La Cattedrale di Castellaneta, intitolata a Santa Maria Assunta e probabilmente in origine a San Nicola, sorge sul ciglio della Gravina grande, nel punto più elevato del centro storico. Con le sue linee inconfondibili e visibili da ogni punto della città, rappresenta un vero e proprio gioiello del romanico pugliese e una significativa testimonianza della storia, dell'arte e della devozione cittadina.
Origini e Trasformazioni Architettoniche
La chiesa originale, dedicata al santo patrono San Nicola, fu edificata nella seconda metà dell’XI secolo. Successivamente, la primitiva chiesa fu sostituita nel XIV secolo da una nuova e grandiosa costruzione nelle forme del romanico pugliese tipico, con pianta basilicale a tre navate divise da colonnati in pietra, tre absidi e copertura della navata centrale a capriate. Nel corso dei secoli, l'edificio ha subito numerose ristrutturazioni.
La Facciata Barocca
L’elegante facciata in pietra calcarea bianca della Cattedrale, eseguita nel 1771 e restaurata nel 2008, ha sostituito ogni traccia delle forme romanico-gotiche che la caratterizzavano in passato, ancora visibili nel campanile sul fianco sinistro e nell’interno a tre navate, in stile neoclassico. La facciata presenta un doppio ordine di trabeazioni coronate da una balaustra e scompartite da lesene binate con capitello composito.
- Nel primo ordine si trovano il portale principale con timpano arcuato, e due porte minori sormontate da finestre ovali con cornice nella parte superiore e da due anfore in quella inferiore.
- Ai lati della prima balaustra, completata da due volute laterali con palmette e pigne, si trovano le statue di S. Gennaro e di S. Nicola.
- Sul portale, abbellito dalla scultura di un ramo di fiori e foglie, è sistemato lo stemma dell'attuale Vescovo della diocesi, Mons. Sabino Iannuzzi.
Interno e Struttura
La Cattedrale ha tre navate terminanti in tre absidi, di cui il centrale a catino. La navata principale è coperta da un prezioso soffitto ligneo decorato ed è separata dalle due laterali da colonne binate in stucco lucido marmorizzato con capitelli compositi che sorreggono cinque finestre per lato. Il pavimento della Cattedrale è in marmo bianco e grigio. All’ingresso è collocata una coppia di acquasantiere di gusto neoclassico risalenti al 1846, in marmo bianco scolpito con base circolare poggiante su un prisma ottagonale e peducci a forma di biglie.

Opere d'Arte e Arredi Sacri
Il Soffitto Ligneo
Il soffitto, attribuito al pittore Giuseppe Porta di Molfetta (1693 - 1749) e realizzato tra il 1733 e il 1739, fu fatto realizzare nel 1739 da Mons. Filo, come testimonia l’iscrizione sull’arco del presbiterio:
“TEMPLUM HOC / MAXENTIUS FILO CASTELL. EPCUS / CONTIGNATIONE ORNANDUM / EUMDEMQUE INAURANDUM / ET SACRIS IMAGINIBUS DIPINGENDUM / CURAVIT / A.D. MDCCXXXIX”
Il soffitto presenta affreschi significativi:
- Sul primo scomparto è raffigurato "S. Nicola che libera Diodato al banchetto del Sire Agareno".
- Nello scomparto centrale troviamo "l’Incoronazione della Vergine Assunta" sorretta da angeli, con gli apostoli stupiti in basso e la Santissima Trinità in alto, con la colomba raggiata a raffigurare lo Spirito Santo.
Il Presbiterio e l'Altare Maggiore
Su due piedistalli, ai lati della scalinata che porta al presbiterio, si trovano due statue in pietra rivestite in stucco bianco lucidato dei santi Pietro e Paolo, risalenti alla prima metà del secolo XVI e attribuite a Stefano da Putignano. Entrambe sono rappresentate nell’atto di leggere un libro, ma S. Pietro, con barba corta e pochi capelli, regge nella destra due chiavi.
Al termine della navata, davanti alla scalinata di accesso al presbiterio, si trova lo stemma marmoreo del Vescovo Mons. Bacile con la scritta:
“MARMOREUM HOC PAVIMENTUM / A.D. MDCCCLXXXV STRUCTUM EST / D.D. CAIETANO BACILE EPO CASTAN. / ET ARCHID. F.P. MALDARIZZI ECCL. OEC.”
In fondo al presbiterio si trova l’altare maggiore in marmi policromi, costruito nel 1772. Caratteristici il paliotto, con due angeli in rilievo, le volute di capoaltare con angeli reggifiaccola e il ciborio, coronato da tre teste d’angelo di scuola napoletana. Dietro l'altare si trovano:
- Un dipinto raffigurante S. Maria Assunta.
- A sinistra, un S. Gennaro Vescovo con tre angeli a reggere il pastorale, le ampolline e la palma del martirio, risalente alla fine del XVIII secolo.
Il Pulpito e i Seggi Episcopali
- A destra si trova il pulpito realizzato da Carmelo De Angelis nel 1780 in legno di noce intagliato e intarsiato, con un baldacchino a frange con al centro una colomba dorata.
- A destra, il seggio episcopale presenta sulla spalliera tre fregi, tra cui lo stemma del committente, il Vescovo Monsignor de Mattheis in alto, e uno al centro raffigurante un’aquila coronata.
- A sinistra, un seggio più moderno in legno di noce lucidato con doppie colonne lignee e capitello corinzio, con sullo schienale lo stemma di Mons. Sabino Iannuzzi (attuale Vescovo della diocesi) e sulla sommità lo stemma del committente Mons. Giovanni Battista Maniago.

Lapidi Commemorative
- A sinistra del portale, una lapide del 1848 ricorda l’impegno e la generosità del Vescovo Mons. Lepore, a cui si devono la struttura e gli arredi attuali.
- Al centro della cappella di S. Nicola, sul pavimento, una lapide indica il sepolcro dei vescovi.
- Sul muro a sinistra della cappella di S. Nicola, una lapide commemorativa del nono centenario della diocesi e i dieci lustri del primo congresso eucaristico diocesano (A.D. 1962).
- Nel pavimento della cappella della SS.ma Trinità è inserita la lapide del sepolcro del Capitolo con lo stemma e la dicitura: “OSSA HAEC UNIVERSA / DOMUS ISRAEL EST / EZECH. XXXVII XI / A.D. 1962”.
- Sul lato sinistro della cappella della SS.ma Trinità è murata una lapide, “GREGORIUS EPS.”
Le Cappellette Laterali
Navata Destra
Nella navata destra sono presenti cinque altari, risalenti tutti a partire dal XIX secolo:
- Altare dedicato a S. Francesco Saverio, "a dev. del Sac. Pellegrino Giovanni A.D. 1893".
- Altare a marmi policromi intarsiati di Maria SS.ma Addolorata, realizzato nel 1893. Particolari le volute di capoaltare, il ciborio con il bassorilievo della colomba e l’urna con croce sul paliotto.
- Altare di S. Francesco di Paola a tarsie marmoree.
- Altare dedicato all’Immacolata Concezione, in marmo intarsiato, rinnovato nel 1857. A sinistra dell’altare si trova lo stemma del Vescovo Mons. D’Avanzo e a destra una lapide con l’iscrizione: “A.X.O / ALTARE HOC DE MARMORE VARIO / BARTHOLOMEUS D’AVANZO / EPUS CASTELLEN / DOMIN. I ADV. AN. MDCCCLVII / D.D.D.”
- La cappella di S. Nicola: L’altare, in marmo policromo, è stato creato dagli artisti napoletani Carlo e Vincenzo Ferrara nel 1777. Ai lati è ripetuto lo stemma di Mons. Vitetta ed è sormontato dalla nicchia con la statua a mezzo busto in argento del santo, eseguita nel 1756 su commissione di Mons. Lillo.

Navata Sinistra
Nella navata di sinistra, prima della sacrestia e dove un tempo la chiesa confinava con un cimitero, si trovano tre cappelle aggiunte nel corso dei secoli.
- La prima cappella, edificata nel 1643 e più volte ristrutturata nel corso del XVIII e XIX secolo, presenta nel pavimento a riquadri in marmo la lapide “A DEVOZIONE DELLA CONFRATERNITA DEL SACRAMENTO A.D. 1668”. La volta è a botte, con archetti e peducci pensili, mentre il presbiterio è coperto da una cupola con lanternino cieco raccordata da quattro pennacchi. La nicchia sull’altare, risalente al XVIII secolo, è incorniciata da volute in pietra calcarea e dal fastigio della corona retta da due angeli. La nicchia ospita una statua lignea di S. Maria Consolatrice eseguita fra il 1643 ed il 1668.
- La seconda cappella è dedicata al SS.mo Sacramento. Fondata nel 1538 per volere dell'omonima Confraternita, fu ristrutturata nel XVIII secolo e consacrata nel 1758. Ha un pavimento in marmo a ottagoni con la dedica “DOM / QUISQUIS ES / SISTE / SODALIBUS ALIISQUE / HIC QUIESCENTIBUS / AETERNAM PRECARE / REQUIEM / ABI / A.D. 1758”. L’altare, in marmi policromi scolpiti e intarsiati, è preceduto da una balaustra marmorea identica a quella nella navata centrale ed è stato costruito nel 1758 ad opera della confraternita del Sacramento. Il paliotto è delimitato da pilastrini con volute a reggere la mensa, mentre il ciborio è sormontato da volute simmetriche e capialtare con testine alate. La lapide recita: “DOM / AC. S. CAIET. THI. DICATUM / SEPTIMO IDUS MENS. SEXTILIS / ALTARE HOC / SACRATISSIMI CORPORIS CHRIST. /NOMINE INCAENIATUM / ILL.MUS AC REV.MUS D. MAXENTIUS FILO / CASTELLANETEN. EPISC. / SOLEMNI RITU CONSECRAVIT / SS.MI MODESTIS ET GRATI RELIQ. / ADPOSUIT / A.R.S. 1758”.
- A sinistra, l’olio su tela di Domenico Carella “Nozze di Canaan” (1797).
- A destra, “Sacrificio di Isacco” di Domenico Carella, olio su tela di fine XVIII secolo.
- Vicino all'altare, "Comunione di S. Modesto" di Domenico Carella.
- La terza cappella è dedicata al SS. Crocifisso. L’altare in marmo policromo è sormontato da un ciborio con colomba e due teste di angeli. A destra, “La Pietà”, commissionata nel 1834 dai coniugi Francesco Morea e Cristina Sanseverino.
La Cappella della SS.ma Trinità
La cappella della SS.ma Trinità, fondata nel XVI secolo e ristrutturata nel Settecento, ha un pavimento marmoreo ad ottagoni rinnovato nel 1962. L’altare marmoreo è opera dei napoletani Carlo e Vincenzo Ferrara e risale al 1777, come quello della cappella di San Nicola. Ai due lati si trova lo stemma marmoreo della Confraternita del Sacramento. L’antica decorazione in legno intagliato e dorato, di reminiscenze tardo-cinquecentesche, presenta due colonne a motivi vegetali per lato e due nicchie contenenti a sinistra una statua di S. Giovanni Battista e a destra di S. Leonardo, mentre in alto sono poste altre due piccole nicchie che ospitano S. Giuseppe e S. Anna. Al centro il dipinto della SS. Trinità.
La Sacrestia e il Campanile
In un ambiente antistante la sacrestia sono conservate alcune delle statue dei Misteri portate in processione il Venerdì Santo e sulle pareti due dipinti, a destra “S. Nicola schiaffeggia Ario al Concilio di Nicea” e a sinistra “S. Nicola consacra il bosco pagano”, commissionati dalla Confraternita del Sacramento per la cappella di S. Nicola.
La sacrestia ha una volta articolata e decorata con fasce di stucco e presenta un’abside circolare coperta da un semicatino decorato a cassettoni. L’altare è in tufo ed è circondato da nicchie contenenti reliquie dalla chiesa di S. Maria della Luce. Sulla parete di destra un grande dipinto di Domenico Carella del 1801, raffigurante la Madonna con Bambino e Santi nell’atto di porgere il giglio a S. Domenico.
La cella campanaria, coperta a botte, è illuminata da bifore ripartite da colonnine in pietra con capitelli ornati da motivi vegetali. Ospita quattro campane di cui due grandi a cura di Monsignor Positano (1877) e Monsignor De Nittis (1905), fuse da Giuseppe Olita da Lecce.
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