Larino: Processioni, Celebrazioni e la Devozione a Padre Pio e San Francesco

La città di Larino si prepara a vivere intensamente momenti di profonda fede e devozione, celebrando il triduo dedicato a San Pio da Pietrelcina e la novena in onore di San Francesco d’Assisi. Questi eventi si inseriscono in un contesto più ampio di commemorazioni, tra cui l'ottavo centenario del "Cantico delle Creature" (1225-2025) e il centenario della stimmatizzazione permanente di Padre Pio, oltre al cinquantesimo anniversario della sua morte (1968-2018).

Triduo a San Pio da Pietrelcina a Larino

Il triduo in onore di San Pio si terrà a Larino dal 20 al 22 settembre. Ogni giorno, alle 18:30, è prevista la recita del Santo Rosario, seguita alle 19:00 dalla Santa Messa.

Padre Pio, noto anche come Padre Pio da Pietrelcina, è una figura centrale della spiritualità cattolica, la cui vita è stata costellata da esperienze mistiche e prodigi. Egli è ricordato come un apostolo della misericordia, avendo dedicato innumerevoli ore alle confessioni e al perdono dei peccati. La sua influenza spirituale ha toccato molte persone, compresi i frati del convento di Larino.

Ritratto di Padre Pio in abito cappuccino con le stimmate

La Relazione di Padre Pio con il Molise e Larino

Il Molise ha un legame speciale con Padre Pio. In occasione di eventi significativi, come la traslazione delle sue reliquie, la regione ha dimostrato una profonda devozione. Due frati che vivono nel convento di Larino, padre Franco Gitto e padre Giovanni Mercurio, hanno avuto l'onore di portare in spalla l'urna contenente le spoglie mortali di Padre Pio. Padre Franco Gitto ha descritto l'esperienza come una "grandissima emozione", un momento per raccomandare a Padre Pio le persone in difficoltà e quelle che cercano pace interiore.

Un altro legame molisano è rappresentato da Francesco Colacelli, ministro provinciale OFM Cap. della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, un frate di Isernia che ha celebrato la messa solenne durante la traslazione. Anche l'altare maggiore della chiesetta antica è stato restaurato dai fedeli di San Martino in Pensilis, sottolineando la devozione molisana.

I Viaggi delle Reliquie di Padre Pio

In un evento senza precedenti voluto da Papa Francesco nell'Anno del Giubileo della Misericordia, le reliquie di Padre Pio hanno lasciato San Giovanni Rotondo per essere esposte alla venerazione dei fedeli in diverse località. Dal 3 all'11 febbraio, il corpo di Padre Pio è stato esposto a Roma, prima a San Lorenzo fuori le Mura e poi nella Basilica di San Pietro. Questo pellegrinaggio è continuato a Pietrelcina, Benevento e Foggia, per concludersi a San Giovanni Rotondo il 16 febbraio. È stata la prima volta che le reliquie sono uscite dalla cripta della nuova chiesa, progettata da Renzo Piano, dove erano state traslate nel 2010 dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Un momento altrettanto significativo è stata l'accoglienza dell'abito che Padre Pio indossava il 20 settembre 1918 - il giorno in cui ricevette il dono delle stimmate - presso il Santuario della Spogliazione di Assisi (chiesa di Santa Maria Maggiore). Fra Carlos Acácio Gonçalves Ferreira, rettore del Santuario, ha dichiarato che "Padre Pio è un esempio, un modello di chi veramente si è spogliato di se stesso per rivestirsi di Cristo, fino al punto di ricevere nel suo corpo i segni della Passione di Gesù".

Novena e Festa di San Francesco d’Assisi a Larino

La novena in onore di San Francesco d’Assisi si svolgerà a Larino dal 25 settembre al 3 ottobre. Il Rosario sarà recitato alle 17:30, seguito dalla Santa Messa alle 18:00.

Il 4 ottobre, giorno della festa di San Francesco d’Assisi, si terrà la Santa Messa alle 10:00 e una processione verso il convento.

Illustrazione di San Francesco d'Assisi con animali

La Peregrinatio della Reliquia di San Francesco in Abruzzo

In preparazione al pellegrinaggio regionale di ottobre ad Assisi, il Comitato organizzatore interdiocesano, coordinato da S. E. Mons. Michele Fusco, Vescovo di Sulmona-Valva, ha promosso la Peregrinatio di una reliquia di San Francesco d’Assisi nelle sette diocesi della regione Abruzzo. La reliquia, costituita da una parte del cappuccio del saio di San Francesco e da una porzione delle sue ceneri corporee, rappresenta un "momento di preghiera e riflessione" per rinnovare l'impegno per la pace, la fraternità e la custodia del creato, valori insegnati da San Francesco.

Fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, ha espresso felicità per il fatto che l'Abruzzo si prepari al pellegrinaggio accogliendo San Francesco nelle sue reliquie, credendo che egli sia vivo nel Signore e possa continuare a donare pace, misericordia e speranza.

Eventi e Commemorazioni Connesse

Le celebrazioni a Larino e in Abruzzo si inseriscono nell'ambito dell'ottavo centenario del "Cantico delle Creature" (1225-2025) e della scelta della Regione Abruzzo per offrire l'olio che alimenterà la lampada votiva sulla tomba di San Francesco d’Assisi nel 2025.

Storie e Aneddoti Legati a Padre Pio e ai Frati Cappuccini

I primi anni di Padre Pio

Il percorso spirituale di Padre Pio è stato profondamente influenzato dalle figure che lo hanno preceduto e accompagnato. Uno di questi è stato colui che dieci anni dopo avrebbe fatto salire il Monte Gargano al futuro Santo con le stimmate. Le sue memorie e lavori scolastici, curati da Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni, forniscono preziose intuizioni sulla sua formazione spirituale.

Padre Pio aveva già visioni celesti in età giovanile, come testimoniato dalla visione di Gesù nella chiesetta di Sant’Anna e del suo Angelo custode, il "piccolo compagno della sua infanzia". Intorno al 1907, a circa vent'anni, cominciò il dono delle visioni, descritte come "sì e vivissime, qualche volta della Passione o scene. - Spesso e continue della Sacra Famiglia. In figure fisse e agenti. - Gesù e Maria che si carezzavano. divertiva fanciullino. - Scambio di affettuose dimostrazioni fra tutti e 3. presenza spirituale di Dio. - In modo fisso. - È continuata sempre", come annotò padre Benedetto da San Marco in Lamis nel suo Quaderno di Cronaca.

Un episodio significativo risale al febbraio 1905, quando l'allora diciottenne Fra Pio scrisse un biglietto autografo mentre si trovava nel coro del convento di Sant’Elia a Pianisi. La sua "vita dolorosa" fu fin d'allora segnata da un "martirio continuo", come descritto da A. D’Apolito, una "missione grandissima" affidatagli da Dio stesso.

Esperienze e Fatti Prodigiosi

Durante il suo periodo di studio della filosofia a Sant’Elia a Pianisi, Padre Pio fu protagonista di un episodio singolare. Sentì dei rumori provenienti dalla cella vicina di fra Anastasio, accompagnati da un forte odore di zolfo. Le celle erano così vicine che si potevano scambiare oggetti attraverso le finestre. Tentò di chiamare il confratello, ma vide solo del fumo. Questo evento contribuì a forgiare la sua spiritualità e la sua percezione del soprannaturale.

Le sue esperienze non si limitarono ai conventi. Durante una delle sue passeggiate settimanali, nel maggio del 1906, in un vigneto con ciliegi stracarichi, Padre Agostino da San Marco in Lamis invitò i frati a salire sugli alberi e a mangiare ciliegie. Fra Pio e Padre Giustino da San Giovanni Rotondo rimasero a terra. L'evento si concluse con Padre Agostino, mortificato per i rami spezzati, che esortò: "Giovanotti - dice, esortando - mangiatene pure quante ne volete, ma almeno lasciatemi gli alberi! …".

Foto storica del convento di Sant'Elia a Pianisi

Il "Monaco Santo" di Larino: Raffaele da Sant’Elia a Pianisi

Una figura di grande importanza nella storia spirituale del Molise è Domenico Petrucelli, nato a Sant’Elia a Pianisi il 14 dicembre 1816, che vestì l'abito cappuccino nel noviziato di Morcone nel novembre 1834, prendendo il nome di fra Raffaele. Dopo aver professato i voti a Sant’Elia a Pianisi (1836), Serracapriola (1837), Bovino (1838) e Larino (1839), venne ordinato sacerdote nella Cattedrale di Larino il 29 marzo 1840 dal vescovo mons. Bernardino Di Milia. A motivo dei suoi doni spirituali, i fedeli di Larino iniziarono a chiamarlo il "Monaco Santo".

Fra Raffaele fu vice-maestro dei novizi a Morcone per vent'anni, ruolo che ricoprì anche dopo la legge "eversiva" del 1866. Morì a Sant’Elia a Pianisi il 6 gennaio 1901, e la sua causa di beatificazione ebbe inizio nel 1949.

La Scoperta della Madonna della Difesa a Larino

Nel 1896, la signora Teresa Cianciullo, madre del dottor Nardacchione, deceduta il 3 novembre di quell'anno, fece un sogno premonitore. Raccontò che in una località posta nel bosco detta "da D’fènze" si sarebbero trovati diversi oggetti, tra cui una statua della Madonna. Il 9 giugno dello stesso anno, alcuni contadini riferirono che nella Difesa vi era un terreno con un antico edificio e, sepolta, un’immagine di Maria SS. Addolorata. Molta gente accorse. Al termine degli scavi, gli oggetti descritti nel sogno furono rinvenuti, ad eccezione del simulacro della Vergine.

In risposta a questi eventi, nel 1896 fu eretta una piccola Cappella rurale in onore della Madonna. Il 19 settembre di quell'anno, il vescovo di Larino mons. Bernardino di Milia diede il formale assenso per l’erezione del luogo di culto, da dedicare alla Vergine Maria sotto il titolo di "Auxilium Christianorum". La prima pietra fu posta il 29 settembre. La Cappella fu ultimata entro l'anno, e nel successivo si procedette alla collocazione degli arredi sacri. La statua fittile della Vergine venne benedetta il 27 settembre 1899.

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