I Sacramenti sono riconosciuti come segni visibili ed efficaci della grazia invisibile di Cristo. In ciascuno di essi, il Signore Risorto opera attraverso il ministro, agendo nella vita del credente che riceve il dono di una nuova dignità e di una nuova grazia santificante per opera dello Spirito Santo. La Chiesa insegna che i Sacramenti, istituiti da Cristo, testimoniati nella Sacra Scrittura e insegnati dai Padri della Chiesa, sono in tutto sette. Nel Codice di Diritto Canonico, i sacramenti in genere sono trattati nella prima parte del libro IV (c. 840-848).
I sacramenti che imprimono un carattere, come il Battesimo, la Confermazione e l'Ordine Sacro, non si possono ricevere più di una volta. La Chiesa Cattolica Romana, infatti, afferma che un sacramento deve soddisfare tre criteri: deve essere un segno percettibile e sensibile della grazia santificante; deve conferire la grazia santificante; e deve essere istituito da Dio o, più esattamente, dal Dio-Uomo Gesù Cristo. Pertanto, i sacramenti non sono semplicemente dei simboli, ma si crede che conferiscano effettivamente in chi li riceve la grazia santificante.

Gesù Cristo: Il Sacramento Primordiale
Nella fede cristiana, Gesù Cristo è Dio stesso che opera per la salvezza degli esseri umani, come indicato in Giovanni 10,10: “Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. In Lui, Dio ha mostrato chi è e qual è il suo rapporto con gli uomini. Gesù Cristo è il segno vivente dell’amore di Dio per noi esseri umani, e quindi il sacramento, il luogo di incontro con Dio per eccellenza, da intendere come il “sacramento primordiale”. Egli è l’intervento decisivo e definitivo di Dio nella storia degli uomini, la realizzazione finale di ciò che voleva fare. Gesù narra a parole ciò che ha visto nel seno del Padre (Gv 1,18), ma prima che a parole, lo rivela con il suo essere: “La Parola si è fatta carne” (Gv 1,14). Quella Parola non è più solo udibile agli orecchi, ma anche visibile agli occhi e palpabile alle mani (1Gv 1,1). Gesù dunque rivela Dio con quello che egli è, con quello che dice e con quello che fa. Egli è la Parola di Dio che diventa fatto, e il fatto che si fa così trasparente e luminoso da diventare parola.
Durante il suo commiato, Gesù promise ai suoi discepoli che sarebbe rimasto in mezzo a loro sotto forma di Spirito Santo. Attraverso il suo Spirito, egli è presente nella comunità della Chiesa, affinché essa possa essere segno di amore, di vicinanza e di presenza di Dio, nel suo nome, nel suo spirito e nella sua potenza.
Il Fondamento Biblico dei Sacramenti
Sebbene la parola "sacramento" non si trovi nella Bibbia nel senso attuale, essa deriva dal latino sacramentum, termine che evidenzia l’idea di rito, iniziazione e consacrazione. I Sacramenti, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, trovano la loro traccia nel Vangelo e in molte letture del Nuovo Testamento. Il Catechismo della Chiesa Cattolica presenta i singoli sacramenti con un preciso riferimento all'atto istitutivo di Gesù, come appare nel libro sacro. Già nei primi secoli del Cristianesimo, i sacramenti erano considerati segni e riti sacri che mettevano l’uomo in comunione col Cristo. Successivamente, con lo sviluppo della Teologia nella Chiesa Latina, il loro significato si limitò ai sette segni sacri riconosciuti come voluti da Cristo, con un’efficacia propria, numero confermato dal Concilio di Trento.
Di seguito, alcuni versetti comunemente citati a sostegno delle credenze cattolico-romane rispetto ai sacramenti:
- Battesimo: “Gesù rispose: ‘In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio’” (Giovanni 3:5). “Egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo” (Tito 3:5). “Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con l’acqua della parola” (Efesini 5:25-26).
- Confermazione e Ordine Sacro: “Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te mediante l’imposizione delle mie mani” (2 Timoteo 1:6). “Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo” (Atti 8:17).
- Eucaristia: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:54). "Fate questo in memoria di me".
- Penitenza (Confessione): “A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti” (Giovanni 20:23).
- Unzione degli Infermi: “La preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati” (Giacomo 5:15).
Un riferimento ai Sacramenti si trova anche in Matteo 26, Marco 14, Luca 22 e Giovanni 6, in contesti che richiamano l'istituzione dell'Eucaristia e altri atti salvifici di Cristo.
I 7 Sacramenti per vivere da amico di Gesù
Sacramenti, Parola e Fede: Prospettive Diverse
Tra Vangelo e Sacramenti c’è un vincolo indissolubile radicato nella storia della salvezza. Una mentalità diffusa tendeva a dissociare i due elementi: come se la predicazione dovesse trasmettere una dottrina e i sacramenti conferire la grazia. I protestanti hanno sottolineato in modo unilaterale l’importanza della Parola. Per reazione, i cattolici hanno sottolineato l’efficacia del rito. Questa contrapposizione polemica ha separato ciò che di sua natura è strettamente connesso. Si aveva l’impressione di avere da una parte una Parola che dice ma non fa, e dall’altra un rito che fa ma non dice. D’altra parte, il rito, in quanto simbolo, esprime anch’esso e comunica un messaggio. Il segno sacramentale non è solo gesto, è anche parola. I sacramenti sono, infatti, i sacramenti della fede, celebrazioni impregnate di fede, e solo a questa condizione sono fruttuosi, comunicando la vita divina e innestando nella Pasqua di Cristo. È essenziale che la fede sia risvegliata prima, poiché senza di essa i sacramenti non hanno efficacia.
Contrasti Interpretativi sui Riferimenti Biblici
Considerando i versetti biblici sopra menzionati, potrebbe sembrare che i sacramenti possano comunicare di per sé qualche beneficio (come la vita eterna, il perdono dei peccati, la presenza dello Spirito Santo o la Sua potenza o qualche dono spirituale per il servizio, ecc.). Tuttavia, quando sono presi nel contesto della Scrittura nel suo insieme, non esiste un fondamento per credere che Dio abbia mai voluto che questi passi fossero presi a sostegno di riti come mezzi per comunicare la grazia santificante.
La Chiesa Cattolica Romana sostiene che il Battesimo e la Comunione siano necessari per la vita eterna e, a causa della dottrina cattolica sul battesimo, ritiene importante battezzare i bambini. Tuttavia, nella Scrittura non si trova un singolo esempio o comando di battezzare i neonati. Per esempio, Atti 16:33 menziona il battesimo del carceriere di Filippi "con tutti i suoi". Tuttavia, quando il carceriere chiese a Paolo cosa dovesse fare per essere salvato, Paolo rispose: “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia” (v. 31), indicando che la fede è l’ingrediente necessario per la salvezza. Era sottinteso che chi credeva fosse battezzato, ma il battesimo non era *necessario* per la salvezza. Inoltre, al versetto 34 è detto che il carceriere "si rallegrava con tutta la sua famiglia di aver creduto in Dio", suggerendo che "i suoi" non avrebbero potuto includere bambini o neonati che non potevano credere.
Per quanto riguarda la Comunione, la Chiesa Cattolica Romana interpreta letteralmente Giovanni 6:53, dove Gesù dice: “Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi”. I critici sostengono che questa dottrina non è in armonia con il contesto del passo, in cui Gesù afferma ripetutamente l’importanza della fede in Lui e della Sua imminente morte espiatrice per i peccati (cfr. Giovanni 6:29, 35, 40). Esaminando gli altri sacramenti nel loro contesto, la dottrina che essi comunichino la "grazia santificante" non è sempre in armonia con il contesto del resto della Bibbia. Tutti i cristiani dovrebbero essere battezzati e partecipare alla Cena del Signore, ma queste azioni non infondono in noi la grazia salvifica. La grazia salvifica si riceve per fede, non osservando riti, nel momento in cui una persona si affida a Gesù come Salvatore (Efesini 2:8-9).
Le Diverse Chiavi di Lettura dei Sacramenti nell'Analisi Teologica
Oggi i sacramenti sono oggetto di un'analisi profonda che non si limita più soltanto a presentarli come mezzi per la santificazione personale o a valutarli per gli aspetti morali. Per questo è possibile individuare diverse chiavi di lettura che valorizzano i loro molteplici aspetti, ognuna parziale ma necessaria per una sintesi complessiva.
La Chiave di Lettura Classica: Gli Effetti della Grazia
Questo modo di leggere mette in rilievo soprattutto gli effetti del sacramento, ossia la vita di Grazia donata a chi lo riceve e lo vive. Questa chiave di lettura classica, radicata nella Tradizione, si sviluppò in seguito alla riflessione suscitata dalla Riforma Protestante.
La Chiave di Lettura Simbolica: Espressione dell'Esperienza di Fede
Questa chiave di lettura pone l'accento soprattutto sulla categoria del simbolo che comprende l'essenza del sacramento. I sacramenti vengono considerati come espressione simbolica dell'esperienza di fede, comunitaria e individuale, mettendo il fedele al centro della celebrazione.
La Chiave di Lettura Economico-Salvifica: Il Mistero dell'Alleanza
Questa prospettiva considera i sacramenti all'interno dell'economia salvifica. Essi sono letti come elementi che si inseriscono all'interno del mistero dell'Alleanza tra Dio e l'Uomo, manifestazioni storiche dell'iniziativa Trinitaria che opera nella Chiesa e nei fedeli. I sacramenti diventano eventi di Cristo, Signore della storia, che in un dato tempo e momento incontra il credente.
La Chiave di Lettura Linguistica: Il Sacramento Opera Ciò che Significa
Questa interpretazione si avvale dell'ausilio di altre discipline, come la filosofia del linguaggio e la linguistica, e ha una dimensione più spiccatamente ecumenica. Ponendo l'accento sul linguaggio si recupera il modo in cui il sacramento opera ciò che significa.
La Chiave di Lettura Relazionale: Alterità e Comunità
Questa chiave legge i sacramenti nel rapporto di alterità, ossia nell'ambito delle relazioni interpersonali. Pone l'accento sulla comunità e sulle relazioni all'interno del gruppo umano, vedendo i sacramenti come i punti d'incontro dei fedeli con Cristo.
La Chiave di Lettura Cristologica: La Presenza Operante di Gesù Cristo
Essa valorizza la dimensione cristologica mettendo al centro la presenza operante di Gesù Cristo. Cristo, mediante i sacramenti, invita i credenti alla Sua sequela, ossia a porsi individualmente in relazione con Lui.
La Chiave di Lettura Ecclesiale: Vissuti nella Chiesa e per la Chiesa
Questa prospettiva valorizza la dimensione ecclesiale dei sacramenti. Essi sono vissuti nella Chiesa e per la Chiesa, ponendo il fedele in comunione con l'assemblea concreta e reale, condividendo la fede e ponendosi in rapporti di solidarietà con gli altri. Da questa consapevolezza nasce la spinta propulsiva verso l'intera umanità, che forma nel suo insieme il corpo mistico di Cristo.
La Chiave di Lettura Pneumatologica: La Presenza dello Spirito Santo
Questa interpretazione i sacramenti come immagine della presenza operante dello Spirito, senza il quale non si ha celebrazione. Se, infatti, non c'è lo Spirito Santo a vivificare il sacramento, questo si riduce a semplice ritualità. Vivificati dallo Spirito Santo, tutti coloro che partecipano ai sacramenti come soggetti attivi diventano fedeli, e la celebrazione diventa il luogo di un'esperienza di fede autentica, che è cristiana ed ecclesiale.
La Chiave di Lettura Liberatoria: Contro le Ingiustizie
Tale chiave di lettura, applicata ai sacramenti, fu elaborata principalmente dalla Teologia della Liberazione, specialmente nel mondo latino-americano. Le categorie ermeneutiche sono liberazione, libertà, creatività. In sostanza, si tratta di valutare i sacramenti come simboli di libertà, eventi liberatori, luogo di cristiana contestazione delle ingiustizie che Cristo, presente ancora oggi, combatterebbe. Cristo che vive in loro mediante i sacramenti li sprona ad abbattere le divisioni volute dagli uomini ma non da lui e dai suoi seguaci.
La Chiave di Lettura Olistica: Superare le Visioni Parziali
Quest'ultima chiave di lettura cerca di superare le visioni parziali nell'ambito dei sacramenti, tendendo a esaminarli in maniera olistica, mettendo insieme la dimensione ecclesiale e quella personale insita in essi. L'intera vita del fedele (ma anche del catecumeno) viene coinvolta nella celebrazione, in modo che in essa si attui sia il mistero che la vita di fede.
Sacramenti nella Vita della Chiesa e del Credente
I sette sacramenti toccano tutte le tappe e tutti i momenti importanti della vita del cristiano. Grazie ad essi, la vita di fede dei cristiani nasce e cresce, riceve la guarigione e il dono della missione. Essi contribuiscono nello specifico alla santificazione dell’uomo, all’edificazione del Corpo di Cristo e a rendere culto a Dio. Visti in questo modo, i sette sacramenti diventano espressioni della vita della comunità religiosa durante momenti particolarmente importanti della vita umana ed ecclesiale. Ne consegue che i sacramenti non sono occasioni e celebrazioni private, ma espressioni di fede comune e di appartenenza a una comunità religiosa. Sono eventi sociali e non automatismi: espressione esterna di un sentimento di fede già esistente e consolidato.
I sacramenti sono ordinati alla santificazione degli uomini, all'edificazione del Corpo di Cristo e, infine, a rendere culto a Dio; in quanto segni, hanno anche poi la funzione di istruire. Non solo suppongono la fede, ma con le parole e gli elementi rituali la nutrono, la irrobustiscono e la esprimono; perciò vengono chiamati «sacramenti della fede». Conferiscono certamente la grazia, ma la loro stessa celebrazione dispone molto bene i fedeli a riceverla con frutto, ad onorare Dio in modo debito e ad esercitare la carità. È quindi di grande importanza che i fedeli comprendano facilmente i segni dei sacramenti e si accostino con somma diligenza a quei sacramenti che sono destinati a nutrire la vita cristiana.
Nella società attuale, si continuano a chiedere i sacramenti come il battesimo, la prima comunione, la cresima e il matrimonio. Tuttavia, la domanda dei riti è sempre meno accompagnata da un reale vissuto di fede. Nonostante ciò, i fedeli sono il "sale della terra" e la "luce del mondo" (Matteo 5:13-16), chiamati a essere parte attiva e partecipativa della società.
I genitori e gli sponsor svolgono un ruolo cruciale nell'incoraggiare i figli a partecipare alla vita della chiesa. Gli sponsor del Battesimo o della Cresima devono nutrire spiritualmente il bambino, prestando attenzione alla sua vita spirituale e psicologica, affinché riceva l'aiuto necessario in un ambiente sano e nella comunità a cui appartiene.
Sacramentalia e Altre Azioni Liturgiche
Oltre ai sacramenti, esistono anche altre azioni che hanno un carattere sacramentale e per questo sono chiamate sacramentalia, come ad esempio l'assunzione dell'abito monastico, la benedizione dell'acqua o il servizio funebre. La liturgia dei Presantificati, usata soprattutto durante i giorni delle settimane di Quaresima (esclusa la domenica), il giovedì santo e il sabato santo, è un altro esempio.
Il conferimento degli ordini maggiori avviene sempre nel corso di una liturgia e deve essere individuale. Soltanto il vescovo ha il potere di ordinare, e dal momento che l'episcopato è di natura collegiale, la consacrazione di un nuovo vescovo deve essere fatta almeno da due o tre vescovi. Nelle Chiese orientali, diaconi e sacerdoti possono essere sposati, a condizione che il matrimonio preceda l'ordinazione; tuttavia, in caso di vedovanza non è più possibile risposarsi. Nelle Chiese riformate, tutti i fedeli sono partecipi dei vari ministeri, non essendoci differenze nel servizio reso a Dio, in quanto tra i fedeli e Dio non c'è alcun intermediario umano, se non Gesù Cristo.
La Chiesa, nei suoi vari riti, si impegna a concedere ai fedeli i sacramenti dell'iniziazione (Battesimo, Comunione e Cresima). I tempi possono essere diversi: in genere, le Chiese orientali concedono questi sacramenti durante il rito del battesimo, mentre le Chiese cattoliche li concedono separatamente, per educare i fedeli sul significato e sull'importanza dei sacramenti nella loro vita.
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