La Quaresima di San Michele è una pratica spirituale ricca di storia e significato, le cui origini risalgono al secolo XIII. Simile alla Quaresima che precede la Pasqua, questa devozione è un periodo di 40 giorni caratterizzato da preghiera e penitenza. Essa ha inizio il giorno dell’Assunzione di Maria (15 agosto) e termina il giorno della Festa degli Arcangeli San Michele, San Gabriele e San Raffaele (29 settembre).
Questo tempo di devozione è un’opportunità per rinnovare la propria fede e crescere insieme a Dio. Nonostante non faccia parte del calendario liturgico ufficiale della Chiesa, questa pratica è un’occasione unica per immergersi nella preghiera e abbracciare la penitenza, proprio come fece San Francesco, per avvicinarsi sempre di più a Nostro Signore.

Le Origini e la Devozione di San Francesco d'Assisi
La tradizione della Quaresima di San Michele è descritta ne “I Fioretti di San Francesco”, attribuiti a San Bonaventura. San Francesco d'Assisi nutriva una grande devozione per San Michele Arcangelo e viveva questo periodo di 40 giorni con profonda riverenza e spirito di penitenza. La tradizione è stata mantenuta viva dai francescani nel corso dei secoli, arrivando fino a noi e diventando popolare anche tra i fedeli. Siti web come Fish Eaters, Exodus o Crisis concordano sul fatto che la pratica risale al 1224 e a San Francesco d’Assisi.
Il Pellegrinaggio a Monte Sant'Angelo
A conferma del suo legame con l'Arcangelo, si pone il pellegrinaggio che Francesco compì a Monte Sant’Angelo sul Gargano nel 1216, presso il santuario scavato nella roccia sul posto in cui l’arcangelo Michele apparve al vescovo San Lorenzo Maiorano l’8 maggio del 490. In quell'occasione il frate non si sentì degno di accedere all’interno del sacrario e si fermò in raccoglimento e preghiera al suo ingresso, baciando ripetutamente il suolo ed incidendo su una pietra il segno della croce in forma di T (ovverosia il “Tau”, simbolo di redenzione e di salvezza particolarmente amato dai francescani). Questa incisione è ancora oggi visibile vicino all’entrata del santuario e venerata come una reliquia che documenta il passaggio del poverello d’Assisi, anche se in realtà ciò che i pellegrini vedono adesso è una copia, poiché il graffito originale fu distrutto nel 1806 dall’armata napoleonica.
Nelle chiese dedicate a San Francesco, e in quelle che conservano un legame con i francescani, è comune trovare omaggi all'Arcangelo Michele. Ad esempio, in alcune comunità, una statua che replica in scala minore il San Michele scolpito da Andrea Sansovino per il santuario di Monte Sant’Angelo è stata donata e collocata nel presbiterio di fianco all’altare maggiore. Alcune chiese presentano anche vetrate che riproducono l’effigie di entrambi i santi, ricordando il legame tra l’arcangelo e il fondatore dei Minori Conventuali.
Il Ritiro della Verna e le Stimmate
L’avvenimento più importante che testimonia il legame profondo tra i due santi si verificò nel 1224 in terra di Toscana. Ogni anno San Francesco era solito osservare una speciale quaresima in preparazione della festività di San Michele, pertanto in un periodo di tempo compreso tra l’Assunzione della Vergine Maria (15 agosto) e la ricorrenza degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele (29 settembre) praticava quaranta giorni di digiuno e penitenza in raccolto isolamento.
Il monte della Verna era stato donato a Francesco e ai suoi compagni nel 1213 dal nobile Orlando Catani, conte di Chiusi. Nell’agosto del 1224 Francesco salì dunque sulla Verna col proposito di compiervi la quaresima in onore dell’arcangelo Michele. Portò con sé frate Masseo, frate Angelo e frate Leone e, individuato un luogo idoneo per il suo ritiro, isolato a tal punto che lo si poteva raggiungere soltanto camminando sopra un legno utilizzato come una sorta di passerella, dove venne approntata una piccola cella rudimentale, ordinò ai compagni di non disturbarlo per alcun motivo, dando disposizione al solo Leone di avvicinarlo una volta durante il giorno per recargli un po’ di pane e un po’ di acqua e una volta durante la notte per annunciargli il momento della preghiera del mattutino.
Durante quel ritiro il santo, infiammato d’amore nei confronti del Salvatore, nel giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, che cade il 14 settembre, si rivolse a Lui in maniera accorata con le parole riportate ne “I Fioretti”: “O Signore mio Gesù Cristo, due grazie ti priego che tu mi faccia, innanzi ch’io muoia: la prima, che in vita mia io senta nell’anima e nel corpo mio, quanto è possibile, quel dolore che tu, dolce Gesù, sostenesti nella ora della tua acerbissima passione; la seconda è ch’io senta nel cuore mio, quanto è possibile, quello eccessivo amore del quale tu, Figliuolo di Dio, eri acceso a sostenere volentieri tanta passione per noi peccatori.”
Dalle testimonianze di quanti erano presenti nei dintorni della Verna, sembrò che per più di un’ora il monte ardesse rischiarando di una luce vivissima i rilievi e le valli circostanti. Fu in questo contesto che il Signore disse a San Francesco: “Io t’ho donato le Stimate che sono i segnali della mia passione, acciò che tu sia mio gonfaloniere.” A partire da quel giorno il poverello d’Assisi fu il primo stigmatizzato della storia. Nel calendario liturgico cattolico è stato scelto il 17 settembre per celebrare la memoria delle stigmate che San Francesco ricevette sulla Verna. Tutto ebbe inizio dalla quaresima in onore di San Michele.

La Pratica Spirituale della Quaresima di San Michele
La Quaresima di San Michele Arcangelo è un invito a rafforzare la fede, purificare il cuore e resistere alle tentazioni con l’aiuto dei santi arcangeli. I promotori di questa devozione concordano sul fatto che è ideale per recuperare la preghiera e la penitenza in un periodo che, culturalmente, è spesso caratterizzato dalla dispersività. Siamo immersi in un mondo con infiniti attacchi spirituali e questo periodo di quaranta giorni diventa un’opportunità per rifocalizzare la vita su Dio, rinnovare la preghiera e vivere con maggiore vigilanza e coraggio.
In questo periodo di preghiera, si consiglia di scegliere anche una penitenza quotidiana. Un suggerimento pratico è pregare davanti a un’immagine o statuetta di San Michele accendendo una candela durante la preghiera. La Quaresima michaelitica suole cominciarsi circa la vigilia dell’Assunzione e terminare nella vigilia di San Michele. Se dal 14 agosto al 28 settembre sono 46 giorni, togliendo le sei domeniche che potrebbero esserci restano 40 giorni, ma quando quell’anno ci fossero 7 domeniche, allora si dovrà iniziare il giorno 13 agosto.
In Cosa Consiste
La pratica consiste in un periodo di particolari preghiere e “fioretti” in onore dell’Arcangelo. Come preghiere si consiglia per tutti i 40 giorni di fare la Corona Angelica o Rosario di San Michele con le litanie e la consacrazione.
Indulgenze
Questa devozione è associata a specifiche indulgenze:
- L’indulgenza parziale ogni volta che si recita la Corona Angelica o si porta addosso detta Corona con l’effige dei Santi Angeli.
- L’indulgenza plenaria una volta al mese se si reciterà quotidianamente e, confessati e comunicati, si pregherà per la santa Chiesa e per il Sommo Pontefice.
Supporti Moderni alla Devozione
Uno dei vantaggi delle moderne applicazioni spirituali, come ad esempio l'app Hallow, è che permettono di vivere l’esperienza della Quaresima di San Michele al proprio ritmo in base alla routine quotidiana. Che tu stia andando al lavoro, facendo una passeggiata, in università o accompagnando i figli a scuola, l’app offre la flessibilità di pregare in qualsiasi momento, direttamente dal tuo cellulare.
San Michele Arcangelo: Storia, Devozione e la Forza della Sua Quaresima.
San Michele Arcangelo: Il Principe delle Schiere Celesti
Il nome dell’Angelo, che significa “Chi è come Dio”, indica l’essenza stessa dell’Angelo che lo porta. Michele è l’adoratore di Dio per eccellenza. Il suo programma è l’adorazione di Dio unico e l’obbedienza radicale a Lui. San Michele è una figura di eccezionale importanza nella storia della nostra religione, la cui dimensione investe, oltre all’ambito specificamente biblico, tutti gli aspetti storico-devozionali, quanto quelli liturgico-artistici.
Il suo Ruolo contro il Male
Il diavolo, che ha come nome “Satana” (l’Avversario), è l’esatto contrario di Michele, adorando solo se stesso e avversando Dio. La negazione di Dio e l’adorazione di Dio si scontrano nelle sfere celesti. La vittoria arride agli Angeli buoni che instaurano di nuovo l’adorazione di Dio in quella parte del Regno celeste, abitata dal diavolo e dai suoi angeli. Ciò che avvenne in Cielo interessa da vicino noi che abitiamo sulla terra. Il mistero del male si presenta infatti in terra con le stesse caratteristiche di quando avvenne in Cielo (Carlo COLONNA, 1995).
Il più sublime insegnamento di tale celestiale creatura rimane il suo amore verso Dio, un amore tanto eccelso da tradursi senza indugio in un’avversione implacabile verso il male e il peccato, in particolare verso la menzogna e l’ingiustizia. Per questo San Michele è sempre raffigurato con la spada e la bilancia: la spada divide la verità dalla menzogna, la bilancia distingue ciò che è giusto ed equo da ciò che non lo è (Massimo VIGLIONE, 2005).

L'Importanza e le Grandezze di San Michele
In mezzo agli angeli, dice San Tommaso d’Aquino, i più vicini a Dio sono contemporaneamente sia di una dignità altissima sia d’una scienza eminentissima. Qual è la gloria di San Michele? Quali sono le sue grandezze? Lui che vive, secondo la bella espressione dello Pseudo-Dionigi, nel vestibolo stesso di Dio! Intelligenza ed amore, ecco l’angelo ed ecco San Michele. Con l’intelligenza e l’amore, Dio ha dato a San Michele la potenza e la gloria. Per premiarlo della sua fedeltà, Dio lo nominò Principe di tutte le schiere angeliche, secondo solo a Dio e a sua Madre, Regina degli Angeli. È Patrono della Sinagoga prima di Cristo, e della Chiesa dopo la sua venuta.
Giobbe, parlando del suo terribile avversario, Satana, dice: “Non vi è né spada, né lancia, né corazza che possa resistere davanti a lui. Non vi è potenza che sia paragonabile alla sua”. Ora è questa potenza che Michele ha vinto. È questo terribile avversario che un solo sguardo ha messo in fuga. Da parte sua il profeta dell’Antico Testamento Ezechiele così descrive l’angelo superbo: “Tu eri, dice a Lucifero, il sigillo della rassomiglianza divina; eri pieno di sapienza e perfetto in bellezza; ogni tipo di pietre preziose formavano il tuo abito. Tu eri il cherubino che distende le ali e che protegge. Tu eri posto al vertice della sacra montagna di Dio. Tale era la bellezza, tale era la gloria di Lucifero al tempo del suo splendore. Tali sono ora la bellezza e la gloria di San Michele. Dio liberamente ha voluto dare ciò al difensore dei suoi diritti. San Michele è stato gratificato delle prerogative di Lucifero come un vincitore delle spoglie e del bottino del vinto.
San Lorenzo Giustiniani scrisse: “Sebbene noi dobbiamo sommamente onorare tutti gli Angeli della celeste milizia: nulla di meno più principalmente ciò dobbiamo fare verso il gloriosissimo San Michele loro duce e gran capitano. Veneriamo in lui una sublime grazia, una singolare prerogativa e ministero, una insuperabile virtù, l’amore del Creatore e la costanza dello stesso combattente: ma in virtù di Quello, che lui, e noi tutti creò.” (San Lorenzo GIUSTINIANI, citato in G. Marangoni, 1739).
Un dotto frate francescano della fine del medioevo ha scritto: “Alcuni chiedono meravigliati la ragione per cui San Michele sia stato eletto da Dio ad un così alto onore e ufficio come già abbiamo detto poiché non è degli Angeli maggiori in Paradiso, anzi è dell’ordine dei Principati che sta nel mezzo di altri ordini. I santi Dottori rispondono che il Signore glorioso ha voluto fare comprendere che in verità l’onore non appartiene a nessuno per natura, né per sapere, né per potere, ma solo per volere di Dio, Signore nostro che vuole onorare chi Gli piace.” (Francesc EIXIMENIS, 1999).
Preghiere all'Arcangelo San Michele
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Dio onnipotente ed eterno, che con prodigio di bontà e misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della tua Chiesa il glorioso san Michele, concedici, mediante la sua benefica protezione, di essere liberati da tutti i nostri spirituali nemici. Nell’ora della nostra morte non ci molesti l’antico avversario, ma sia il tuo arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina Maestà.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Preghiamo:
O Signore, la potente intercessione del tuo Arcangelo Michele, ci protegga sempre e in ogni luogo; ci liberi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
Principe nobilissimo delle Gerarchie angeliche, valoroso guerriero dell’Altissimo, amatore zelante della gloria del Signore, terrore degli angeli ribelli, amore e delizia di tutti gli angeli giusti, mio dilettissimo Arcangelo San Michele, poiché io desidero di essere contato nel numero dei devoti e dei tuoi servi, oggi io come tale mi offro, mi dono e mi consacro a te, e pongo me stesso, la mia famiglia e quanto mi appartiene sotto la tua potentissima protezione. È piccola l’offerta della mia servitù, poiché sono un miserabile, peccatore. Ma tu gradisci l’affetto del mio cuore. Ricordati inoltre che se da oggi in avanti sono sotto il tuo patrocinio, tu devi assistermi in tutta la mia vita e procurarmi il perdono dei miei molti e gravi peccati, la grazia di amare di cuore il mio Dio, il mio caro Salvatore Gesù e la mia dolce Madre Maria, ed impetrarmi quegli aiuti che mi sono necessari per arrivare alla corona della gloria. Difendimi sempre dai nemici dell’anima mia specialmente nel punto estremo della mia vita. Vieni, allora, o Principe gloriosissimo, ed assistimi nell’ultima lotta. Con la tua arma potente respingi lontano da me nell’abisso dell’inferno quell’angelo prevaricatore e superbo che un giorno hai prostrato nel combattimento in cielo.
O eccelsa Madre di Dio, invia anche San Michele, l’invincibile capo degli eserciti del Signore, nella lotta contro gli emissari dell’Inferno tra gli uomini. Distruggi i piani degli empi e umilia tutti coloro che vogliono il male. O nostra potente protettrice, per mezzo dei risplendenti Spiriti celesti, custodisci su tutta la terra le chiese, i luoghi sacri e specialmente il Santissimo Sacramento dell’altare. Impedisci ogni profanazione ed ogni distruzione. Chi è come Dio? O buona e tenera Madre, Tu sarai sempre il nostro amore e la nostra speranza. Santi Angeli ed Arcangeli difendeteci e custoditeci.
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta. Sii Tu nostro sostegno, contro le insidie e le perfidie del demonio, Te ne preghiamo supplichevoli, che ti fui affidato dalla pietà celeste.
La Rinascita di un'Antica Devozione
Da alcuni anni è rinata un’antica devozione quasi dimenticata, con importanti implicazioni per la battaglia spirituale: la cosiddetta Quaresima di San Michele. Il commentatore e direttore dei contenuti di Exodus, Jared Staudt, afferma: “È tempo di rinnovarci, di prendere le armi della nostra grande battaglia spirituale. San Michele è l’angelo custode della Chiesa, che scacciò Lucifero dal cielo e protesse il popolo d’Israele durante tutto l’Antico Testamento.” Mentre Exodus rivolge un appello speciale agli uomini, questa pratica è aperta a tutti i fedeli. Jared Staudt invita anche a leggere il libro di Tobia, la cui storia si intreccia con l’intervento dell’arcangelo Raffaele, che guida e protegge Tobia in un cammino pieno di pericoli spirituali, pieno di esempi dell’attività protettrice e punitiva degli angeli.
Sull’importanza della devozione moderna a San Michele, il fondatore dell’associazione Milizia di San Michele Arcangelo ebbe a dire: “Nella mia lunga vita, ormai verso il tramonto, ebbi frequenti colloqui con Padre Pio da Pietrelcina, che fu veramente carismatico profeta nel convertire i cuori dei padri e dei figli e verso di me fu sempre benefico e segnalatore di provvide vie. Orbene il venerando religioso coi suoi devoti frequentatori insisteva talvolta sulla necessità morale che si rinnovasse il culto di San Michele Arcangelo: l’età apocalittica a cui si va incontro lo esige.” (Giuseppe DEL TON, 1985).
Ognuno di noi ha ricevuto da Dio, per suo immenso dono d’amore, un Angelo Custode per essere protetti e guidati nel cammino della vita. Nella Sacra Scrittura spesso troviamo la presenza di Angeli come fedeli “messaggeri di Dio” da Lui mandati per portare un annuncio o per soccorrere i suoi figli nei pericoli e guidarli ad una vita santa e a Lui gradita. I Santi sono sempre stati molto attenti alla presenza dell’Angelo Custode e lo pregavano frequentemente, ricevendone grandi benefici. Con la Chiesa chiamiamo San Michele il Principe gloriosissimo. Come lei, onoriamolo. “Ella onora ed invoca tutti i beati angeli del Signore, diceva il beato Pio IX, ma ella ha sempre voluto distinguere tra di essi, in onore ed in affetto, il glorioso arcangelo san Michele.” Come lei, preghiamolo.