da farle dimenticare i suoi molti idoli. / Lei lo unse con olio, lo indossò nell’acqua, lo consumò nel Pane, / lo bevve nel Vino, affinché il mondo potesse conoscere che i due sono uno. / Egli morì sulla croce, ma lei non lo cambiò con un altro; / lei è piena d’amore per la sua morte, sapendo che da essa ha la vita”.
È molto forte il fatto che l’uomo e la donna nel sacramento del Matrimonio sono innestati nell’unità nel Figlio di Dio con l’umanità, con la Chiesa. Mai più Cristo è senza il corpo, ma si tratta del corpo di gloria, del corpo risorto.

Il Matrimonio come Testimonianza e Mistero Inesplorato
San Giovanni Crisostomo afferma che il sacramento del Matrimonio è una testimonianza anche per i consacrati che seguono il cammino della verginità. Esso infatti attesta loro ciò che potrebbero anche non cogliere così immediatamente, e cioè che il Matrimonio realizza ed è l’espressione nella vita e nella storia di quell’unità di Cristo con la sua sposa, di Cristo con la Chiesa.
Nikolaj Berdjaev, in questo nostro contesto storico, afferma che nelle tradizioni cristiane il Matrimonio non è stato ancora esplorato, perché lo abbiamo troppo velocemente coperto con la famiglia, ma secondo la natura. Attraverso la comprensione profonda di queste verità, possiamo comprendere che per noi cristiani la famiglia è l’espressione del Sacramento e che essa ha una dimensione ecclesiale, pertanto è inseparabile dalla Chiesa.
Le nozze di Cana - Gv 2,1-11 - Il Vangelo per bambini e ragazzi
Il Sangue di Cristo e la Vera Consanguineità
In essa, il legame di sangue non può essere in competizione con la nostra partecipazione al sangue di Cristo, anche se è facile che vinca il sangue secondo la natura e non il sangue dell’Eucarestia. Ma, come dice un altro grande padre, Nicola Cabasilas: “Noi siamo veramente consanguinei di Cristo”. I genitori ci hanno dato il sangue ma il nostro sangue non è quello dei genitori. Appena ce lo hanno dato, il nostro sangue non è più il loro. La famiglia per i cristiani è pertanto un’espressione del sacramento e della ecclesialità e fa vedere in questo mondo come vive l’uomo quando è unito a Dio.