Il percorso di formazione per i catechisti e gli educatori è fondamentale per rafforzare la loro missione. Recentemente, si è svolto con grande entusiasmo il primo di tre incontri di formazione per catechisti, organizzato in collaborazione con l’Istituto Teologico Pio XI della Diocesi di Ventimiglia - San Remo. Il relatore di questo primo incontro, padre Andrea Bello, teologo e biblista, ha guidato i partecipanti attraverso il tema “La Rivelazione della Preghiera”, attingendo ai contenuti del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Questo modulo formativo per catechisti ed educatori è sviluppato su tre incontri, dedicati al tema della missione a cui si è chiamati, alla progettazione del cammino di fede e alla figura del catechista come testimone.

Iniziative Nazionali e Diocesane per la Catechesi
L'impegno nella formazione catechistica si inserisce in un quadro più ampio di iniziative. In vista del decennale di “Incontriamo Gesù”, documento della CEI con gli orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia, l'Ufficio Catechistico Nazionale ha promosso un processo di verifica che si concluderà a giugno 2023. Tali processi spesso includono riflessioni su temi cruciali, come le prospettive dinamiche che interpellano tutti, o la necessità di non “ripartire come prima”, ma con rinnovato spirito.
Risorse e Strumenti per la Formazione
Numerose risorse sono disponibili per supportare i catechisti nel loro servizio:
- Spunti tematici: Ad esempio, per preparare un incontro per i ragazzi delle superiori o per giovani sulla parte del Credo relativa alla Chiesa, o incontri di condivisione sul brano Gv 20,30-31, pensati per riflettere sul proprio percorso di vita e narrare incontri di resurrezione.
- Pubblicazioni: Esistono riviste di formazione specifiche per catechisti di bambini 6-11 anni e sussidi, come quello tratto dal "Supermarket del catechista" di Pino Pellegrino, intitolato "Amati. Inviati.", con illustrazioni di Daniela Costamagna. Un'altra risorsa significativa è "Le 20 parole per educare educandosi".
- Vademecum e Progetti: Un "Vademecum per la preparazione al Giubileo dei Catechisti del 25 settembre 2016", diviso in tre parti, riprende aspetti teologici fondamentali della Misericordia e offre domande per animare percorsi di approfondimento e primo annuncio. Progetti catechistici parrocchiali, come quelli della parrocchia dei Santi Martino e Lucia (Apricena) per gli anni 2010-11, 2011-2012 ("Siamo corpo di Cristo educato dalla sua Parola") e 2012-13 (sul tema della fede, con l'impegno di catechisti, fanciulli e famiglie), mostrano come la chiesa si faccia “grembo che genera alla fede”.
- Testi per ritiri e incontri: Sono disponibili testi per incontri e ritiri basati su pagine bibliche (come Gal.) o vangeli (Gv.), con applicazioni concrete per la vita personale e il servizio catechistico. Un esempio è il ritiro "Cristiano chi sei?" per animatori, che ripercorre le tappe di Battesimo e Confermazione, proponendo testi di P. Sequeri. Altri spunti includono "Per una Vita Nuova", "Cosa ho seminato quest'anno?", e una presentazione del racconto evangelico di Luca per l’anno liturgico C.
- Sito della CEI: In occasione dell'Anno della Fede, la CEI ha creato un sito con la raccolta dei catechismi (per bambini, fanciulli, ragazzi, giovani e adulti), oltre al Catechismo della Chiesa Cattolica in versioni navigabili e sfogliabili, con collegamenti incrociati e accesso diretto alle citazioni bibliche (versioni CEI 2008 e 1974).
- Documenti papali: Le parole di Papa Francesco ai catechisti sono spesso raccolte e utilizzate come fonte di ispirazione e orientamento.
UN CAMMINO RICCO DI ESPERIENZE
La Spiritualità del Catechista: Fondamento della Missione
La formazione di un catechista non riguarda solo le competenze tecniche, ma soprattutto la sua spiritualità. Come affermato nella Lettera per la riconsegna del “Documento di base” (1988 n.14), non è principalmente la quantità del lavoro che fa crescere la comunità, ma la qualità, poiché una chiesa non la si organizza, ma la si genera con la fecondità dei carismi, e quello della santità è il più fecondo.
La Santità come Obiettivo Primario
La santità è l’obiettivo più importante e urgente nella formazione di un catechista, rappresentando la «misura alta» della vita cristiana ordinaria, come sottolineato da Giovanni Paolo II nella Novo Millennio Ineunte (n. 31).
La Vocazione Universale alla Santità nella Chiesa
Le affermazioni sulla chiamata universale alla santità sono contenute nel capitolo quinto della Costituzione dogmatica Lumen Gentium, articolate in quattro paragrafi:
- n.39: La santità nella Chiesa
- n.40: Vocazione universale alla santità
- n.41: Esercizio multiforme dell’unica santità
- n.42: La via e i mezzi della santità
L'Essere del Catechista e la sua Spiritualità Specifica
Il catechista è anzitutto un cristiano: il suo "essere" è plasmato dallo Spirito Santo, e la sua vita profonda è una vita "spirituale", una "spiritualità". Essendo un cristiano in qualche modo "speciale", deve dunque avere una sua propria "spiritualità". Adempiere nella comunità un ministero che, per sua origine, è sempre un dono dello Spirito alla Chiesa, comporta l’esigenza di una forte spiritualità (cfr RdC, n. 189). Si tratta di una qualificazione della spiritualità di base che caratterizza la vita di ogni battezzato. Tutti i documenti ecclesiali sono attenti a delineare la fisionomia spirituale e apostolica del catechista, suggerendo qualità ascetiche, virtù, atteggiamenti interiori, indispensabili per rendere credibile la sua opera, come evidenziato da G. Gatti in "Spiritualità del catechista" (Dizionario di catechetica, p: 605).
Dalla Spiritualità di Base alla Spiritualità Propria del Catechista
La spiritualità cristiana è intrinsecamente comunione trinitaria. Ogni cristiano è tale a motivo del rapporto essenziale che ha con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: una relazione che si esprime nelle virtù teologali di Fede, Carità e Speranza. Su questa base comune, tuttavia, possono innestarsi diverse modalità di realizzazione, data la ricchezza inesauribile della proposta di vita fatta da Gesù Cristo. Esiste una molteplicità di spiritualità - sacerdotale, monastica, laicale, coniugale - e tra queste può e deve esserci anche una “spiritualità propria del catechista”.
La Specificità della Spiritualità del Catechista
La spiritualità del catechista è una dimensione permanente che investe in modo organico, unitario e coerente la persona, presiedendo e animando i diversi momenti del suo agire. Essa coinvolge le scelte pedagogiche e metodologiche, promuovendo una sintesi tra vita e fede, tra il suo essere e il suo agire, così da rendere più trasparente e credibile la propria esperienza cristiana nella comunità (Gatti G., "Spiritualità del catechista", Dizionario di catechetica, p: 606). La necessità di una spiritualità propria per il catechista deriva dalla sua vocazione e missione, strettamente legate alla sua condizione di “cristiano” e di “laico”, reso partecipe dell’ufficio profetico, sacerdotale e regale di Cristo. L’indole propria del laico è quella “secolare”, con il “dovere specifico, ciascuno secondo la propria condizione, di animare e perfezionare l’ordine delle realtà temporali con lo spirito evangelico”.

La Fisionomia Spirituale del Catechista Secondo il Magistero Ecclesiale
I documenti ecclesiali sulla catechesi delineano i tratti della fisionomia spirituale del catechista come atteggiamenti e comportamenti legati alla sua missione. Tra questi, si ricordano:
- CEI, Il rinnovamento della catechesi, 1970, nn.185-188
- CONGREGAZIONE PER IL CLERO, Direttorio catechistico generale, 1971, n.114
- PAOLO VI, Evangelii nuntiandi, 1975, nn. 75-77, 80
- GIOVANNI PAOLO II, Catechesi Tradendae, 1979, nn. 6, 9, 56, 62, 66, 72-73
- CEI, La formazione dei catechisti nella comunità cristiana, 1982, nn. 18, 29
- UCN, Orientamenti e itinerari di formazione dei catechisti, 1991, n. III,3
- CONGREGAZIONE PER IL CLERO, Direttorio generale per la catechesi, 1997, nn. 231, 234, 235
- UCN, La formazione dei catechisti nella comunità cristiana, 2006, nn. 23-24
- CEI, lettera dei vescovi per la riconsegna del documento base “Il rinnovamento della catechesi”, 1988 e 2010
“Nell’assolvimento del loro compito, i catechisti fanno molto più che insegnare una dottrina. Sono testimoni e partecipi di un mistero, che essi stessi vivono e che comunicano agli altri con amore. Questo mistero li trascende infinitamente: e tuttavia esso si compie anche attraverso la loro azione, che lo attesta lo spiega, lo fa rivivere. Nell’adempiere la sua missione, chi fa catechesi nutre profonda umiltà e ferma fiducia. Testimoni di Cristo Salvatore, ogni catechista deve sentirsi e apparire, lui pure, un salvato: uno che ha avuto non da sé, ma da Dio, la grazia della fede, e si impegna ad accoglierla e a comprenderla, in un atteggiamento di umile semplicità e di sempre nuova ricerca. Educatore dei fratelli nella fede, egli è debitore verso tutti del Vangelo che annuncia; dalla fede e dalla testimonianza di tutti, egli si lascia a sua volta educare. Il catechista è consacrato e inviato da Cristo e può fare affidamento su questa grazia: deve anzi sollecitarne l’abbondanza, per divenire, nello Spirito, strumento adatto della benevolenza del Padre. Egli è consapevole portavoce della Chiesa, dalla cui esperienza di fede gli viene sicurezza” (Il rinnovamento della catechesi, n. 185).
“Come ogni dono divino, anche l’essere catechista è una realtà che non solo va accettata ma continuamente richiesta. Chi si sente chiamato a questo servizio deve continuamente sollecitare, nella preghiera, l’abbondanza della grazia, "per divenire, nello Spirito, strumento adatto alla benevolenza del Padre" (RdC 185). L’essere destinatario di un dono di Dio, e l’essere divenuto dono di Dio agli altri, deve far sorgere nel catechista l’esigenza di una forte crescita di vita spirituale” (CEI, La formazione dei catechisti nella comunità cristiana, 1982, n.12).
Crescita Spirituale e Ministero del Catechista nell'Iniziazione Cristiana
Secondo il documento LA FORMAZIONE DEI CATECHISTI NELLA COMUNITÀ CRISTIANA, 2006 (n. 23), il catechista è continuamente chiamato a mettersi in discussione dentro una specifica spiritualità che lo sollecita a superare la rigidità e la fissità dei percorsi di annuncio del vangelo; a uscire da consuetudini stereotipate; a gestire eventuali situazioni conflittuali e svantaggiose, per discernere il meglio qui e ora. In questo senso, è importante che:
- intraprenda un cammino di discernimento personale come esperienza forte di fede per la liberazione, la salvezza e l’umanizzazione;
- accetti di essere messo in discussione dagli altri e da Dio attraverso gli altri per esplorare sempre in modo nuovo la ricchezza del patrimonio cristiano;
- si senta parte dell’intera comunità e quindi si lasci provocare dalle esigenze della comunità per metterla in grado di esercitare il suo ruolo di educatrice della fede;
- superi gli interessi personali con la purificazione del cuore e maturi un clima di preghiera per accompagnare il suo agire e per saper educare e guidare alla preghiera.
Nella crescita spirituale del catechista è fondamentale tenere costantemente presente la cura della persona del catechista e l’abilitazione al suo ministero. Soggetto della formazione è quindi l’adulto in quanto sollecitato nel suo ruolo di catechista. Andando incontro alle esigenze del suo ruolo, lo si aiuta a fare chiarezza sul proprio mondo interiore e sul proprio cammino di fede.
I Pilastri del Cammino Spirituale del Catechista
Il rapporto personale con Cristo è il fondamento, come ricorda il Vangelo: “Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48). Per percorrere questo cammino, il catechista deve seguire precisi passi:
Ascolto Attivo della Parola di Dio
La Parola di Dio deve essere accolta in modo "religioso" dal catechista, che deve lasciarsi plasmare fino a diventare lui stesso Parola di Dio. Porsi in ascolto attivo della Parola comporta che l’ascolto sia costante, che la Parola sia meditata, e che verso di essa ci si ponga in atteggiamento di umiltà e disponibilità.
Perseveranza nella Preghiera Personale e Comunitaria
Il catechista deve avere uno "spirito di preghiera": solo così potrà parlare di un Dio che ha "conosciuto" e riuscire quindi a trasmettere un’esperienza di fede. La preghiera è un’esperienza spirituale, che avviene per opera dello Spirito Santo: "E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio" (Gal 4 ,6-7). È soprattutto nella preghiera, nel segreto della coscienza e del cuore, che ascoltiamo lo Spirito Santo, nostro maestro, che ci fa comprendere ciò che da soli non saremmo in grado di penetrare. La preghiera, soprattutto per il catechista, deve essere personale: "Quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà" (Mt 6,6). La dimensione della preghiera è anche comunitaria e deve integrarsi con tutte le altre espressioni della vita ecclesiale e con le altre forme di preghiera dell’assemblea e del gruppo.
Una Forte Esperienza Liturgico-Sacramentale
Il ministero del catechista non è un’attività a sé stante, ma è profondamente radicato nella vita sacramentale. Tale spiritualità si alimenta attraverso la meditazione personale e comunitaria della parola di Dio, un’intensa vita liturgico-sacramentale che accosti spesso il catechista ai sacramenti dell’eucaristia e della penitenza, e una continua riflessione sulla propria esperienza di vita cristiana che si avvalga del ricorso alla direzione spirituale (CEI, Formazione dei catechisti nella comunità cristiana, n.18).
Quella del catechista deve essere un’esistenza eucaristica: "Al vertice di questa azione educativa, sta la preoccupazione di disporre i fedeli a fare del mistero eucaristico la fonte e il culmine di tutta la vita cristiana. Tutto il bene spirituale della Chiesa è racchiuso nell’Eucarestia, dove Cristo, nostra Pasqua, è presente e dà vita agli uomini, invitandoli e introducendoli a offrire se stessi con Lui e in sua memoria, per la salvezza del mondo" (RdC 46). L’Eucaristia, infatti, è la più alta e piena realizzazione della salvezza, fonte e culmine dell’esistenza cristiana, nutrimento fondamentale della crescita nella fede: "La celebrazione dell’Eucarestia è il momento fondamentale per la crescita di tutta la comunità e di ogni suo membro nella fede di Cristo" (RdC 73).
Invitiamo con gioia tutti i catechisti e gli educatori a partecipare ai prossimi incontri di formazione, previsti per domenica 23 febbraio e sabato 7 giugno. Desideriamo esprimere la nostra gratitudine a tutti i catechisti della nostra Diocesi, che, guidati dai loro parroci, continuano con dedizione a educare le nuove generazioni alla fede e all’incontro con Gesù.
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