L'esame colposcopico è una metodica diagnostica di fondamentale importanza nella prevenzione e nella diagnosi precoce delle patologie del tratto genitale inferiore, in particolare delle neoplasie cervicali. Si tratta di un test di secondo livello, che affianca e integra gli esami di primo livello come il Pap-test, la citologia in strato sottile (Thin Prep) e la ricerca del DNA del papillomavirus (HPV) nelle secrezioni genitali femminili.

Cos'è la Colposcopia e la Sua Importanza
La colposcopia, ideata nel 1924 dal ginecologo tedesco Hans Hinselmann, fu concepita per individuare forme precocissime di carcinoma del collo dell'utero in uno stadio asintomatico e non visibile ad occhio nudo. Questo esame si avvale di uno strumento ottico chiamato colposcopio, molto simile a un microscopio operatorio, che consente di ingrandire la superficie delle strutture anatomiche osservate, generalmente da quattro a 40 volte, ma in alcuni casi da 2 a 60 volte. Sebbene il suo impiego principale sia lo studio della superficie del collo dell'utero, può essere utilizzato anche per l'analisi di altre strutture genitali vicine come la vagina e la vulva, e persino altri distretti anatomici come l'ano, il pene e il cavo orale.
La colposcopia rappresenta uno strumento indispensabile non solo per la diagnosi, ma anche per guidare con estrema precisione interventi come la biopsia e la conizzazione della cervice uterina, o altre procedure su vagina e vulva, grazie alla sua capacità di fornire una guida visiva ingrandita e dettagliata.
Paolo Cristoforoni - La colposcopia
Indicazioni e Benefici della Colposcopia
La principale indicazione per la colposcopia è la valutazione accurata di una paziente che presenta un Pap-test anomalo o che è risultata positiva all'esame per la ricerca del papillomavirus (HPV). Tuttavia, la colposcopia è un esame importante e utile anche senza una precedente indicazione clinica specifica, poiché si tratta di un'indagine visiva molto dettagliata e approfondita che non presenta nessun effetto collaterale.
Questo esame specialistico di secondo livello è cruciale per:
- Riconoscere i falsi negativi e i falsi positivi della citologia, sia in pazienti asintomatiche che sintomatiche.
- Diagnosticare lesioni benigne (come i polipi) e infezioni, in particolare quelle da HPV, a carico del collo dell'utero, della vagina e della vulva, permettendo la scelta del trattamento adeguato e il successivo controllo della normalizzazione.
- Valutare e selezionare le pazienti con CIN (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale) per la scelta del trattamento più opportuno (terapia conservativa o ultraconservativa).
- Controllare il CIN in gravidanza.
- Diagnosticare le neoplasie intraepiteliali della vulva (VIN) e della vagina (VAIN).
- Valutare la risposta alla stimolazione estrogenica, sia spontanea che dopo trattamento in menopausa.
In sintesi, la colposcopia non è solo un esame di prevenzione oncologica, ma anche un metodo di investigazione ginecologica fondamentale per un'ispezione ginecologica corretta e completa.
Preparazione e Svolgimento dell'Esame Colposcopico
La colposcopia si esegue in regime ambulatoriale. È un esame generalmente non doloroso e non presenta rischi, salvo per le pazienti allergiche allo iodio, che devono informare l'operatore prima dell'inizio della procedura.
Preparazione all'Esame
Per l'ottimale riuscita dell'esame, è consigliabile osservare alcune indicazioni:
- Tempistiche: Cercare di calcolare i giorni idonei per l'effettuazione dell'esame in base ai giorni liberi da flusso mestruale.
- Depilazione: Se possibile, effettuare una depilazione delle grandi labbra o, perlomeno, un importante accorciamento della lunghezza dei peli, in modo che essi non si trovino lungo il percorso ottico tra il colposcopio e il collo dell'utero. È preferibile effettuare la depilazione mediante crema il giorno precedente, o con ceretta cinque o più giorni prima, per permettere alla superficie cutanea trattata di ritornare alla normalità. La ricerca di lesioni cutanee può infatti risultare oltremodo impegnativa, imprecisa e fallace se l'area da esaminare è ricoperta di peli.
- Biancheria: Ricordarsi che i reagenti utilizzati per l'esame colposcopico e l'eventuale residuo di perdite ematiche, nel caso sia stata necessaria una biopsia, possono macchiare la biancheria.
Come si Esegue la Colposcopia
La donna si sdraia sul lettino e si posiziona in posizione ginecologica. Un elemento essenziale è l'utilizzo di uno speculum vaginale di taglia media, preferibilmente grande (soprattutto se devono essere effettuate biopsie), che deve essere aperto in maniera sufficiente e rimanere in sede per almeno 7-12 minuti. L'esame procede attraverso diverse fasi:
Osservazione Colposcopica Diretta
Dopo aver praticato un'accurata e delicata detersione della cervice mediante l'uso di batuffoli e soluzione fisiologica, si inizia l'osservazione a basso ingrandimento (osservazione senza preparazione o diretta). In questa fase si evidenzia il collo dell'utero con l'applicazione di uno speculum e si osservano le sue caratteristiche macroscopiche, la forma dell'orifizio uterino esterno e l'eventuale presenza di secrezioni vaginali. Se necessario, in questa fase, possono essere praticati uno striscio colpocitologico e/o un test per la ricerca dell'HPV, avendo l'avvertenza di non raschiare la cervice troppo energicamente per evitare un sanguinamento che potrebbe creare difficoltà nell'interpretazione del successivo quadro colposcopico.

Osservazione Dopo Applicazione di Acido Acetico
A questa prima fase segue l'impiego di acido acetico al 3% (o in casi particolari al 5%), che viene applicato delicatamente sul collo uterino con un batuffolo di ovatta o spruzzato con una siringa per distribuirlo uniformemente. L'acido viene lasciato in situ per 15-30 secondi e poi rimosso insieme all'eventuale muco. L'acido acetico determina il rigonfiamento del tessuto, in particolare dell'epitelio colonnare e di quello anormale. Quest'ultimo appare come un epitelio bianco, di solito ben distinguibile dal normale epitelio di colorito roseo. Questo fenomeno è dovuto al fatto che l'acido acetico coagula (floccula) le proteine nucleari presenti. Poiché l'epitelio anormale ha una più elevata densità nucleare e, di conseguenza, una più alta concentrazione di proteine, va incontro alla massima coagulazione, impedendo alla luce di attraversarlo. La trama capillare sub-epiteliale diventa meno visibile e l'epitelio appare bianco; l'intensità del bianco sarà tanto più evidente quanto più alta è la concentrazione delle proteine.

Test di Schiller (Soluzione Iodoiodurata di Lugol)
L'ultima fase si concretizza nel cosiddetto test di Schiller, che consiste nell'applicazione di una soluzione iodoiodurata di Lugol. Il principio di questo test è che l'epitelio squamoso normale maturo è caratterizzato da un'abbondanza di glicogeno, mentre l'epitelio anormale ne contiene poco o nulla. Dopo l'applicazione di tale soluzione, l'epitelio dell'esocervice normale assume una colorazione mogano; le eventuali aree di lesione non fissano il colorante e quindi rimangono chiare (iodonegative). Questo test consente di definire meglio i contorni e i limiti delle aree anomale, svelando anche lesioni che possono sfuggire al test con l'acido acetico.

Durante l'esame, l'osservazione con filtro verde va fatta dopo detersione con soluzione fisiologica e prima dell'applicazione di acido acetico. Questo filtro permette di osservare la normale trama vascolare. L'esame colposcopico può essere completato con l'acquisizione di immagini (foto, filmati) permanenti delle aree sospette evidenziate.
Reperti Colposcopici: Normali e Anormali
Con la colposcopia, l'obiettivo è valutare l'epitelio squamoso che riveste l'esocervice e le pareti vaginali, l'epitelio cilindrico o ghiandolare che riveste l'endocervice (fin dove possibile), e la giunzione squamocolonnare (GSC), ovvero il punto di passaggio tra i due epiteli.
Giunzione Squamocolonnare (GSC)
La giunzione squamocolonnare (GSC) è il confine tra l'epitelio pavimentoso, che riveste esocervice e vagina, e l'epitelio cilindrico che riveste il canale cervicale. La visualizzazione di questa pallida linea è molto importante poiché la maggior parte delle lesioni displastiche e neoplastiche insorgono in prossimità di tale punto. Viene definito insoddisfacente l'esame colposcopico che non riesce a valutare la giunzione. Ciò può verificarsi non solo per motivi patologici, ma anche in donne in post-menopausa (per restringimento del collo), in donne nullipare o in donne che hanno subito interventi chirurgici (ad es. conizzazione) sul collo dell'utero, con conseguente retrazione cicatriziale. In questi casi, la mancata visualizzazione della giunzione rende l'esame colposcopico non completamente soddisfacente.
L'originaria giunzione, per i fenomeni di riepitelizzazione, può trovarsi tra l'epitelio pavimentoso originario e il giovane epitelio metaplasico, apparendo più chiara e venendo definita come giunzione squamo-squamosa. Un'altra giunzione squamo-squamosa può essere quella tra l'epitelio giovane metaplasico e l'epitelio metaplasico maturo. Infine, si può osservare una giunzione squamocolonnare non originale che separa l'epitelio metaplasico maturo dall'epitelio ghiandolare.
Zona di Trasformazione (ZT)
La zona di trasformazione è un'area posta tra l'epitelio pavimentoso nativo o originario e l'epitelio ghiandolare. Essa nasce dalla ricostruzione di un epitelio, solitamente quello ghiandolare, distrutto da varie cause come acidità vaginale, flogosi, traumi, infezioni. Questa "ripavimentazione" è effettuata da particolari cellule dette subcolonnari o di riserva, che rimpiazzano quelle perdute dando origine a un giovane epitelio di rivestimento detto metaplasico (di trasformazione). Con il tempo, esso maturerà e, se non intervengono elementi devianti, darà vita a un epitelio simile al pavimentoso originario.
- I "reperti colposcopici normali" indicano un normale epitelio pavimento-oso ed epitelio cilindrico, separati da una "Zona di Trasformazione Normale" (ZTN).
- I "reperti colposcopici anormali" emergono quando l'epitelio in esame reagisce all'acido acetico, mostrando anomalie di vario grado. Essi, nel loro insieme, vanno a costituire la cosiddetta "Zona di Trasformazione Anormale" (ZTA o ATZ).
Immagini Colposcopiche Anomale Tipiche
Quando si osservano "aree anomale" a carico della superficie della portio, queste possono mostrare anomalie di vario grado, a seconda dell'intensità dell'alterazione evidenziata. Sono spesso associate alle lesioni displasiche delle immagini significative di possibili infezioni virali, dovute all'HPV.
- Epitelio bianco (aceto-bianco): Compare dopo l'applicazione dell'acido acetico ed è in relazione all'aumento della densità dei nuclei cellulari. Secondo Coppleson, l'intensità e l'opacità della lesione sono in relazione alla gravità del quadro clinico. La superficie dell'area può presentarsi liscia o irregolare, piana o rilevata. I margini della lesione possono essere netti o sfumati.
- Punteggiatura: È un'immagine dovuta alla presenza di finissimi vasi sanguigni che punteggiano finemente in rosso la superficie dell'epitelio bianco. Sfruttando le capacità di ingrandimento del colposcopio e anche il filtro verde, si possono analizzare le caratteristiche di questi vasi sanguigni: il loro calibro, il loro decorso, la distanza fra l'uno e l'altro.
- Mosaico: Anche questa è un'immagine creata dai vasi sanguigni che, nel loro sviluppo, conferiscono all'epitelio bianco un aspetto caratteristico a piastrelle poligonali bianche, delimitate da solchi rossi dovuti ai capillari. Il processo di metaplasia nelle sue fasi iniziali può mimare aspetti di una trasformazione anormale (mosaico). Generalmente questi aspetti di pseudomosaico scompaiono a processo riparativo ultimato.
- Cheratosi: È una lesione bianca visibile sulla portio prima dell'applicazione di acido acetico, che sostanzialmente non ne modifica la morfologia. Al test di Lugol appare iodonegativa a margini netti. Si tratta di un'area in cui si è avuta un'eccessiva cheratinizzazione.
- Epitelio micropapillare microconvoluto: Interessa cervice e vagina ed è espressione di una diffusa infezione virale da HPV.

Condizioni e Alterazioni Osservate
- Ectopia: Si ha quando la giunzione si trova molto esternamente rispetto all'orifizio uterino esterno. È un quadro colposcopico in cui l'epitelio ghiandolare è posto sull'esocervice in una sede solitamente occupata dall'epitelio pavimentoso. L'ectopia è congenita, presente fin dalla nascita, ed è formata da epitelio cilindrico ghiandolare monostratificato con assenza di ghiandole e stroma.
- Ectropion: Costituito dalla mucosa endocervicale posta in toto sull'esocervice, è acquisito e spesso secondario al parto vaginale. In esso sono presenti ghiandole e stroma. Sia l'ectopia che, ancor più, l'ectropion tendono attraverso un processo di metaplasia a trasformare l'epitelio ghiandolare in epitelio pavimentoso.
- Adenosi vaginale: Paragonabile a un'ectopia che si estende oltre la cervice, interessando le pareti vaginali. È congenita. Se in passato molti casi erano attribuibili a farmaci come il dietilstilbestrolo, oggi i rari casi sono dovuti a turbe maturative e di dislocazione epiteliale durante la vita fetale, a genesi ignota. Turbe di maturazione epiteliale durante la vita fetale possono generare quadri colposcopici di trasformazione anormale (in genere di tipo 1) che si estendono ai fornici e vengono denominate aree di trasformazione congenita.
- Cisti di Naboth: Non di rado, sondando il canale cervicale, si possono reperire cisti di Naboth (esiti ghiandolari chiusi) o formazioni polipoidi.
- Sbocchi ghiandolari: Gli esiti ghiandolari aperti o sbocchi ghiandolari non ispessiti rappresentano un esito del normale processo di riepitelizzazione. Se il colletto ghiandolare è ispessito, si è di fronte a un quadro di trasformazione anormale che sottintende atipia citoistologica. Si tratta di microscopici dotti pseudo-ghiandolari, spesso difficili da esplorare citologicamente, e le atipie citologiche possono interessare tali sfondati ghiandolari.
- Endometriosi cervicale: Può insorgere, ad esempio, dopo diatermocoagulazione.

La Colposcopia nella Diagnosi di Infezioni e Lesioni
Infezione da HPV
I test ad altissima sensibilità, che evidenziano la presenza dell'HPV (virus notoriamente cancerogeno per il collo uterino), anche in assenza di "cellule anomale" provenienti dalla cervice uterina, richiedono la colposcopia per individuare possibili aree patologiche anche quando la loro presenza non è stata dimostrata dall'esame citologico. L'infezione da HPV, nella sua fase iniziale, presenta piccole aree acetopositive iodonegative, simili a quelle della colpite micotica, ma con dimensioni maggiori e localizzazione focale. La fase successiva prevede una graduale fusione di queste piccole aree, da cui nascono i quadri di epitelio bianco sottile, ispessito, o mosaico, e se vi è progressione, i quadri di condiloma cheratosico e/o florido. Altro aspetto tipico delle lesioni virali da papillomavirus è la multifocalità e spesso la multicentricità.
Infezioni Vaginali
- Trichomonas Vaginalis (TV): È un protozoo flagellato che colonizza vagina, uretra e ghiandole parauretrali. È responsabile di vaginiti con leucorrea verdastra e schiumosa, ma può essere asintomatico. Il partner è generalmente coinvolto e può sviluppare prostatite. Colposcopicamente, il quadro classico è quello della cervicite a fragola: una cervicite essudativa con focolai diffusi a tutta la cervice e vagina. Tipico è l'aspetto dopo Lugol. A volte si osserva la coesistenza di una flogosi cervicale da Trichomonas con un epitelio bianco da infezione da HPV sul labbro posteriore.
- Micosi (Candida): Una delle cause più frequenti di vulvovaginiti. Le perdite vaginali sono classicamente rappresentate da secrezione biancastra, grumosa, tipo latte cagliato.
- Gardnerella Vaginalis (GV): Batterio corresponsabile dei quadri definiti vaginosi, nei quali manca il quadro flogistico tipico delle vaginiti. La leucorrea è schiumosa e aderente alle superfici vaginali; è responsabile di un pH alcalino e di perdite maleodoranti paragonate a pesce marcio, caratteristica esaltata dal contatto con sostanze basiche (es. sperma) o chimici come il KOH (test diagnostico "Sniff test").
Lesioni e Patologie Associate
- Colpite focale: Un processo flogistico generalmente confinato in un'area singola della vagina o cervice, a differenza di altre colpiti flogistiche. È per lo più espressione di un'infezione virale da HPV iniziale.
- Trasformazione atipica di tipo 2: Riferimento a specifiche aree osservate.
- Sottovalutazione del quadro: La storia clinica (giovane età, Pap-test negativo, lunga assunzione di estroprogestinici) può essere causa di sottovalutazione di un quadro colposcopico.
- Cheratosi sospetta: Se si addentra nel canale cervicale.
- "Two lesions in one": Significa che vi è una lesione più importante all'interno di una lesione più vasta e meno significativa.
Interventi sotto Guida Colposcopica
Sotto guida colposcopica è possibile effettuare uno o più prelievi mirati (biopsie) nelle aree maggiormente significative. Nell'ambito di una lesione vasta e multifocale, è necessario effettuare più biopsie, indirizzandole nei punti di maggiore rilevanza colposcopica. Talvolta la lesione è così piccola che la biopsia, riuscendo ad asportarla completamente, risulta essere anche curativa.
Oltre alle biopsie, la colposcopia è fondamentale per gli interventi di conizzazione della cervice uterina o altri interventi sulla vagina e la vulva. La visione ingrandita e precisa dell'area da trattare assicura la totale sicurezza, la non invasività e l'innocuità della metodica.
La terapia fisica distruttiva, che consiste nella distruzione del tessuto epiteliale con diverse metodiche come laser CO2, diatermocoagulazione e crioterapia, è un'opzione per rimuovere quadri colposcopici come ectopia ed ectropion. Il razionale della terapia fisica è eliminare rapidamente il tessuto anomalo affinché sia successivamente sostituito da tessuto normale. L'elettrobisturi a radiofrequenza è adatto sia per trattamenti con tecnica monopolare (biopsie, incisioni, coagulazione e vaporizzazione) che con tecnica bipolare (coagulazione, vaporizzazione), quando si necessita di limitare al massimo la dispersione di corrente e calore per preservare i tessuti circostanti. Quest'ultima tecnica non è adatta all'effettuazione di biopsie, a differenza della corrente monopolare.

Il processo di riparazione dopo tali interventi porta spesso a esiti vascolari e ghiandolari. Gli esiti vascolari sono vasi di aspetto regolare che derivano da un processo di angiogenesi finalizzato alla riparazione dell'ectopia, percorsi utilizzati per la ricostruzione epiteliale e non rimossi dopo la chiusura del "cantiere" di riparazione. Gli esiti ghiandolari possono essere le cisti di Naboth (esiti ghiandolari chiusi) o gli sbocchi ghiandolari (esiti ghiandolari aperti).
Refertazione e Classificazione Colposcopica
Dopo aver valutato la giunzione squamocolonnare, si passa ad osservare le caratteristiche dell'epitelio squamoso esocervicale e l'epitelio cilindrico nel tratto iniziale del canale cervicale. Su queste superfici si osserva la presenza di eventuali immagini che possono essere in relazione a lesioni displasiche o di tipo virale. L'individuazione e localizzazione di tali lesioni è una premessa indispensabile per poter effettuare una biopsia mirata (quando necessaria) e per valutare le modalità di trattamento più opportune.
Alla fine dell'esame colposcopico vero e proprio, ritraendo lo speculum, è sempre importante osservare attentamente anche le pareti vaginali. Oltre alla soluzione di Lugol, si possono utilizzare altri coloranti vitali, una branca della colposcopia detta cromocolposcopia. Ad esempio, il blu di toluidina (o il blu di metilene) che colora l'epitelio ghiandolare.
Domande Frequenti
Cos'è l'epitelio bianco sottile alla colposcopia?
Il termine epitelio bianco sottile si riferisce a zone che, dopo applicazione di acido acetico, appaiono opache e biancastre, e sono dovute a una densità cellulare o nucleare aumentata.
Cos'è il mosaico regolare alla colposcopia?
Il termine mosaico indica un particolare aspetto dell'epitelio pavimentoso cilindrico che si osserva dopo applicazione di acido acetico, caratterizzato da un aspetto a piastrelle poligonali bianche delimitate da solchi rossi dovuti ai capillari.
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