Musica Strumentale nella Quaresima: Indicazioni e Riflessioni

La Quaresima, tempo liturgico di penitenza, riflessione e preparazione alla Pasqua, pone interrogativi specifici riguardo all'uso della musica strumentale nelle celebrazioni. La Chiesa, attraverso le sue norme e la sua tradizione, offre chiare direttive che mirano a salvaguardare lo spirito di questo periodo, enfatizzando la sobrietà e il sostegno al canto, piuttosto che l'esibizione solistica.

Norme Liturgiche sull'Uso degli Strumenti Musicali in Quaresima

Le indicazioni relative all'impiego degli strumenti musicali durante la Quaresima sono ben definite nei documenti liturgici. L'Introduzione al Messale, al n. 313, afferma che «In tempo di Quaresima è permesso il suono dell’organo e di altri strumenti musicali soltanto per sostenere il canto. Fanno eccezione tuttavia la domenica Laetare (IV di Quaresima), le solennità e le feste». Questa norma, antica e largamente conosciuta, chiarisce che il divieto non si estende al canto stesso, ma agli strumenti musicali utilizzati in modo solistico.

La Musicam Sacram, un'altra importante istruzione in materia, ribadisce che «Nelle Messe cantate o lette si può usare l’organo, o altro strumento legittimamente permesso per accompagnare il canto della «schola cantorum» e dei fedeli». Tuttavia, lo stesso documento specifica che «Il suono, da solo, di questi stessi strumenti musicali non è consentito in Avvento, in Quaresima, durante il Triduo sacro, nelle messe e negli uffici dei defunti». È dunque fondamentale che organisti e musicisti non solo possiedano perizia tecnica, ma anche una profonda conoscenza dello spirito della sacra liturgia, affinché la musica favorisca la partecipazione dei fedeli e assicuri il decoro della celebrazione.

organo a canne in una chiesa vuota, luce soffusa che evoca meditazione

L'Ordinamento Generale del Messale Romano, inoltre, sottolinea che l'organo e gli altri strumenti musicali devono essere collocati in modo da supportare sia la schola sia il popolo che canta. La benedizione dell'organo prima dell'uso liturgico è anch'essa raccomandata. Per la Quaresima, si ribadisce la moderazione nell'uso degli strumenti, «evitando di anticipare la gioia piena della Natività del Signore» e, naturalmente, quella pasquale.

Lo Spirito della Regola: Sobrietà e Contemplazione

Oltre la semplice applicazione delle norme, è cruciale cogliere lo "spirito della regola". L'invito alla sobrietà, che caratterizza questo intenso tempo liturgico, deve guidare le scelte musicali. Questo implica evitare egocentrismi manifestati da un volume sonoro dello strumento troppo invadente o da prolungamenti "narcisistici" delle finali dei canti. Tali esagerazioni sono considerate peggiori di un eventuale sottofondo musicale puramente strumentale in alcune parti del rito (escluse quelle pronunciate dal ministro che presiede), se ritenuto pastoralmente utile.

Gian Vito Tannoia, in un articolo su psallite.net, suggerisce all'organista di graduare sapientemente i registri e la fonica, nel rispetto delle forme liturgiche dei canti accompagnati, ma anche tenendo conto delle solennità e delle feste che possono coincidere con il periodo quaresimale (come S. Giuseppe o l'Annunciazione). L'idea di un "cammino" verso le "sonorità pasquali", in un crescendo che culmina nella Veglia di Pasqua, è un approccio musicale significativo.

La restrizione sull'uso solistico dell'organo in Quaresima non è una diminuzione del suo ruolo, ma una valorizzazione. Essa ricorda un parallelo, seppur ampio, con quanto avvenne agli ebrei dopo la caduta del Tempio di Gerusalemme, quando la musica festosa e sfarzosa si trasformò in quella semplice ed essenziale delle sinagoghe, segno di un dolore per la perdita del cuore del loro culto. La Quaresima è una via dolorosa, un tempo favorevole per porsi di fronte al mistero del dolore, del sacrificio e della Passione. Il tono gioioso che il suono solista dell'organo potrebbe aggiungere viene messo da parte per favorire la comprensione di questo senso di assenza e mancanza.

IL SILENZIO - TRENTANOVESIMO GIORNO DI QUARESIMA - Riflessione di Fra Giovanni

Il Silenzio come Elemento Liturgico Essenziale

Un aspetto fondamentale da riscoprire e riproporre in Quaresima è il silenzio, un momento e "luogo" insostituibile nella liturgia e nella vita. Il Messale lo raccomanda in molti momenti della Messa: prima dell'Atto penitenziale, dopo le letture (anche dopo la seconda), dopo l'omelia e dopo la Comunione. La Liturgia della Parola può essere preceduta da un brevissimo invito all'ascolto (un intervento strumentale, la lettura di un breve testo, il canto di un ritornello) oppure da un momento più prolungato di silenzio. Questa centralità della Parola di Dio può essere manifestata con una maggiore cura della Liturgia stessa, ponendo particolare attenzione al Salmo.

L'Alleggerimento degli Spazi e l'Assenza dei Fiori

L'austerità quaresimale si estende anche all'ambiente fisico della celebrazione. Si consiglia di alleggerire lo spazio, eliminando cartelli, fogli di avvisi o cose non necessarie, e alleggerire gli arredi. Anche l'assenza dei fiori costituisce un segno tipico della Quaresima, sebbene siano permesse le piante verdi. Come spiegato nell'articolo "L’ambiente liturgico in tempo di Quaresima", questa norma non è un formalismo, ma uno strumento educativo per richiamare i fedeli all'austerità del cuore, della mente e della vita, in vista di una purificazione dello spirito. L'assenza dei fiori richiama il deserto biblico, riportando l'uomo all'essenzialità e disponendolo alla verifica dei fondamenti dell'esistenza umana e cristiana. È compito della catechesi liturgica condurre i fedeli dal segno al suo significato, educandoli alla lettura spirituale del linguaggio simbolico. È tuttavia conveniente che una sobria presenza di fiori metta in evidenza la croce penitenziale nella Seconda Domenica di Quaresima, per esprimere la luce della risurrezione che già risplende nella gloria della trasfigurazione.

Canti e Musiche per la Quaresima

Per "celebrare cantando" in Quaresima, si consiglia innanzitutto di evidenziare l'atto penitenziale ogni domenica. Il celebrante presidente è invitato a cantillare il tropo (es. “Tu che ci comandi di perdonarci prima di venire al tuo altare”) e l'assemblea a rispondere con l'espressione penitenziale (e dossologica): “Kyrie, eleison!”. La comunità di Taizé, ad esempio, ha creato atti penitenziali caratterizzati da bellezza e semplicità.

Il salmo responsoriale comune può essere un'altra proposta adatta a caratterizzare le celebrazioni quaresimali, sottolineando il richiamo alla conversione e alla preghiera. È prevista la possibilità di sostituire il ritornello e il salmo del Lezionario per un maggiore coinvolgimento dell'assemblea. Per la Quaresima, in particolare, si suggerisce il Salmo 50. Le acclamazioni al Vangelo (l'Alleluia si omette in Quaresima) si trovano ai nn. 273-288 e possono essere utilizzate senza eccessiva preoccupazione per piccole variazioni testuali. Per la professione di fede, si può considerare come alternativa il Simbolo Apostolico.

spartito di musica sacra con note che richiamano la penitenza e la spiritualità

Dal Repertorio di canti per la liturgia «Nella casa del Padre», è opportuno valorizzare quelli che riprendono esplicitamente il tema evangelico, come "Soccorri i tuoi figli" (500) e "Io ti cerco, Signore" (495). Si possono anche attingere ai canti indicati per il Battesimo. Canti segnalati per l'inizio della celebrazione e per la Comunione sono spesso interscambiabili, a meno che il testo non ne orienti inequivocabilmente l'uso. La differenza non consisterà nella velocità metronomica, ma nello stile di esecuzione: solenne all'inizio, più sommesso e meditativo durante la Comunione.

don Antonio Parisi, esperto di musica liturgica, propone particolare sobrietà per il canto e la musica in Quaresima per essere coerenti con questo tempo liturgico e dare risalto all'esplosione di gioia nella notte di Pasqua. Egli indica di cantare soprattutto il Kyrie, il salmo responsoriale, il Santo e l'Agnello di Dio. Egli ha anche composto canti che possono essere proposti all'inizio delle celebrazioni eucaristiche, come un esempio per l'anno liturgico B, dove lo stesso canto viene riproposto per tutta la Quaresima, con una strofa riferita al vangelo di ogni domenica e un ritornello che evidenzia il tempo quaresimale. Canti come "Tempo di salvezza" o "È tempo di grazia" possono essere valutati per il loro adattamento all'età dei fedeli e alla loro esecuzione liturgicamente corretta.

La Musica nella Storia e la Quaresima

Nella storia delle religioni, la musica ha accompagnato momenti culminanti, di giubilo e di sostegno per le anime. Nelle culture antiche, il suono e la musica cerimoniale connettevano i sensi alla dimensione mistica. Sebbene le armonie celesti siano inimmaginabili alla comprensione umana, la musica è stata spesso associata alla vita ultraterrena e alla presenza divina.

IL SILENZIO - TRENTANOVESIMO GIORNO DI QUARESIMA - Riflessione di Fra Giovanni

Molti musicisti hanno accompagnato il tempo forte della Quaresima, inteso come tempo di silenzio e purificazione, con Cantate da chiesa, Oratori o semplici melodie popolari. Tra questi, Johann Sebastian Bach rappresenta un vertice insuperato. Con la sua "Passione secondo Matteo" e le sue cantate quaresimali, Bach ha elevato la musica sacra a espressione di una spiritualità profonda e austera, dove il grandioso non esclude l'intimità spirituale. Le sue composizioni, ispirate alle letture bibliche domenicali e basate su inni luterani, favorivano la penitenza in attesa della resurrezione. Per la spiritualità bachiana, il mondo spirituale è la realtà dell'essere, mentre la vita terrena è una "valle di lacrime", una Quaresima in attesa della vita eterna promessa da Cristo.

tags: #quaresima #e #musica #strumentale