Il Rifugio Santa Rita, situato a circa 2000 metri di quota sulla Bocchetta della Cazza, si conferma un pilastro strategico per l'escursionismo e, grazie a recenti interventi, anche per la sicurezza montana. Nato da un ex deposito per minatori del comprensorio Varrone-Lago di Sasso, la cui attività estrattiva culminò alla fine del Settecento, il rifugio si colloca sul passo delle Tre Croci, snodo cruciale tra le valli principali di accesso: Val Biandino, Val Varrone e Val Gerola, ai piedi del maestoso Pizzo Tre Signori.
L'attuale gestione del Rifugio Santa Rita ha dimostrato una notevole disponibilità e collaborazione, culminata con l'installazione di un'infrastruttura fondamentale per il Soccorso Alpino, migliorando significativamente la copertura radio in zone tradizionalmente difficili per le comunicazioni.

Nuove Infrastrutture per la Sicurezza in Alta Quota
Nelle scorse settimane è stato installato un nuovo ponte radio del Soccorso alpino nei pressi del rifugio, a circa 2mila metri di quota. Questa infrastruttura garantirà la copertura per le comunicazioni radio in caso di operazioni di soccorso, un presidio di vitale importanza in aree remote.
Alessandro Spada, capo stazione del Soccorso alpino Valsassina-Valvarrone, ha espresso gratitudine: «Ringraziamo il gestore del rifugio Santa Rita per la disponibilità e per aver messo a disposizione tutti i mezzi per realizzare questo importante presidio. Questo ponte radio permette un collegamento in caso di chiamate di soccorso, ma soprattutto agevola e velocizza la gestione degli interventi in tutta la zona della Val Biandino, della Val Varrone e del Pizzo Tre Signori.»
Spada ha inoltre evidenziato che queste zone hanno una scarsa copertura telefonica e, prima di questa installazione, non vi era nessuna copertura con le radio del Soccorso alpino. Le aree interessate da questa nuova infrastruttura, in particolar modo la Val Biandino, sono oggetto di parecchi interventi di Soccorso, spesso anche per gravi emergenze. L'affluenza crescente di escursionisti e sportivi in queste aree montane aumenta la probabilità di incidenti e richieste di aiuto, rendendo l'intervento ancora più cruciale.
«Sono felice di aver collaborato e dato la mia piena disponibilità alla realizzazione di questo progetto,» ha commentato il gestore del rifugio, sottolineando l'importanza di tale collaborazione per la sicurezza della montagna.
Servizi e Ospitalità del Rifugio
Il Rifugio Santa Rita dispone, al primo piano, di camerette in legno da 2 a 5 posti letto a castello, con bagno in comune, dotato di doccia fruibile esclusivamente in condizioni idriche non critiche. Il rifugio offre una cucina casalinga tipica, 25 posti letto, acqua calda e connessione internet. È inoltre possibile acquistare saccolenzuola usa e getta.
Grazie alla sua dotazione di copertura GSM, il Rifugio Santa Rita rappresenta una base ideale per ascensioni al Pizzo dei Tre Signori e altre escursioni nelle tre valli di accesso.
Il rifugio è aperto continuativamente per tutta la stagione estiva (01/06 - 30/09). Durante i fine settimana autunnali è consigliabile verificare l'apertura telefonicamente. Il contatto telefonico mobile è: 3343523763.
Come Raggiungere il Rifugio Santa Rita: Itinerari Principali
Il Rifugio Santa Rita è accessibile tramite diverse vie, ognuna con il proprio fascino e livello di difficoltà. Di seguito, i percorsi principali:
1. Dalla Val Biandino (Introbio)
Questo è uno degli itinerari più classici, con partenza da Introbio (586 metri di altitudine) e passaggio per altri rifugi storici. L'escursione è di media difficoltà.
- Partenza da Introbio (585-586 m): Si lascia l'auto nei pressi di un grande parcheggio a circa 500m dall'imbocco dei sentieri. È presente una chiara segnaletica per Val Biandino e un pannello in legno con i riferimenti e i contatti dei rifugi della valle.
Dalla Via dei Ceppo, a Introbio, si va alla Cappella di Sant'Uberto, dove inizia il sentiero n° 40. Poco dopo si incrocia la sterrata che porta in Val Biandino. Lasciato sulla destra il sentiero per il Rifugio Buzzoni, la carrozzabile prosegue pianeggiante sul versante destro idrografico della valle, mentre il sentiero corre sulla sponda opposta fino al "monumento del partigiano". Qui si attraversa il torrente Troggia, e sul versante opposto si percorre un'antica mulattiera, reimmettendosi nella strada a quota 970 m circa.
Poco dopo una grande fontana, "fonte S. Carlo" (1020 m), si incontra il Ponte dei Ladri che permette di ripassare sul versante opposto della valle. Si prosegue sulla strada fino al Rifugio Bocca di Biandino (1485 m), raggiungibile in circa 2 ore e 30 minuti (a seconda del passo e delle pause).
- Dal Rifugio Tavecchia (1495 m) al Rifugio Madonna della Neve (1595 m): Dopo Tavecchia, si segue la strada carrabile che nella prima parte è ciottolata e poi diventa una carrareccia, in alcuni tratti cementata. Si raggiunge l'agglomerato abitativo che comprende il Rifugio Madonna della Neve, la chiesa e la cappella votiva, circondate da montagne, in circa 30 minuti dal Rifugio Tavecchia.
- Dal Rifugio Madonna della Neve (1595 m) al Rifugio Santa Rita (1988 m): Una volta arrivati al Rifugio Madonna della Neve e dopo una breve pausa, si imbocca un piccolo sentiero che sale sulla costa montuosa di sinistra, con indicazioni e segnaletica. La salita è costante e di media pendenza, portando a guadagnare circa 400m D+ in 2km.
Alla biforcazione con i segnavia (1600 m), si prende la sterrata che sale alla sinistra, indicando "Rifugio S. Rita - E a ore 1". Si superano semicurve e diverse coppie di tornanti (sinistra-destra, destra-sinistra) in salita, passando sotto i rami di larici. Dopo un tratto con poca pendenza e successivi tratti ripidi, si raggiunge la Bocchetta della Cazza e il Rifugio Santa Rita (2000 m).
Tempo di percorrenza dall'ultimo rifugio: circa 1 ora. Tempo impiegato complessivo da Introbio: circa 4 ore e 10 minuti. Dislivello: circa 1400 m.
2. Da Premana
Questo itinerario parte dalla zona industriale di Premana e porta al rifugio passando per il Rifugio Casera Vecchia di Varrone.
- Partenza da Premana: Si raggiunge la zona industriale di Premana, dove si trovano alcuni spazi per lasciare la macchina. Si prende una stradina in discesa con fondo in cemento (695 m), che poi diventa sentiero.
Si prosegue in discesa, attraversando il Torrente della Val Creghencighe (660 m). Si continua in leggera discesa, su una bella mulattiera pietrosa. Si scendono gradini ripidi e si superano vari tratti in bosco.
Si raggiunge Gebbio (875 m), dove ci si immette sulla sterrata che proviene dalla zona industriale. I segnavia indicano "Rifugio Casera Vecchia di Varrone a ore 2.15, Rifugio Santa Rita a ore 3".
- Da Gebbio (875 m) al Rifugio Santa Rita: Da Gebbio si sale verso i Forni di Sopra (1105 m), passando per vari tornanti e ruscelli. Si arriva a Vegessa (1180 m) e poi si prosegue in piano e leggera salita, incontrando aree pic-nic e fontanelle.
Si raggiungono i Piani d'Acqua (1800 m) e, dopo un tratto in ripida salita, la Bocchetta della Cazza e il Rifugio Santa Rita (1988 m).
Tempo impiegato: circa 3 ore e 50 minuti. Dislivello: circa 1300 m.
3. Dal Pian delle Betulle
Questo percorso offre viste spettacolari e attraversa il suggestivo Pian delle Betulle.
- Partenza dal Pian delle Betulle: Si lascia l'auto nel vasto parcheggio (1080 m) e si prosegue verso l'Osservatorio dell'Alpe Paglio. Dopo aver attraversato il centro del Pian delle Betulle, passando per il ristorante La Libellula e il Ristorante Baitock, si prende una stradina in leggera salita.
Si prosegue tra faggi e prati, superando l'Alpe Ortighera (1475 m), dove si legge "Baita Alpe Ortighera" su una casa. Si sale con tornanti, passando accanto a una santella con una madonna nera. Si attraversa il Larice Bruciato (Lares Brusàa m. 1708).
- Dalla Bocchetta di Olino (1640 m) al Rifugio Santa Rita: Si raggiunge la Bocchetta di Olino (1640 m), da cui si gode un ampio panorama. Dopo un breve tratto in leggera salita, si arriva alla Bocchetta di Agoredo (1825 m).
Da qui, i segnavia indicano "Rifugio Santa Rita a ore 1.40". Si prosegue a mezza costa tra i prati sul fianco del Pizzo Cornagiera, con percorso quasi pianeggiante. Si superano cespugli di rododendro e si raggiunge la località Laghetti (Laghit m. 1950), dove si trova una pozza d'acqua.
Si scende tra prati e cespugli con vista sulla Val Varrone a sinistra e sulla Val Biandino a destra. Si raggiunge il quadrivio in località Buco del Rat (Böcc dol Rat m. 1920). Si prosegue in piano lungo il crinale fino a un bivio (1930 m) dove si prende il sentiero basso (facile).
Dopo un tratto un po' esposto e in discesa, la salita si accentua leggermente e si arriva alla Bocchetta della Cazza, con il Rifugio Santa Rita di fronte (1988 m).
Tempo impiegato: circa 4 ore. Dislivello: circa 900 m.

Rifugi Nelle Vicinanze
Durante le escursioni verso il Rifugio Santa Rita, si incontrano altri importanti punti di appoggio e ristoro:
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Rifugio Tavecchia
Situato a Bocca di Biandino a 1500 m, il Rifugio Tavecchia fu costruito nel 1928 e ricostruito dopo la distruzione del 1944. Recentemente ristrutturato, è conforme alle normative di sicurezza e igiene. Disposto su tre livelli, offre al piano terra una sala bar e due ampie sale da pranzo, ideali per cerimonie. Al secondo piano si trovano camere matrimoniali e da 4-6 posti, tutte riscaldate e con bagno. Il terzo piano ospita camerate per gruppi. Contatto Mobile: 340 5012449.
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Rifugio Madonna della Neve
Situato in Val Biandino, Alpe Sasso, nel comune di Introbio (LC), a 1595 metri di altitudine, il Rifugio Madonna della Neve è storicamente legato alla Parrocchia di Sant'Antonio Abate di Introbio. Sorge accanto all'omonimo Santuario, inserito in un piccolo agglomerato di baite. Con 25 posti letto e una sala da pranzo per 30 coperti, è stato un punto di riferimento per escursionisti diretti al Pizzo dei Tre Signori. Dopo un periodo di chiusura per ristrutturazione iniziata nel luglio 2018, il rifugio ha riaperto il 4 agosto 2019 con una nuova gestione. È posizionato strategicamente per escursioni verso il Lago di Sasso e il Rifugio Santa Rita, e rimane un riferimento storico tra i rifugi della Val Biandino. Contatto Rifugio: 3770908191.
Consigli per l'Escursionista
Prima di intraprendere qualsiasi escursione in montagna, è fondamentale seguire alcune buone pratiche:
- Controllo condizioni: Controllare le condizioni meteorologiche e informarsi sullo stato dei sentieri presso i rifugi stessi (i contatti sono forniti sopra e nelle foto informative).
- Attrezzatura adeguata: Essere adeguatamente attrezzati con scarpe da trekking, abbigliamento adatto alle condizioni climatiche, e sufficiente acqua, anche se sono presenti fonti lungo il percorso. D'inverno è consigliato avere con sé ramponcini o ciaspole.
- Rispetto dell'ambiente: Durante le escursioni su sentieri nei boschi e in montagna, è essenziale rispettare l'ambiente circostante. Portare con sé immondizia e rifiuti, evitare di disturbare la fauna selvatica, mantenere i sentieri puliti e non danneggiare la flora. Rispettare le regole locali e lasciare il luogo così come lo si è trovato.
La descrizione dei percorsi, i commenti, le tracce e le immagini sono indicativi, e i livelli di difficoltà riportati sono puramente soggettivi. In nessun caso l'autore può essere ritenuto responsabile per eventuali incidenti che possano verificarsi seguendo qualsiasi delle indicazioni fornite.