Don Marco Lai: 25 Anni di Sacerdozio e Impegno Comunitario

La vita di Don Marco Lai è un esempio di dedizione e impegno costante verso la comunità e i valori evangelici. La sua storia sacerdotale è segnata da un profondo legame con il territorio sardo e da un’instancabile attività pastorale e sociale.

Un Ritorno a Sant'Eulalia dopo 25 Anni

Don Marco Lai era già stato a Sant’Eulalia nel 1984, in missione da giovane sacerdote. A distanza di 25 anni, è tornato ufficialmente. Nel 2010, l’allora Arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Mani, lo ha chiamato alla guida della parrocchia. Don Marco Lai ha accettato con entusiasmo, ritrovando peraltro un quartiere profondamente cambiato.

“Agli inizi degli anni ‘80 c’erano in giro poche macchine e molti bambini. Le strade erano praticamente i cortili in comune delle case. Le famiglie erano legate da stretti rapporti di solidarietà. Era un quartiere popolare sino in fondo”, ha ricordato Don Marco. Con il tempo sono scomparsi anche i profumi: “per sentire quello di pesce oggi devi passare davanti ai ristoranti. 30 anni fa bastava girare per le strade di Marina, abitate da molti pescatori”.

Foto storica del quartiere Marina a Cagliari negli anni '80

La Metamorfosi del Quartiere Marina: Sfide e Integrazione

In passato sovraffollata, Marina si è progressivamente spopolata, in parte per effetto di vecchie graduatorie per l’assegnazione di case popolari che portarono molte famiglie in affitto nel rione a trasferirsi in periferia. Il recente arrivo di un flusso di immigrati ha cambiato nuovamente volto e storia del quartiere di fronte al porto, una metamorfosi che Don Marco descrive come “senza traumi”. “Marina ha saputo accettare, armonizzarsi”, ha affermato.

Sulla questione dell’integrazione, Don Lai si interroga: “Come arrivare a una completa integrazione?”. La sua risposta è chiara: “Attraverso la conoscenza reciproca, il dialogo interculturale e interreligioso, dove l’accettazione della differenza diventa affermazione di civiltà”.

Mappa del quartiere Marina di Cagliari con indicazione dei punti chiave

Il Ruolo della Caritas Diocesana e il Dialogo Interreligioso

Le formule di pacifica convivenza trovano quotidiana conferma anche alla Caritas diocesana di Cagliari, di cui Monsignor Lai è direttore: “La Caritas è un laboratorio d’incontro di culture, nazionalità, storie ed anche religioni”. Sulla richiesta dei musulmani di costruire una Moschea, il parroco di Sant’Eulalia non lascia spazio alla retorica: “Ci sono valutazioni sulla Moschea che spettano alle istituzioni politiche. Tuttavia, il culto deve essere garantito a tutti con una sala dove poter pregare anche quando piove. A Torino, ad esempio, dove al momento non c’è una Moschea, ci sono almeno 5 sale di culto”.

CAGLIARI - Centro Caritas diocesana - Don Marco, operatori e volontari

Progetti per il Rilancio del Centro Storico e delle Periferie

Animato dalle attività culturali e arricchito di nuove lingue e colori multietnici, al quartiere servono ora “politiche abitative per tutti, per tutte le tasche, senza lasciare niente al caso o alla speculazione”. Secondo gli auspici, gli interventi per riportare gli abitanti a Marina potrebbero restituirle, almeno in parte, la sua fisionomia. “Non riesco ad immaginarmi il centro storico senza la sua cultura, senza le sue tradizioni. Non può limitarsi alla presenza di alberghi, ristoranti, uffici e campus diffuso. Nelle vie ci deve essere anche gente che le abita, che ‘strilla’. Un conto è per i turisti visitare ruderi o bei palazzi architettonici. Un altro è incontrare il cuore pulsante della città”, ha sottolineato Don Lai, che guarda con interesse al futuro del rione: “Marina è in piena evoluzione”.

Testimoni del Vangelo, ogni giorno i sacerdoti offrono il loro tempo, ascoltano le difficoltà e incoraggiano percorsi di ripresa. E a ricostruire il tessuto comunitario e produttivo della periferia rurale sarda ci pensa proprio Don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia e direttore della Caritas diocesana, impegnato nel tentativo di fare rete e arginare lo spopolamento che negli scorsi anni ha determinato una fuga senza precedenti in una regione che detiene, secondo dati Istat, uno dei tassi di natalità più bassi a livello nazionale nel 2020 (5,1 per mille) e in calo rispetto al 2019 (5,5 per mille).

Elementi statistici che segnalano una profonda crisi economica e occupazionale confermate da una contrazione media della popolazione dell’1,4% tra il 2019 e il 2020. Le proiezioni sul futuro rischiano di non essere incoraggianti. Un’iniziativa significativa nasce nell’ambito dell’Impresa sociale “Lavoro Insieme”, realizzata dalla Caritas diocesana di Cagliari e dalle sue Fondazioni con un capitale sociale di 10mila euro all’indomani della Settimana sociale dei cattolici del 2017 e che ha generato 50 posti di lavoro.

Il progetto si snoda in un’area, attraversata da altopiani e colline, che comprende nove comuni, tra cui Ballao, paese natale di Don Marco che qui è stato ordinato sacerdote nel 1982. Don Marco Lai sa che la presenza della chiesa cagliaritana sul territorio è fondamentale. Lo conferma anche Chicco Frongia, sindaco di Ballao, spiegando che “tutte le nostre comunità stanno vivendo una fase critica di spopolamento, per arginare questo fenomeno dobbiamo coinvolgere tutte le forze che sono sensibili”.

E così si riparte dalla valorizzazione del territorio per mirare allo sviluppo sostenibile - dopo gli anni delle miniere e dell’industria chimica - seguendo il filo tracciato dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. La scommessa unica nel suo genere intrapresa dall’arcidiocesi di Cagliari abbraccia terre, persone, salute ed ecosostenibilità. Una fitta tela ispessita di identità, coscienza ambientale, rispetto e promozione del territorio per sostenere un rilancio che passa soprattutto da una condivisione d’intenti.

Infografica: Progetto

Il Sostegno ai Sacerdoti e l'Impegno della Comunità

“Il sacerdote per svolgere il proprio compito ha bisogno di sostegno e supporto per vivere una vita decorosa”, sottolinea Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica. Le offerte rappresentano il segno concreto dell’appartenenza ad una stessa comunità di fedeli e costituiscono un mezzo per sostenere concretamente tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro. “I nostri sacerdoti hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto delle comunità”, aggiunge Compagnoni.

Questa è solo una delle tantissime storie di salvezza e aiuto portate avanti sul territorio da sacerdoti, impegnati in prima linea, e dalle loro comunità. Le Offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, sono espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani: dal proprio parroco al più lontano. Nate come strumento per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo e 3.000 sacerdoti, ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio agli altri e del Vangelo. L’importo complessivo delle offerte nel 2020 si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro rispetto ai 7,8 milioni del 2019.

CAGLIARI - Centro Caritas diocesana - Don Marco, operatori e volontari

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