La Resurrezione di Lazzaro: Significato e Contesto dell'Opera di Caravaggio

La Resurrezione di Lazzaro è un'opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio, realizzata nel 1609 a Messina. Questo imponente dipinto, olio su tela di 380 cm di altezza e 275 cm di larghezza, è considerato uno dei capolavori più drammatici e intensi dell'artista, e rappresenta un momento cruciale nella sua carriera, segnata dalla fuga e dalla ricerca di redenzione.

Vista generale del dipinto

Il Racconto Evangelico e la sua Interpretazione

Il dipinto si ispira all'episodio narrato nel Vangelo di Giovanni (Gv 11, 38-44), in cui Gesù resuscita Lazzaro, amico di Marta e Maria, dopo quattro giorni dalla sua morte. Il testo biblico descrive l'arrivo di Gesù a Betania, l'incontro con le sorelle affrante, la loro fede e il miracolo della resurrezione. Marta, inizialmente risentita, dichiara la sua fede in Gesù come "la risurrezione e la vita", mentre Maria si prostra ai suoi piedi commossa.

Gesù, turbato dalla sofferenza e dal pianto delle donne e dei Giudei presenti, si reca al sepolcro e, con un gesto perentorio, chiama Lazzaro fuori dalla tomba. Il corpo, ancora avvolto nelle bende, riacquista vita, suscitando stupore e meraviglia tra i presenti.

Analisi Stilistica e Composizione

Caravaggio interpreta questo evento sacro con la sua inconfondibile drammaticità e realismo. La scena si svolge in un sepolcreto, suggerito da pochi elementi architettonici e da una terra brulla, accentuando il senso di morte. In primo piano, ossa e un teschio richiamano il Golgota, il luogo della crocifissione, simbolo della morte di Cristo.

Al centro, Lazzaro, nudo e avvolto parzialmente da teli funerari, emerge dalla tomba. Il suo corpo, rigido ma pervaso da un barlume di vita, è disposto in diagonale, creando un dinamismo che cattura l'attenzione. Marta, con un gesto di inaudita tenerezza e disperazione, si protende verso il fratello per baciarlo, cogliendo il suo primo respiro vitale. Questo particolare, di "abissale verità e tenerezza", rivela la capacità di Caravaggio di penetrare l'essenza emotiva dell'evento.

Gli astanti, i cui volti emergono dalla penombra, partecipano con stupore al miracolo. Caravaggio costruisce la scena come un bassorilievo classico, disponendo tutti i protagonisti su un unico piano. La luce, direzionata da sinistra, simboleggia la Grazia divina. Essa evidenzia il profilo di Cristo, che rimane in parte in ombra, mentre investe potentemente il corpo di Lazzaro, figura centrale della resurrezione.

Dettaglio della mano di Marta che sfiora il volto di Lazzaro, evidenziando la tenerezza e il realismo dell'espressione.

Riferimenti e Influenze Artistiche

Nell'opera, Caravaggio riprende elementi stilistici e compositivi già esplorati in precedenza. Il gesto perentorio di Cristo che chiama Lazzaro ricorda quello nella Vocazione di San Matteo (1599-1600), dipinta per la Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. A sua volta, quel gesto era stato ispirato dalla Creazione dell'uomo di Michelangelo nella volta della Cappella Sistina.

I volti di Lazzaro e Marta presentano un richiamo al "bacio della madre al bambino morto" nel dipinto di Giotto ad Assisi, ma Caravaggio sposta il punto focale sulla mano destra di Lazzaro, vibrante di luce e protesa in risposta al gesto di Cristo. La mano di Marta, anch'essa colpita dalla luce, si articola in un movimento quasi speculare, creando un circuito di energia vitale tra i personaggi.

Contesto Storico e Commissione

La "Resurrezione di Lazzaro" fu commissionata a Caravaggio nel dicembre 1608 dal mercante genovese Giovanni Battista de' Lazzari, residente a Messina. L'opera era destinata alla pala d'altare della sua cappella nella Chiesa di San Pietro dei Pisani, gestita dai camilliani (Ministri degli Infermi). La scelta del soggetto, la Resurrezione di Lazzaro, fu probabilmente dettata dall'assonanza del cognome del committente con il nome del personaggio biblico, ma anche dalla missione dei religiosi, dediti alla cura dei malati e dei moribondi.

Secondo il biografo Francesco Susinno, Caravaggio avrebbe preteso un vero cadavere come modello per il dipinto, causando proteste tra i facchini. Susinno narra anche di una precedente versione dell'opera, distrutta dallo stesso pittore a causa di critiche ricevute, ma queste notizie sono oggi considerate poco attendibili dagli storici dell'arte.

CARAVAGGIO - Decollazione di San Giovanni Battista e Resurrezione di Lazzaro

Il Significato Profondo dell'Opera

La "Resurrezione di Lazzaro" è intrisa di significati spirituali e personali per Caravaggio. L'artista, fuggito da Roma dopo un omicidio e braccato dalla giustizia, si trovava a Messina in attesa di una grazia papale. La scena del miracolo, con il ritorno alla vita e la redenzione, può essere interpretata come un riflesso del suo tormentato stato d'animo e del suo desiderio di perdono.

Il corpo di Lazzaro, disposto a forma di croce, evoca il Cristo crocifisso, che illumina tutte le morti del mondo. L'artista stesso si ritrae nel dipinto, tra gli astanti con le mani giunte in preghiera, un'ulteriore testimonianza della sua ricerca di salvezza.

La luce, simbolo della Grazia divina, gioca un ruolo fondamentale, contrapponendosi alle tenebre e rivelando la potenza del divino nella storia umana. La composizione, con il suo realismo crudo e la sua intensità emotiva, invita lo spettatore a riflettere sul mistero della vita, della morte e della resurrezione, temi centrali della fede cristiana e dell'esperienza umana.

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