Introduzione al Rifugio Madonna della Neve
Il Rifugio Madonna della Neve si trova a 1595 m nel cuore della Val Biandino, in Valsassina, ed è interamente circondato da ampi pascoli erbosi. Questa eccellente meta turistica è ideale in inverno per ciaspolate e in estate per stupende passeggiate adatte a tutti.

Percorso di Accesso al Rifugio Madonna della Neve da Introbio
L'escursione al Rifugio Madonna della Neve in Val Biandino, in provincia di Lecco, è una gita impegnativa per la sua lunghezza (quasi 20 km) ma è ombreggiata e agevole. Il tempo di salita stimato è di circa 3 ore. Ogni anno, numerosi pellegrini partono in processione sul far dell'alba da Introbio per raggiungere il rifugio percorrendo la storica Via del Bitto, tracciata in età molto antica. Il culto è radicato dal momento che Introbio non era facilmente raggiungibile per assistere alla messa.
Dettagli del Percorso da Introbio (Via del Bitto / Sentiero 40)
Per raggiungere la Val Biandino, si lascia la statale 36 al km 50 (ponte sull'Adda a Lecco) per prendere la S.S. [numero mancante nel testo originale]. Giunti alla rotonda di Ballabio, all'uscita dell'ultima galleria, si continua diritto con la provinciale 62 che percorre il fondovalle. Proseguendo per circa 1.6 km, poco prima di arrivare ad una curva verso sinistra, si può lasciare l'auto in un parcheggio alla destra della strada (m. 585).
Da qui si esce dal parcheggio passando accanto ad una santella con un affresco raffigurante la Madonna del Rosario. Si prosegue in leggera salita con i capannoni della Ciresa sulla sinistra, e un prato e alcune case sulla destra (m. 600). Si continua quasi in piano su un breve tratto, seguito da una leggera discesa. La strada è privata e vi è il divieto assoluto di accesso e transito ai veicoli. Poco dopo si incontra la cappella votiva dedicata a Sant'Uberto, protettore dei cacciatori, alla quale si accede con sette gradini (m. 620). Il percorso prosegue in lieve salita.
In leggera salita, si raggiunge una sbarra dipinta di giallo che chiude l'accesso alla strada (m. 650), confermando il divieto assoluto di accesso e di transito ai mezzi motorizzati. Da qui il percorso è da affrontare a piedi. Poco dopo il fondo stradale diventa in cemento. A quota 675 m, sulla sinistra, accanto a una casa grigia, un sentiero sale a sinistra con indicazioni per il Belvedere della Cascata e il Rifugio Tavecchia a 2 ore e 10 minuti. Si prosegue diritto, e a 695 m si supera un torrente che passa sotto la strada. Presso un tornante sinistrorso, di fronte ad una casa, si incontra il sentiero 40 Via del Bitto che si immette da destra (m. 730).

Si continua a salire incontrando alcune gabbie contenenti pietre (m. 760) e vecchi paracarri recuperati e riutilizzati. Dopo aver passato sotto i cavi dell'alta tensione (m. 805), si incontra un parapetto arrugginito sulla sinistra che protegge da un burrone dove rumoreggia il Torrente Troggia (m. 820). A quota 830 m, una stradina sale a destra indicando il Sentiero 25/19 per il Rifugio Buzzoni e altre destinazioni, mentre diritto si prosegue per la Sorgente S. Bambino e la Madonna della Neve (2h 40min).
Raggiunto lo slargo che precede il Primo Ponte (m. 850), si ritrova sulla destra la Via del Bitto. I segnavia indicano a destra la Fonte S. Carlo (0h 30min), il Rifugio Tavecchia (1h 40min) e Biandino (2h). Si continua con la strada, il cui fondo torna ad essere in cemento, accompagnati da un muretto in cemento. Poco dopo, a 905 m, si ignorano due stradine chiuse da sbarre. A 1005 m si ritrova il sentiero 40 che si innesta dalla destra e indica la Fonte S. Carlo.
Si procede con poca pendenza e si arriva alla Fonte S. Carlo (m. 1060), dove si trovano panche di pietra, un tavolo in legno e relative panche. Alla sinistra, a 1075 m, riparte il sentiero 40 con indicazioni per le Baite alla Scala (1h) e il Rifugio Madonna della Neve (1h 45min). Poco dopo si raggiunge il Secondo Ponte, detto anche Ponte dei Ladri (m. 1100), che si attraversa su sterrato. Alla sinistra oltre il Torrente Troggia si vede l'Agriturismo La Baita (m. 1125), raggiungibile tramite un sentiero.
Si prosegue in salita, incontrando colate di pietre franate e attraversamenti di rivoli d'acqua. A 1265 m, un torrente attraversa la strada prima di gettarsi nel Troggia. Si supera la Baita Piero Magni, situata all'esterno di un tornante destrorso, con panche, un grande bossolo e targhe a ricordo di persone decedute. Si transita sotto i cavi dell'alta tensione e si incontrano vecchie protezioni in ferro, mentre il Torrente Troggia compie un salto formando una cascata.
La strada diventa sterrata, gira a sinistra e con il Terzo Ponte supera un affluente del Troggia formando una cascata (m. 1350). Dopo un'ampia curva a sinistra, si ritrova il Cippo Rosselli. A 1485 m, quasi in piano, su sterrato, si attraversa il Quarto Ponte, con bella vista su una cascata formata da un salto del Troggia. Subito dopo, dalla sinistra, si immette nuovamente il sentiero 40. Si raggiunge una cappella contenente cinque dipinti raffiguranti la Madonna di Lourdes. A sinistra, in posizione sopraelevata, si trova il Rifugio Tavecchia (m. 1485).
Dal Rifugio Tavecchia, si prosegue in piano in mezzo ai prati verso il santuario della Madonna della Neve (m. 1595), che si raggiunge in circa 25 minuti. Qui, a 1595 m, si trova il Rifugio Madonna della Neve. L'arrivo al Rifugio Tavecchia avviene dopo circa 2 ore e 40 minuti dalla partenza, per un tempo totale al Rifugio Madonna della Neve di circa 3 ore e 10 minuti.
Una giornata in Val Biandino - Cinematic 4K Video
Escursioni dal Rifugio Madonna della Neve
Il Rifugio Madonna della Neve rappresenta un ottimo punto di partenza per numerose escursioni verso le vette circostanti.
Al Pizzo Varrone (2325 m) e Pizzo dei Tre Signori (2553 m) per la cresta NNW
Dal Rifugio Madonna della Neve si segue la mulattiera (segnavia n° 41) che traversa il torrente Troggia su un ponte e corre sul versante destro idrografico della valle. Da qui si continua nella stessa direzione fino alla Casera di Sasso (1661 m), poi per pascoli ripidi si arriva al Baitello del Lago (1844 m) e poco dopo si giunge sulle rive del Lago di Sasso (1922 m). Si contorna il lago sulla sponda occidentale e si traversa ad arco verso sinistra la conca detritica del lago per poi superare un salto roccioso, alla cui sommità s'incrocia il sentiero che proviene dal Rifugio Grassi.
Andando verso sinistra ci si porta nel vallone detritico compreso fra il Pizzo Varrone a sinistra e la cresta del Pizzo dei Tre Signori a destra. Si piega ora a destra e si risale il vallone fino alla Bocchetta del Piazzocco (2252 m). Dal valico, seguendo le segnalazioni e un’agevole traccia, si volge a sinistra percorrendo la tondeggiante cresta NNW della montagna, raggiungendone in breve la sommità del Pizzo dei Tre Signori.
- Periodo consigliato: luglio - ottobre
- Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
- Tempo di salita: 3 ore (fino al Pizzo dei Tre Signori)

Al Pizzo dei Tre Signori (2553 m) per la cresta W
Questa è un'escursione abbastanza lunga. Dal Rifugio Madonna della Neve si imbocca il sentiero (segnavia n° 76) che, lambendo i Rifugi Tavecchia ed ex Pio X, piega gradualmente verso ESE risalendo una costa boschiva per sbucare al Passo del Camisolo (2020 m circa), da dove si scende brevemente fino al Rifugio Grassi.
Ora si segue il "Sentiero delle Orobie occidentali" che si attiene grosso modo al crestone che verso Est porta sulla vetta del Pizzo dei Tre Signori dopo aver formato la Cima di Camisolo. Oltrepassata questa vetta si giunge al Pian delle Parole, un terrazzo erboso al cui margine orientale pare sorgesse un fortilizio celtico che ha dato il nome alla località: Castel Reino. In questo tratto si trova un antico cippo confinario del 1776 fra lo Stato di Milano e lo Stato Veneto. Poco dopo si giunge alla Bocchetta Alta (2235 m), oltre la quale si mette piede sulla cresta W del Pizzo dei Tre Signori.
Lasciando a destra il "sentiero dei solivi", si procede direttamente con faticosa camminata raggiungendo le prime rocce. Con qualche tornante e alcuni facili passaggi su roccia si giunge alla base di un profondo spacco roccioso detto il "caminetto". Si entra nel camino e lo si percorre facilmente uscendo a sinistra grazie ad una cenga che permette di raggiungere l'Anticima, da dove si scende ad una selletta oltre la quale si è in vetta.
- Periodo consigliato: luglio - ottobre
- Difficoltà: EE/F (Escursionisti Esperti / Facile)
- Dislivello: 566 m
- Tempo di salita: 3 ore e 30 minuti - 4 ore
- Prima ascensione: Lorenzo Paribelli, Michele Reina con la guida Giuseppe "Fulatt" Rigamonti il 21 aprile 1881.
Punti di Interesse Aggiuntivi e Altri Itinerari nelle Vicinanze
Oltre alle escursioni dirette dal Rifugio Madonna della Neve, la Val Biandino e le aree limitrofe offrono altri punti di interesse e possibili itinerari:
- Rifugio Bocca di Biandino (1485 m): Un rifugio importante lungo la via di accesso principale, spesso punto di riferimento prima di raggiungere la Madonna della Neve, situato a breve distanza dal Rifugio Tavecchia.
- Rifugio S. Rita (1999 m): Raggiungibile, ad esempio, dalla frazione di Laveggiolo (“Lavegiöl”), sopra Gerola, passando per la Bocchetta di Trona (2092 m). Il tempo necessario si aggira intorno alle quattro ore.
- Minere di ferro: Le miniere di ferro del vicino conglomerato dell’alta Val Varrone rappresentano un interessante spunto storico e geologico della zona.
- Baitello del Lago (1844 m) e Lago di Sasso (1922 m): Suggestivi luoghi naturali raggiungibili con percorsi che attraversano pascoli e giungono a questo bellissimo lago, il cui nome deriva dai grandi massi caduti dal versante destro. Il panorama è dominato dal Pizzo dei Tre Signori.
- "Monumento del partigiano": Un punto di riferimento storico lungo il percorso di accesso, dove si attraversa il torrente Troggia.
- Agriturismo La Baita: Struttura ricettiva e di ristoro lungo il percorso di avvicinamento al rifugio, visibile a 1125 m.