In questi giorni, innumerevoli persone in tutto il mondo stanno pregando per Papa Francesco. Dinanzi a questo slancio collettivo, nasce spontanea una domanda profonda: che valore ha questa preghiera? È davvero importante? Alla fine non si compirà comunque la volontà di Dio? La nostra preghiera cosa può aggiungere o togliere a questa volontà?
Il senso della preghiera di intercessione
Prima di tutto, dobbiamo ricordare che Papa Francesco ha sempre chiesto la nostra preghiera, fin dall’inizio del suo pontificato, quando, appena eletto, si è inchinato davanti al popolo di Dio domandando la benedizione del Signore per intercessione dei fedeli. Non fu un gesto isolato: alla fine di quasi tutti i suoi interventi pubblici, come l’Angelus e le udienze, ha salutato i presenti chiedendo, per favore, di non dimenticare di pregare per lui. Lo ha chiesto insistentemente: perché allora non dovremmo farlo? Inoltre, nella Messa c’è sempre un “memento” per “il tuo servo e nostro Papa Francesco”: lex orandi, lex credendi!

È vero che Cristo è l’unico mediatore tra Dio e l’umanità, ma è altrettanto vero che, per esempio, san Paolo ha pregato per i destinatari delle sue lettere e ha chiesto le loro preghiere; che anche le altre lettere apostoliche ci invitano a intercedere gli uni per gli altri, anche per i nemici e per i peccatori; che mentre Pietro era tenuto in prigione, “una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui” (At 12,5) e, in risposta a quella preghiera, Dio mandò il suo angelo a liberare Pietro dal carcere.
Soprattutto, non possiamo dimenticare la promessa di Gesù: “Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà” (Mt 18,19). È chiaro che Dio rimane sommamente libero di esaudire le nostre preghiere nei modi e nei tempi che Lui conosce, ma “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato” (Gv 15,7). Perché la preghiera di intercessione è espressione di carità, di amore vicendevole. Come potremmo dire di amarci gli uni gli altri se ciascuno pregasse solo per sé? Nella preghiera che Gesù ci ha insegnato ricorre quattro volte l’aggettivo “nostro”, per insegnarci a pregare insieme e per tutti.
La speranza: la virtù "bambina" che combatte
Francesco ha parlato tante volte di speranza, che definisce come “la più piccola delle virtù, ma la più forte”. La speranza non è passivo ottimismo ma, al contrario, “è combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura”. È “la più umile delle tre virtù teologali, perché rimane nascosta” e, come spiega il Pontefice, “è una virtù rischiosa, una virtù, come dice san Paolo, di un’ardente aspettativa verso la rivelazione del Figlio di Dio (Rm 8,19). Non è un’illusione”.

“È una virtù che non delude mai: se tu speri, mai sarai deluso”, è una virtù concreta, “di tutti i giorni perché è un incontro”. La speranza ha bisogno di pazienza, proprio come bisogna averne per veder crescere il grano di senape. È “la pazienza di sapere che noi seminiamo, ma è Dio a dare la crescita”.
Testimonianze e radici della speranza
La Bibbia è tutta permeata di speranza. Abramo “credette saldo nella speranza contro ogni speranza” (Rm 4,18). Papa Francesco nota come Abramo, in un momento di sfiducia, invece di chiedere il figlio promesso che non arrivava, “si rivolge a Dio perché lo aiuti a continuare a sperare”.
| Figura | Approccio alla Speranza |
|---|---|
| Benedetto XVI | Virtù performativa che produce fatti e cambia la vita (Spe Salvi). |
| Giovanni Paolo I | Virtù obbligatoria che nasce dalla fiducia nell'onnipotenza e nell'amore di Dio. |
| Charles Péguy | La "piccola speranza" che avanza tra le sorelle maggiori (Fede e Carità). |
Vivere la speranza nel presente
In questo momento storico, siamo chiamati a riscoprire il dono inestimabile di poter dialogare con il Signore, da cuore a cuore, diventando così pellegrini di speranza, perché “la preghiera è la prima forza della speranza. Tu preghi e la speranza cresce, va avanti. Io direi che la preghiera apre la porta alla speranza”. L’invito di Papa Francesco è chiaro: “Pensa, lì dove Dio ti ha seminato, spera! Non arrenderti alla notte: ricorda che il primo nemico da sottomettere non è fuori di te: è dentro. Pertanto, non concedere spazio ai pensieri amari, oscuri”.
Papa Francesco Educare alla Speranza
La vita è il dono che Dio ci ha fatto: ed è troppo breve per consumarla nella tristezza, nell’amarezza. Se la vicenda della vita, con tutte le sue amarezze, rischia di soffocare il dono della preghiera, basta la contemplazione di un cielo stellato, di un tramonto, di un fiore, per riaccendere la scintilla del ringraziamento. Per noi cristiani, dice Papa Francesco, è necessario coltivare uno sguardo pieno di speranza.