La Diocesi di Viterbo, nota anche come Dioecesis Viterbiensis in latino, è una sede ecclesiastica cattolica che si distingue per la sua ricca storia e la sua complessa organizzazione territoriale. Essa è immediatamente soggetta alla Santa Sede e fa parte della regione ecclesiastica del Lazio. Nel 2017, la diocesi contava circa 175.000 battezzati su una popolazione totale di 181.000 abitanti, dimostrando una forte presenza cattolica nel territorio.

Estensione Territoriale e Composizione
Il territorio della Diocesi di Viterbo si estende su 35 comuni della Tuscia Viterbese. Tra i centri abitati di rilievo che rientrano nella sua giurisdizione si annoverano Bagnoregio, Bolsena, Castiglione in Teverina, Celleno, Graffignano e Vitorchiano. Questa vasta area è ulteriormente suddivisa in un totale di 99 parrocchie, che gestiscono oltre 300 chiese sparse sul territorio diocesano.
Sede Vescovile e Patrimonio Storico-Artistico
La sede della Diocesi di Viterbo è situata nella città di Viterbo, un centro di grande importanza storica e artistica. Il cuore pulsante della diocesi è il Palazzo Papale, un imponente edificio risalente al XII secolo. Questo luogo è celebre per aver ospitato, nel 1268, il primo e più lungo conclave moderno della storia, durante il quale i cardinali elessero il Papa. Il complesso monumentale, che rappresenta un punto di riferimento religioso e culturale per Viterbo, include anche la Cattedrale romanica di San Lorenzo e il moderno Museo del Colle del Duomo. L'intera area è incorniciata dalla suggestiva Loggia delle Benedizioni, creando uno scenario di rara bellezza.

Riorganizzazione Territoriale e Bolla Pontificia
La configurazione attuale della Diocesi di Viterbo è il risultato di una significativa riorganizzazione territoriale avvenuta nel 1986. Con la bolla Qui non sine, promulgata il 27 marzo dello stesso anno, Papa Giovanni Paolo II dispose la soppressione di diverse diocesi preesistenti: Montefiascone (che copriva l'area del Lago di Bolsena), Bagnoregio (territorio della Val Tiberina) e Acquapendente (alta Maremma laziale). I territori di queste diocesi soppresse furono aggregati alla Diocesi di Viterbo e Tuscania. La denominazione ufficiale divenne quindi Diocesi di Viterbo, Acquapendente, Bagnoregio, Montefiascone, Tuscania e San Martino al Monte Cimino, unificando un'ampia porzione del territorio laziale sotto un'unica guida pastorale.
Vescovi e Studi Storici
La storia della diocesi è segnata dalla successione di diversi vescovi. Tra i nomi legati alla gestione pastorale e allo studio della storia ecclesiastica locale, si citano Francesco Maria Scelloni, O.F.M., Francesco Angelo Pastrovich, O.F.M.Conv., Antonio Maria Grasselli, O.F.M.Conv. e Giuseppe Giontella. Quest'ultimo ha contribuito significativamente alla ricostruzione della cronotassi dei vescovi della Diocesi di Tuscania, pubblicando studi in due parti sulla Rivista Storica del Lazio.
La Diocesi di Viterbo continua a svolgere un ruolo centrale nella vita spirituale e comunitaria della regione, preservando un patrimonio storico e artistico di inestimabile valore e gestendo una complessa rete di parrocchie e chiese.
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