Il Battesimo di Gesù nel Fiume Giordano: Un Racconto Biblico e il Suo Significato

Cari genitori, catechisti e piccoli lettori, oggi celebriamo una festa molto speciale: il Battesimo del Signore. È la storia di come Gesù, già adulto, iniziò la sua missione pubblica con un gesto semplice e profondo, immergendosi nelle acque del fiume Giordano. Questo evento è uno dei momenti più importanti della sua vita e segna l’inizio della sua missione. L’evento del Battesimo del Signore determina un salto di circa trent’anni dalle narrazioni che hanno scandito il tempo di Natale. Con questa scheda, possiamo scoprire il Vangelo in modo coinvolgente, imparando che Dio ci ama e ci chiama suoi figli.

Sotto il nome di manifestazione del Signore la liturgia del tempo di Natale lega tre eventi della vita di Gesù: l’Epifania con l’adorazione dei Magi, il Battesimo del Signore al fiume Giordano per mano del Battista e le nozze di Cana, con la trasformazione dell’acqua in vino. Si tratta di tre momenti nei quali Gesù si rivela a tutti gli uomini Figlio di Dio, Messia e Salvatore del mondo. Guardando a Gesù che si immerge nelle acque, ci è offerto di ritornare al fonte battesimale nel quale siamo rinati, per la potenza dell’acqua e dello Spirito Santo, come figli di Dio, nel grembo della Chiesa che è nostra madre.

Giovanni Battista predica nel deserto, con persone che lo ascoltano e il fiume Giordano sullo sfondo

Giovanni il Battista: Il Precursore

Prima dell'arrivo di Gesù, sulle rive del fiume Giordano, dove l’acqua scorreva limpida e fresca, viveva un uomo di nome Giovanni. Giovanni aveva vissuto nel deserto per molti anni. Portava vestiti fatti di pelo di cammello e mangiava miele e locuste. Le persone venivano dalle città per sentirlo insegnare. Giovanni Battista parlava al popolo di Gesù Cristo. Li invitava a pentirsi dei propri peccati e a essere battezzati. La festa odierna, con il brano evangelico di Mc 1,7-11, ci conduce nuovamente lungo il fiume Giordano, dove già abbiamo incontrato Giovanni che predicava la conversione ed un battesimo di penitenza per il perdono dei peccati.

La gente chiedeva a Giovanni Battista come fare per vivere meglio. Giovanni rispondeva di condividere ciò che avevano con i poveri, dire la verità ed essere onesti con il prossimo. Egli diceva che Gesù Cristo sarebbe venuto presto. Proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali».

Il Battesimo di Gesù: Un Atto di Umiltà

Un giorno Giovanni Battista stava battezzando le persone nel fiume Giordano, quando arrivò Gesù Cristo che chiese a Giovanni di battezzarLo. Quando Giovanni lo vide, fece un passo indietro, sconvolto. Conosceva la grandezza di quell’uomo. Giovanni sapeva che Gesù aveva sempre obbedito ai comandamenti di Dio e non aveva bisogno di pentirsi.

«Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?», esclamò Giovanni. Ma Gesù gli si avvicinò, gli mise una mano sulla spalla e con uno sguardo sereno e deciso disse: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Gesù scese nella corrente del Giordano e Giovanni lo immerse nell’acqua.

Scena del battesimo di Gesù nel fiume Giordano con Giovanni Battista, con lo Spirito Santo come colomba e la voce del Padre

La Manifestazione della Trinità

Ma appena Gesù risalì, accadde qualcosa di straordinario che nessuno presente avrebbe mai dimenticato. Appena battezzato, Gesù usci dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Una luce dorata e calda inondò il posto. E da quella luce scese, planando leggera, una colomba. Poi, dal cielo aperto, arrivò una Voce. Non era un tuono spaventoso, ma un suono profondo e dolcissimo, che riempì il cuore di chi ascoltava: «Questo è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». Dio parlò dal cielo dicendo: «Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto».

Tutti rimasero a bocca aperta, pieni di stupore e di una gioia nuova. In quel momento capirono che Gesù non era un uomo qualunque. La Santissima Trinità si manifestava: Dio Padre che parla dal cielo, Gesù Figlio nel fiume, e lo Spirito Santo che scende come colomba.

Il Profondo Significato del Battesimo di Gesù

La vita apostolica di Gesù inizia con un atto di umiltà e vicinanza affettuosa nei confronti di tutto il genere umano nella sua condizione di fragilità fisica e, soprattutto, spirituale e morale. Il battesimo di Gesù segna l’inizio della sua vita pubblica. È un momento che fa da spartiacque tra la vita nascosta a Nazaret e l’annuncio del Regno. Gesù è cresciuto, è ormai adulto, e deve aprirsi al progetto del Padre e compiere la sua opera, nella forza che lo Spirito gli infonde.

Un Atto di Solidarietà Divina

Il battesimo, per coloro che lo ricevevano dalle mani del figlio di Zaccaria ed Elisabetta, era l’inizio di una vita nuova, più radicalmente rispondente alla volontà di Dio, una tappa di passaggio che portava a impetrare la misericordia di Dio sui peccati commessi per vivere nella grande tradizione dell’Israele fedele e pio. Per Gesù, il battesimo ha, invece, un significato diverso. Prima di tutto manifesta la solidarietà di Dio nei riguardi degli uomini che sono immersi nelle acque del peccato. Egli non solo cammina sul mare, ma entra consapevolmente nel mistero del nostro errore e se ne fa carico, come accadrà sul Golgota, assume il peso dei nostri dolori, partecipandovi spinto dall’amore che nutre per noi.

Gesù entra nell’acqua del Giordano non per farsi sommergere dal nostro errore, dalla tristezza del nostro peccato, dal malumore delle nostre lamentele, dalla durezza del cuore che sempre si ribella a Dio e alla sua volontà. Gesù non ha paura di entrare a contatto con noi, perché, come nel caso dell’emorroissa e degli altri numerosi ammalati da Lui sanati, non è il nostro male a contaminarlo, ma la sua grazia che ci salva, perché vince il nostro peccato e ci restituisce la dignità perduta con la caduta di Adamo ed Eva. Cristo entra nell’acqua, sceglie di farsi battezzare per contagiare la sua gioia, trasmettere la sua pace, passarci la sua grazia, comunicarci la sua misericordia, far vincere in noi la potenza del suo amore a cui nulla è impossibile.

Guardando Gesù che scende nel Giordano impariamo che amare significa entrare nella vita della persona che ci sono accanto non nelle grandi occasioni, ma nell’ordinarietà. Gesù ci mostra che è possibile essere liberati solo se ci facciamo carico del peso che l’altro ha sulle spalle, che la schiavitù della paura può essere vinta solo a prezzo di sporcarsi immergendosi nella vita dell’altro che, per quanto difficile, ha straordinarie possibilità di risorgere con la forza del Risorto. Il Figlio di Dio si immerge nell’acqua tutto interamente, altrimenti che incarnazione sarebbe la sua, che amore rivelerebbe, che solidarietà vivrebbe.

Caro Gesù (TV2000) - Conosci Gesù: i segni del Battesimo

La Consacrazione dello Spirito Santo

C’è un’altra ragione che giustifica il battesimo di Gesù nel fiume Giordano ed è la necessità che Egli riceva, nella sua umanità, la forza ed il vigore dello Spirito Santo. Il Figlio di Maria, infatti, deve essere consacrato per la missione che ha ricevuto dal Padre e che la permanenza nel deserto, nell’ascolto della Scrittura e nella lotta contro il demonio, renderà sempre più chiara. San Luca, per bocca di Pietro nella casa di Cornelio, lo dirà: «Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» (At 10,38). Gesù è il Figlio di Dio fin dal suo concepimento, ma nel battesimo la sua umanità riceve l’unzione dello Spirito.

Il Nostro Battesimo: Eredità di un Gesto d'Amore

Quando noi siamo battezzati, succede qualcosa di simile: Dio Padre ci accoglie come suoi figli amati, Gesù ci prende per mano e lo Spirito Santo viene a vivere nel nostro cuore per sempre. L’acqua che Egli lambisce con il suo corpo santo ha da Lui ricevuto la grazia della santificazione e noi, immergendoci in essa, riceviamo la grazia che ci rigenera, la potenza che ci salva, la misericordia che sconfigge il nostro peccato e ci rende figli della luce e del giorno.

Il fiume Giordano ha un’importanza fondamentale per molti cristiani, per le loro parrocchie e per i loro figli, perché qui battezzano i loro bambini. Veniamo qui per custodire questa memoria: è una grande grazia poter battezzare i propri figli in questo luogo santo.

Mappa della Terra Santa con evidenziato il fiume Giordano e i luoghi biblici

La Celebrazione nella Terra Santa

Lì, dove i cieli si aprirono e si manifestò il mistero della Santissima Trinità, la Custodia di Terra Santa ha celebrato, la Festa del Battesimo di Gesù, solennità della Teofania e inizio del cammino della salvezza. A presiedere la celebrazione eucaristica, il Custode di Terra Santa, Fr. Francesco Ielpo, alla presenza di numerosi rappresentanti diplomatici e con la partecipazione dei cristiani locali provenienti da Gerico, Nazareth, Gerusalemme e Betlemme, insieme ai frati della Custodia e a S.E. mons. Fr. «Con questa festa, all’interno del ciclo delle celebrazioni natalizie, c’è la seconda manifestazione di Gesù. Si è manifestato ai Magi e oggi si manifesta con la voce dal cielo: “Tu sei il mio Figlio, l’amato”». È una festa importante per tutta la comunità cristiana, unendo i cristiani di Nazareth, Betlemme e Gerusalemme nel luogo del Battesimo. Questo luogo è santo: anticamente i cristiani ricevevano qui il sacramento del Battesimo e ancora oggi alcuni continuano a battezzarsi in questo fiume.

Un Messaggio per la Vita Quotidiana

Il breve dialogo che intercorre tra Gesù e Giovanni, è quanto mai evocativo: par quasi instaurarsi una sorta di braccio di ferro tra chi intenda assumere un atteggiamento più umile nei confronti dell’altro. Come per il Battista, a volte anche a noi il Signore sembra che ci chieda cose assurde, incomprensibili, persino contraddittorie con il comune buon senso di un ragionamento logico. Eppure oggi comprendiamo che non sta a noi porre ostacoli al suo agire, né tantomeno valgono le pretese di spiegazioni. Semplicemente bisogna sapersi fidare di lui, accogliere le sue sollecitazioni e le sue provocazioni.

Dobbiamo imparare a saper vivere le novità, ad essere decisi come Gesù nel perseguire il bene, nel seguire la volontà di Dio. Non si tratta di un uscire senza meta, ma di andare sorretti dalla grazia del Signore e dal desiderio che ci brucia nel cuore di compiere la sua volontà che è per noi sorgente di gioia e di pace vera. Amo veramente l’altro/a se mi immergo nei pensieri che egli/ella vive, nelle preoccupazioni che si porta nel cuore, nei drammi che cela e di cui i suoi occhi sono lo specchio. L’amore, infine, scomoda sempre!

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