La Basilica di Superga: Un Capolavoro Barocco e Simbolo Sabaudo

La Basilica di Superga, o Reale Basilica di Superga, rappresenta un gioiello inestimabile dell'architettura barocca e un punto di riferimento storico e paesaggistico per la città di Torino. Edificata su un colle a nord-est della città, a 672 metri sul livello del mare, domina il territorio circostante offrendo una vista spettacolare sull'arco alpino e sulla pianura piemontese. Progettata dal celebre architetto messinese Filippo Juvarra, la basilica è un simbolo che intreccia fede, arte e la storia della Casa Savoia.

Vista panoramica della Basilica di Superga sulla collina torinese

La Storia e l'Origine del Voto Reale

L'Assedio di Torino del 1706 e il Voto di Vittorio Amedeo II

L'origine della Basilica di Superga è indissolubilmente legata a un evento cruciale della storia piemontese: l'assedio di Torino del 1706, durante la Guerra di Successione Spagnola. La città era assediata dalle truppe franco-spagnole, in gran parte francesi al servizio di Luigi XIV, che mirava a conquistare l'intero Ducato di Savoia. Il 28 agosto di quell'anno, il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia e il Principe Eugenio di Savoia-Carignano si incontrarono sul colle di Superga per esaminare il campo di battaglia. Le cronache riportano che i due capi militari salirono una seconda volta sul colle il 2 settembre, entrando in una piccola chiesetta che fungeva da parrocchia.

Durante una messa propiziatoria, al versetto "mostra Te esse Matrem" dell'inno "Ave Maris Stella", Vittorio Amedeo II si prostrò ai piedi della statua della Vergine e pronunciò un voto solenne: in caso di vittoria sull'esercito francese, avrebbe innalzato sul colle un magnifico tempio a lei dedicato, così imponente da essere visibile da tutta la città e dalle pianure del Piemonte. Il 7 settembre, grazie anche all'eroico sacrificio di Pietro Micca, l'esercito piemontese sconfisse definitivamente le truppe francesi. La popolazione attribuì la vittoria all'intercessione della Madonna.

La Nascita del Tempio Votivo

Per qualche anno, a causa delle difficili condizioni economiche dello Stato e del Comune di Torino dopo la guerra, l'adempimento del voto fu rimandato. Soltanto nel 1717, Vittorio Amedeo II, che nel frattempo aveva ricevuto la corona di Sicilia e poi di Sardegna, ponendo la prima pietra del "glorioso Tempio votivo in onore della Madonna, salvatrice di Torino". Per la costruzione di questa grandiosa basilica, Vittorio Amedeo II chiamò a Torino uno dei massimi architetti europei dell'epoca, il messinese Filippo Juvarra (1678-1736), che diverrà l'architetto della Real Casa e opererà in molti altri edifici di Torino e dintorni. Un primo progetto fu affidato nel 1713 all'architetto Antonio Bertola, poi rielaborato e portato a termine da Juvarra.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1716 con lo scavo e lo spianamento della sommità della collina, che fu abbassata di 40 metri, e la demolizione della preesistente cappella (quella in cui Vittorio Amedeo II fece il voto). Il 20 luglio 1717 fu posata la prima pietra, e dopo quattordici anni di lavori, la basilica fu inaugurata e aperta al pubblico il 1° novembre 1731 con una solenne cerimonia, alla presenza del Re Carlo Emanuele III, figlio e successore del Re Vittorio Amedeo II, e dell'architetto Juvarra. Al di là delle motivazioni religiose, la scelta di una posizione così preminente contribuì a sottolineare esplicitamente l'affermazione della dignità regale e del simbolismo dinastico di Casa Savoia, fungendo da polo del "triangolo del Potere" con la Reggia di Venaria e il Castello di Rivoli.

Architettura e Struttura della Basilica

L'Opera di Filippo Juvarra

La Basilica di Superga è un capolavoro juvarriano, che rielabora con qualità ed estro modelli architettonici dall'antichità romana a maestri come Fischer von Erlach. Juvarra non realizzò un semplice santuario, bensì una sorta di "tempio regio" con un chiaro carattere di emblema dinastico. La chiesa, a pianta centrale e dedicata alla Natività di Maria, è coperta da una slanciata cupola a doppia calotta impostata su un alto tamburo con ampie finestre. È preceduta da un profondo pronao di gusto neoclassico, realizzato in marmo di Gassino con otto colonne corinzie.

Sezione architettonica o pianta della Basilica di Superga di Juvarra

La chiesa è collegata, tramite due campanili tardobarocchi laterali, al grande edificio retrostante, progettato come convento annesso. Questo si sviluppa attorno a un chiostro posto lungo l'asse longitudinale e in origine ospitava la Congregazione dei Sacerdoti Regolari, istituita da Vittorio Amedeo II nel 1730 per la formazione dell'alto clero.

Dettagli Esterni e Dimensioni

L'edificio si caratterizza per una slanciata cupola ottagonale alta 65 metri, con la croce sulla lanterna che raggiunge i 75 metri di altezza dal suolo. Ai suoi lati sorgono due eleganti campanili gemelli, alti 60 metri. Le imponenti dimensioni della basilica (75 m di altezza e 51 m di lunghezza), insieme all'altezza del colle (672 m), la rendono visibile anche da grandi distanze, conferendole una presenza dominante nel paesaggio.

L'Interno della Chiesa

L'interno della basilica è concepito come un vasto e luminosissimo invaso, solenne e a pianta circolare, sormontato dalla cupola a doppia volta, sorretta da otto colonne e illuminata da otto finestroni. L'altare maggiore, la cui cornice fu disegnata da Filippo Juvarra, è arricchito da un bassorilievo marmoreo di Bernardino Cametti, che rievoca la gloriosa battaglia per la liberazione dall'assedio di Torino.

Interno della Basilica di Superga con l'altare maggiore e la cupola

La chiesa è arricchita da due cappelle principali e quattro secondarie, che custodiscono importanti opere di artisti quali Claudio Francesco Beaumont, Sebastiano Ricci, Bernardino Cametti, Agostino Cornacchini e Giovan Battista Bernero. La più importante è la Cappella del Voto, accessibile dal corridoio a sinistra dell'altare maggiore, dove è collocata una statua seicentesca in legno dipinto della Madonna. Si pensa che questa statua sia la stessa donata alla preesistente parrocchia di Superga nel 1624, di fronte alla quale Vittorio Amedeo II fece il suo voto nel 1706. Alla destra del presbiterio si trova l'ampia sacrestia, opera dello stesso Juvarra, rivestita da armadi in legno di noce. Una scala di 137 gradini conduce alla balconata esterna della cupola, da cui si gode una vista impareggiabile su tutta Torino e, nelle giornate limpide, sull'arco delle Alpi Occidentali, dalla Liguria alla Lombardia.

Le Tombe Reali di Casa Savoia

Nei sotterranei del complesso barocco fu costruito un grande mausoleo a più vani, destinato ad accogliere i sepolcri dei membri di Casa Savoia. Già previsto nel progetto iniziale di Juvarra, il complesso delle Tombe Reali fu sistemato definitivamente da Francesco Martinez, nipote di Juvarra, in collaborazione con gli architetti Carlo Amedeo Rana, Bosio e Ravelli, dal 1773 al 1778. Fu inaugurato dal Re Vittorio Amedeo III, nipote del fondatore della Basilica. Queste ospitano le spoglie di 58 membri della dinastia, inclusi tutti i re da Vittorio Amedeo II a Carlo Alberto, le regine e i principi dal Settecento in poi. Dopo il trasferimento della capitale a Roma, i sovrani successivi a Carlo Alberto furono sepolti nel Pantheon.

Interno delle Tombe Reali di Casa Savoia nella Cripta di Superga

La cripta, riccamente decorata secondo lo stile barocco con eleganti marmi neri, bianchi e rossi, elementi in alabastro, stucchi e sculture simboliche, è sorvegliata da una statua di San Michele Arcangelo. È disposta in diverse sale:

  • La Sala dei Re ospita il sarcofago di Carlo Alberto di Savoia. Qui riposano anche Vittorio Emanuele I e sua moglie Maria Teresa d’Asburgo-Este, Vittorio Amedeo III e sua moglie Maria Antonia di Borbone-Spagna.
  • La Seconda Sala accoglie principi e principesse di Casa Savoia, oltre a Carlo Emanuele III con la sua terza moglie Elisabetta Teresa di Lorena.
  • Nella Sala delle Regine si trovano, tra le altre, le tombe di Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena (moglie di Vittorio Emanuele II) e Maria Teresa d’Asburgo Lorena (moglie di Carlo Alberto). Qui sono sepolte anche Maria Teresa di Lorena, Maria Clotilde di Savoia e Maria Pia regina del Portogallo. Tra i monumenti notevoli vi è quello a Maria Adelaide d'Austria e a Maria Vittoria duchessa d'Aosta, opere di Pietro Della Vedova.
  • La Quarta Sala è dedicata a Vittorio Amedeo II (con un monumento di Francesco Martinez).
  • La Sala degli Infanti era inizialmente destinata ai membri di Casa Savoia deceduti in tenera età.

Il Convento e gli Appartamenti Reali

Alle spalle della chiesa si estende un ampio monastero con chiostro, anch'esso su disegno di Juvarra. Questo complesso ospitò la Congregazione dei Sacerdoti Regolari fino al 2015. Dal chiostro del convento si accede alla Sala dei Papi, una pinacoteca nata nel 1876 che conserva l'unica raccolta al mondo di ritratti su tela di tutti i pontefici della storia, da San Pietro in avanti.

Dal convento si accede inoltre agli Appartamenti Reali, voluti da Vittorio Amedeo II per trascorrere gli ultimi anni di vita lontano dal centro di Torino. Composto da cinque ambienti (Anticamera, Prima Sala di Ricevimento, Gabinetto da Toeletta, Sala Verde e Sala Rosa), il progetto iniziale fu ridimensionato con la morte di Juvarra. Sebbene gli appartamenti siano stati riarredati dopo il ritorno dei Savoia nel 1814, non divennero mai una residenza stabile, rimanendo un punto d'appoggio durante le visite a Superga.

Il Memoriale del Grande Torino

La collina di Superga è tristemente nota anche per un evento che ha segnato la storia dello sport italiano. Il 4 maggio 1949, alle 17:03, l’aereo che riportava a casa la squadra del Grande Torino si schiantò contro il terrapieno posteriore della Basilica, causando la morte di tutte le 31 persone a bordo, inclusi i giocatori che costituivano quasi per intero la Nazionale italiana dell'epoca, i dirigenti, gli accompagnatori e tre giornalisti. L'incidente, dovuto alle pessime condizioni meteorologiche, è una ferita ancora aperta nella memoria collettiva.

Lapide commemorativa del Grande Torino sulla collina di Superga

Oggi, nel luogo dello schianto, alle spalle della Basilica, sorge una lapide commemorativa visitata quotidianamente da centinaia di persone e tifosi di ogni squadra. Ogni anno, nell'anniversario della tragedia, una gran parte della cittadinanza si unisce alla marcia dei tifosi granata per rendere omaggio ai caduti. Alcuni pezzi dell'aereo e effetti personali dei giocatori sono conservati al Museo del Grande Torino e della leggenda granata a Grugliasco.

La Collina di Superga e il Suo Territorio

Con i suoi 672 metri sul livello del mare, la Collina di Superga è una delle più alte di Torino, dominando il paesaggio con la sua imponente Basilica. Il suo nome, secondo le ipotesi più accreditate, deriverebbe dall'antico germanico Sarra-berg (monte della collina), o da sub pérgula, riferendosi a una statua della Vergine sotto un pergolato. Il colle fu scelto da Vittorio Amedeo II non solo per il voto religioso, ma anche per la sua posizione strategica e visivamente allineata lungo l'asse dell'attuale Corso Francia, con il Palazzo Reale di Torino e il Castello di Rivoli, sottolineando il potere sabaudo.

Da sempre, oltre che un importante luogo di culto, la collina di Superga è uno dei punti panoramici più ammirati di Torino. Nelle giornate limpide, specialmente in inverno, offre una vista che ha incantato personalità come Edmondo De Amicis, Jean-Jacques Rousseau e Papa Pio XII, che lo definì "il più bel panorama d'Europa".

Mappa panoramica della collina di Superga con indicazione dei punti di interesse

Il Parco Naturale della Collina di Superga è un'area naturale protetta regionale del Piemonte, riconosciuta per le sue bellezze paesaggistiche e la straordinaria ricchezza floristica. Offre una fitta rete di sentieri per piacevoli passeggiate ed escursioni alla scoperta dell'area protetta. La collina ospita anche un interessante sistema di ville e cascine, dette "Vigne", sviluppatesi tra il XVI e il XIX secolo, come Tetti Ronchi, Borgata Croce, Moncanino e Tetti Coggiola.

Come Visitare la Basilica di Superga

La Tranvia Sassi-Superga

Un modo unico e suggestivo per raggiungere la cima della collina di Superga è la Tranvia Sassi-Superga. Nata nel 1934 in sostituzione di una più antica funicolare (aperta nel 1884), questa tranvia a dentiera è l'unica italiana nel suo genere ancora in funzione. Con le sue motrici della prima metà del Novecento e i vagoni ottocenteschi, offre un'esperienza "d'altri tempi". Il viaggio dura circa 16 minuti e si sviluppa per 3.100 metri tra la Stazione di Sassi (a 225 m s.l.m.) e la stazione di Superga (a 650 m s.l.m.), superando un dislivello di 425 metri con una pendenza media del 13,5%.

Il Tramvia a dentiera Sassi-Superga con le carrozze storiche

Accesso e Biglietti

La cima della Collina di Superga è raggiungibile comodamente in auto dal centro città, in moto o in bicicletta. Per chi si sposta con i mezzi pubblici, si possono prendere gli autobus delle linee 15, 61 o 68 fino alla fermata Sassi, e da lì salire a bordo della storica Tranvia Sassi-Superga. I biglietti dell'autobus sono validi 100 minuti e si acquistano nelle stazioni e tabaccherie.

L'ingresso alla Basilica è gratuito e visitabile tutti i giorni. Per la balconata panoramica della cupola, le Tombe Reali e l'Appartamento Reale è previsto un biglietto a pagamento. Si consiglia di visitare i siti ufficiali per gli orari aggiornati, in particolare per le Tombe Reali che prevedono visite guidate solo in specifici giorni e orari (venerdì, sabato e domenica). I mesi migliori per ammirare il panorama sono gennaio e febbraio, quando le limpide giornate invernali permettono una vista eccezionale sull'arco alpino.

Costi e Informazioni Utili per la Tranvia Sassi-Superga:

Tipologia di biglietto Giorni feriali Sabato e festivi
Biglietto a tariffa intera solo andata 4,00€ 6,00€
Biglietto a tariffa intera andata e ritorno 6,00€ 9,00€
Biglietto a tariffa ridotta andata e ritorno (over 65, studenti in gruppi accompagnati) 4,00€ Non disponibile
Biglietto andata e ritorno per i titolari di Torino+Piemonte Card 4,00€ 4,00€

La tranvia è chiusa ogni mercoledì per manutenzione e sostituita da autobus. Il biglietto è gratuito per bimbi sotto i 6 anni (uno per ogni pagante), un cliente ogni 10 paganti in gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo di almeno 20 studenti, residenti sulla collina di Superga muniti di biglietto urbano o abbonamento, e persone disabili con tesserino regionale. Tutte le informazioni e gli orari aggiornati sono disponibili sul sito GTT (Gruppo Torinese Trasporti).

4 maggio 1949: La tragedia di Superga e la leggenda del Grande Torino

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