Le tovaglie d’altare, elementi tessili spesso sottovalutati, rivestono un ruolo cruciale nella liturgia cristiana. Non sono semplici decorazioni, ma simboli profondi di rispetto, purezza e sacralità, che contribuiscono a creare un’atmosfera di preghiera e riverenza durante le celebrazioni. Anticamente, l'altare simboleggiava la mensa del Signore e la tavola del Cenacolo, ed era immagine stessa di Cristo.
Storia ed Evoluzione delle Tovaglie d’Altare
L’uso delle tovaglie d’altare affonda le radici nelle prime comunità cristiane. Inizialmente, l’altare era una semplice tavola di legno o pietra utilizzata per celebrare l’Eucaristia. Con il passare del tempo, si sviluppò la consuetudine di coprire l’altare con un panno bianco, simbolo di purezza e rispetto. Nei primi secoli, le tovaglie erano semplici e sobrie, realizzate in lino o cotone.

Dopo Costantino, la tovaglia divenne parte essenziale del corredo dell'altare. Ce ne fanno testimonianza molti passi di scrittori ecclesiastici e anche opere d’arte come i mosaici di S. Vitale e S. Apollinare in Classe a Ravenna del IV e VI secolo, che mostrano altari coperti di ampie tovaglie che scendono da tutti i lati. La prima testimonianza scritta sull'uso delle tovaglie risale al secolo IV, con Optato di Milevitano che verso il 370 scrive: «Chi tra i fedeli ignora che nella celebrazione dei Santi Misteri il legno (altare) si copre con un panno di lino?»
Con l’aumento della ricchezza e dell’influenza della Chiesa, le tovaglie d’altare divennero più elaborate, decorate con ricami, pizzi e inserti preziosi. Durante il Medioevo, le tovaglie d’altare raggiunsero il loro apice di splendore, con esemplari riccamente ornati che richiedevano anni di lavoro per essere completati. Anticamente si adornava il coprialtare e si lasciavano le tovaglie con un semplice orlo; dopo il 1000 si cominciò a ornarle. Oggi, le tovaglie d’altare continuano ad essere un elemento essenziale della liturgia, sebbene spesso caratterizzate da un design più sobrio e contemporaneo.
Simbolismo e Significato Teologico
Il simbolismo delle tovaglie d’altare è ricco e stratificato. La tovaglia per altare è annoverata tra i paramenti più antichi. Ci sono diverse interpretazioni sul suo significato. La più menzionata è quella di Papa Silvestro I che parla della tovaglia come simbolo del sudario in cui Gesù fu avvolto nel sepolcro, un telo di lino bianco.

Il vescovo Guglielmo Durando nel suo libro Rationale divinorum officiorum spiega che la natura umana di Gesù nato nel grembo di Maria si ritrova nell’utilizzo del lino, un tessuto la cui fibra viene dalla terra. Anche il colore bianco che il lino acquisisce dopo una lunga lavorazione è simbolo della resurrezione di Gesù, raggiunta dopo una lunga sofferenza.
Il colore bianco, predominante nelle tovaglie, rappresenta la purezza, la santità e la risurrezione di Cristo. La forma rettangolare della tovaglia simboleggia la tavola dell’Ultima Cena, dove Gesù istituì l’Eucaristia. Il fatto che la tovaglia copra interamente l’altare indica che l’altare è un luogo sacro, dedicato esclusivamente al culto divino. Inoltre, la tovaglia protegge l’altare dalla profanazione e dagli agenti esterni, preservandone la sacralità. In sintesi, la tovaglia d’altare è un simbolo tangibile della presenza di Cristo e della sacralità del mistero eucaristico.
Arredo Liturgico e il Mistero Eucaristico
È un luogo comune ritenere che gli arredi dell’altare siano casuali o comunque di poca importanza e, di conseguenza, vengano disposti in modo improprio o eliminati. In realtà, anche l’arredo liturgico dell’altare rivela aspetti essenziali del Mistero e rende visibile nel simbolo le dimensioni interiori del Sacrificio e del Convito, che sull’altare si compie.
Per arredo liturgico dell’altare non si intende la materia del divino Sacrificio, ossia le oblate (pane, vino ed acqua), ma quegli oggetti che costituiscono quasi le ‘insegne’ dell’altare stesso e lo configurano come ‘icona’ di Cristo Sommo Sacerdote, che compie l’azione liturgica. La tovaglia, la croce e almeno i due ceri proclamano le tre parti indissolubili dell’evento eucaristico: la reale Presenza, il Sacrificio e il Convito.
- Tovaglia bianca: Afferma che sull'altare si compie il Convivio sacramentale secondo le parole del Signore “Prendete e mangiate…prendete e bevetene tutti”.
- Due ceri o due gruppi di ceri: Richiamano la reale Presenza, che si attua nelle parole di Cristo, uomo-Dio: “Questo è il mio Corpo…Questo è il mio Sangue”.
- Croce sull’altare: Significa riconoscere che lì si attualizza l’unico Sacrificio del Calvario, secondo le parole del Redentore “Corpo offerto in sacrificio… Sangue versato in remissione dei peccati”.
Gli arredi liturgici rendono visibile l’intero mistero nei suoi tre aspetti teologici essenziali e indivisibili: Presenza, Sacrificio, Convito. Vi potranno essere altri elementi decorativi, ma questi rimangono secondari rispetto ai tre principali, che, invece, esprimono i contenuti intrinseci alle stesse parole istituzionali dell’Eucaristia.
Tipologie e Materiali delle Tovaglie d’Altare
Esistono diverse tipologie di tovaglie d’altare, ognuna con caratteristiche specifiche e un significato particolare. La tovaglia principale, detta anche “corporale”, è la più grande e copre interamente l’altare. Solitamente è realizzata in lino bianco e può essere decorata con ricami o pizzi. Anticamente, la tovaglia superiore era quello che poi nel tempo è diventato il corporale. Il corporale era talmente grande da essere considerato una vera e propria tovaglia. Il Card. Da principio si potevano anche non mettere tovaglie sotto il corporale. Nel I secolo sembra che bastasse la sola palla per servire da tovaglia e da corporale. Da principio il corporale era molto grande e copriva tutta la superficie della mensa; si conserva un corporale del XII secolo in Svizzera la cui lunghezza è di 1.20 m. Il corporale che si usa nella santa Messa e nella distribuzione della santa Comunione deve avere da 45 a 50 centimetri di lato. È permesso ornarne il bordo, con semplice lavoro di ago, o con l'aggiunta di piccolo merletto e al centro con motivi delicati e piatti. È permesso inamidare leggermente i corporali, con il doppio vantaggio d'infittire la stoffa e di rendere più facile la raccolta di eventuali frammenti eucaristici.

Oltre alla tovaglia principale, possono essere utilizzate tovaglie aggiuntive, più piccole, per proteggere la tovaglia principale da eventuali macchie o danni. Queste tovaglie aggiuntive possono essere realizzate in diversi materiali e colori, a seconda del periodo liturgico. Infine, esistono tovaglie speciali, utilizzate in occasioni particolari come la Settimana Santa o le solennità principali. Queste tovaglie speciali sono spesso caratterizzate da un design più elaborato e da colori specifici, in linea con il tema della celebrazione.
Numero e Composizione
La liturgia prevede che l’altare sia rivestito non solo della tovaglia, ma anche della croce e dei ceri. L'Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR) afferma: “Vi sia sopra l’altare, o accanto ad esso, una croce, con l’immagine di Cristo crocifisso, ben visibile allo sguardo del popolo radunato”. La norma classica della croce sopra l’altare rimane sempre valida.

Nel corso dei secoli, il numero dei lini per altare è aumentato; in alcuni scritti, come i decreti del Sinodo di Rodez del 1289, vengono citati addirittura cinque diversi lini. Nei secoli successivi i vari sinodi si pronunciano in modi sempre diversi, talvolta prescrivono l’uso di almeno due lini, successivamente di tre lini e poi nuovamente di due. Il motivo per cui la Chiesa aveva inizialmente previsto l’utilizzo di così tanti teli era per evitare che il vino, nel caso in cui venisse rovesciato, potesse toccare la mensa. Nell’Ordo del cerimoniere papale Giovanni Burcardo del 1498 viene promulgata una norma precisa sull’utilizzo di tre tovaglie e del crismale, tela passata nella cera da stendere a contatto diretto con l’altare per proteggerlo da eventuali diffusioni dell’olio crismale.
Anche il precedente Messale Romano ribadisce che l’altare deve essere ricoperto da tre teli in puro lino o canapa. Già con Papa Silvestro I viene specificato che la tovaglia non può essere realizzata in nessun altro tessuto se non lino o canapa, anche qualora esso fosse migliore in quanto a facilità di pulizia o fosse comunque di colore bianco candido. Fino a quel momento infatti molte tovaglie venivano realizzate in tessuti di seta, velluto, lana, impreziosite da pietre o ricami messi in evidenza da tessuti colorati. Il telo a diretto contatto con l’altare poteva essere realizzato anche in un lino un po’ più grossolano mentre il telo che ricopriva il piano doveva essere realizzato in un tessuto più fine ed elegante. Nelle rubriche generali del messale viene prescritto che la mensa dell'altare sia coperta da tre tovaglie di puro lino. Una delle tre tovaglie deve essere di lunghezza tale da coprire i due lati fino alla predella. Le tovaglie inferiori possono essere di lino più ruvido. Nella prassi può avvenire che, invece di due tovaglie, ve ne possa essere sia una sola raddoppiata, ma tale da ricoprire l'intera mensa. La tradizione vuole che debbano confezionarsi col lino, in mancanza di questo è tollerata la canapa. Solo un indulto apostolico può autorizzare le tovaglie di tela mista e di cotone nei paesi di Missione.
Misure e Decorazioni
Non esistono misure standard per la tovaglia dato che viene realizzata su misura per l’altare della Chiesa. Anche negli inventari medievali pochi sono gli accenni alla lunghezza dei lini nella parte davanti. Alcuni dipinti mostrano tovaglie che rivestono l’altare quasi fino al piedistallo, altri invece raffigurano teli che cadono solo sui lati e non davanti. La tovaglia che Arte Ricami ha confezionato per l’altare della Basilica di San Pietro misurava circa 8mt. Per potervi fornire un preventivo gratuito della tovaglia su misura dell’altare della Vostra parrocchia è necessario conoscere la larghezza del piano della mensa, la lunghezza e l’altezza della calata laterale e centrale.
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Anche i dipinti e le raffigurazioni del passato ci raccontano le decorazioni delle tovaglie in voga nei diversi Paesi e periodi. In Italia, per esempio, nel Medioevo era molto in uso la tovaglia Perugina. Il decoro si concentrava solitamente nei lati minori del capo e presentava motivi di uccelli, alberi, fiori oppure figure geometriche. Venivano tessute in colore blu su sfondo bianco; solo in rari casi veniva utilizzato anche il color ruggine. Nel XV secolo invece divennero d’uso delle strisce in pura seta, spesso ricamate, che venivano applicate sulle parti laterali o sotto il ricamo centrale come ulteriore decorazione.
Per la decorazione si richiede molta sobrietà e buon gusto. Si preferisca l'ornamentazione a ricamo, anche a colori, con motivi semplici: fiori, foglie, ricami simbolici a facile intreccio, iscrizioni. Pochi pizzi e che non superino l'altezza massima di circa 25 centimetri. Le tovaglie vanno benedette e devono poggiare libere sopra l'altare: quindi niente cornici che girino intorno allo spigolo della mensa.
Motivi Decorativi e Simbolismo dei Colori
L’altare è il luogo che ricorda l’ultima cena e su cui viene compiuto ogni domenica il Convivio Sacramentale. Per questo i tralci di uva e le spighe sono motivi ricorrenti delle tovaglie per altare. Altre decorazioni sono quelle che ricordano il Santissimo Sacramento come per esempio l’agnello, l’ostia, il monogramma IHS o il pellicano. Ci sono poi altari dedicati a Maria o a dei Santi le cui tovaglie possono riportare simboli mariani oppure simboli legati al santo che viene venerato. Un esempio è una tovaglia fatta su misura per altare dedicato a Maria, con ricamo realizzato a punto intaglio a mano.
I materiali utilizzati per realizzare le tovaglie d’altare variano a seconda del periodo storico, della regione e del budget disponibile. Tradizionalmente, il lino e il cotone sono i materiali più utilizzati, grazie alla loro resistenza, alla loro facilità di pulizia e al loro aspetto elegante. Tuttavia, possono essere utilizzati anche altri materiali, come la seta o il damasco, soprattutto per le tovaglie più elaborate. Le decorazioni delle tovaglie d’altare possono variare da semplici bordi ricamati a complessi disegni che raffigurano scene bibliche o simboli cristiani. I ricami possono essere realizzati a mano o a macchina, utilizzando fili di seta, oro o argento. I pizzi, realizzati a tombolo o all’uncinetto, aggiungono un tocco di eleganza e raffinatezza alla tovaglia. In alcuni casi, le tovaglie possono essere decorate con inserti preziosi, come perle, pietre preziose o applicazioni in metallo.

Oltre ai motivi decorativi, anche il colore della tovaglia d’altare riveste un significato importante:
- Bianco: Simboleggia la gioia, la purezza e la gloria.
- Rosso: Simboleggia il sangue, il fuoco e l’amore.
- Verde: Simboleggia la speranza e la vita.
- Viola: Simboleggia la penitenza e la preparazione.
- Rosa: Simboleggia la gioia e l’attesa.
Cura e Manutenzione delle Tovaglie d’Altare
La cura e la manutenzione delle tovaglie d’altare sono fondamentali per preservarne la bellezza e la sacralità. Le tovaglie devono essere lavate regolarmente, utilizzando detergenti delicati e acqua tiepida. È importante evitare l’uso di candeggina o altri prodotti aggressivi, che potrebbero danneggiare i tessuti e i colori. Dopo il lavaggio, le tovaglie devono essere stirate con cura, utilizzando un ferro da stiro a bassa temperatura. Le tovaglie più elaborate, decorate con ricami o pizzi, possono richiedere una pulizia professionale per evitare danni. Inoltre, è importante conservare le tovaglie in un luogo asciutto e protetto dalla polvere, avvolgendole in un panno di cotone o lino. Una cura adeguata garantisce che le tovaglie d’altare mantengano la loro bellezza e il loro significato per molti anni a venire. La tovaglia d'altare, in quanto oggetto sacro, richiede una cura e una manutenzione particolari. È importante lavarla e stirarla regolarmente, prestando attenzione ai tessuti delicati e ai ricami preziosi. Quando non viene utilizzata, la tovaglia d’altare dovrebbe essere conservata in un luogo asciutto e pulito, al riparo dalla polvere e dall’umidità.
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La tovaglia d’altare è un elemento essenziale nell’arredo liturgico, che riveste un significato profondo e simbolico. La scelta dei motivi decorativi e dei colori liturgici contribuisce a comunicare un messaggio teologico e spirituale, rafforzando la fede e la partecipazione dei fedeli alla liturgia. Affidarsi a un produttore esperto come HAFTINA TEXTILE GROUP SP. Z O. O. è garanzia di qualità e rispetto della tradizione.
Altri Elementi del Corredo Liturgico
Oltre alle tovaglie, altri elementi tessili completano il corredo dell'altare, contribuendo alla dignità della celebrazione:
- La Palla: È un quadrato di lino che misura da 12 a 17 centimetri di lato e serve a coprire il calice durante la celebrazione del sacramento. Ci sono usi diversi: in Francia comunemente è formata da una doppia tela rinforzata da un cartoncino introdotto tra i due tessuti; in Italia, in Spagna e in altri paesi è una semplice o doppia tela fortemente inamidata. Deve essere di stoffa preziosa, seta o anche oro.
- Il Purificatoio: È un panno lungo da 50 a 35 cm. L'uso di servirsi di un panno per asciugare il calice dopo l'abluzione è antichissimo. Ricevette il nome di purificatoio a Roma dove si trova per la prima volta con questo nome in un inventario del tesoro papale del 1295.
L'Importanza dell'Estetica e della Tradizione nell'Arredo Liturgico
L’Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR) afferma: “…tenuta presente la struttura sia dell’altare che del presbiterio, in modo da formare un tutto armonico; e non impediscano ai fedeli di vedere comodamente ciò che si compie o viene collocato sull’altare” (OGMR, 307). È necessario anche osservare che la croce, pur prossima all’altare, ma laterale, non afferma con la dovuta evidenza quella centralità ottica che sarebbe richiesta per il sacerdote e per l’intera assemblea, come ben si esprime il Messale “ben visibile allo sguardo del popolo radunato” (OGMR, 308).
Far valere come croce d’altare la croce processionale, che raggiunge l’altare con la processione introitale e lo lascia nuovamente nella processione di congedo - uso peraltro non estraneo nella storia liturgica - non asseconda all’esigenza che l’altare debba rimanere sempre, anche fuori della celebrazione, rivestito con la dignità di tutte le sue insegne: “Conviene che questa croce rimanga vicino all’altare anche al di fuori delle celebrazioni liturgiche, per ricordare alla mente dei fedeli la salvifica Passione del Signore” (OGMR, 308).

In alcune prassi di chiese moderne e in certe linee di pensiero attuali si ammette e si propone l’idea e la realizzazione di un altare, che fuori della celebrazione dovrebbe rimanere sempre spoglio. In ambienti artistici ed estetici si contempla in questo una nobile maestà e in una visione raffinata, ma elitaria, si ritiene di potenziarne in tal modo la sua sacralità. Tuttavia, nella celebrazione della liturgia si deve attenersi a quella forma che la Chiesa riconosce adatta al nostro tempo e, sarebbe un indebito archeologismo ricorrere a forme storiche interessanti, ma non recepite dalla disciplina attuale della Chiesa. Attualmente la Chiesa non considera l’altare sempre spoglio, ma lo ritiene, invece, sempre ‘rivestito’ delle sue fondamentali insegne: tovaglia, croce e candelabri. Soltanto il Venerdì e il Sabato santo la liturgia romana stabilisce che l’altare sia totalmente spoglio (privo di tovaglia, candelieri, croce, tappeti, ecc.), quale ‘icona’ della passione del Signore e assenza, in questi giorni austeri, della celebrazione del divin Sacrificio. Cristo, infatti presiede sempre alla sua Chiesa e l’altare è il segno di Lui ed è luogo di venerazione anche fuori del rito, a chiesa vuota.
Un più ricco addobbo dell’altare (ceri, fiori, paliotto, ecc.) sottolinea la festa della Chiesa nelle solennità liturgiche, mentre l’assenza dei fiori esprime l’austerità tipica del tempo penitenziale e una certa sobrietà accompagna il tempo ordinario. È intuitivo capire che un altare ben addobbato, con una decorosa tovaglia e la centralità di una croce veramente bella ed espressiva attira la preghiera più che uno splendido altare marmoreo, ma freddo e nudo, che potrebbe non parlare facilmente ai ‘poveri’ del popolo di Dio.
Se si vuole ritornare ad educare i fedeli a riconoscere nell’altare, anche fuori del rito, il segno di Cristo, il Kyrios, e a prostrarsi davanti ad esso, come facevano gli antichi, bisogna evitare forme eccessivamente ermetiche e trovare quell’equilibrio di bellezza, tradizione e calore spirituale che è connaturale al migliore genio liturgico e pastorale dei secoli cristiani. La nobiltà dell’altare che risplende per mirabile arte eleva la fede, purifica i contenuti del dogma e suscita il senso del vero e il gusto del bello negli intellettuali e nei ‘semplici’, che presso l’altare di Dio diventano tutti bambini.
Questa riflessione propone una necessaria verifica sugli arredi dell’altare per non continuare ad essere dominati da pregiudizi gratuiti, assunti in modo acritico da usi ormai diffusi, ma scorretti e abusivi. È necessario riprendere con intelligenza e buon gusto aspetti importanti, abbandonati con troppa facilità e che assicurano, nella continuità della tradizione, la profonda ricchezza dei simboli liturgici. Si tratta di far nuova chiarezza, nel tumulto talvolta frettoloso e superficiale, in cui ci può condurre una prassi liturgica senza teologia e senza radici. La bellezza, pertanto, non è un fattore decorativo dell’azione liturgica; ne è piuttosto elemento costitutivo, in quanto è attributo di Dio stesso e della sua rivelazione. Tutto ciò deve renderci consapevoli di quale attenzione si debba avere perché l’azione liturgica risplenda secondo la sua natura propria.
Un Esempio Nobile di Arte Sacra
Tra gli eventi più importanti del Millenario della Città e del Duomo, ha suscitato un particolare interesse la cerimonia di donazione alla Cattedrale di Sansepolcro della tovaglia per l’altare maggiore corredata con 5 pezzi in lino necessari per la celebrazione della santa messa. Una vera e propria opera d’arte progettata e realizzata dalle merlettaie dell’associazione culturale il merletto nella città di Piero della Francesca con la collaborazione delle Suore Clarisse.
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