La storia e le reliquie di San Pio X: dall'ultimo sigaro alla Peregrinatio Corporis

La figura di Giuseppe Sarto, asceso al soglio pontificio esattamente 120 anni fa con il nome di Pio X, continua a suscitare profonda devozione e interesse storico. "O vivo o morto tornerò", aveva promesso prima di lasciare Venezia, e il Santo ha mantenuto la sua parola attraverso la recente "Peregrinatio corporis", un viaggio epico che ha riportato le sue spoglie nel territorio veneto dal 6 al 22 ottobre.

Ritratto storico di Papa Pio X e l'urna bronzea utilizzata per la traslazione delle reliquie

L'ultimo sigaro e gli oggetti personali di Giuseppe Sarto

Oltre alla solennità della figura ufficiale, emergono dettagli intimi e curiosità sulla vita quotidiana del Pontefice. Tra le reliquie più curiose e umane di Pio X esiste l’ultimo sigaro fumato appena eletto Papa; dopo quell'episodio, decise di smettere definitivamente. Questa non era l'unica abitudine legata al tabacco: è conservata infatti la sua tabacchiera con il tabacco ancora all'interno.

Un altro oggetto significativo è il suo fazzoletto rosso. Molti si chiedono il motivo di tale colore: la ragione è puramente pratica, poiché il Papa "tabaccava" e il rosso serviva a nascondere le macchie di tabacco. Tra i beni personali figurano anche una preziosa cartellina porta documenti, dono dei francesi, delle pantofole realizzate a Parigi e uno zucchetto certificato dal cardinale Nicola Canali, donato nel 1935 al Segretario di Stato Pacelli, che nutriva per lui una grande venerazione.

La mostra dedicata al Santo espone inoltre una pianeta, una reliquia ex corpore e diversi autografi risalenti all'epoca del Patriarcato di Venezia. Sono stati rinvenuti circa 50 scritti tra lettere e libri con lo stemma, inclusa una lettera del 1912 in cui racconta la sua prima celebrazione nella Basilica di Sant’Antonio a Padova come arcivescovo di Bologna.

La Peregrinatio Corporis: un'impresa logistica senza precedenti

Il ritorno in Veneto dell’urna con le reliquie, custodite a San Pietro da oltre un secolo, ha rappresentato una sfida epica coordinata dal punto di vista logistico da 593 Studio, società di ingegneria di Castelfranco Veneto, con il supporto di Castel Monte Onlus. Una trentina di tecnici sono stati impegnati in un’impresa mai realizzata prima: una peregrinatio corporis lunga 1.500 chilometri e durata oltre due settimane.

Infografica tecnica che illustra il percorso della Peregrinatio Corporis da Roma attraverso Treviso, Riese Pio X, Padova e Venezia

Innovazione tecnologica per la conservazione

Per garantire la sicurezza e la conservazione della salma, la Fabbrica di San Pietro ha sviluppato protocolli tecnici estremamente stringenti. È stato progettato un basamento in acciaio super tecnologico per sostenere la teca di bronzo e cristallo (dal peso di 400 kg). Questo sistema è stato ideato per ridurre al minimo le vibrazioni durante i trasferimenti.

Il trasporto è avvenuto su un veicolo speciale, un furgone completamente adattato con sospensioni tarate e un sistema di climatizzazione specifico. Poiché il corpo riposa a una temperatura compresa tra i 21 e i 25 gradi, delle sonde hanno verificato in tempo reale i dati termici e di umidità, comunicandoli a una cabina di regia. Per evitare il surriscaldamento dovuto alla luce solare, la vetratura del furgone è stata protetta da pellicole che riducono al 90% le radiazioni UV, e la teca è stata avvolta in una coperta in polietilene termico durante i viaggi notturni.

Il delicato passaggio a Venezia

La sfida logistica più complessa è stata il trasporto da Padova a Venezia. L'arrivo della teca nella notte ha richiesto il trasferimento su acqua tramite una chiatta di 25x9 metri. Per permettere il passaggio sotto i ponti, in particolare quello realizzato per la Venice Marathon, è stata costruita un'arcata più alta di 50 centimetri, raggiungendo quota 3,5 metri. Le operazioni di posizionamento sono avvenute con l'ausilio di carrelli cingolati e rampe speciali rivestite in neoprene per proteggere le delicate pavimentazioni marmoree della Basilica di Santa Maria della Salute.

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Giuseppe Sarto: tra storia e devozione

Giuseppe Melchiorre Sarto nacque a Riese nel 1835 in una famiglia modesta. Entrò nel seminario di Padova grazie a una borsa di studio e fu ordinato presbitero nel 1858. La sua carriera ecclesiastica lo portò a essere vescovo di Mantova e poi Patriarca di Venezia, prima di essere eletto Papa il 4 agosto 1903. Durante il suo pontificato, si distinse per la lotta contro il modernismo, la riforma del diritto canonico e la redazione del celebre Catechismo che porta il suo nome.

Pio X è ricordato anche per aspetti più umani e meno formali: si narra che, di fronte alla diffusione del tango in Europa, abbia voluto assistere a una dimostrazione del ballo per valutarne personalmente gli aspetti scandalosi, decidendo poi di revocare le sanzioni ecclesiastiche previste. Era un uomo capace di riconoscere i propri errori, come quando rispose a un prelato che lo criticava: "Monsignore, Ella ha perfettamente ragione".

Le tappe della memoria

  • Treviso: Arrivo dell'urna il 6 ottobre.
  • Riese Pio X: Sosta presso la chiesa di Cendrole, luogo dove il giovane Sarto sviluppò la sua fede. Qui è stato realizzato un allestimento con 188 listelli lignei a simboleggiare gli anni dalla sua nascita.
  • Padova: Esposizione nel seminario vescovile, sede dei suoi studi giovanili.
  • Venezia: Accoglienza solenne nella città che lo vide Patriarca.

Come dichiarato da Giuseppe Possagnolo, presidente di Castel Monte Onlus, accogliere San Pio X nel territorio da cui partì rappresenta un'occasione di ricucitura di un'identità religiosa e culturale fondamentale per il "miracolo Veneto". Le celebrazioni e i momenti di preghiera hanno visto la partecipazione di migliaia di fedeli, confermando quanto la figura di Papa Sarto resti un faro di spiritualità e un simbolo di santità universale.

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