Storia e significato del reliquiario pellegrino di Santa Rita da Cascia

Il Monastero di Santa Maria Maddalena: origini e sviluppo

La storia del Monastero di clausura di Santa Rita è intrinsecamente legata alle vicende dell'Ordine Eremitano di S. Agostino, sotto la cui giurisdizione ricadde dopo la grande unione del 1256. La parte antica del complesso risale alla fine del 1200 e, all'epoca dell'ingresso di Rita Lotti di Roccaporena all'inizio del '400, era dedicato a Santa Maria Maddalena.

Nel corso dei secoli, il monastero è stato oggetto di significativi interventi:

  • Cinquecento: Sotto l'abbadessa Gentilesca di Cola Savini, furono avviati lavori di ampliamento, e la chiesa assunse gradualmente il titolo di «chiesa della Beata Rita».
  • Settecento: Il sisma del 1703 distrusse gran parte della struttura; tuttavia, la cappella-oratorio che custodiva il corpo della Santa rimase intatta.
  • Ampliamenti moderni: Grazie alle offerte di Giovanni V, re del Portogallo, il monastero fu ampliato nella prima metà del 1700. In epoca contemporanea, l'opera è culminata con la costruzione del Santuario, avvenuta tra il 1937 e il 1947 sotto la guida della Beata Maria Teresa Fasce.
Pianta storica o schema architettonico del complesso monumentale del Monastero di Santa Rita a Cascia

Il corpo di Santa Rita: strumento di Grazia e reliquia

La conservazione incorrotta del corpo di Santa Rita è universalmente riconosciuta come un segno tangibile della sua santità. Periodicamente, viene effettuata la ricognizione del corpo, durante la quale vengono prelevati frammenti destinati a diventare reliquie di primo grado. Tuttavia, la Madre Priora, Suor Maria Rosa Bernardinis, ha sottolineato la crescente necessità di preservare l'integrità del corpo della Santa, essendone rimasto ormai poco.

Il culto delle reliquie non è fine a se stesso: come ribadito durante le celebrazioni e gli incontri dedicati, il corpo è considerato uno strumento di Grazia, mentre la Fede rappresenta il vero canale attraverso cui essa opera. La reliquia pellegrina diventa dunque un mezzo per portare il conforto della Santa - sposa, madre e religiosa - nelle comunità locali.

Il viaggio delle reliquie: fede e comunità

Il pellegrinaggio delle reliquie di Santa Rita rappresenta un momento di intensa elevazione spirituale per le parrocchie che le accolgono. Il rituale di accoglienza, spesso accompagnato da solenni eucarestie e momenti di preghiera comunitaria, mira a rinnovare la devozione verso la "santa dei casi impossibili".

L'arrivo del reliquiario in diverse città - come avvenuto a Squinzano o presso il santuario di San Salvatore in Lauro - è scandito da un protocollo cerimoniale preciso: dall'accoglienza in piazza alla processione verso la chiesa matrice, fino alle benedizioni delle rose, simbolo di purezza e santità, e al rinnovo delle promesse matrimoniali per i coniugi.

Aci San Filippo, Accoglienza e visita del Reliquiario della Madonna di Siracusa

L'eredità spirituale di Rita Lotti

Nata nel 1381, la figura di Rita continua a ispirare fedeli in ogni parte del mondo. La sua vita, caratterizzata da un profondo spirito di perdono, compassione e preghiera, ha varcato i confini della Valnerina per diffondersi globalmente. L'impulso dato dalla Beata Maria Teresa Fasce, in particolare attraverso il Bollettino "Dalle Api alle Rose", ha permesso che il messaggio ritiano raggiungesse milioni di persone, rendendo la Santa un punto di riferimento costante per chi vive situazioni di dolore o sofferenza.

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