La Quaresima è un periodo di quaranta giorni di preparazione e attesa che precede la Pasqua, la festa della morte e resurrezione di Gesù Cristo. È un tempo di conversione e di rinnovamento, teso a conformare l'esistenza dei fedeli a quella di Gesù, al fine di morire al peccato per rinascere con Lui alla vita nuova. San Giovanni Paolo II ha descritto la Quaresima come un “impegno per una nuova vita, ispirata ai valori del Vangelo”, un cammino che allontana dall’egoismo e avvicina a Cristo.
In questo percorso di penitenza e purificazione, il digiuno, la preghiera e l’elemosina sono le pratiche principali. La Chiesa ha fornito regole e linee guida specifiche per il digiuno e l'astinenza, fondamentali per definire il cammino quaresimale verso il rinnovamento spirituale.
Il Significato del Digiuno e dell'Astinenza nella Chiesa Cattolica
Che cos’è il Digiuno?
Nella Chiesa cattolica, il digiuno è una pratica di autodisciplina con finalità penitenziale. Nel contesto della Quaresima, si riferisce alla riduzione dell’assunzione di cibo e alla limitazione del numero di pasti. La costituzione apostolica Paenitemini, pubblicata nel 1966 sotto il pontificato di san Paolo VI, spiega che la legge del digiuno obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate.
Che cos'è l'Astinenza dalle Carni?
L’astinenza si riferisce all'”astensione” dalla carne. Il quarto dei cinque precetti generali della Chiesa recita: «In giorni stabiliti dalla Chiesa astieniti dal mangiare carne e osserva il digiuno». Viene inoltre ribadito come ogni venerdì dell’anno sia un giorno di particolare penitenza, in preparazione alla Pasqua della settimana, la domenica. Ne segue che il precetto di astinenza dalle carni vale per tutti i venerdì dell’anno, anche se ogni Conferenza Episcopale può sostituire il precetto penitenziale dell’astinenza dalle carni con un’altra indicazione. È il caso della Conferenza Episcopale Italiana, che con una nota pastorale del 1994 ha stabilito che l'astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che non coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 o il 25 marzo).

Regole Specifiche per il Digiuno e l'Astinenza in Quaresima
Giorni di Osservanza Obbligatoria
Le regole del digiuno e dell'astinenza si applicano in modo particolare in due giornate:
- Il Mercoledì delle Ceneri, che segna il primo giorno di Quaresima.
- Il Venerdì Santo, in cui i cristiani commemorano la passione e la crocifissione di Gesù Cristo.
In questi due giorni, i cattolici possono consumare solo un pasto completo e due pasti più piccoli che, combinati, non corrispondono a un pasto normale. Inoltre, non possono mangiare carne in questi due giorni e in tutti i venerdì di Quaresima. Quanto al Sabato Santo, l'astensione e il digiuno sono solo “consigliati”. Sebbene il Venerdì Santo faccia parte del Triduo Pasquale che segna la fine della Quaresima, è un giorno di astinenza, ed è meglio astenersi dalla carne, come nei venerdì di Quaresima.
Chi è Obbligato e Chi è Esente
Secondo il Codice di Diritto Canonico:
- All'astinenza dalle carni o da altro cibo «sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14° anno di età».
- Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni (dai 18 anni) fino ai 60 anni.
Sono esenti dal digiuno i bambini, gli adulti con malattie fisiche e mentali, le donne incinte e quelle che allattano. Il buon senso deve prevalere, e nessuno dovrebbe mettere a rischio la propria salute per digiunare. Per i bambini piccoli che non digiunano, i genitori devono comunque comunicare il significato della penitenza.
Cosa si può Mangiare e Bere
Durante la Quaresima, i cristiani praticanti seguono un'alimentazione leggera, a base di cibi semplici e poco elaborati, con anche momenti di astinenza e di digiuno. In linea di massima, si possono sempre mangiare pasti frugali, con cibi come verdure, legumi, cereali, frutta, uova, latticini e pesce povero. La carne e i cibi più pregiati vanno mangiati con moderazione e non il venerdì. L'astinenza si riferisce al cibo e non ad altre pratiche.
Perché il Pesce è Ammesso?
Nei giorni di magro, la regola è quella del “carnem-levare”, eliminare la carne, espressione dalla quale non a caso deriva il termine carnevale. L'usanza comune è quella di mangiare il pesce. Questo perché la carne, specialmente quella rossa, è da sempre considerata un cibo opulento, e quindi poco consono per un momento di riflessione come quello quaresimale. San Tommaso d’Aquino scriveva che la carne rossa dà più piacere, per cui eliminarla sarebbe dimostrazione di maggior sacrificio, a differenza dei pesci. Le fritture di pesce, per esempio, sono un’ottima opzione per i venerdì di Quaresima, purché il pasto sia modesto e non un sontuoso banchetto di lusso. Esistono numerose ricette tradizionali quaresimali a base di pesce o verdure, spesso con ingredienti poveri ma saporiti, come la polenta e aringa, il cappon magro ligure o diverse preparazioni di baccalà. Pellegrino Artusi, per la Quaresima, consigliava spaghetti conditi con noci, zucchero, spezie e pangrattato.
Liquidi e Alcolici
Non ci sono regole specifiche sui liquidi, quindi caffè, tè e soda vanno bene, tranne per l'astensione dal cibo un’ora prima di ricevere la Comunione. Un frullato che costituisce un pasto, tuttavia, conterà come cibo. La Chiesa non pone limiti specifici all’alcol, raccomandando la discrezione personale, in coerenza con lo spirito di sobrietà del periodo.

Quando Finisce il Digiuno Quaresimale?
La Quaresima termina il Giovedì Santo, ma il digiuno quaresimale e gli impegni personali di solito continuano fino a Pasqua, affinché i fedeli siano pronti a celebrare le gioie della domenica di resurrezione con cuore sollevato. Le domeniche di Quaresima non sono “giorni prescritti di digiuno e astinenza”, e l'eventuale mantenimento di sacrifici personali è una decisione individuale.
La Quaresima nella Storia e le Confessioni Cristiane
Originariamente, la Quaresima iniziava di domenica. Fu Papa Gregorio Magno a spostarne l’inizio al Mercoledì delle Ceneri. Fino all'inizio del XX secolo, la Quaresima era un periodo molto più rigido: le regole ecclesiastiche, tra le altre cose, richiedevano espressamente di privarsi anche di uova e latticini, oltre alla carne. Oggi le indicazioni sono meno restrittive, ma l’idea del digiuno e dell’astinenza rimane.
Ogni confessione cristiana segue regole diverse, e non esiste una “dieta quaresimale” universale. Per esempio, nelle comunità ortodosse in tutta la Grecia e nel mondo, il digiuno quaresimale ha secoli di storia ed è molto più stretto, includendo l'astinenza non solo dalla carne, ma anche da latticini, uova, e spesso olio d'oliva (se non nei fine settimana) e pesce (eccetto in alcune festività). Questa pratica è paragonata a un allenamento di resistenza per il corpo e lo spirito, essenziale per una più profonda meditazione e concentrazione.
TSD Focus - Il significato e la storia della quaresima
Il Significato Spirituale Profondo del Digiuno
Il digiuno va inteso anzitutto come esercizio di quella sobrietà, che è antidoto al consumismo oggi così invasivo. Proprio in questo ritorno all’essenziale, il digiuno aiuta a far emergere la verità di ciò che siamo davanti a Dio ed è insieme il segno della speranza e dell’attesa. Privarsi di qualcosa nel cibo non mira a indebolire le nostre forze fisiche, ma ad abbassare le pretese del nostro orgoglio e della nostra presunzione. È un modo per rafforzare l'anima, seguendo l'esempio di Gesù nel deserto, per riempirsi di Lui.
Al digiuno va unita la preghiera, intesa come tempo e spazio del cuore per lasciarsi amare da Dio, e la carità, vissuta come compagnia al dolore di chi soffre, aiuto a chi è nel bisogno e solidarietà. Digiuno, preghiera e carità smascherano la falsità dei calcoli del mondo, aiutandoci a discernere le priorità della nostra vita e a essere ricettivi alla Parola di Dio.
Digiuno Quaresimale e Salute: Una Prospettiva Medica
Dal punto di vista scientifico, ridurre l'apporto calorico e mangiare meno può avere effetti positivi sulla salute, dal miglioramento del tasso di colesterolo a un migliore controllo degli zuccheri nel sangue. Tuttavia, non si può fare un discorso generalizzato su ore, tipologia, durata e frequenza ideale di digiuno.
In linea di massima, le persone in buone condizioni di salute che osservano il digiuno quaresimale di quasi 24 ore di astinenza parziale dal cibo nel Mercoledì delle Ceneri e nel Venerdì Santo non corrono grandi rischi. Nessun problema nemmeno per l'eliminazione della carne in alcune giornate, basta sostituirla con altre fonti di proteine come legumi, pesce, uova e latticini. Nei giorni di digiuno quaresimale è importante consumare un pasto completo, che apporti tutti i principali gruppi nutrizionali (carboidrati, proteine e grassi, più una quota di vitamine e sali minerali), evitando però di esagerare con pasti eccessivamente calorici, per non vanificare il principio della restrizione.
Digiuno Quaresimale vs. Digiuno Intermittente Moderno
Il digiuno intermittente e la pratica tradizionale della Quaresima condividono l’atto dell’astensione dal cibo, ma nascono da premesse profondamente diverse. La Quaresima è un percorso di quaranta giorni focalizzato storicamente sulla restrizione calorica o sull’eliminazione di specifici alimenti per fini etici o spirituali. Il digiuno intermittente, invece, è un protocollo cronometrico moderno che si concentra su quando mangiare, alternando finestre di alimentazione a periodi di digiuno completo.
Questa distinzione è cruciale dal punto di vista medico: la pratica tradizionale agisce spesso come una dieta ipocalorica classica, mentre il digiuno intermittente mira a modulare la risposta ormonale e metabolica dell’organismo attraverso la gestione del tempo. Quando il corpo entra in uno stato di digiuno per un periodo sufficientemente lungo (solitamente oltre le dodici o sedici ore), si innescano processi biologici specifici, come la diminuzione drastica del livello di insulina nel sangue e l'attivazione dell'autofagia (un processo di pulizia interna delle cellule).
Nella Quaresima tradizionale, se ci si limita a ridurre le porzioni o cambiare tipologia di alimenti senza rispettare una finestra temporale di digiuno totale, questi benefici biochimici legati alla pausa metabolica profonda potrebbero non manifestarsi con la stessa intensità. Se l’obiettivo è la perdita di peso e il miglioramento della sensibilità insulinica, il digiuno intermittente offre un quadro d’azione più rigoroso e supportato da evidenze consolidate nella medicina preventiva.
La Quaresima, pur avendo un valore educativo importante nel promuovere la consapevolezza alimentare e la disciplina personale, la sua natura temporanea e stagionale spesso porta al recupero del peso perso una volta terminato il periodo di restrizione, a meno che non si verifichi un cambiamento strutturale permanente nelle scelte alimentari. Entrambe le pratiche richiedono un approccio equilibrato per evitare carenze nutrizionali o stress eccessivo per l’organismo, con una dieta densa di nutrienti essenziali, fibre e proteine di alta qualità durante le finestre di alimentazione.
Avvertenze e Consulenza Professionale
Il digiuno, in ogni sua forma, non è indicato per tutti. Donne in gravidanza, soggetti con pregressi disturbi del comportamento alimentare o persone affette da patologie croniche devono necessariamente consultare il proprio medico internista prima di modificare i propri ritmi circadiani o calorici. La medicina moderna suggerisce che la regolarità dei cicli di alimentazione e digiuno sia più efficace per la longevità e la salute metabolica rispetto a restrizioni sporadiche. La scelta vincente è quella che permette di mantenere un rapporto sereno con il cibo, trasformando la restrizione in uno strumento di benessere consapevole.