Medjugorje: Le Apparizioni Iniziali e le Controversie

La cittadina bosniaca di Medjugorje è innegabilmente un luogo di grande spiritualità e religiosità. Tuttavia, il fenomeno delle presunte apparizioni mariane è stato fin dall'inizio oggetto di un intenso dibattito, con punti di vista molto diversi che vanno dall'autenticazione incondizionata al forte scetticismo.

Mappa della Bosnia-Erzegovina con indicata la posizione di Medjugorje

Medjugorje: Un Contesto di Fede e Dubbi

Prima del 24 giugno 1981, Medjugorje (che in croato significa “tra i monti” e si pronuncia Megiugorie) era un minuscolo villaggio di contadini sperduto in un angolo aspro e desolato dell’ex Jugoslavia. A partire da quella data, tutto è cambiato, e il paesino è diventato uno dei centri di religiosità popolare più importanti della Cristianità. L'enorme numero di conversioni, i rosari e l'infinito numero di confessioni testimoniano la forte presenza di Maria in questo luogo, secondo molti credenti.

Persone di grandissima spiritualità e cultura, come padre Gabriele Amorth, padre Livio Fanzaga e Riccardo Caniato, hanno visitato Medjugorje e sono stati certi della veridicità di quanto accade, trovandosi immersi in una spiritualità e religiosità autentiche. Tuttavia, vi sono punti estremamente oscuri in questa storia, caratterizzata da una percepita banalizzazione di Maria, fiumi di denaro pagati al 60 per cento in nero e hotel di 120 stanze forniti di spa e cappella. Nonostante questi aspetti controversi, innumerevoli persone di buona volontà hanno ritrovato la strada, un fatto che molti attribuiscono all'intervento divino.

Le Prime Apparizioni: Giugno 1981 e i Dettagli Controversi

Le apparizioni possono essere diverse: un'apparizione sovrannaturale della Madonna, un inganno di Satana, una frode, un'allucinazione spontanea o un'allucinazione indotta. Per essere riconosciuta autentica, un'apparizione della Madonna deve ovviamente essere degna di lei, magnifica, e irradiare santità. Insieme alla santità, devono trasparire da ogni istante della vita dei veggenti e dalle loro dichiarazioni la concordia, l'umiltà e l'ubbidienza. Ogni apparizione deve essere coerente con i caratteri della Madonna (potenza, sapienza e carità), che non possono mai essere contraddetti, e deve essere coerente con la dottrina. Anche Satana può imitare una figura celestiale, ma l'imitazione conterrà un gran numero di errori.

Il 24 Giugno 1981: Il Primo Incontro

È il tardo pomeriggio di mercoledì 24 giugno 1981, festa di San Giovanni Battista, quando sei ragazzi tra i 12 e i 20 anni si trovano a passeggiare sul monte Crnica (oggi chiamato la Collina delle Apparizioni) in una zona sassosa detta Podbrdo. Lì vedono apparire in aria la figura evanescente di una giovane donna bellissima e luminosa con un bambino tra le braccia.

I sei giovani sono Ivanka Ivanković (15 anni), Mirjana Dragićević (16 anni), Vicka Ivanković (16 anni), Ivan Dragićević (16 anni), Ivan Ivanković (20 anni) e Milka Pavlović (12 anni). Quattro di questi sono ancora oggi annoverati tra i sei veggenti attuali. I ragazzi capiscono subito che si tratta della Madonna, anche se l’apparizione non parla e fa loro solamente il cenno di avvicinarsi. Tuttavia, sono molto impauriti e scappano via. A casa, raccontano l’accaduto, ma gli adulti, spaventati dalle possibili conseguenze (la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia era ufficialmente atea), intimano loro di stare zitti. La notizia, però, è così clamorosa che si diffonde velocemente nel villaggio.

Il 25 Giugno 1981: I Nuovi Veggenti e il Cenno della Gospa

Il giorno seguente, il 25 giugno 1981, un gruppo di curiosi si raccoglie nello stesso posto e alla stessa ora nella speranza di una nuova apparizione, che non tarda ad arrivare. Tra di loro ci sono i ragazzi della sera prima, tranne Ivan Ivanković e Milka, che non vedranno più la Madonna nonostante partecipino alle successive apparizioni. Sono invece Marija Pavlović (16 anni), sorella maggiore di Milka, e il piccolo Jakov Čolo di 10 anni a vedere con gli altri 4 la “Gospa”, la Madonna, che stavolta appare su una nuvola e senza bambino, sempre bellissima e luminosa. Questa volta, al cenno della Gospa, tutti i sei giovani veggenti corrono veloci tra sassi, rovi e sterpaglie verso la cima del monte. Nonostante il sentiero non fosse segnato, non si fanno neanche un graffio e diranno poi al resto dei partecipanti che si erano sentiti “trasportare” da una forza misteriosa. La Madonna appare sorridente, vestita con abito lucente di colore grigio-argento, con un velo bianco che le ricopre i capelli neri; ha amorevoli occhi azzurri ed è incoronata da 12 stelle. La sua voce è dolce “come musica”.

Il 26 Giugno 1981: L'Identità e il Messaggio di Pace

Venerdì 26 giugno 1981 si radunano più di 1000 persone, attirate da un bagliore luminoso. Vicka, su suggerimento di alcuni anziani, getta sull’apparizione una bottiglietta di acqua benedetta per verificare se la figura sia un’entità celeste o demoniaca. «Se sei la Madonna rimani con noi, se non lo sei vai via!» esclama con forza. La Madonna sorride e alla domanda diretta di Mirjana, «Come ti chiami?», per la prima volta dice «io sono la Beata Vergine Maria». Ripete più volte la parola «Pace» e, finita l’apparizione, mentre i veggenti lasciano la collina, appare di nuovo solamente a Marija, stavolta piangendo e con la Croce alle sue spalle. Le sue parole sono tristemente premonitrici: «Il mondo può essere salvato soltanto tramite la Pace, ma tutto il mondo avrà pace soltanto se troverà Dio. Dio c’è, ditelo a tutti. Riconciliatevi tra voi, fatevi fratelli…». Dieci anni dopo, il 26 giugno 1991, scoppia la Guerra dei Balcani, una guerra feroce e disumana proprio nel cuore dell’Europa che ridisegna completamente la Jugoslavia.

Le Giornate Successive: Interrogatori e "Miracoli"

Sabato 27 giugno 1981 i giovani vengono convocati nell’ufficio della polizia e subiscono un primo lungo interrogatorio che comprende anche degli esami medico-psichiatrici, al termine dei quali vengono dichiarati perfettamente sani di mente. Una volta liberati, corrono alla collina per non mancare la quarta apparizione.

Domenica 28 giugno 1981 una gran folla di persone provenienti da tutte le zone limitrofe inizia a radunarsi fin dalle prime ore, tanto che a mezzogiorno ci sono più di 15.000 persone in attesa dell’apparizione: un imponente raduno spontaneo che non ha precedenti in un paese a guida comunista. Domenica è anche il giorno in cui il parroco di Medjugorje, padre Jozo Zovko, rientrato da un viaggio e sbalordito da ciò che gli viene raccontato, interroga i veggenti per valutarne la buona fede.

Lunedì 29 giugno 1981 è la festa dei Santi Pietro e Paolo. I sei giovani veggenti vengono prelevati nuovamente dalla polizia e portati nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Mostar, dove ben 12 medici li aspettano per sottoporli ad un altro esame psichiatrico. Le autorità sperano che venga stabilita la loro infermità mentale, ma la dottoressa che guida questa equipe medica, di fede musulmana, dichiara che non sono i ragazzi ad essere pazzi, ma piuttosto chi li ha condotti lì. Nella sua relazione alla polizia segreta scrive di essere rimasta particolarmente colpita dal piccolo Jacov e dal suo coraggio: più veniva accusato di raccontare falsità e più lui si dimostrava fermo e incrollabile nelle sue affermazioni, senza tradire alcuna paura, ma anzi manifestando una fiducia incrollabile nella Madonna, per la quale è disposto a dare la vita.

Quella sera, durante l’apparizione, tra la folla si trova anche un bambino di 3 anni, Danijel Šetka, gravemente malato di setticemia, ormai incapace di parlare e camminare. I genitori, disperati, chiedono l’intercessione della Madonna per guarire il piccolo e Lei acconsente, ma chiede che l’intera comunità e in particolare i due genitori preghino, digiunino e vivano una Fede autentica. Le condizioni di Danijel migliorano progressivamente e per la fine dell’estate il bambino è in grado di camminare e parlare.

Martedì 30 giugno 1981 i sei giovani veggenti non si presentano alla solita ora ai piedi della collina. Nel pomeriggio due ragazze mandate dal governo di Sarajevo (preoccupato dall’affluenza di gente che i fatti di Medjugorje stanno richiamando e convinti che si tratti di una montatura clericale e nazionalista dei croati) propongono ai veggenti di fare un giro in auto nei dintorni, con l’intento segreto di trattenerli lontano dal luogo delle apparizioni. Provati da tutte le vicissitudini e ignari del complotto, i giovani veggenti accettano questa occasione di svago, tranne Ivan che resta a casa. Alla “solita ora” sono ancora in giro, ben lontani dal Podbrdo, ma sentono come un’urgenza interiore, fanno fermare l’auto e scendono. Una luce si vede all’orizzonte e la Madonna appare lì, su una nuvola, va loro incontro e prega con loro. Rientrati in paese, si recano in canonica dove padre Jozo li interroga nuovamente. Sono presenti anche le due ragazze “cospiratrici”, sconvolte dall’aver visto quei fenomeni luminosi in cielo. Da quel giorno, la polizia vieta l’accesso dei ragazzi e della folla al Podbrdo, il luogo delle apparizioni.

Il 1° luglio 1981 è un giorno convulso: i genitori dei veggenti sono convocati negli uffici della polizia e subiscono minacce per i loro figli definiti “impostori, visionari, sobillatori e ribelli”. Nel pomeriggio, due incaricati del comune si presentano con un furgone a casa di Vicka e fanno salire lei, Ivanka e Marija col pretesto di accompagnarle in canonica, ma mentono e arrivati alla chiesa proseguono il tragitto. Le ragazze protestano e battono i pugni contro i finestrini, ma all’improvviso si estraneano e hanno una fugace apparizione in cui la Madonna le incoraggia a non avere paura.

Le Contradizioni e i Dettagli Controversi delle Apparizioni

Le prime apparizioni sono state raccontate dai cosiddetti veggenti ai frati francescani che le hanno registrate e ora quelle registrazioni sono raccolte in numerosi libri. Tuttavia, la storia è costellata di contraddizioni e dettagli che hanno sollevato seri dubbi.

Il 14 giugno del 1981, secondo una prima dichiarazione, i veggenti sarebbero usciti a fumare sigarette, forse rubate, e ad ascoltare musica rock con un registratore, un particolare che lascia perplessi. In seguito, la versione, più "estetica", è che fossero usciti a pascolare le pecore, in un'ora oltretutto improbabile. Quando qualcuno ha fatto loro osservare la discordanza, una veggente si è corretta riconoscendo che in effetti era uscita a fumare sigarette per ascoltare musica. Sebbene non sia grave che un adolescente fumi sigarette e ascolti rock, è considerato molto grave che, dopo aver visto la Madonna, si possa dire una menzogna, seppur ridicola.

La prima visione che i ragazzi hanno è di una grande luce all'interno della quale c'è una figura che si confonde con la luce, un primo grave segno di confusione e imperfezione. All'inizio non capiscono bene cosa sia. Una di loro si spaventa e scappa. Finalmente identificano una donna bellissima, che secondo una veggente fluttua, secondo un'altra compare e scompare, e secondo un terzo ha le mani che tremano. La Madonna, tra i suoi attributi, ha la potenza, una potenza seconda solo a quella di Dio. Alla Madonna non tremano le mani, e la Madonna non compare e scompare. La strana visione resta in silenzio, un altro dettaglio assurdo, poiché un'apparizione della Madonna ha sempre uno scopo preciso, sempre dichiarato in maniera estremamente chiara. Alcuni veggenti le corrono incontro e la abbracciano, e lei si mette a ridere: anche questo è considerato assurdo. I cosiddetti veggenti riferiscono in maniera contraddittoria questo contatto: «Era come avere dita di acciaio che rimbalzavano sulla Madonna», è una delle bizzarre frasi riportate.

Ulteriori incongruenze emergono dai racconti: quando un veggente manca, la supposta Madonna chiede agli altri dove si trovi, cosa che stride con l'idea di Maria come sedes sapientiae, che porta informazioni e non le chiede. Quando richiedono fino a quando resterà con loro, lei risponde servizievole: «finché voi verrete», in una versione, mentre in un'altra dichiara che verrà ancora per tre giorni, ma poi le apparizioni continuano. Quando richiedono un segno, il miracolo è un orologio rotto. Quando richiedono soccorso per un parente che dovrà essere operato, lei raccomanda di pregare molto. Questo signore morirà durante l'intervento. Inoltre, quando l'apparizione non si manifesta, i veggenti sono scontenti e arrabbiati.

Come sono iniziate le prime apparizioni a Medjugorje?

Le Indagini della Chiesa e le Conclusioni

Il Parere dei Vescovi Locali

Il vescovo è la persona che può osservare il fenomeno, ascoltare i veggenti o presunti tali, e verificare che non ci siano contraddizioni, la santità o la mancanza di santità della vita dei veggenti e di tutto ciò che c'è attorno al fenomeno.

Nella primavera 1982, la prima commissione d'indagine sui fatti di Medjugorje emette una prima relazione negativa. L'11 ottobre 1984, il vescovo di Mostar, Pavao Zanic, afferma: «Dichiaro che tutto è una grande truffa, un inganno... non ci sono “apparizioni" della Madonna... Io credo che c'è il Demonio!». Primavera 1986: la seconda commissione d'indagine su Medjugorje emette una seconda relazione negativa. Il 12 maggio 1986, il vescovo Zanic invia la relazione negativa al presidente della Congregazione per la Dottrina della fede, cardinale Joseph Ratzinger, il quale demanda alla CEJ (Conferenza episcopale jugoslava) la competenza di istituire una terza commissione.

Il 17 agosto 1989, in una sua lettera a un reverendo, Zanic ribadisce: «Devo dire che non ho cambiato il mio pensiero su Medjugorje. Dichiaro che tutto è una grande truffa, un inganno... La gente ingenua e desiderosa crede tutto... stupidaggini incredibili! Non ci sono le apparizioni della Madonna, non ci sono messaggi! Nella mia diocesi, neanche un sacerdote diocesano crede nelle apparizioni; (solo) la terza parte dei francescani ci crede, e solo un vescovo (mons. Frane Franic) su 35 vescovi in Jugoslavia. Questo è un doloroso episodio nella storia della Chiesa! In gioco vi è una quantità enorme di denaro! I veggenti sono manipolati molto bene, premiati, fatti ricchi! Io devo difendere la fede e la Madonna; sono pronto a morire per la verità!». L'11 aprile 1991, la CEJ, dopo il lavoro della terza commissione presieduta da mons. Franjo Komariza, vescovo di Banja Luka, emette una dichiarazione: «Dalle indagini finora svolte: “Non patet supernaturalitas"!» (non consta la soprannaturalità)! Dopo Zanic, anche il vescovo successivo, Peric, negherà la veridicità delle apparizioni.

La Commissione Ruini: Un Esame Approfondito

Nel 2010 Papa Benedetto XVI ha istituito una commissione su Medjugorje presieduta dal cardinale Camillo Ruini e composta da vescovi, cardinali, teologi, esperti in mariologia, antropologi e psicologi. Il documento vaticano diffuso dal Dicastero per la dottrina della fede con il nulla osta del Papa è arrivato 43 anni dopo l’inizio del fenomeno Medjugorje. La commissione Ruini ha lavorato dal marzo 2010 al gennaio 2014, riunendosi 17 volte. Aveva il compito di «raccogliere ed esaminare tutto il materiale» su Medjugorje e di presentare «una relazione dettagliata» esprimendosi sulla «soprannaturalità o meno» delle apparizioni, oltre a indicare le «soluzioni pastorali» più opportune. Ha vagliato la documentazione depositata in Vaticano, nella parrocchia di Medjugorje e anche negli archivi dei servizi segreti dell’ex Jugoslavia. Furono ascoltati i presunti "veggenti" e i testimoni. Inoltre, nell'aprile 2012, si svolse un sopralluogo a Medjugorje.

Le Due Fasi delle Apparizioni Secondo la Commissione Ruini

La commissione ha deciso di esprimersi con due voti distinti sulle prime 7 presunte apparizioni, avvenute tra il 24 giugno e il 3 luglio 1981, e tutto ciò che è successo dopo. I membri e gli esperti si sono espressi con 13 voti a favore del riconoscimento della soprannaturalità delle prime visioni. Un membro ha votato contro e un esperto ha espresso un voto sospensivo. La commissione sostiene che i sei ragazzi veggenti erano psichicamente normali, sono stati colti di sorpresa dall’apparizione, e in ciò che raccontano di aver visto non c’è stato alcun influsso esterno da parte dei francescani della parrocchia o altri soggetti. Hanno resistito nel raccontare quanto avevano visto nonostante la polizia li avesse arrestati e minacciati di morte.

Per quanto riguarda la seconda fase delle apparizioni, la commissione ha tenuto presente le pesanti interferenze dovute al conflitto tra il vescovo e i francescani della parrocchia, come pure al fatto che le apparizioni siano proseguite con messaggi ripetitivi. Queste continuano, nonostante i ragazzi avessero detto che avrebbero avuto una fine, in realtà mai verificatasi. Su questa seconda fase la commissione ha votato in due tempi. Una prima volta prendendo in considerazione i frutti spirituali di Medjugorje ma lasciando da parte il comportamento dei veggenti. Qui 3 membri e 3 esperti affermano esserci effetti positivi, 4 membri e 3 esperti effetti misti in prevalenza positivi e altri 3 membri effetti misti, positivi e negativi. Dodici membri della Commissione su 14 hanno votato 'nondum decernendum', ovvero secondo la loro opinione non è ancora possibile esprimere un giudizio sulla seconda fase.

Riguardo ai veggenti, ormai tutti adulti, alcuni con famiglia, la Commissione vaticana in linea generale non rileva né immoralità né patologie psicologiche. Quello che emerge è "un rapporto per alcuni aspetti ambiguo con il denaro" ma più che per immoralità dipende dal fatto che "è mancata loro una attendibile e continuativa guida spirituale". Qualche dubbio in più è espresso su uno dei sette, Ivan Dragicevic, «i cui continui incontri e conferenze sul fenomeno di Medjugorje - si legge nella relazione - sembrano costituire l'unico suo lavoro e sostegno. Egli inoltre ha mentito più volte». Ma l'indagine non era sui veggenti ma sulla soprannaturalità dell'evento che sarebbe stato confermato nella prima fase. Il documento integrale della relazione Ruini è stato pubblicato nel libro "Dossier Medjugorje" a cura del giornalista e scrittore Saverio Gaeta.

La Soluzione Pastorale e le Decisioni Papali

Dopo aver rilevato come i veggenti di Medjugorje non siano mai stati adeguatamente seguiti dal punto di vista spirituale, la commissione si è pronunciata a favore della fine del divieto di pellegrinaggi organizzati a Medjugorje (13 tra membri ed esperti su 14 presenti) e ha votato a maggioranza in favore della trasformazione della parrocchia in santuario pontificio.

La Congregazione per la dottrina della fede guidata dal cardinale Gerhard Müller ha espresso dubbi sul fenomeno e anche sulla relazione Ruini, considerata un autorevole contributo da confrontare con altri pareri e documenti. Nel 2016 si è svolta una Feria IV, la riunione mensile dei membri del dicastero, convocata per discutere il caso Medjugorje e la relazione Ruini. Papa Francesco, non volendo che la relazione Ruini, da lui apprezzata, venisse messa «all’asta», ha però stabilito che i pareri dei membri della Feria IV fossero inviati direttamente a lui.

Il Papa, dopo aver esaminato la relazione Ruini e i pareri dei membri della Congregazione per la dottrina della fede, ha deciso di affidare all’arcivescovo polacco Henryk Hoser una missione da «inviato speciale» della Santa Sede. Nel 2017 il Papa ha nominato monsignor Henryk Hoser visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia del centro della Bosnia Erzegovina evidenziando come si trattasse di un "incarico esclusivamente pastorale", finalizzato ad «assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione». Alla morte di Hoser, nel 2021 gli è subentrato l’italiano monsignor Aldo Cavalli.

Nel 2019, il Pontefice ha autorizzato i pellegrinaggi ufficiali riconoscendo l'importanza spirituale del luogo, pur ribadendo che il riconoscimento delle apparizioni rimaneva ancora in fase di studio. La Commissione consigliava anche di non vietare i pellegrinaggi 'ufficiali' (informalmente non si sono mai interrotti nei quasi 4 decenni). E in quest'ottica San Paolo pubblica anche la prima guida per il pellegrino, "Vivere Medjugorje", sempre a firma di Saverio Gaeta. L'autore conclude il libro-dossier con quanto confidato da Papa Francesco alla fondatrice di Nuovi Orizzonti Chiara Amirante: «Sono io che ho salvato Medjugorje» perché «i frutti sono tanti e inequivocabili».

Foto panoramica del santuario di Medjugorje con fedeli

I Luoghi del Pellegrinaggio

Chi va a Medjugorje ha alcuni luoghi fissi di riferimento. Innanzitutto la Collina delle apparizioni ovvero il Podbrdo, sul monte Crnica nella località Bijacovici, dove sono avvenute le prime manifestazioni della Vergine. Poi naturalmente la chiesa parrocchiale di San Giacomo, cuore spirituale di Medjugorje. Eretta nel 1892, appartiene alla diocesi di Mostar e comprende anche il territorio delle frazioni di Bijakovici, Miletina, Vionica e Surmanci.

Un’altra destinazione “obbligata” per i pellegrini è il Krizevac, conosciuto come monte della croce per, appunto, la croce bianca che lo sormonta. L’itinerario spirituale che accompagna un viaggio della fede a Medjugorje comprende inoltre la grande statua bianca della Madonna vicino alla chiesa di San Giacomo, la cappella dell’adorazione e della riconciliazione, la Comunità mariana “Oasi della pace” nata nel 1987 e il Villaggio della Madre.

tags: #registrazioni #prime #apparizioni #medjugorje #mani #tremanti