Profilo biografico e attività imprenditoriale
Rosario Scalia nasce a Partanna nel 1975. Imprenditore edile nel settore delle costruzioni, il suo profilo professionale è stato oggetto di numerose analisi da parte delle autorità giudiziarie, che ne hanno spesso evidenziato la disponibilità economica. In più occasioni, tali risorse sono state giudicate dagli inquirenti come "sproporzionate" rispetto ai redditi ufficiali dichiarati dal soggetto.

Il coinvolgimento nel delitto di Salvatore Lombardo
Il nome di Rosario Scalia è indissolubilmente legato alla storia criminale del territorio del Belice, in particolare all'omicidio di Salvatore Lombardo, avvenuto il 21 maggio 2009 presso lo "Smart/Mart Cafè" di Partanna. Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia hanno ricostruito un meccanismo di punizione scaturito da un presunto torto subito: il furto di un furgone carico di merce appartenente a un supermercato riconducibile a Giovanni Domenico Scimonelli.
La dinamica dell'omicidio e la condanna
La ricostruzione processuale ha delineato una precisa catena gerarchica:
- Mandante: Giovanni Domenico Scimonelli, commerciante, viticoltore e figura di spicco nel mandamento trapanese, noto per essere un "postino" dei pizzini di Matteo Messina Denaro.
- Esecutori materiali: Attilio Fogazza e Nicolò Nicolosi.
- Fiancheggiatori: Una rete di supporto in cui Scalia, secondo quanto stabilito dalle sentenze, ha svolto un ruolo attivo agevolando i killer attraverso la segnalazione dei movimenti della vittima.
Al termine del percorso giudiziario, la condanna per Rosario Scalia è diventata definitiva in Cassazione con una pena di 19 anni e 11 mesi di reclusione per concorso in omicidio, con l'aggravante del fine di agevolare l'associazione mafiosa Cosa nostra.
La storia sconosciuta della mafia a Trapani (Cosa Nostra)
Provvedimenti patrimoniali
Parallelamente al procedimento penale, il Tribunale di Trapani - Sezione Misure di Prevenzione - ha attivato un'azione di contrasto patrimoniale. Tra il dicembre 2023 e il dicembre 2024 sono stati eseguiti decreti di sequestro e confisca di beni riconducibili a Scalia per un valore di circa 180 mila euro, includendo immobili, terreni, beni aziendali e depositi bancari. Tale attività si inserisce in un quadro più vasto di confische milionarie che hanno colpito anche Scimonelli.
Il decesso nel carcere di Sulmona
Rosario Scalia è deceduto nella tarda serata del 24 dicembre 2025 all'interno della sezione di alta sicurezza del carcere di Sulmona. Il ritrovamento è avvenuto durante un controllo di routine da parte degli agenti di polizia penitenziaria. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, ogni manovra di rianimazione si è rivelata vana.
Accertamenti medici e incognite
La prima ipotesi avanzata dai medici intervenuti punta a un arresto cardiocircolatorio. Tuttavia, la Procura di Sulmona ha disposto il trasferimento della salma presso l'ospedale San Salvatore dell'Aquila per l'esecuzione dell'autopsia, atto necessario per chiarire con esattezza le cause della morte. Un elemento rilevante emerso dagli accertamenti riguarda la condizione di salute del detenuto: appena una settimana prima del decesso, Scalia era stato sottoposto a un intervento chirurgico presso l'ospedale di Sulmona. Sarà compito del medico legale verificare se l'evento cardiaco sia da attribuire a una predisposizione naturale, alla convalescenza post-operatoria o ad altri fattori legati alle condizioni di detenzione.