La storia e le leggende legate alla Madonna Benedetta di Manfredonia affondano le radici in un passato ricco di eventi storici, devozione popolare e antichi racconti. La città di Manfredonia, fondata dal re Manfredi nel XIII secolo, porta con sé echi di antiche civiltà e un profondo legame con il culto mariano, in particolare con la figura della Madonna di Siponto.
Le Origini del Regno e le Sette Figlie del Re
Si narra di un potente re che regnava sulla Capitanata, il quale, pur avendo sette bellissime figlie, non possedeva eredi maschi. Poiché le figlie avevano fatto voto di verginità, il regno alla morte del re sarebbe diventato autonomo. Per preservare l'unità e la regalità, il re decise di donare a ciascuna figlia una reggia, che sarebbe diventata un santuario, e di dotarle di una corona per simboleggiare il loro lignaggio.
Così, il re assegnò le sue "sette sorelle Madonne" ai vari centri della regione:
- La Madonna di Siponto a Manfredonia
- La Madonna dei Sette Veli a Foggia
- La Madonna del Soccorso a San Severo
- La Madonna Incoronata ad Apricena
- La Madonna di Stignano a San Marco in Lamis
- La Madonna di Cristo a Rignano
- La Madonna Nera a Lucera
La Leggenda delle Sette Sorelle Madonne del Gargano
Un'altra leggenda narra di sette sorelle Madonne che risiedevano in una rocca presso l'Abbazia delle Tremiti. Dedite al lavoro di filatura per confezionare paramenti sacri, queste figure divine furono messe alla prova durante un'incursione dei Turchi.
Quando i pirati incendiarono il convento, uno dei monaci, accorso in aiuto delle sette sorelle Madonne, le trovò miracolosamente avvolte in un grande mantello da loro stesse filato. Il monaco fu invitato a rifugiarsi sotto il mantello, che le protesse dalle fiamme distruttrici. I Turchi, credendo di aver annientato tutto, se ne andarono.
Il monaco, recuperato il mantello, caricò sei delle sorelle Madonne su una barca e si diresse verso il Gargano, lasciando la più anziana a custodia delle isole. Arrivato sulla terraferma, desiderò dividere le sei sorelle Madonne, affidandone una ad ogni contrada. Durante il suo peregrinare tra boschi, valli e marine, il monaco sostava in diverse località, vivendo in eremitaggio. Quando la gente veniva a conoscenza della sua presenza, egli donava loro una delle sorelle Madonne, proseguendo poi il suo cammino finché, stanco, si ritirò in una grotta, dedicandosi alla preghiera e alla penitenza.

Manfredonia: La Città Fondata da Re Manfredi
La moderna Manfredonia, una ridente cittadina dauna che conta circa sessantamila anime, si estende lungo la fascia costiera del Gargano. Il suo fondatore, il re Manfredi, figlio di Federico II, nutriva un profondo amore per la terra di Puglia e in particolare per la Capitanata.
Le ragioni che spinsero Manfredi a fondare una nuova città, forse per emulare l'impresa di Diomede, o per restituire pace al popolo sipontino scampato al terremoto, rimangono oggetto di interrogativi. Certo è che, dopo averne disegnato la pianta, convocò studiosi e astrologi per determinare il sito più idoneo. La prematura scomparsa di Manfredi nel 1266, durante la battaglia di Benevento, non gli permise di vedere la sua città completata come avrebbe desiderato. Nonostante ciò, Manfredonia ha proseguito il suo cammino, fondendo il nuovo con l'antico e conservando la sua connotazione originaria.

Siponto: L'Antica Città e le Sue Vestigia
Prima di Manfredonia, esisteva Siponto, oggi un quartiere della città moderna. Le sue vestigia antiche, tra cui due Ipogei paleocristiani noti come "Ipogei Scoppa", testimoniano l'importanza della cittadina già nel IV secolo d.C. Siponto era nota in epoca romana per la sua posizione strategica, punto di collegamento tra la Capitanata e il Gargano.
Tra gli edifici religiosi di Siponto, spicca la Basilica di Santa Maria Maggiore, antica cattedrale e uno dei più importanti monumenti romanico-orientali della Puglia, risalente ai primi decenni dell'XI secolo. Accanto alla basilica sorge un Parco Archeologico con i resti di una basilica paleocristiana e complessi catacombali. Il sito sorse su un antichissimo tempio pagano dedicato a Diana.
La Madonna Nera di Siponto: Icona e Leggende
Nella cripta della splendida chiesa di Santa Maria di Siponto era conservata una veneratissima Madonna Nera con Bambino, un'icona risalente al V secolo d.C., di autore ignoto. Dal 1973, l'opera è custodita in una cappella laterale della Cattedrale di Manfredonia.
La provenienza dell'icona è avvolta nel mistero. I documenti la attestano dal 1327, ma una tradizione la fa risalire al V secolo, portata da Costantinopoli da San Lorenzo Maiorano. Altri la attribuiscono all'opera di San Luca evangelista.
L'icona ha subito danni a causa di un incendio nel 1872 e diversi restauri nel corso degli anni. La sua tecnica è a tempera all'uovo su tavola. I colori utilizzati sono pigmenti naturali.

La Leggenda della "Sipontina"
Nella Cattedrale di Manfredonia è presente anche una statua lignea di Madonna con Bambino, chiamata "La Sipontina", anch'essa proveniente dall'antica cattedrale di Siponto. Questa statua è enigmatica per i suoi occhi grandi e spalancati e l'espressione attonita.
Secondo un'antica tradizione orale, uno stupro sarebbe avvenuto ai piedi della statua, coinvolgendo una giovinetta del posto e il nipote del vescovo dell'epoca. Di fronte a tale nefandezza, la Madonna si sarebbe trasfigurata, e i suoi occhi, un tempo dolci, sarebbero diventati sempre più grandi fino a raggiungere l'aspetto attuale. Questa leggenda è talvolta collegata alla scomparsa di Siponto, con le lacrime della ragazza che avrebbero formato il lago Salso, causa delle paludi che portarono alla fine dell'antica città.
Un'altra tradizione, riportata nelle lettere di San Gregorio Magno, menziona un episodio di stupro ai danni di una ragazza sipontina da parte del nipote del vescovo Felice, invitando a punire la colpa.
Nel 1620, si narra che i Turchi tentarono di rapire la statua, ma essa ritornò miracolosamente nella propria chiesa. In epoche successive, i cittadini di Manfredonia tentarono di trasferirla nella loro città, ma una terribile tempesta impedì il trasporto, lasciandola al suo posto.

Studi e Analisi sulle Madonne Lignee
Il culto mariano nel Medioevo vide la nascita di numerosi santuari dedicati alla Madonna Nera, con un'esplosione particolare tra il XVI e il XVII secolo. Le statue lignee romanico-gotiche comparvero nel XIII secolo, diffondendosi lungo le vie di pellegrinaggio.
Non vi è un accordo preciso sul momento in cui le Madonne venerate divennero scure. Studi archeometrici sulle statue lignee pugliesi indicano che inizialmente erano bianche. La Puglia, influenzata dall'Oriente, ricevette nel Medioevo numerose reliquie da Terrasanta e Costantinopoli, suggerendo una possibile riformulazione delle leggende e un trasferimento della sacralità cristiana dall'Oriente all'Occidente.
La prof.ssa Maria Stella Calò Mariani ha esaminato statue celebri come la "Sipontina", evidenziando che le analisi sui numerosi strati cromatici rivelano frequenti rimaneggiamenti. La statua della Sipontina, trafugata dai Turchi, sarebbe poi ritornata miracolosamente alla sua chiesa.
La Festa Patronale e la Devozione
La Festa Patronale in onore di Santa Maria di Siponto si svolge tradizionalmente il 29, 30 e 31 agosto, giorni di grande festa e preghiera per la santa patrona di Manfredonia.
Dal 1973, l'icona della Vergine di Siponto è custodita in una cappella laterale della Cattedrale di Manfredonia. L'immagine, dipinta su legno di cedro secondo la tecnica della tempera all'uovo, è tipica delle icone di tradizione orientale.
Nel 1955, il patriarca di Venezia Angelo Giuseppe Roncalli (futuro papa Giovanni XXIII) incoronò la Madonna e il Bambin Gesù in una cerimonia che vide la partecipazione di 20.000 persone in Piazza Duomo. L'icona ha subito diversi restauri nel corso del tempo, l'ultimo dei quali, particolarmente delicato, è stato completato nel 2011.
Ogni anno, il 31 agosto, si svolge la processione dell'icona della Beata Vergine, accompagnata da oltre 20.000 fedeli, a testimonianza della profonda venerazione del popolo sipontino.
Festa Patronale di Manfredonia 2023 – 1
tags: #madonna #benedetta #di #manfredonia