Quaresima e la Chiesa Evangelica: Un'Analisi delle Diverse Prospettive

La Quaresima, un periodo di quaranta giorni che precede la Pasqua, è una pratica con profonde radici nella tradizione cristiana. Tuttavia, la sua osservanza e interpretazione variano significativamente tra le diverse confessioni, in particolare tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Evangeliche. Questo articolo esplora le diverse prospettive, le campagne evangeliche legate a questo periodo e le motivazioni teologiche dietro le scelte di accogliere o meno questa tradizione.

L'Approccio della Chiesa Evangelica Tedesca alla Quaresima

La Chiesa evangelica tedesca (EKD) ogni anno lega una campagna al periodo della Quaresima. Quest'anno, la campagna denominata "7 settimane senza" inizia il mercoledì delle ceneri, 5 marzo, con il motto “Prendere fiato!”. L'ambasciatore dell'azione, il vescovo di Hannover Ralf Meister, ha dichiarato che questa iniziativa "dovrebbe porre un contrappeso ai 'tempi senza fiato'", evidenziando come stia diventando "sempre più difficile respirare con calma."

Dal 1983, la Chiesa protestante ha avviato annualmente questa campagna di digiuno tra il mercoledì delle ceneri e il lunedì di Pasqua, con punti focali che cambiano ogni anno. "7 settimane senza" è coordinato da un ufficio di progetto presso il Gemeinschaftswerk der Evangelischen Publizistik (GEP) a Francoforte sul Meno.

Foto di persone che prendono fiato in un ambiente sereno o un logo stilizzato della campagna

La Quaresima nel Contesto Cristiano: Storia e Tradizione

Il periodo di Quaresima e Passione è il tempo in cui i cristiani commemorano la sofferenza e la morte di Gesù e si preparano per la Pasqua. L'antica pratica della Quaresima si riferisce a un periodo di 40 giorni prima della Pasqua, durante il quale si osservano alcune pratiche spirituali, tra cui anche il digiuno. Per molti, questa pratica viene vissuta come espressione di una 'grazia sacramentale' attraverso la quale, grazie alle rinunce, si ottiene il favore di Dio. Diventa un periodo 'meritorio' in cui, in seguito agli sfarzi e agli eccessi di Carnevale, si pratica l'austerità sobria e gravosa durante un periodo più religioso.

La Riforma e la Quaresima

La Riforma non ha rifiutato la Quaresima, ma ha fatto un passo indietro rispetto alle pratiche penitenziali. Nel XVI secolo, come ricorda Nicolas Cochand, docente di teologia pratica presso l'Istituto protestante di teologia di Parigi, "la critica dei riformatori si concentrava su quelle cose che bisognava fare per essere degni di ricevere la salvezza, come le indulgenze o il digiuno". Queste pratiche sono rimaste molto rigide nell'ortodossia, ma sono diventate meno stringenti nel cattolicesimo.

Oggi, da un punto di vista protestante, la Quaresima è soprattutto un tempo di solidarietà con i più poveri, un tempo di astinenza (ad esempio dall'alcol) e un tempo di esplorazione per una ricerca spirituale contemporanea e una vita più semplice. È la tradizione luterana che dà più spazio alla Quaresima nelle sue liturgie, in particolare attraverso la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri.

Sophie Letsch, pastora luterana della comunità Hauts de Bruche (Unione delle Chiese protestanti dell'Alsazia e della Lorena, Uepal), spiega: "La Quaresima è un momento in cui meditiamo sul significato della passione e morte di Gesù. Il fatto che Cristo si unisca a noi nella nostra debolezza ci rende consapevoli dei nostri limiti e possiamo sentire tanto più la sua grazia. La Quaresima è un momento in cui ci rifocalizziamo, dove ridefiniamo le nostre priorità."

La Quaresima tra i Giovani Evangelici: Pro e Contro

La Quaresima sembra essere sempre più popolare tra i giovani evangelici, notando una crescente attenzione e dibattito attorno a questa pratica. Alcuni giovani evangelici apprezzano la Quaresima come un'opportunità per mettere in pratica una disciplina spirituale che ha una lunga storia nelle varie correnti del cristianesimo (cattolici, ortodossi e molti protestanti osservano questo periodo di riflessione).

Altri evangelici credono che la Quaresima abbia il potenziale di riportare alla schiavitù della penitenza perpetua e dei rituali comuni al cattolicesimo, a cui i riformatori hanno giustamente reagito. C'è chi la considera una pratica storica con benefici spirituali, mentre altri sottolineano che gli evangelici l'hanno storicamente rifiutata a causa dei suoi potenziali eccessi.

Guardando alla Storia e al Dibattito Attuale

La storia mostra che la verità si colloca da entrambe le parti e da nessuna delle due. Molti cristiani nel corso degli anni hanno praticato una sorta di digiuno quaresimale, ma l'idea di "collegarsi con le proprie radici" praticando la Quaresima su base volontaria è solo metà della storia. Per molti dei nostri antenati, la Quaresima non era facoltativa, ma obbligatoria.

Allo stesso modo, molti cristiani hanno rifiutato qualsiasi tipo di digiuno quaresimale come "papismo romano", ma l'idea di collocarsi nei panni degli antenati protestanti nel rifiutare la Quaresima è solo metà della storia. Molti puritani, ad esempio, bandirono il Natale, la Pasqua e qualsiasi domenica speciale, pratiche che oggi sono ampiamente accettate anche in ambienti protestanti.

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Consigli di Trevin Wax

Trevin Wax, un autore e studioso evangelico, ha praticato il "digiuno" durante la Quaresima alcune volte, pur concentrandosi maggiormente sul periodo pasquale che si estende per le settimane successive alla Domenica della Resurrezione. Egli vede la Quaresima come un esercizio che può essere utile o dannoso, come molte discipline spirituali, e offre suggerimenti per coloro che la praticano e per coloro che si astengono.

Se pratichi la Quaresima:

  • Non dare l'impressione che i fratelli e sorelle che si astengono "si stiano perdendo qualcosa". Se un periodo di Quaresima fosse così importante per la crescita spirituale, gli apostoli lo avrebbero raccomandato. È ragionevole ricordare il modo in cui i cristiani a volte hanno permesso che questi periodi sfuggissero di mano, trasformandoli in una nuova legge, come ha chiarito Paolo (Colossesi 2:16), anche se il principio resta valido.
  • Nel tentativo di "riconnetterci con le nostre radici", c'è la possibilità di offendere un fratello più debole che ha trovato il suo precedente cattolicesimo o anglicanesimo o qualsiasi altra tradizione della chiesa alta come una cosa che prosciuga la vita, piuttosto che donarla.

Se non fai la Quaresima:

  • Non mettere in discussione le motivazioni di coloro che hanno trovato un beneficio spirituale nel dedicare un periodo dell'anno alla riflessione sulla passione di Cristo. Insinuare che la Quaresima sia una "cosa cattolica" significa ignorare la ricca storia protestante di questa pratica e rifiutarla per questo motivo paradossalmente pone Roma al centro della scena, con tutti che si posizionano semplicemente in riferimento alla Chiesa Cattolica Romana. Vietare la pratica può essere dannoso tanto quanto imporla.

La Quaresima nella Tradizione Cattolica: Significato e Pratiche

La Quaresima è considerata la "primavera della Chiesa", un tempo favorevole che invita in modo pressante alla conversione. Dura quaranta giorni ed è il tempo che precede e dispone alla celebrazione della Pasqua. In questo periodo, la Chiesa richiama alla necessità di "ritornare a Dio con tutto il cuore" (cfr. Gl 2,12), "seguendo le orme di Gesù" (cfr. 1Pt 2,21). È il tempo in cui si deve permettere al Signore di cambiare il cuore, di togliere ciò che appesantisce, per gustare la freschezza della vita evangelica.

La liturgia del tempo di Quaresima fa vivere la gioia del dono battesimale: ai catecumeni, attraverso i diversi gradi dell'iniziazione cristiana; ai fedeli, attraverso il ricordo del Battesimo e della Penitenza, per far sì che la vita di credenti recuperi le esigenze e gli impegni di questo Sacramento, che è alla base dell'essere cristiani. Il Tempo di Quaresima è un cammino, un vero "itinerario battesimale, nel senso che aiuta a mantenere desta la consapevolezza che l'essere cristiani si realizza sempre come un nuovo diventare cristiani: non è mai una storia conclusa che sta alle nostre spalle, ma un cammino che esige sempre un esercizio nuovo" (Benedetto XVI). La Quaresima diviene così una scuola vitale di purificazione e di illuminazione, per vivere delle parole di Gesù, che vengono ripetute al momento dell'imposizione delle ceneri: "Convertitevi e credete nel vangelo" (Mc 1,15). Questa è la sostanza della spiritualità quaresimale.

I Mezzi per Attuare la Conversione

I mezzi suggeriti per attuare la conversione sono:

  1. L'ascolto più profondo della parola di Dio;
  2. La preghiera più intensa e prolungata;
  3. Il digiuno;
  4. Le opere di carità.

L'Ascolto della Parola di Dio

L'ascolto più assiduo della parola di Dio mette ognuno in relazione con Cristo. È la base del nutrimento spirituale di ogni cristiano. Nelle Scritture, nella Bibbia, Dio parla per salvare, per comunicare in abbondanza la sua vita. La Parola non è semplicemente scritta per essere letta, ma per essere ricevuta, nella concretezza della vita. San Girolamo insegna che non conoscere la Scrittura significa non conoscere Cristo. Impegnarsi, ogni giorno, a trovare il tempo per fare silenzio, per ascoltare ciò che il Signore dice, è fondamentale. Questa relazione con Lui è la base di tutta la vita spirituale. La parola di Dio non è un monologo: Dio aspetta una risposta d'amore, che si compie mettendo in pratica la sua Parola. L'ascolto della Parola rende simili a Gesù Cristo, insegna a trovare nelle vicende della vita la traccia dell'amore di Dio, della sua presenza e della sua azione.

La Preghiera Intensa e Prolungata

Santa Teresa d'Avila diceva che la preghiera è una conversazione con Dio: "Non è altro che un rapporto d'amicizia, un trovarsi frequentemente da soli a soli con chi sappiamo che ci ama". Pregare in modo più intenso e frequente durante la Quaresima è quindi un modo per farsi più vicini a Gesù, come si fa parlando con un amico; è sentire che Lui ama, fa sempre compagnia e cammina insieme. Pregare è incontrare Dio, entrare in intima comunione con lui. Gesù invita a essere vigili e perseveranti nella preghiera, "per non entrare in tentazione" (Mt 26,41a). La preghiera sostiene la fedeltà, vivendo atti di fede nei confronti di Dio e dichiarando la disponibilità a fare la sua volontà.

Particolarmente importante è celebrare con fede il sacramento della Riconciliazione per incontrare la misericordia di Dio e ritornare a sentire che il Signore continua a fidarsi; tornare all'Eucaristia e impegnarsi nella recita della Liturgia delle ore, la preghiera ufficiale della Chiesa, considerata la più importante dopo la Santa Messa.

Il Digiuno

Il digiuno - insieme alla preghiera, all'elemosina e alle altre opere di carità - appartiene da sempre alla vita e alla prassi penitenziale della Chiesa: risponde al bisogno continuo del cristiano di conversione al regno di Dio, di richiesta di perdono, di implorazione dell'aiuto divino, di rendimento di grazie e di lode al Padre. La conversione a Dio si verifica sempre nella conversione all'amore fraterno (1Gv 4,20-21). La vittoria sull'egoismo deve rendere disponibili alle necessità dei poveri, manifestando la presenza di Dio per chi ha bisogno.

Il digiuno non è solo l'astensione da cibi particolari, ma anche sapersi limitare nei vizi peggiori, quali il chiacchiericcio, la polemica, l'aggressività, l'avarizia, ricordando che ciò che offende l'altro offende Gesù. Proponendo il digiuno, la Chiesa dimostra grande sapienza, inducendo ogni cristiano a verificare il rapporto tra il proprio corpo e il senso generale della vita. Digiunando con il cuore si sperimentano gioia e pace. Papa Francesco afferma che il digiuno "costituisce un'importante occasione di crescita" perché "ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario" e "ci fa più attenti a Dio e al prossimo", ridestando "la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame".

Le Opere di Carità

Le opere di carità, alla luce della parola di Dio, che di continuo richiama la comunità cristiana ai diritti "dello straniero, dell'orfano e della vedova", sono il gesto in cui il cristiano, avvertendo la sua responsabilità nei confronti del mondo, spesso segnato da ingiustizie, si lascia toccare dalla fragilità altrui. "Qual è, infatti, il digiuno che gradisco - dice il Signore - se non spezzare le catene inique, rimandare liberi gli oppressi, accogliere il forestiero…", cui fa eco la parola di Pietro "vergognatevi voi che trattenete le cose altrui, imitate piuttosto la bontà divina e così nessuno sarà povero". Le opere di carità aiutano a capire che l'atteggiamento fondamentale verso gli altri deve essere di amore. Amare il prossimo come sé stessi è il più grande comandamento, il più difficile da attuare perché presuppone abbandonare l'egoismo. Solo i gesti concreti dimostrano che la parola di Dio sta cambiando la logica della vita dei credenti. Digiunare, nella vita, significa rinunciare a ciò che riempie la pancia, ma non sazia il cuore.

Segni Liturgici della Quaresima

Come nell'Avvento, anche in Quaresima la liturgia propone alcuni segni che nella loro semplicità aiutano a comprendere meglio il significato di questo tempo. In Quaresima il colore dei paramenti liturgici del sacerdote è il viola, che richiama un sincero cammino di penitenza e di conversione. Mentre nella quarta domenica, la cosiddetta domenica "Laetare", i paramenti liturgici sono di colore rosaceo.

La croce è un segno centrale di questo tempo. Può essere semplice, di legno, senza il Crocifisso e senza decorazioni. Deve essere sufficientemente grande per essere vista da tutta l'assemblea e per essere comodamente portata dal sacerdote nelle processioni penitenziali e nella Via Crucis. Essa fa il suo ingresso nella chiesa con la processione penitenziale il Mercoledì delle Ceneri. Da allora può essere posta su un ceppo in un luogo ben visibile, per tutto il tempo di Quaresima. La croce, senza il Crocifisso, ricorda ai fedeli che è necessario essere crocifissi con Cristo per poter partecipare alla sua gloria, perché "certa è questa parola: se moriamo con lui, vivremo anche con lui" (2Tim 2,11).

Dopo aver guidato simbolicamente il cammino quaresimale, la croce si congeda dalla Quinta Domenica di Quaresima, alle soglie della Settimana Santa, quando verrà velata, fino al Venerdì Santo, quando l'attenzione si poserà sul Crocifisso, che sarà convenientemente esposto all'adorazione dei fedeli.

Rappresentazione di una croce semplice, senza crocifisso, utilizzata nella Quaresima

Meditazione sulla Passione del Signore

Durante la Quaresima è bene meditare sulla passione del Signore con assiduità, facendo entrare nel cuore i suoi stessi sentimenti di amore. Sant'Alberto Magno dice che un'ora di meditazione sulla passione del Signore vale di più che una Quaresima a pane e acqua. Non c'è nulla, infatti, che stimoli maggiormente l'amore per il Signore quanto il contemplare l'amore misericordioso che Cristo ha avuto per noi. La meditazione della passione del Signore porta a considerarsi piccoli, a essere umili, a cercare di ricambiare in qualche modo quello che ha fatto per noi. Nella storia millenaria della Chiesa, Gesù ha illuminato alcuni mistici, come Anna Katharina Emmerick e Camilla Battista da Varano, fornendo particolari su questo importante e drammatico avvenimento che ha cambiato la storia dell'umanità. Non si dovrebbe lasciare trascorrere invano questo tempo favorevole.

Quaresima 2025 - Lectio Divina sulla parabola del figlio prodigo

La Posizione delle Chiese Protestanti Italiane: Il "Tempo della Passione"

Per le chiese protestanti storiche in Italia, la parola Quaresima non rientra nel vocabolario, come ben spiegato durante una puntata della trasmissione "Culto Evangelico" dal pastore Luca Baratto. Egli afferma: "Le chiese evangeliche del nostro paese - almeno quelle che seguono l'anno liturgico - preferiscono chiamare questo periodo «Tempo della Passione»." Questo corrisponde allo svolgersi del racconto dei vangeli che, dopo gli inizi in Galilea, vedono Gesù dirigersi verso Gerusalemme: un viaggio difficile, costellato da incomprensioni con i discepoli, e soprattutto dall'annuncio che in quella città Gesù sarà preso e ucciso.

Il pastore Baratto specifica inoltre: "C'è, però, anche da dire che i protestanti italiani non usano la parola Quaresima perché a essa è legata una spiritualità che non appartiene loro. A un evangelico suona strano che ci sia un particolare periodo dell'anno da dedicare alla contrizione e al pentimento; in realtà, l'intera vita di un credente è la conferma di essere un peccatore perdonato. Allo stesso modo, non appartiene alla mentalità protestante l'obbligo religioso di rinunce o penitenze. Scrive il profeta Isaia che il vero digiuno non è dedicare un giorno all'astinenza dal cibo, ma saper dividere il pane con chi ha fame."

Perché gli Evangelici non Celebrano il Mercoledì delle Ceneri e la Quaresima?

In un contesto a maggioranza cattolica romana, come ad esempio Roma, i bambini di famiglie evangeliche spesso si pongono la domanda: "perché noi evangelici non celebriamo il Mercoledì delle Ceneri e la Quaresima?". Sebbene alcuni evangelici scelgano di celebrare la Quaresima, e in alcune province del mondo evangelico sia diventata quasi una moda associarvi rinunce (a cibi, viaggi, social), l'apostolo Paolo ha detto che dovremmo lasciare che le persone seguano i dettami della loro coscienza per quanto riguarda le feste (Romani 14,5). Ecco tre ragioni principali fornite per questa non celebrazione:

1. Non è un mandato biblico

Il Mercoledì delle Ceneri e la Quaresima sono una pratica della tradizione. Questo non significa necessariamente che sia contraria alla Bibbia, ma certamente non è biblica. Le sue origini affondano nella pietà medievale, il che spiega perché è osservata soprattutto da cattolici, metodisti e anglicani. In quel periodo la salvezza per grazia per la fede soltanto era stata per così dire oscurata e sostituita con una religiosità delle opere meritorie. La Quaresima e i riti ad essa associati erano quindi parte di una teologia che stava deviando dall'insegnamento biblico.

2. Si rischia l'orgoglio spirituale

Mentre la confessione corporale del peccato è necessaria (praticata ogni domenica nel culto evangelico quando si chiede perdono al Signore), l'idea di spargere cenere sulla fronte rischia di comunicare un messaggio diverso: "Guardatemi! Sono religioso e sto digiunando". Il digiuno dovrebbe essere in ultima analisi una cosa tra la persona e Dio, privata e intima, come ha comandato Cristo:

“Quando digiunate, non abbiate un aspetto malinconico come gli ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità: questo è il premio che ne hanno. Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.” (Matteo 6,16-18 NR06)

Illustrazione del Vangelo di Matteo 6,16-18: una persona che digiuna in privato, senza ostentazione

3. Promuove un'idea di salvezza per mezzo delle opere

Quando si tratta di digiunare durante la Quaresima, c'è il rischio che rinunciando a qualcosa le persone si impegnino in un'opera e in un rapporto transazionale con Dio. Molte persone celebrano la Quaresima per impressionare Dio o gli altri, o peggio ancora - lo fanno credendo di aumentare l'amore di Dio per loro. Questo rischio esiste per qualsiasi disciplina spirituale, ma l'insegnamento ufficiale della Chiesa Cattolica Romana richiede questo rapporto transazionale con Dio per meritare la propria salvezza. L'abnegazione può certamente essere usata per aiutare ad aumentare l'appetito per la Parola di Dio e per crescere nell'amore per l'opera perfetta di Cristo che redime i peccatori, ed è parte della vita cristiana. Tuttavia, si tratta di una chiamata quotidiana, non legata a una particolare stagione soltanto.

Un'altra ragione, personale, che viene talvolta citata per non aderire rigidamente a certi digiuni è l'apprezzamento per tradizioni culinarie, come mangiare salsiccia e patate sulla pizza il venerdì, con un cuore ripieno di lode e ringraziamento al Signore.

Riflessioni Finali sull'Atteggiamento del Cuore

Non è tanto la pratica del digiuno o della non-pratica a essere centrale, ma l'atteggiamento sottostante del cuore. Se c'è qualcosa a cui si dovrebbe rinunciare in questo periodo dell'anno, è il senso di superiorità nei confronti di chi è fuori dalla chiesa o di chi è dentro la chiesa ma fa le cose in modo diverso. La croce pone tutti sullo stesso piano.

Trevin Wax è il vice presidente della ricerca e sviluppo delle risorse presso North American Mission Board e docente esterno della Cedarville University. Ex missionario in Romania, è editorialista di The Gospel Coalition e ha lavorato per The Washington Post, Religion News Service, World e Christianity Today. Ha insegnato corsi sulla missione e ministero presso il Wheaton College e ha tenuto conferenze su cristianesimo e cultura presso la Oxford University. È autore di diversi libri. Lui e sua moglie Corina hanno tre figli.

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