Le decorazioni nelle chiese cristiane non sono semplici ornamenti, ma un manifesto teologico integrato che narra storie e significati profondi. In particolare, alcuni mosaici e decorazioni simboleggiano concetti teologici complessi attraverso allegorie dell'albero della genesi e dell'albero della vita, temi che ritroviamo in diverse epoche e luoghi sacri.
La professoressa Bianca e Gustav Kühnel, nel loro libro "The Church of the Nativity in Bethlehem: The Crusader Lining of an Early Christian Basilica", spiegano dettagliatamente il significato di tali decorazioni, in particolare quelle presenti nella Chiesa della Natività a Betlemme. Le loro ricerche evidenziano come questi simboli siano stati interpretati e rappresentati nel corso dei secoli.
L'Albero Genealogico di Gesù
L'albero genealogico, o genealogia di Jesse, è un tema ricorrente nell'iconografia cristiana, sebbene il mosaico originale della Basilica della Natività che lo rappresentava non sia giunto fino a noi. Le testimonianze e le descrizioni dei pellegrini di diverse generazioni ci permettono di ricostruirne l'esistenza e il significato.

Il Mosaico Scomparso della Basilica della Natività
Sulla parte interna del muro occidentale, all'ingresso della basilica, era presente un mosaico raffigurante la dinastia di Gesù. Questo mosaico mostrava Abramo alla base del tronco, vicino alla radice, simboleggiando la promessa divina che si realizza attraverso la stirpe umana. Le generazioni successive erano rappresentate dai rami, culminando nel Messia in cima all'albero.
La genealogia da Abramo a Gesù, passando per il re Davide, è teoreticamente chiamata "discendenza di Jesse" non solo per i versi biblici che la descrivono, ma anche perché Gesù, Davide e Jesse nacquero nello stesso luogo. Questa rappresentazione enfatizzava la discendenza di Gesù dal re Davide e l'inclusione di tutte le nazioni, non solo del popolo di Israele, nella salvezza.
La tradizione della genealogia di Jesse nella Basilica della Natività sopravvisse fino al XVII secolo, con volti e nomi degli appartenenti alla dinastia di Davide ancora visibili sulle pareti della navata centrale. Tra questi, sulla parete meridionale, si distinguono i volti di Azor, Sadoc, Achim, Eliud, Eleazar, Mattan, Giacobbe, come elencato nel Vangelo di Matteo (1,14-15).
Giacobbe, nel mosaico, rivolgeva le mani verso coloro che non sono sopravvissuti, come Giuseppe (che sarebbe dovuto essere il prossimo) e verso l'abside della Chiesa, dove si trovava Maria (raffigurata nel mosaico insieme a Davide e Abramo!). L'abside, situata sopra la grotta della Natività, era consacrata a Maria, così come l'intera chiesa, tanto che diverse fonti del primo millennio la chiamavano "Chiesa di Maria".
Esempi Contemporanei e Moderni dell'Albero Genealogico
Esempi europei contemporanei al mosaico della Basilica della Natività includono manoscritti cappuccini e vetrate nella cattedrale di Chartres in Francia. Un esempio moderno di rappresentazione dell'albero genealogico si trova all'ingresso della chiesa cattolica di Santa Caterina, adiacente alla Chiesa della Natività a Betlemme. Si tratta di un grande e imponente rilievo in bronzo, opera di un artista polacco, inaugurato da Papa Benedetto nel 2009. Questa scultura rappresenta un grande albero di ulivo con Davide al centro e Gesù in alto, e alla base del tronco si trova il nome di Abramo. Accanto all'opera, si possono leggere i nomi elencati nel primo capitolo del Vangelo di Matteo (1,10-13), che tracciano la discendenza di Gesù.
La Croce Gemmata: Simbolo di Vittoria e Vita
Nella parete settentrionale della Chiesa della Natività, è stata rinvenuta una splendida croce incastonata tra fronde di alberi. Questa croce, definita "gemmata", è decorata con pietre preziose ma senza la sagoma di Gesù crocifisso. Era un simbolo comune nell'antica tradizione cristiana e nel Medioevo, come dimostrano la croce della chiesa di Sant'Apollinare in Classe a Ravenna (VI secolo) e la Croce dell'Imperatore Giustino II.

La croce gemmata è una croce trionfale, simbolo di vittoria e vita sulla morte. Il colore dorato e le gemme rappresentano il trionfo della vita sulla morte, trasformando l'albero della morte in "Arbor vitae" (Albero della vita). Come affermava Cirillo, vescovo di Gerusalemme, "Tra gli alberi, l'albero della croce" (Catechesi 13:39). Questo concetto di successo, vittoria e resurrezione si manifesta in questa croce, circondata da alberi verdi e rigogliosi, carichi di foglie e frutti.
La croce è posta tra le sezioni dedicate ai concili ecumenici sulla parete settentrionale (che riflette i sette concili della parete meridionale, ovvero Nicea I, Costantinopoli I, Efeso, Calcedonia, Costantinopoli II, Costantinopoli III e Nicea II). La parete settentrionale è dedicata a sei concili locali: Cartagine, Laodicea, Gangra, Sardica, Antiochia e Ancira. La croce decorata fu "piazzata" in mezzo alle sei conferenze per ottenere una simmetria e dividere il muro in sette sezioni. Questo posizionamento testimonia la validità dei concili e ricorda che coloro che accetteranno Gesù e la Chiesa, comprese le sue decisioni, riceveranno l'Albero della vita descritto nell'ultimo capitolo del Nuovo Testamento (Apocalisse 22,2).
Arte - Storia e analisi dell' arte paleocristiana
L'Albero della Menorah
A differenza dell'unica croce gemmata, nella Chiesa della Natività si ritrovano alberi a forma di menorah che decoravano gli spazi vuoti e fungevano da divisorio tra i concili. L'albero della menorah è spesso accompagnato da due piante, chiamate "menorah strette", che contribuiscono a creare una "celebrazione del paradiso" grazie all'abbondanza di colori e allo sfondo dorato (incluso l'uso della madreperla), che rendono la pianta particolarmente luminosa. Ogni pianta è diversa dalle altre, così come ogni parte della stessa, creando una varietà di forme e composizioni.
Queste menorah del paradiso potrebbero simboleggiare anche strumenti liturgici sparsi in tutto il mosaico, come altari, libri, oggetti e candele, sottolineando la ricchezza simbolica e spirituale della decorazione.
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