Il panorama ecclesiale italiano è costellato di figure che, con il loro profondo impegno e la loro fede incrollabile, hanno lasciato un'impronta significativa nella vita delle comunità. Tra queste, si distinguono diversi "Don Carlo", ognuno con il proprio percorso e contributo specifico, che riflettono la multiforme vitalità della Chiesa.
San Carlo Acutis: L'Esempio di Santità per i Giovani
Il 7 settembre ha segnato un giorno di immensa gioia per tutta la Chiesa, con oltre 80.000 fedeli che hanno gremito piazza San Pietro fin dall'alba o addirittura dalla notte, tra viaggi e spostamenti. I pellegrini diocesani, riconoscibili dalle tipiche sciarpe portate con orgoglio, si sono immersi in un mare di altri colori, di bandiere di ogni parte del mondo, di stendardi dell'Azione Cattolica e di immagini di Carlo e Pier Giorgio.
«Benvenuti, oggi è una festa bellissima, per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa, per tutto il mondo. È un giorno di molta gioia. Saluto soprattutto tanti giovani che sono qui. È un dono di fede che vogliamo condividere: sentiamo tutti nel cuore la stessa cosa che Pier Giorgio e Carlo hanno vissuto, soprattutto nell’Eucaristia, ma anche nei poveri, nei fratelli e nelle sorelle. Tutti siamo chiamati a essere santi», ha esordito il Papa. L'emozione e la gioia erano palpabili, specialmente tra i ragazzi. «Carlo per noi è un esempio e per questo siamo qui e non al mare come altri nostri amici», ha spiegato un emozionato diciassettenne. Una ragazza, di passaggio, ha detto: «Oggi mi sembra di essere ancora di vivere il Giubileo dei giovani: è bellissimo», mentre un'altra ha citato Acutis nella sua famosa espressione «Non io, ma Dio», aggiungendo: «infatti, siamo originali e non fotocopie».
Alle 10.00, sulla piazza è apparso il Papa. Trentasei i cardinali concelebranti, 270 i vescovi, 1700 i preti in totale. Foltissimo il parterre delle autorità civili e militari con la delegazione italiana guidata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo l’invocazione del «Veni Creator Spiritus», il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, si è recato presso il Papa, unitamente ai postulatori Silvia Correale per Frassati e Nicola Gori per Acutis, e ha letto brevi biografie dei due beati. Le Litanie dei Santi hanno preceduto la formula di Canonizzazione letta dal Papa - anche per lui è una prima volta - e, tra gli applausi, Piergiorgio e Carlo sono stati dichiarati santi.

Le immagini dei maxischermi scorrevano sui volti dei parenti, tra cui la mamma di Carlo, Antonia, commossa, con accanto il marito Andrea e i gemelli avuti dopo la morte di Carlo, Francesca e Michele, che ha letto la prima lettura in inglese. L'omelia del Santo Padre ha preso spunto dalla pagina del Vangelo di Luca al capitolo 14 - proclamato anche in greco a sottolineare il senso di una Chiesa indivisa che cammina sulle vie della santità - attenta a sottolineare la necessità che, specie nella vita giovane, «nulla vada perduto».
Il Santo Padre ha proseguito: «Tanti giovani, nel corso dei secoli, hanno dovuto affrontare questo bivio nella vita. Pensiamo a san Francesco d’Assisi: in questa cornice, oggi guardiamo a san Pier Giorgio Frassati e a san Carlo Acutis: un giovane dell’inizio del Novecento e un adolescente dei nostri giorni, tutti e due innamorati di Gesù e pronti a donare tutto per Lui. Entrambi hanno coltivato l’amore per Dio e per i fratelli attraverso mezzi semplici, alla portata di tutti: la santa Messa quotidiana, la preghiera, specialmente l’Adorazione eucaristica. Carlo diceva: “Davanti al sole ci si abbronza. Davanti all’Eucaristia si diventa santi”, e ancora: “La tristezza è lo sguardo rivolto verso sé stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio. La conversione non è altro che spostare lo sguardo dal basso verso l’Alto, basta un semplice movimento degli occhi”. Un’altra cosa essenziale per loro era la Confessione frequente. Carlo ha scritto: “L’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato”; e si meravigliava perché “gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e non si preoccupano della bellezza della propria anima”. Tutti e due, infine, avevano una grande devozione per i Santi e per la Vergine Maria, e praticavano generosamente la carità. Perfino quando la malattia li ha colpiti e ha stroncato le loro giovani vite, nemmeno questo li ha fermati e ha impedito loro di amare, di offrirsi a Dio, di benedirlo e di pregarlo per sé e per tutti. Carissimi, i santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro. Ci incoraggiano con le loro parole: “Non io, ma Dio”, diceva Carlo. E Pier Giorgio: “Se avrai Dio per centro di ogni tua azione, allora arriverai fino alla fine”. Questa è la formula semplice, ma vincente, della loro santità.»
«È stata un’esperienza molto vivace e intensa dal punto di vista della fede e dell’amicizia», ha riflettuto il presidente diocesano Gianni Borsa, pensando proprio alle figure, ai profili dei due santi giovani Carlo e Pier Giorgio che erano gente di fede capace di costruire bellissime relazioni nell'amicizia concreta di ogni giorno. Ragazzi come quelli dell’Unità pastorale di Lambrugo e Lurago d’Erba hanno avuto l’onore, nei mesi scorsi, di essere i primi ad ospitare le reliquie di Carlo per l’iniziativa della Fom, «La staffetta di preghiera». Matilde ha commentato: «Carlo è un ragazzo che mi sta molto a cuore e questa stima è nata proprio dalla Messa in cui ci sono state consegnate le reliquie». Samuela, una mamma che arriva da Quarto Oggiaro, ha evidenziato, come adulto, l’importanza degli incontri fatti in queste ore a Roma, come quello con una giovane famiglia francese che si è affidata all’intercessione di san Carlo per superare le difficoltà di una nascita gemellare problematica. Federica di Lacchiarella, con il figlio, ha concluso: «Siamo stati chiamati da Carlo ad aprire il nostro cuore, oggi, in un momento di sofferenza familiare».
Anche a Paduli (BN), l’oratorio “San Rocco e San Carlo Acutis” è stato teatro di una mattinata intensa di confronto, idee e prospettive, animata dal Focus Lab dal titolo “Giovani protagonisti, spazi generativi”, promosso nell’ambito del cammino di Pastorale Giovanile. L’iniziativa si inserisce nel solco del Meeting regionale “Il coraggio di essere segno” e raccoglie le sollecitazioni del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, promuovendo una vita pienamente evangelica.
La straordinaria visione del Purgatorio di San Carlo Acutis
Sac. Carlo Cutarelli: Una Vita di Dedizione Sacerdotale e Orionina
Il Sac. Carlo Cutarelli è tornato alla casa del Padre il 3 marzo 2006 presso il Centro “Don Orione” di Roma Monte Mario, all'età di 85 anni, dopo 53 anni di Professione religiosa e 43 di sacerdozio. Terzogenito di cinque figli di Cesidio e di Carmela Cutarelli, Carlo venne alla luce il 20 gennaio 1921 a Bagnaturo di Sulmona, in provincia de L’Aquila. Fu battezzato due giorni dopo nella parrocchia di San Panfilo a Sulmona e cresimato il 28 aprile 1933 nella Cappella del Palazzo vescovile di Sulmona.
Dopo le scuole elementari, sentendo un vivo desiderio di darsi a Dio, fu accolto nel locale Istituto Missioni Africane, dove frequentò il ginnasio e fu ammesso alla prima liceale, entrando poi in noviziato dai Figli del S. Cuore, da cui uscì dopo qualche mese per ragioni di salute (1932-1938). Tornato a casa, frequentò il corso superiore di ragioneria, ma gli eventi dolorosi della guerra lo fecero arruolare nella Polizia di Stato. Fu accolto nella Piccola Opera della Divina Provvidenza presso l’Istituto “San Filippo Neri” di Roma, il 17 novembre 1949, all’età di 28 anni, ma ardente e volonteroso di recuperare il tempo perduto. Seguirono nel vicino Istituto San Tommaso i tre anni di liceo e quello di propedeutica a Tortona (1952-1956), con i due anni di tirocinio come assistente dei ragazzi poveri all’Istituto S. Cuore di Anzio (Roma).

Il suo apostolato orionino e sacerdotale si può riassumere col termine “disponibilità”, intesa come adesione alla volontà divina nei Superiori, anche se non sempre gratificante e spesso sofferta. Fu disponibile per vent’anni (1962-1982) a confessare per due mesi l’anno al Santuario dell’Incoronata di Foggia. Fu disposto con fede ai vari cambi e ruoli alternati o integrati di assistente, vicario, consigliere, economo o padre spirituale, sempre lieto di rendersi utile e “tuttofare”, come amava definirsi.
Il suo “curriculum” ecclesiastico è stato ricco e variegato: fu ad Anzio come assistente e vicario (1962-1965), poi a Palermo (1965-1969), Savignano Irpino, Avezzano, Noto (1969-1972) come padre spirituale, e ancora padre spirituale a Paternò (Catania) dal 1972 al 1976. Successivamente, passò a Sulmona, Arnesano di Lecce, Massimilla di Roma (1976-1980) come collaboratore parrocchiale. Nuovamente a Sulmona (1980-1983) come vicario e viceparroco, poi ad Anzio (1983-1987). Il 17 ottobre, provato nella salute e in precarie condizioni cliniche, fu accolto nella nuova Residenza Sanitaria assistita del Centro Don Orione di Roma Monte Mario, trovandovi serenità e comprensione fraterna, partecipando anche ad alcuni atti significativi della comunità.
Don Carlo nel Contesto delle Nomine Diocesane di Bari-Bitonto
Nell’Arcidiocesi Bari-Bitonto, a causa dell'emergenza Coronavirus, le nuove nomine per la Chiesa diocesana per l'anno pastorale sono state comunicate in anticipo rispetto all'usuale Assemblea diocesana di metà settembre. Tra i vari avvicendamenti e nuove assegnazioni, emergono diverse figure legate al nome "Carlo" nel ministero parrocchiale e religioso.
- Il Venerabile Servo di Dio Don Carlo Cavina è ricordato come il fondatore, a Lugo di Romagna il 23 agosto 1872, delle Suore "Figlie di S. Francesco di Sales", una Congregazione religiosa e missionaria di diritto pontificio. Tre di queste Suore arriveranno a settembre presso la Parrocchia Natività di Nostro Signore al quartiere San Pio in Bari-Santo Spirito per coadiuvare il ministero pastorale del parroco Don Antonio Stizzi.
- Don Carlo Cassatella è stato nominato Parroco della Parrocchia Santissimo Redentore in Bari, subentrando a Don Antonio D'Angelo.
Queste nomine, insieme a quelle di altri sacerdoti come Don Sergio Biancofiore (Parroco della nuova Parrocchia Sant'Anna in Bari), Don Francesco Ardito junior (Parrocchia Maria Santissima Addolorata in Bitonto-Mariotto) e Don Piero Tanzi (Parrocchia S. Ciro in Bari), dimostrano la continua vitalità e il rinnovamento del servizio pastorale nelle parrocchie e negli uffici della Curia diocesana di Bari-Bitonto.
