La preghiera è uno strumento essenziale per l'incontro quotidiano con il Signore, e la Lectio Divina rappresenta un metodo approfondito che ci mette in rapporto con le Sacre Scritture. Come ha sottolineato la costituzione dogmatica Dei Verbum (DV) del Concilio Vaticano II, la Chiesa attribuisce grande importanza alle Sacre Scritture, attraverso le quali il Signore si rivela a noi.
I Vangeli, in particolare, «possiedono una superiorità meritata, in quanto costituiscono la principale testimonianza relativa alla vita e alla dottrina del Verbo incarnato» (DV 18). La venerazione della Chiesa per le divine Scritture è pari a quella per il Corpo di Cristo (DV 21), evidenziando la loro centralità nella vita di fede.
Origini e Sviluppo della Lectio Divina
Tradotto dal latino, Lectio Divina significa «lettura divina». Questo metodo di preghiera ha le sue radici nella Chiesa primitiva e si è sviluppato in modo significativo nella vita monastica. La preghiera con le Scritture era già una pratica fondamentale nella tradizione giudaica, e i primi cristiani ne hanno ereditato la predilezione, pregando in modo particolare con i salmi.
Nel VI secolo, San Benedetto, nella sua Regola, esortava i monaci a dedicare tempo alla lettura e alla preghiera con le Scritture, distaccandosi spesso dal lavoro. Il metodo fu formalizzato nell'XI secolo da Guigo II, priore certosino, che lo descrisse in una lettera ai suoi confratelli come una «scala a quattro pioli» che conduce al Paradiso, dove ogni piolo corrisponde a una tappa della Lectio Divina.
Le Quattro Tappe Tradizionali della Lectio Divina
La Lectio Divina si articola in quattro tappe tradizionali, che conducono a un profondo dialogo con la Parola di Dio:
- Lectio (lettura)
- Meditatio (meditazione)
- Oratio (preghiera)
- Contemplatio (contemplazione)

1. Preparazione alla Preghiera: Invocazione dello Spirito Santo
Prima di iniziare la prima tappa, è fondamentale creare un ambiente propizio. È consigliabile recarsi in un luogo solitario e pacifico, come un angolo di preghiera. Assumendo una posizione comoda, si cerca di calmare la mente e il cuore, magari rallentando il respiro. Una volta raggiunta la pace interiore, si invoca lo Spirito Santo affinché guidi la meditazione. Senza l'epiclesi, la Lectio Divina rimane un esercizio umano, uno sforzo intellettuale, tutt'al più un apprendimento di saggezza e non di Sapienza divina.
Come ricorda San Efrem il Siro: «Prima della lettura prega e supplica Dio che si riveli a te». E San Giovanni Crisostomo: «Signore, apri i miei occhi e il mio cuore affinché io comprenda e compia la tua volontà». Lo Spirito Santo, infatti, è la forza della nostra vita e rende comprensibile la Parola dettata da Lui (Dei Verbum 12). È lo Spirito che dà vita, mentre la lettera sola uccide.
Preghiera allo Spirito Santo - Una preghiera molto antica allo Spirito Santo
2. La Lectio: Ascolto Attento della Parola
La Lectio è la lettura propriamente detta, una lettura attenta, lenta e meditativa della Parola di Dio. Prima di leggere il brano scelto, è utile comprenderne il contesto, osservando ciò che precede e segue il passo selezionato. Il brano non dovrebbe essere troppo lungo; se lo è, può essere diviso e meditato in più giorni.
La lettura deve essere ripetuta più volte, anche a voce alta o mormorata, per assimilare ogni parola e comprenderne il significato. Questo coinvolge più sensi e aiuta a far "scendere" la Parola nel cuore, come suggerito da Deuteronomio 30,14: «Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore». Durante la lettura lenta, quando una parola o una frase colpisce, è importante fermarsi e fissarvi l'attenzione. È raccomandabile leggere il testo con la penna in mano per sottolineare gli elementi principali e prendere appunti.
È cruciale cercare il senso corretto del testo, collocandolo nel suo contesto e nelle sezioni a cui appartiene. Questo include l'identificazione dei personaggi principali e la ricerca di brani simili nella Bibbia, utilizzando note e riferimenti paralleli. La Scrittura commenta la Scrittura: questa ricerca è fondamentale per non "uscire dal seminato" e per permettere al testo di guidarci progressivamente.
3. La Meditatio: Ruminare la Parola nel Cuore
La Meditatio è il momento in cui si comincia a ripetere la parola o la frase che ha colpito, lasciando che diventi un ritmo nella mente e scenda più profondamente nell'anima. Si cerca di capire cosa significa e cosa il Signore vuole dire attraverso quella parola, e come essa si relaziona con la propria vita, con le preoccupazioni, i ricordi e le idee.
Mediterete significa "ruminare" la pagina biblica, interrogandosi sui valori permanenti e sui messaggi che il testo comunica. «Cosa dice a me questo testo? Quali messaggi mi comunica, attraverso i dati che ho rilevato?». È l'atteggiamento del giovane Samuele: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta» (1Sam 3,10).
Le memorie e i pensieri che emergono durante la meditazione sono da offrire al Signore come dono di sé. Durante questa fase, si possono stabilire collegamenti con altri passi biblici, scoprendo l'unità del messaggio divino attraverso linguaggi e epoche diverse. La meditazione deve portare a essere Dimora del Padre, del Figlio, dello Spirito.
4. L'Oratio: Dialogo e Risposta al Signore
L'Oratio è il momento in cui si parla esplicitamente con il Signore riguardo al brano meditato. Si tratta di un dialogo intimo, come tra amici, dove si condividono i sentimenti e i pensieri suscitati dalla Parola. Non si inventa la preghiera, ma si entra nei sentimenti religiosi che il testo evoca. Santa Teresa d'Avila la definiva un «intimo rapporto di amicizia, un intrattenimento con Colui da cui sappiamo di essere amati».
In questa tappa, c'è spazio per il silenzio, l'adorazione, la supplica, il discernimento di decisioni e il ringraziamento. È anche un momento di ascolto, per percepire la voce di Dio che risponde alle nostre preghiere, senza scoraggiarsi se non si percepisce nulla immediatamente.
5. La Contemplatio: Riposo nella Presenza Divina
La Contemplatio è la tappa più delicata, dove l'attività umana cede il passo all'azione di Dio. È un momento di riposo nella presenza amorosa del Signore, dove le parole non sono più necessarie. Lo Spirito Santo attira alla presenza di Dio attraverso le Scritture, permettendo di contemplare il mistero di Dio amore, il mistero di Cristo e dello Spirito operante nella storia.
A differenza delle altre tappe, la contemplazione è un dono di Dio. Il nostro ruolo è creare lo spazio e l'atteggiamento interiore per riceverlo. È un colloquio intimo, un "faccia a faccia" con il Signore (Fil 2,5), dove si guarda se stessi e il mondo con lo sguardo di Dio, avendo «la mente e il pensiero di Cristo» (1Cor 2,16). È il momento passivo dell'intimità, dove si inizia a conoscere Dio nell'esperienza, nel cuore, non solo nell'intelletto.
Tappe Aggiuntive della Lectio Divina
Alcune tradizioni e scuole di spiritualità hanno aggiunto altre tappe alla Lectio Divina per arricchirne il percorso:
L'Actio: Trasformazione e Azione
L'Actio, che significa «azione», è la risposta concreta che diamo al Signore dopo aver trascorso tempo con Lui. È la tappa che ci trasforma in Cristo, non lasciandoci immutati. Alla fine della preghiera, si chiede al Signore di aiutare a portare frutto durante la giornata e a lasciare che la Parola penetri nelle azioni. La Parola che ha colpito durante la preghiera può continuare a parlare e illuminare le scelte quotidiane, incoraggiando ad agire secondo le ispirazioni dello Spirito Santo.
La Collatio: Condivisione Spirituale
Per chi pratica la Lectio Divina in famiglia o in piccoli gruppi, la Collatio, ovvero «condivisione spirituale», è una tappa aggiuntiva. Dopo il momento di preghiera personale, i partecipanti si riuniscono per condividere le grazie ricevute, la frase che li ha colpiti o il modo in cui il Signore ha parlato loro. Condividere questi doni permette loro di crescere e di beneficiare anche gli altri, in un ambiente di accoglienza, apprezzamento e gratitudine reciproca.
Consigli Pratici per la Lectio Divina
- Durata: Dedicare 15-30 minuti al giorno per entrare fruttuosamente nel metodo.
- Scelta del Brano: Non scegliere mai un testo a caso. È consigliabile seguire il Vangelo della Messa del giorno o un libro della Bibbia dall'inizio alla fine. L'obbedienza al lezionario o a un libro specifico è essenziale per una continuità nella Lectio e per evitare il soggettivismo.
- Lunghezza del Brano: Non moltiplicare i testi; un brano, una pericope o pochi versetti sono più che sufficienti.
- Ripetizione: Leggere il testo più volte, anche a voce alta, per imprimerlo nel cuore. Se il brano è già noto, riscriverlo può aiutare a una lettura più attenta.
- Strumenti: Utilizzare una buona Bibbia, consultare brani paralleli o richiamati dai riferimenti marginali (come nella Bibbia di Gerusalemme o nella TOB) per allargare e completare il messaggio.
- Cuore Ascoltante: Il cuore è l'organo principale della Lectio Divina. Chiedere al Signore un "cuore capace di ascolto" (leb shomea'), come Salomone, e un cuore nuovo, purificato e unito, affinché possa accogliere la Parola e produrre frutto.

L'Importanza del Cuore nella Lectio Divina
Il cuore, nella tradizione biblica, è il centro e la sede delle facoltà intellettive e dell'intimo più profondo della persona. È l'organo principale della Lectio Divina, poiché è il nucleo centrale in cui ogni uomo vive ed esprime la sua irripetibilità personale. Tuttavia, il cuore può essere "non circonciso", "di pietra", "diviso", "cieco" o "indurito", se lontano da Dio o appesantito dagli affanni della vita.
Solo un "cuore di fanciullo" può ricevere i doni di Dio (Marco 10,15), e un cuore reso nuovo dal Signore è aperto e disponibile all'ascolto. Dio ha promesso di dare un cuore nuovo a chi lo invoca (Ezechiele 18,31). La Parola di Dio, come nella parabola del seminatore, deve cadere in un "cuore buono e unito" per produrre frutto nella perseveranza (Luca 8,15).
È nel cuore purificato e saldo che il Padre, il Figlio e lo Spirito vengono a prendere dimora, celebrando la Lectio Divina (Giovanni 14,23 e 15,4). Il cuore è fatto per la Parola e la Parola per il cuore, un'unione celebrata nel Salmo 119, dove la Parola divina diventa nostra e il nostro cuore canta perché diventa Suo.
La Lectio Divina non è un cammino sempre facile, ma la fedeltà a questo incontro permette alla Parola di farsi strada nel cuore, superando gli ostacoli del cammino di fede e preghiera. La preghiera della Lectio Divina è un invito a stupirci di Dio che ci parla, a lasciarci attrarre dalla Parola che ci trasforma nell'immagine del Figlio di Dio, accogliendo il suo Nome ineffabile e il suo volto di Amante. È un'arte ineffabile dell'esperienza della divina presenza, che ci conduce a contemplare, ridire le parole dell'Amante nella gioia e nello stupore, e a portare la pace e la benedizione ricevute nel mondo, agendo per realizzare la Parola di Dio nella storia.