La Reliquia della Croce Santa a Cortona: Storia e Devozione

All’interno della chiesa di San Francesco a Cortona si conserva una delle testimonianze più preziose della spiritualità medievale: una stauroteca, ovvero una tavoletta d'avorio scolpita risalente al X secolo, sulla quale è incastonato un frammento della Croce Santa.

Foto ravvicinata del reliquiario a forma di tempietto che custodisce la stauroteca bizantina all'interno della chiesa di San Francesco a Cortona.

Il reliquiario e la stauroteca

L'importante reliquia è protetta da un fastoso tabernacolo in forma di tempietto, realizzato dall'orafo Cesarino del Roscetto con la collaborazione del cortonese Girolamo Palei, su commissione del Comune di Cortona nel 1518. L'opera è collocata sull'altare maggiore, un manufatto marmoreo eseguito da Bernardino Radi.

La tavoletta eburnea originale è un manufatto bizantino finemente lavorato, che presenta una struttura complessa:

  • Facciata anteriore: suddivisa in quattro scomparti da una croce sovrapposta in lamina metallica a sbalzo, che protegge l'incavo contenente il sacro frammento ligneo.
  • Iconografia superiore: all'interno di medaglioni sono raffigurati il Cristo benedicente affiancato dagli arcangeli Michele e Gabriele.
  • Iconografia inferiore: i ritratti di Elena (madre di Costantino), dell'imperatore Costantino e del soldato Longino.
  • Figure intercessorie: negli spazi delimitati dai bracci della Croce si stagliano la Vergine, il Precursore, san Stefano e san Giovanni Evangelista.
  • Retro: reca un'iscrizione in greco definita "carme figurato", che narra come Cristo abbia donato la Croce all'imperatore Costantino per la sua salvezza.
Schema grafico che illustra la disposizione delle figure sulla tavoletta eburnea bizantina della Croce Santa.

Origine e giunzione a Cortona

Secondo la tradizione, la reliquia sarebbe stata donata a frate Elia, successore di san Francesco alla guida dell'Ordine, dall'imperatore greco di Nicea, Giovanni III Vatatze, tra il 1243 e il 1244. Il dono fu un segno di gratitudine per il ruolo diplomatico svolto da Elia nei negoziati matrimoniali tra l'imperatore bizantino e Costanza, figlia di Federico II.

La storia narra che, al ritorno da Bisanzio, Elia si ritirò nell'eremo cortonese delle Celle in atto di pentimento, donando alla chiesa francescana di Cortona non solo la stauroteca, ma anche importanti cimeli del santo: una tonaca, che san Bonaventura descrive come prestata a Francesco per non morire senza abito religioso, e un cuscino ricamato, offerto dalla nobildonna romana Iacopa de Settesoli.

La reliquia nel contesto culturale

La presenza di questo frammento della Vera Croce a Cortona ha alimentato nel tempo riflessioni sul legame con la grande pittura del Rinascimento. Si è spesso ipotizzato che Piero della Francesca, mentre si apprestava a dipingere il ciclo della Leggenda della Vera Croce ad Arezzo, potesse conoscere l'esistenza della reliquia cortonese, che conferiva una testimonianza tangibile alla narrazione di Jacopo da Varagine.

La reliquia, per secoli oggetto di profonda venerazione, oggi continua a rappresentare un punto focale della devozione cittadina, venendo portata in processione insieme ai simulacri della Passione durante le celebrazioni del Venerdì Santo, a testimonianza del legame indissolubile tra la storia dell'arte, la fede e le antiche tradizioni laicali di Cortona.

CELEBRATA AL SANTO, LA FESTA DELLA TRASLAZIONE DELLE RELIQUIE | 17/02/2025

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