La Festa della Divina Misericordia: Origini, Significato e Promesse

La Festa della Divina Misericordia si celebra ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua, conosciuta anche come la Seconda Domenica di Pasqua. Questa ricorrenza, relativamente recente, è stata istituita da San Giovanni Paolo II il 30 aprile 2000, durante la canonizzazione di Santa Faustina Kowalska, la mistica polacca a cui Gesù avrebbe rivelato il desiderio di questa celebrazione.

Le Origini della Festa: La Rivelazione a Santa Faustina

Le radici della Festa della Divina Misericordia affondano nelle rivelazioni che Gesù avrebbe fatto a suor Faustina Kowalska. Secondo il suo Diario, il 22 febbraio 1931, Gesù le apparve in una veste bianca, con la mano destra benedicente e la sinistra poggiata sul petto, da cui fuoriuscivano due raggi, uno rosso e uno pallido. In quell'occasione, comunicò il desiderio di una festa dedicata alla Misericordia, da celebrare nella prima domenica dopo Pasqua, promettendo grazie straordinarie a chi l'avesse onorata.

Gesù ordinò a suor Faustina di dipingere un'immagine secondo quel modello, con la scritta «Gesù confido in Te». Le disse esplicitamente: «Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia» (Diario, 49).

In quello stesso giorno, fece una solenne promessa: «Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici».

Immagine di Gesù Misericordioso con i raggi rosso e pallido

Il Significato Teologico: Legame con il Mistero Pasquale

La scelta della prima domenica dopo Pasqua per celebrare la Festa della Misericordia non è casuale. Essa indica uno stretto legame tra il Mistero pasquale, ovvero la passione, morte e risurrezione di Cristo, e la manifestazione della Divina Misericordia. Come scrive Giovanni Paolo II nella sua Enciclica Dives in Misericordia, «Il Mistero pasquale è il vertice di questa rivelazione ed attuazione della misericordia» (n. 7). La risurrezione di Cristo è vista come «il segno che corona l’intera rivelazione dell’amore misericordioso nel mondo soggetto al male» (n. 8).

Suor Faustina stessa annotava nel suo Diario: «Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore». Questo legame è ulteriormente rafforzato dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo, durante la quale si recita la Coroncina alla Divina Misericordia.

Le Promesse Straordinarie di Gesù

Gesù ha legato alla Festa della Divina Misericordia promesse straordinarie di perdono e grazia. Egli ha affermato: «Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione», a causa del rifiuto dell'Amore divino. Con questa festa, ha voluto offrire «un’altra grande possibilità di salvezza».

Le promesse includono:

  • «In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita - ha detto Cristo - questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene» (Diario, 235).
  • «In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto» (Diario, 699).

Papa Francesco definisce la misericordia come «l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro». La Divina Misericordia è vista come il dono pasquale che la Chiesa riceve da Cristo risorto e offre all'umanità.

Le Condizioni per Ottenere i Doni Straordinari

Per beneficiare dei grandi doni promessi da Gesù in questa festa, è necessario adempiere a precise condizioni:

  • Fiducia nella bontà di Dio e carità attiva verso il prossimo (le condizioni fondamentali del Culto alla Divina Misericordia).
  • Essere in stato di grazia, ottenibile accostandosi al sacramento della Confessione (nei giorni precedenti la Festa o il giorno stesso).
  • Ricevere degnamente la Santa Comunione.

Queste condizioni permettono di ottenere la remissione totale delle colpe e delle pene, un dono che, secondo alcuni teologi, supera persino l'indulgenza plenaria, avvicinandosi alla grazia del Santo Battesimo.

Le Modalità di Celebrazione Desiderate da Gesù

Gesù ha espresso due desideri specifici riguardo alla celebrazione della festa:

  • Che il quadro della Misericordia sia solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato.
  • Che i sacerdoti parlino alle anime della grande e insondabile misericordia divina, risvegliando la fiducia nei fedeli.

La Chiesa, per garantire l'accesso a questi doni, ha stabilito le consuete condizioni per l'indulgenza plenaria, tramite un decreto della Penitenzieria Apostolica del 29 giugno 2002. Queste includono la partecipazione a pratiche di pietà in onore della Divina Misericordia o la recita del Padre Nostro e del Credo alla presenza del SS.mo Sacramento, con l'aggiunta di un'invocazione a Gesù Misericordioso.

L'Immagine del Cristo Misericordioso

L'immagine del Cristo Misericordioso è un elemento centrale della devozione. Gesù stesso descrisse a suor Faustina i due raggi che emanano dal suo petto: «Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia».

Il raggio pallido simboleggia l'acqua del Battesimo e dell'Eucaristia, mentre il raggio rosso rappresenta il Sangue redentore. L'immagine, con la scritta «Gesù confido in Te», è considerata un recipiente attraverso cui attingere grazie alla sorgente della Misericordia divina.

Dettaglio dei raggi rosso e pallido che emanano dal costato di Gesù nell'immagine

La Festa nel Tempo Liturgico

Il Tempo Pasquale, che va dalla Domenica di Risurrezione a Pentecoste, è un periodo di cinquantacinque giorni celebrato come un'unica grande festa. La Seconda Domenica di Pasqua, o Domenica in Albis, chiude questo tempo, ed è tradizionalmente conosciuta anche come "Piccola Pasqua" o "Domenica di Quasimodo", per via delle parole latine dell'introito della messa.

L'istituzione della Festa della Divina Misericordia in questo periodo rafforza il legame con la Pasqua del Signore, momento in cui il mistero della redenzione si compie e la misericordia divina si manifesta pienamente all'umanità.

Il commento di don Fabio Rosini al Vangelo di Domenica 11 Aprile 2021

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