La storia della medicina è un viaggio affascinante che attraversa secoli di pratiche, credenze e scoperte, culminando nella distinzione tra approcci convenzionali e non convenzionali. Da antichi riti magici a moderne tecniche scientifiche, l'umanità ha costantemente cercato di comprendere e curare le malattie, sviluppando sistemi complessi che ancora oggi influenzano la nostra visione della salute e del benessere.
Le Radici Antiche della Medicina
Le Prime Civiltà e la Medicina Magica
Nelle epoche più remote, la medicina era competenza esclusiva dei sacerdoti e degli indovini. Per spiegare le malattie, conoscerne la causa e i rimedi, si praticavano riti magici, cercando le risposte ad esempio nel volo degli uccelli, nelle volute del fumo o nelle macchie di olio versato nell’acqua. Generalmente prevaleva un'interpretazione colpevolizzante: era il malato che con il suo comportamento aveva attirato su di sé la collera e la punizione degli dei.

Le Grandi Scuole d'Oriente: Ayurveda e Medicina Tradizionale Cinese
A partire dal 3000 a.C., due grandi scuole di medicina tradizionale si svilupparono in Estremo Oriente: nella zona dell’Indo la Medicina Ayurvedica, e in Cina la Medicina Tradizionale Cinese. Queste pratiche, ininterrottamente utilizzate sino a oggi in Estremo Oriente, sono ormai diffuse nel resto del mondo.
L'Egitto: Organizzazione del Sapere Medico
La civiltà fiorita lungo il Nilo avviò una prima sistematizzazione del sapere medico. Le conoscenze e le esperienze maturate nei secoli vennero raccolte, custodite e trasmesse da una casta di medici, considerati sacerdoti di primo grado. Non era raro che il mestiere di medico venisse tramandato di padre in figlio. Si affermarono diverse discipline, con specialisti capaci di cavare denti, curare le malattie degli occhi, i disturbi allo stomaco, i dolori mestruali e persino la prostatite, usando un bastoncino di bambù come catetere. Le pratiche di origine magica, come rituali ed esorcismi, erano affiancate dall’utilizzo di rimedi più specifici, quali unguenti, colliri, decotti di erbe, polveri di minerali e parti animali da assumere per bocca.

La Grecia: Dal Monopolio Sacerdotale alla Laicizzazione
Nel periodo 1000-500 a.C., a custodire e detenere il sapere medico nella Grecia preclassica erano i sacerdoti, che godevano di una sorta di monopolio per quanto riguardava le cure dei malati. I rituali erano ancora parte integrante del percorso di guarigione. Intorno al 500 a.C., nella Grecia classica, si affermò con Ippocrate (460-370 a.C.) una sorta di laicizzazione della medicina, che non era più monopolio dei sacerdoti e veniva insegnata nelle scuole. Nella sua opera, Ippocrate definì quattro elementi fondamentali, eterni e immutabili: aria, terra, acqua e fuoco. Ogni elemento aveva un attributo o temperamento specifico: fuoco era caldo, aria secco, terra freddo, acqua umido.
Lo Sviluppo della Medicina Convenzionale e la Divergenza
Galeno e lo Scetticismo Terapeutico
Tra il 100 e il 200 d.C., Galeno (129-370 d.C.) introdusse nella scienza medica lo scetticismo terapeutico, sostenendo che il processo curativo può essere accompagnato dall’intervento del medico, ma fondamentalmente è la natura, la cosiddetta “medicatrix naturae“, a guarire le malattie. A questa teoria Galeno giunse dopo una lunga serie di sperimentazioni e di studi anatomici, condotti anche sezionando i corpi degli animali. Egli introdusse inoltre una nuova classificazione dei temperamenti, in relazione agli umori che circolano nel corpo umano, umori già intuiti da Ippocrate. Secondo Galeno, ogni organismo contiene quattro umori circolanti: c’è salute quando questi umori sono in giusto rapporto di mescolanza, di forma e di materia; vi è malattia quando uno degli umori è in difetto o in eccesso. Galeno è ricordato anche per il suo impegno nell’organizzazione della sanità pubblica, di cui si conoscono in quest’epoca i primi avvii con l’istituzione della figura del medico archiatra e l’introduzione dei ricettari.

Il Medioevo e la Canonizzazione della Medicina
In campo politico, sociale e culturale si affermò sempre più il ruolo della Chiesa. Per la medicina, ciò significò una rigida canonizzazione, che riteneva di poter fare a meno dell’esperienza e delle ricerche non riconducibili ai testi cristiani. La Chiesa si impose sempre più come custode e arbitro della tradizione, assegnando i compiti medici ai frati dei conventi. Durante gran parte del Medioevo, guaritori e “streghe” furono fatti oggetto di persecuzioni, mentre qualsiasi teoria innovativa veniva guardata con sospetto. In questi secoli non si registrarono particolari sviluppi in campo medico. Nel 1100 in Germania, Santa Ildegarda (1098-1179) riprese le teorie ippocratiche e galeniche.
Il Rinascimento e la Nascita del Pensiero Moderno
Intorno al 1500 d.C., alla teoria dei quattro elementi (Aria - Acqua - Terra - Fuoco), Paracelso aggiunse tre principi generatori (Zolfo - Mercurio - Sale). Egli introdusse il concetto di Microcosmo e Macrocosmo, secondo cui l’essere umano è una riproduzione conforme dell’universo e ciò che è in alto è come ciò che è in basso. La fama di Paracelso contribuì enormemente alla diffusione delle ricerche mediche e alla nascita dei laboratori alchemici, dove venivano studiate le proprietà mediche delle piante e dei minerali.
L'Età della Scienza: Osservazione e Meccanicismo
Con Galileo (1564-1642), Cartesio (1596-1650) e Newton (1642-1727), nacque e si sviluppò il pensiero deduttivo, improntato all’osservazione dei fenomeni e all’esperienza come verifica della teoria. In campo medico, compatibilmente con i divieti imposti dal Papa, ripresero impulso gli studi di anatomia. L’invenzione di uno strumento come il microscopio permise le prime osservazioni dei globuli rossi. Grande fortuna godette in questo periodo una pratica medica come il salasso, usato impropriamente come una panacea, ma sicuramente utile nelle forme di “ispessatio” del sangue (sangue grosso). Contro la febbre venne largamente impiegata la china. Dalla cosmologia alla medicina, dominò il pensiero meccanicista, con la sua visione di causa-effetto.

Il metodo scientifico - Rebus - 30/01/2022
L'Affermarsi delle Medicine Non Convenzionali e il Dibattito Contemporaneo
La Nascita dell'Omeopatia con Hahnemann
È in quest’epoca che visse e lavorò Hahnemann (1755-1843), considerato il fondatore dell’omeopatia. Secondo il suo principio, ogni sostanza medicinale provoca nell’uomo sano quei sintomi che può curare nel malato (Similia similibus curantur). Un esempio lampante è la corteccia della china: nell’uomo sano provoca febbre con brividi e mal di testa, e la stessa china, diluita e dinamizzata, cura la febbre con brividi e mal di testa. I rimedi, per essere “attivi” secondo questo principio, devono essere diluiti e dinamizzati (per succussione) in modo da liberare potenzialità latenti. Un rimedio alla 30CH di Camomilla, per esempio, non conterrà più nessun principio attivo, ma solo l’informazione energetica della sostanza stessa.
La Separazione tra Medicina Convenzionale e Tradizionale
La medicina si considerava ormai completamente affrancata dagli impedimenti della religione e del pregiudizio, ma contemporaneamente iniziò a profilarsi una chiara separazione dalle medicine tradizionali, le quali, pure nel clima più laico di questi secoli, avevano proseguito le loro ricerche. Il corpo umano divenne oggetto di studio disincantato e freddo, al pari di una pianta o di un minerale. Le accresciute conoscenze in campo chimico permisero di sintetizzare principi attivi in laboratorio. In questo secolo si compì il processo di istituzionalizzazione di quel ramo del sapere medico che sarà la medicina convenzionale. Il mondo naturale fu via via più trascurato e considerato come serbatoio di principi attivi, a favore dei farmaci di sintesi da produrre in scala industriale nei grandi stabilimenti. Un grande impulso a questo modello di sviluppo della ricerca medica venne dalla scoperta degli antibiotici, dei cortisonici, degli antinfiammatori e dei chemioterapici, tra gli altri.
Il Ritorno alle Radici: Fitoterapia e Medicina Naturale
Alla pretesa monopolistica della medicina convenzionale sopravvive però la fitoterapia, cioè lo studio dei principi attivi contenuti nelle piante, soprattutto grazie agli erboristi. Negli anni ’80 e ’90 si diffuse la professione sia del medico “alternativo” che segue la medicina naturale, sia del naturopata non medico.
Il Centro di Bioclimatologia Medica e Medicina Naturale dell’Università di Milano istituì un corso triennale di Agopuntura nel 1998 e un corso di perfezionamento in Medicine Non Convenzionali e Tecniche Complementari per medici nel 2000. Dal 2002, lo stesso istituto organizzò un corso di approfondimento su alcuni aspetti della Naturopatia per operatori sanitari non medici. Nacquero iniziative come il Centro di Metodologie Naturali (CMN) presso le Terme di Riolo (RA), fra i primi in Italia ad avere un’organizzazione clinica e a collaborare con il Centro di Bioclimatologia dell’Università di Milano - Centro Italiano O.M.S. per la ricerca clinica in terapie non convenzionali.

Riconoscimento e Regolamentazione in Italia
La scuola per Operatori Socio-Naturopati di Bologna, riconosciuta dalla British Complementary Medicine Association (B.C.M.A.), certificò gli eccellenti risultati dei suoi primi studenti. Con la Deliberazione Legislativa 2/2008 del 19 febbraio 2008, la Regione Emilia Romagna modificò il nome dell’Operatore Naturopata del Benessere (ONB) in Operatore Bionaturale del Benessere (OBB). Questa nuova legge costituì un passo avanti e un’opportunità per il riconoscimento in Italia di tali figure professionali, per le quali tuttavia non prevedeva l’istituzione di albi e ordini professionali statali o regionali. La Legge 4/2013 prevedeva invece la possibilità di iscriversi ad associazioni di settore che certificassero la formazione del professionista e la sua correttezza deontologica. Uno dei vantaggi dell’iscrizione ad un’associazione professionale per Operatori del Benessere è l’accesso a una copertura assicurativa RCT (per la Responsabilità Civile verso Terzi) a tariffe in genere più vantaggiose di quelle stipulabili individualmente con le compagnie d’assicurazione. La Scuola di TING e del Centro Natura modificò la propria denominazione in Scuola di Naturopatia per Operatore del Benessere (OB) e formulò il testo per il consenso informato/liberatoria ‘privacy’ affinché i naturopati potessero sottoporlo ai propri clienti richiedendone la firma, secondo una corretta prassi deontologica professionale.
Un paradigma condiviso da tutti gli approcci di medicina naturale è quello di limitare l’uso dei farmaci chimici alle urgenze, alle malattie ad evoluzione mortale o in integrazione.
Le Diverse Forme di Medicine Non Convenzionali
Le medicine non convenzionali, dette anche medicine alternative, sono tutte quelle terapie non conformi alla medicina scientifica occidentale, che si contrappongono alla medicina ufficiale. Oggi, però, la terminologia “non convenzionale” è utilizzata in maniera molto estesa, per indicare la medicina complementare, popolare, antroposofica, fitomedicina, ecc., e tutte le discipline a scopo medico che si servono di strumenti non ritenuti validi dalla medicina ufficiale.
L'espressione medicina alternativa non è molto popolare né tra i sostenitori né tra i critici: i primi le chiamano anche medicine dolci, mentre i secondi preferiscono parlare di pratiche alternative, pseudomedicine o paramedicine. Secondo alcuni scienziati, il termine non ha senso in quanto: se una teoria "alternativa" viene provata scientificamente, allora diventa medicina; se ciò non avviene, si tratta solo di teorie non provate; se i sostenitori di una teoria "alternativa" rifiutano o falliscono una verifica sperimentale con metodo scientifico, allora questa teoria non ha alcun valore scientifico.
Tra le principali forme di medicine non convenzionali ritroviamo:
- la medicina omeopatica
- la medicina naturopatica (che include fitoterapia, cristalloterapia, aromaterapia, piramidologia e tutti i rimedi che utilizzano prodotti derivati da elementi della natura, come erbe, fiori, minerali, animali)
- la medicina Ayurvedica
- l’agopuntura
- la medicina del corpo (manipolazioni, chiropratica, yoga, tai chi, iridologia, riflessologia, meditazione, shiatsu, ipnosi, pranoterapia).
La maggior parte di queste pratiche ha in comune la visione “olistica” (unitaria) dell’organismo umano e spesso affonda le proprie radici nella tradizione popolare o in particolari filosofie. Terapie fisiche nell’alveo delle medicine naturali sono molte e sono esercitabili da figure formate ad hoc, tra cui Shiatsu, Tai-chi, Qi Gong, Osteopatia, Craniosacrale, Massoterapia, Chiropratica, Riflessoterapia, Feldenkrais. Tecniche legate alla sfera psico-emozionale includono tecniche di respirazione e rilassamento, meditazione, controllo emozionale, Yoga, Mindfulness, Training Olistico Totale (T.O.T.). Altri rimedi naturali utilizzabili anche da professionisti laureati non medici sono gli integratori alimentari e la nutraceutica (alimenti usati come farmaci).
In generale, chi pratica queste terapie sono donne (16%) e uomini (11%), tendenzialmente più abitanti nel Nord Italia, con un livello di istruzione medio-alto e una condizione economica medio-elevata. Tra tutte, la terapia non convenzionale più diffusa è sicuramente l’omeopatia, soprattutto tra i giovani con età media sui 27 anni. Tra gli adulti intorno ai 47 anni, invece, è più diffusa l’agopuntura, mentre tra quelli sui 42 anni, la fitoterapia.
Il metodo scientifico - Rebus - 30/01/2022
Perché si scelgono le medicine non convenzionali?
Ci sono diversi motivi per cui le persone scelgono di ricorrere alla medicina alternativa:
- Quando la medicina tradizionale ha avuto per lungo tempo una connotazione lontana dalla scienza.
- Se le moderne metodologie scientifiche consentono con difficoltà di ottenere risposte chiare per quanto riguarda problemi diagnostici e terapeutici.
- Un’eccessiva attesa di guarigioni promesse dalla medicina ufficiale, a cui non seguono risultati significativi. Purtroppo, la maggioranza delle malattie attende ancora una soluzione.
- Quando, spesso, si consulta il medico non perché si abbiano malattie, ma per paura di determinati sintomi o per essere rassicurati o consolati.
- L’aumento del numero dei medici che dedicano tempo alla medicina alternativa, così come molti farmaci alternativi, venduti oggi in molte farmacie.
- Forti interessi economici di chi produce i prodotti della medicina alternativa.
Efficacia, Rischi e la Visione dell'OMS
Il Naturale è Davvero Sempre Buono?
È opinione diffusa che tutto ciò che è naturale sia per definizione sempre buono. Nello specifico, si pensa ad esempio che le preparazioni a base di erbe siano sicure proprio perché i termini natura e naturale suscitano sempre un che di positivo. Ma, purtroppo, tutto ciò è falso! La natura non è sempre buona: batteri, virus, terremoti, alluvioni, sono tutti “naturali”, eppure non sempre “buoni”! Le erbe medicinali a certe dosi sono potenti veleni. Quindi, la natura è buona nella misura in cui sa offrire cose buone. Selezionato il principio attivo, però, questo può essere riprodotto per sintesi chimica e può essere utilizzato nelle giuste quantità. Ciò non può essere fatto con le piante, in quanto non è dato sapere quanto principio attivo sia presente in una determinata pianta, dato che la sua quantità può variare di molto a seconda dell’epoca del raccolto, del tipo di essicazione e del trattamento del terreno dove la pianta è cresciuta.
Il Fenomeno Placebo e la Sua Influenza
Per placebo s’intende ogni sostanza innocua o qualsiasi altra terapia o provvedimento non farmacologico (un consiglio, un conforto, un atto chirurgico) che, seppur privo di una specifica efficacia terapeutica, viene somministrato a una persona facendole credere che sia un trattamento necessario. Il famoso effetto placebo è sorprendente: una pastiglia finta può ridurre i dolori cronici, l’asma, l’ipertensione, l’angina pectoris; se si somministra a dei soggetti una bevanda analcolica, dicendo che invece contiene alcool, molti si sentiranno leggermente ubriachi. Oltre all’aspettativa, però, anche la fiducia nei confronti della terapia e del medico sono importanti, e vi è un effetto placebo perfino in chi non crede nella terapia alla quale si sottopone. L’effetto placebo, tra l’altro, è una delle ragioni che spiega l’apparente efficacia di trattamenti che dovrebbero esserne privi, come molte terapie alternative.

L'Omeopatia: Chiarezza e Limiti Scientifici
L’omeopatia sostiene di riuscire a curare una malattia con un rimedio che provoca gli stessi sintomi (“Similia similibus curantur”). Come già ampiamente spiegato, per essere efficace la sostanza attiva deve essere usata in soluzioni estremamente diluite, potenziate mediante scuotimento. Gli omeopati credono nella cosiddetta memoria dell'acqua: “Le molecole per un determinato periodo di tempo, anche dopo numerose trasformazioni e a grande distanza dal luogo di origine, conserverebbero una geometria molecolare derivata dagli elementi chimici con cui sono venute a contatto”. Quindi, la soluzione diluita conserverebbe l’informazione del principio attivo e gli stessi effetti terapeutici di una dose maggiore. Senza l’effetto memoria dell’acqua, le concentrazioni di principio attivo in queste soluzioni acquose sarebbero così basse da essere prive di effetti terapeutici. Comunque, non esiste alcuna prova scientifica della presunta memoria dell’acqua. Attraverso una metanalisi pubblicata nel 2005 dalla prestigiosa rivista “The Lancet”, la comunità scientifica ha documentato che l’efficacia dell’omeopatia come metodo curativo sarebbe equiparabile all'effetto placebo.
La Fitoterapia: Potenziale e Attenzione
La fitoterapia è quella pratica terapeutica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per curare le malattie o per il mantenimento del benessere. Le principali fornitrici di sostanze medicamentose, infatti, sono proprio le piante. Le moderne preparazioni fitoterapiche sono ottenute a partire dal materiale vegetale, sia fresco che essiccato, tramite estrazioni con solventi e metodiche diverse. Attenzione però: oggi sappiamo che esistono molte piante capaci di interagire con i farmaci, riducendone l’attività o al contrario aumentandone la tossicità. Sappiamo anche che molte erbe sono responsabili di gravi effetti indesiderati. L'aromaterapia è una pratica naturale che prevede l'utilizzo di oli essenziali destinati al massaggio, alla profumazione di ambienti oppure all'aromatizzazione di creme e cerotti. La "cura dei fiori" (Fiori di Bach) rappresenta una disciplina non convenzionale ideata intorno agli anni Trenta da un medico inglese, Edward Bach, che introdusse un nuovo concetto secondo cui l'uomo è parte della natura e da essa trae beneficio. In conclusione, l'equazione "naturale = benefico" è spesso un tranello per abusare della credulità di alcune persone.

Etnomedicina e Scoperta di Farmaci Moderni
Spesso in Africa, Asia e Sud America vengono proposte soluzioni erboristiche come terapia a svariate patologie. La questione è: bisogna fidarsi? Nel mondo, infatti, ci sono aree che si affidano prevalentemente a medicina tradizionale e popolare, come succede per l’80% della popolazione africana, mentre in Cina le preparazioni erboristiche tradizionali costituiscono il 30-50% dei medicinali utilizzati. I due mondi non sono completamente distinti, come sostiene l’OMS, che ha stabilito un piano strategico per la valorizzazione e la regolamentazione della medicina tradizionale. L’etnomedicina, infatti, viene ritenuta uno strumento per garantire la salute in popolazioni remote che non possono sostenere spese elevate per la sanità.
Youyou Tu è stata recentemente premiata per la scoperta di un composto antimalarico chiamato Artemisinina. Il nome deriva dall’Artemisia annua, pianta tradizionalmente usata nella medicina cinese. Negli anni ’60 in Cina si registravano molti casi di malaria e cominciavano a comparire i primi casi di resistenza alla clorochina (altro farmaco derivato da uso tradizionale della corteccia dell’albero della china). Youyou Tu, con il suo gruppo di ricerca, decise di analizzare ricette della medicina tradizionale cinese. Tra le duemila esaminate, identificarono proprio l’Artemisia annua, pianta usata per curare febbri intermittenti (sintomo tipico della malaria), estrassero il suo principio attivo e ne verificarono l’attività antimalarica. Oggi circa il 30% dei casi mondiali di malaria è curato con questo composto o derivati di esso. L’artemisinina, però, non è l’unico caso in cui l’etnomedicina si è rivelata “vincente”: si stima, infatti, che circa il 25% dei farmaci utilizzati attualmente abbia origine da piante utilizzate nella medicina tradizionale. Tra questi bisogna ricordare la morfina, componente principale dei semi di papavero, usati già da Sumeri, Egizi, Greci e Romani, ma il cui principio attivo fu isolato per la prima volta solo nel 1802 in Germania. Altro esempio è la lovastatina, presente nel riso rosso fermentato cinese e attualmente utilizzata nelle terapie dell’ipercolesterolemia.
Limiti e Controlli nell'Etnomedicina
Nonostante questi siano esempi di successo, ci sono due grossi limiti nell’etnomedicina: l’origine e la composizione dei prodotti è meno controllata, come testimoniano numerosi casi di intossicazione da metalli pesanti in seguito a trattamenti della medicina tradizionale cinese. Inoltre, chi somministra queste cure non sempre ha l’esperienza richiesta.