Il Conclave: Procedure, Regole e Storia dell'Elezione Papale

Il conclave è la riunione di cardinali elettori che termina con l'elezione di un nuovo papa. Il termine deriva dal latino cum clave, cioè "chiuso con la chiave", e non è semplicemente un modo di dire, sottolineando il limite più importante che viene imposto durante quei giorni: il divieto assoluto di contatti con l'esterno.

Mappa dello Stato della Città del Vaticano con indicazione della Domus Sanctae Marthae e della Cappella Sistina

I Cardinali Elettori: Chi Vota e Chi è Escluso

Gli elettori sono ormai per tradizione millenaria unicamente i Cardinali. In particolare, in base alla Costituzione Universi Dominici Gregis, sono ammessi al voto quelli che non hanno compiuto ottant’anni.

Sono esclusi dal voto anche i cardinali canonicamente deposti o che abbiano rinunciato alla dignità cardinalizia. Il Collegio dei Cardinali, nel periodo di sede vacante, non può riammetterli né riabilitarli.

Preparativi e Regole per Garantire la Segretezza

Prima dell’inizio delle operazioni di elezione, tutti i cardinali devono aver avuto una conveniente sistemazione nella Domus Sanctae Marthae, la quale viene chiusa alle persone non autorizzate. Questa struttura, ultimata in tempo per il conclave del 2005 e voluta da Giovanni Paolo II, si trova all'interno dello Stato del Vaticano. Fino al conclave del 1978, infatti, i cardinali venivano ospitati in alcuni dormitori provvisori e allestiti per l'occasione nelle varie stanze del Palazzo Apostolico.

Allo stesso modo, la Cappella Sistina, dove si tengono le procedure di voto, è sigillata e controllata scrupolosamente. Le finestre vengono sigillate e l'intero ambiente viene controllato più volte per essere certi di eliminare qualsiasi possibilità di comunicazione con l'esterno, oltre che per ragioni di sicurezza. In quei giorni, i turisti non possono entrarvi.

È fatto divieto di avvicinare i cardinali durante il percorso da Casa Santa Marta al Palazzo Apostolico. Ai porporati è inibito ricevere corrispondenza epistolare, telefonica, di leggere i giornali e ascoltare trasmissioni. Questo serve a evitare qualsiasi influenza o interferenza nella scelta del nuovo capo della Chiesa Cattolica, proibendo anche l'uso dei telefoni e la lettura dei giornali.

Il Conclave più Lungo della Storia

La necessità di queste rigorose regole nasce anche da esperienze storiche. I lavori del conclave che elesse Gregorio X iniziarono a Viterbo il 12 novembre del 1268 e durarono quasi tre anni, ricordato come il conclave più lungo della storia. I cardinali non riuscivano a mettersi d'accordo, a causa soprattutto di questioni politiche e interferenze esterne, quindi decisero di rinchiudersi in una sala del palazzo papale di Viterbo. Trascorso un anno e non uscì alcun nome. Non funzionò e nel giugno del 1270 la popolazione, stanca di questa prolungata indecisione, fece irruzione nel palazzo scoperchiando il tetto. Dopo un conclave durato tre anni, Gregorio X decise di rivedere le regole con cui si riunivano i cardinali elettori e veniva scelto il nuovo papa. Sebbene alcune regole oggi siano state allentate, il conclave rimane una procedura molto rigida e scandita da momenti ben precisi.

Illustrazione storica del conclave di Viterbo con il tetto rimosso

La Procedura di Votazione

Prima di tutto, bisogna attendere che i cardinali elettori che non abitano a Roma raggiungano la Capitale per riunirsi nello Stato del Vaticano. Arriveranno da altre parti d'Italia, ma soprattutto da altri paesi del mondo e, in totale, servono circa una quindicina di giorni.

Il giorno di inizio del conclave, i cardinali si riuniscono nella basilica di San Pietro in Vaticano per la Missa pro eligendo Papa, ovvero "per l'elezione del pontefice". Dopo la messa, i cardinali, in solenne processione e invocando il canto allo Spirito Santo, il Veni Creator, si recano nella Cappella Sistina.

Una volta giunti nella Cappella Sistina, i cardinali devono pronunciare un giuramento in latino, la lingua ufficiale dello Stato del Vaticano e della Chiesa cattolica in generale. Alla fine del giuramento, il maestro delle celebrazioni liturgiche dichiara "extra omnes", cioè "fuori tutti". Sono invitati a uscire tutti coloro che non appartengono all'assemblea dei cardinali elettori che da quel momento dovranno rimanere soli.

Modalità e Conteggio dei Voti

Arriviamo finalmente al cuore del conclave: le votazioni. L'unica forma di manifestazione del voto, dopo l'abolizione di quelle per acclamazione e per compromesso, è quella dello scrutinio segreto. Precedentemente, il papa poteva essere eletto per acclamationem seu inspirationem (accordo unanime per ispirazione dello Spirito Santo), per compromissum (per compromesso tra un ristretto gruppo di cardinali, scelti tra gli elettori) e per scrutinium (per votazione).

Si comincia distribuendo due o tre schede a ogni cardinale, sulla quale va scritto un solo nome, a pena di nullità. La scheda viene poi piegata e inserita in un'urna. Le schede vengono poi deposte nell'urna, mescolate e conteggiate. Se il numero delle schede non corrisponde al numero degli elettori, vanno bruciate tutte, e si procede a una nuova votazione. Se invece corrisponde, ha inizio lo spoglio da parte dei tre scrutatori, che annotano i nomi su un foglio a parte, conteggiano poi la somma di tutti i voti per ciascun papabile, e se nessuno ha raggiunto almeno i due terzi dei voti si procede a nuova votazione. Se è tutto regolare si possono leggere i nomi a voce alta.

La Maggioranza Richiesta

L’elezione del Pontefice richiede almeno i due terzi dei suffragi, computati sulla base degli elettori presenti e votanti. Difficilmente accade che un cardinale sia eletto papa nei primi giorni di votazioni.

La Durata del Conclave e le Modifiche alle Regole

La durata del Conclave è molto variabile e dipende dal numero di scrutini necessari per arrivare alla maggioranza dei due terzi. Le votazioni procedono con diverse serie di scrutini.

Dopo la ripresa delle votazioni, ricominciano gli scrutini e se dopo altri sette tentativi non è ancora avvenuta l’elezione, si farà un’altra pausa di preghiera. Si procede quindi ad un’altra serie di sette scrutini, e se l’esito non è raggiunto, ancora una nuova pausa di preghiera. Quindi riprendono le votazioni, che saranno sempre sette, se nel frattempo non arriva l’elezione. Dopo questo ulteriore tentativo, se ancora non è stato eletto il Papa, le successive votazioni avranno come voce passiva solo i due nomi che nel precedente scrutinio avevano il maggior numero di voti.

Conclave: come si elegge il nuovo Pontefice

Divieti e Sanzioni per Evitare Interferenze

Sotto pena di scomunica, i cardinali elettori hanno divieto di ricevere incarico da qualsiasi autorità civile di proporre il veto o la cosiddetta esclusiva, anche sotto forma di semplice desiderio. È vietato anche palesarli all’intero collegio degli elettori riunito insieme o ai singoli elettori, per iscritto o a voce, direttamente o a mezzo terzi, prima dell’elezione e durante il suo svolgimento.

Sono vietati patteggiamenti, accordi, promesse o impegni che possano costringere a dare o negare il voto ad uno o ad alcuni. Se ciò venisse fatto, è prevista la scomunica.

È vietato ai cardinali di fare “capitolazioni”, cioè di prendere impegni di comune accordo, obbligandosi ad attuarli nel caso che uno di loro sia elevato al Pontificato. Le eventuali promesse sono tutte nulle e invalide.

L'Annuncio del Nuovo Papa

Quando un nome ottiene almeno i due terzi dei voti si ha l’Elezione del Romano Pontefice. Questo momento è diventato un rito collettivo, perché tutti possono conoscere l'esito della votazione attraverso la fumata.

Se infatti non è stato eletto nessuno, la fumata sarà nera. Per ottenere queste colorazioni in modo definito e non fraintendibile, vi si aggiungono alcune sostanze chimiche che rendono la sfumatura più evidente.

Quando si arriva al nome di un papa, e questo accetta la sua elezione, la fumata è, appunto, bianca e nuove procedure vengono messe in atto. Il papa deve prima di tutto scegliere il suo nuovo nome da pontefice. Poi si reca nella sacrestia, il luogo in cui vengono conservate le vesti del prete o, in questo caso, del papa.

Solo alla fine del conclave si annuncia alla comunità cristiana il nome del nuovo papa. Il balcone che viene inquadrato dalle telecamere è quello della loggia centrale della Basilica di San Pietro. Il nuovo papa fa dunque la sua prima apparizione pubblica, impartendo la benedizione Urbi et Orbi ("alla città, cioè Roma, e al mondo").

Le Regole Modificate nel Tempo

Alcune regole del conclave sono state inserite o aggiornate proprio negli ultimi anni. Il numero massimo dei partecipanti a un conclave è 120, fissato da papa Paolo VI nel 1975, ma in occasione dell'elezione di papa Francesco si riunirono in 115.

Una modifica importante è opera di Benedetto XVI (indicato nel testo originale come Benedetto XIV per errore, ma storicamente corretto come Benedetto XVI in riferimento al Conclave moderno), che nel 2007 ha modificato proprio le novità introdotte da Giovanni Paolo II. Ad esempio, ha stabilito che affinché un papa venga eletto deve ottenere i voti dei due terzi dei cardinali elettori presenti, ma a partire dal 34° scrutinio si procede con un ballottaggio tra i due nomi che nell'ultima votazione hanno ottenuto più voti.

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